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GIOVANNI IACONO
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Brunetta il privilegiato …

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Chissà che gioia per gli operai dell’Alcoa, per i precari della scuola, per i neo disoccupati e per gli operai di Termini Imerese, quando sono venuti a sapere che il ministro Renato Brunetta prende 3.000 euro netti di pensione, in aggiunta al lauto stipendio, diarie e benefits da parlamentare, privilegi da ministro. In questo marasma triste che è il paese, è bello avere un segnale di ottimismo. C’è pure un tocco di neorealismo: vendeva le gondolette in un terribile stato di indigenza, ma a 23 anni era già assistente all’università, un velocissimo riscatto sociale, oggi impossibile ai comuni mortali. Chissà che soddisfazione per tutti i plurilaureati con master e tutti i titoli in regola che aspettano un concorso, nel sapere che Brunetta – legittimamente, per carità – diventò professore grazie a una sanatoria per precari. E chissà che gioia per i ricercatori italiani sapere che mentre Brunetta faceva il deputato europeo (con un notevole tasso di assenteismo, peraltro) la sua cattedra stava lì ad aspettarlo buona buona. E chissà che entusiasmo, per i conti dell’Inps dover rendere in soldi veri tanti anni di contributi figurativi maturati (legittimamente, ovvio) in aspettativa. E chissà che bello per i figli dei (pochi, ormai) occupati stabilmente con beneficio dell’articolo 18, sapere che chi vuole abolire quell’articolo porta a casa, solo di pensione, due-tre volte la busta paga di papà, quel parassita schifoso che impedisce il futuro ai giovani con il suo egoismo. E chissà che gioia quando in una delle sue numerosissime comparsate televisive il ministro Brunetta, o il candidato sindaco di Venezia Brunetta, si scaglierà contro i doppi stipendi, contro i pensionati che lavorano, contro quelli che vanno in pensione prima di 65 anni, contro i cascami di un welfare cattivo che penalizza i giovani. Bamboccioni che non sono altro, incapaci e fannulloni al punto che non sanno nemmeno mettersi in tasca pensione, più stipendio, più benefits, più prebende varie, sconti, agevolazioni e privilegi. Scemi.

Gruppi Consiliari al Comune e alla Circoscrizione di Ragusa Centro – IdV Ragusa–incontro con i residenti del centro storico

clip_image002Giorno 29 gennaio 2009 presso il saloncino parrocchiale dell’Ecce Homo, IdV ha tenuto un incontro con i cittadini interessati dagli espropri contenuti nel Piano Particolareggiato che presto sarà esaminato e votato in consiglio di quartiere di Ragusa Centro e presso il Consiglio Comunale.

In molti i cittadini che hanno preso parte all’incontro promosso da Italia dei Valori,  venerdì scorso nel salone dell’Ecce Homo, con l’obiettivo di discutere lo strumento urbanistico che l’otto febbraio approderà in consiglio comunale.

IdV è stata presente con  i rappresentanti del partito a livello provinciale, comunale e circoscrizionale.

I cittadini hanno apprezzato l’iniziativa, perché sono stati messi nelle condizioni di capire intanto cos’è il piano particolareggiato.

incontro cittadini centro storico 29-01-2010

partecipazione dei cittadini ( solo sei ) all’unico incontro da questa promosso qualche mese addietro presso il Centro Culturale di via A.Diaz.

Abbiamo registrato grande partecipazione e interesse da parte dei cittadini verso il nuovo strumento urbanistico oltre ad una  legittima preoccupazione visto che  il piano prevede l’esproprio di diversi edifici abitati per la realizzazione di spazi pubblici e in alcuni  casi si tratta addirittura di abitazioni ristrutturate.

In conseguenza di ciò i cittadini hanno deciso di avviare l’iter per la formazione di quattro comitati spontanei che saranno seguiti da un legale incaricato dal nostro partito in rappresentanza dei quattro isolati interessati, riguardanti le zone di via Felicia Schininà e via della Riscossa, piazza Ecce Homo e via Minardi, via San Francesco e via Belle ed infine via Carrubbelle.

Sono una sessantina circa i cittadini che hanno sottoscritto gli atti per costituirsi in comitato, saranno seguiti da un legale incaricato dal partito.

Il fine  che ci siamo proposti come IdV, è ricercare insieme le tutele e le soluzioni anche di tipo economico, più opportune per affrontare al meglio queste delicate situazioni.

Italia dei Valori è pronta a fare battaglia in aula senza  alzare barricate all’approvazione del Ppe, anzi sono già pronti  degli emendamenti e atti d’indirizzo che abbiamo elaborato per dare un contributo che riteniamo miglorativo.

Italia dei Valori considera il piano uno strumento essenziale per la città, vogliamo che venga approvato, ma deve  essere vicino alle esigenze reali dei cittadini”.

Ragusa li 31/01/2010.

Consigliere Comunale      Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro   Componente Commissione Centri Storici

Salvatore Martorana                                 Gianluca Salonia                                            Elena Azzone

Gruppi Consiliari al Comune e alla Circoscrizione di Ragusa Centro –COMUNICATO STAMPA

clip_image002IdV, ha studiato ed approfondito il Piano Particolareggiato per il centro storico, grazie al grande apporto tecnico dellArch. Elena Azzone, componente della Commissione Centri Storici di IdV e all’impegno dei Consiglieri, ed in tal senso ha elaborato una serie di emendamenti e atti di indirizzo, per dare un contributo, da noi ritenuto migliorativo rispetto al piano stesso.

Proposte che riteniamo, vadano nella direzione dell’interesse comune che deve essere quello di rispondere alle esigenze dei cittadini che vogliono vivere nel centro storico e dei cittadini che vogliono riappropriarsi di un luogo storico e di riferimento che oggi è carente di luoghi di aggregazione e di attrattive.

Auspichiamo ci possa essere, dunque, una sintesi di tutte le forze politiche in uno strumento che andrà a disegnare il futuro del centro storico e che si appresta ad approdare in Consiglio Comunale dalla prossima settimana.

In questo contesto ecco alcune delle nostre proposte:

Interventi specifici tavola 37

  1. scheda 44: ( area soggetta ad espropriazione e demolizione prevista attuale Istituto Commerciale) si propone la creazione di area destinata all’aggregazione, al giuoco, all’incontro e allo sport all’aria aperta dedicata in prevalenza ai bambini e agli anziani; i parcheggi devono essere creati limitatamente alle esigenze di fruizione dell’area e riservate ai residenti. Si propone, pertanto, uno studio dettagliato delle reali esigenze dell’area in base all’attuale destinazione proposta al fine di evitare un inutile distesa di cemento fine a sé stessa.
  2. scheda 54: (area ex frigo macello di via Diaz)  no a creazione posteggio auto, per i numerosi posteggi di cui è provvisto il centro storico di Ragusa superiore, in sostituzione si propone uno spazio aperto destinato prevalentemente ai ragazzi del quartiere con spazi dedicati allo sport per esercitare attività ricreative e sportive, si evidenzia come tale esigenza è stata più volte espressa anche dal parroco della Cattedrale di San Giovanni.
  3. scheda 55: no al livellamento dei piani degli edifici descritti nella seguente  scheda e nelle schede 56-57-71-73-77 con la seguente motivazione: gli immobili di rilevante altezza e di forte impatto con l’edilizia circostante nel centro storico di Ragusa superiore sono diverse decine non si ravvede la necessità di ridimensionarli in quanto risultano essere contestualizzati; si fa presente inoltre che l’impatto “negativo” degli edifici non è solo dovuto all’altezza dell’edificio ma anche alla diversità compositiva e geometrica che resterebbe inalterato nella parte bassa dell’edificio.
  4. scheda 56: si propone di inserire nella destinazione d’uso di Palazzo Ina, oltre che attività turistico-alberghiere, attività culturali, artigianali, di somministrazione e di svago.
  1. scheda 60-62-63-64: gli immobili previsti per la demolizione risultano essere ormai sedimentati e contestualizzati all’ambiente circostante, in tal senso si propone la non demolizione. Si evidenzia che gli immobili oggetto di esproprio e successiva demolizione sono per lo più abitati e sono stati recentemente ristrutturati e si evidenzia come a differenza della scheda 55, non sono state inserite indicazioni circa l’espropriazione. Si propone di inserire “ il criterio di applicazione nell’eseguire la permuta dell’unità edilizia esproprianda con la superficie utile edificata di proprietà comunale: criterio economicamente più favorevole per il cittadino, in alternativa saranno considerate la superficie utile o il valore economico dell’unità, tenuto conto dei miglioramenti”.
  2. scheda 62: no ai sottopassi previsti per problemi di gestione, igienici  e di sicurezza
  3. scheda 76: 1)no a creazione centro commerciale sotterraneo in piazza Libertà per le motivazioni della sovrintendenza e per l’esistenza del palazzo prospiciente che potrebbe essere invece indirizzato a centro commerciale senza creare danno alla piazza e inoltre è già dotato di oltre 600 posti auto.- 2)si propone la possibilità di inserire alberi e verde pubblico in genere.
  4. tavola 34: Nella tipologia T3, si propone, debbano essere consentite, ai piani terra, le attività legate    all’artigianato tradizionale di pregio artistico,  e le attività commerciali di vendita al minuto.

Proposte generali:

  1. Parere negativo alla creazione della strada sulla vallata San Leonardo per impatto visivo e ambientale, si propone, progetto meno impattante dal punto di vista ambientale e visivo.
  2. Qualora si approvasse la creazione della strada sulla vallata San Leonardo, per motivi legati alla sicurezza di Ibla, come via di fuga, si propone di studiare delle vie di fuga alternative, meno impattanti, e rispettose della forma urbis della città; si auspica che tali via di fuga possano raccordarsi con la parte superiore di Ragusa centro in quanto si denota  una totale assenza di vie di fusa per questa porzione di città, in tal senso si propone apposito progetto per predisposizione collegamento via Monelli (strada per il cimitero di Ragusa superiore) alla circonvallazione di Ibla per altrettanti motivi di sicurezza.
  3. Si propone l’esproprio di quella parte di vallata da tempo contesa tra privati e comune al fine di riunificate i percorsi interni alla vallata; si auspica che la vallata possa diventare un parco urbane facilmente fluibile e vivibile e che, attraverso progetti qualitativamente interessanti questa possa diventare parte attiva della città e non solo elemento di ostacolo urbano.
  4. Si propone, una maggiore identificazione di aree destinate all’edilizia residenziale popolare pubblica da identificare in prevalenza presso il centro storico di Ragusa superiore.

Ragusa li 04/02/2010.

Per l’Ufficio Stampa

Gianluca Salonia

IDV GIOVANI In ricordo di un Giovane libero…in ricordo di Giuseppe Gati’

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Purtoppo in pochi conoscono la storia di Giuseppe Gatì, ragazzo siciliano morto il 31 gennaio di un anno fa, ad appena 22 anni, ucciso da un destino beffardo.
Lo conoscono in pochi perché in Italia di queste storie non se ne parla; storie sconvenienti e fastidiose, storie da seppellire e da dimenticare in fretta.
I media italiani sono già troppo impegnati a parlare di gossip e a riempire le loro pagine con veline seminude e notizie ridicole per parlare di piccolo eroi sconosciuti. E cosi’ di Giuseppe non se ne parla.
Tuttavia Giuseppe continua a vivere e a gridare la sua rabbia grazie all’informazione libera, grazie ai blog e  grazie alla rete.
Anche se l’informazione italiana continuerà a offuscare e omettere la sua storia e tutte le storie di cui non si deve parlare, chi conosce la storia di Giuseppe la porterà per sempre nel cuore e ne farà un modello da seguire. Giuseppe era apparso per la prima volta in televisione qualche giorno prima la sua morte, grazie a un video girato da alcuni suoi amici che hanno immortalato il momento in cui il ragazzo siciliano ha fatto irruzione nella biblioteca di Agrigento mentre il neo-eletto sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, stava tenendo una conferenza. Giuseppe è entrato nella sala gridando il suo sdegno verso quel personaggio viscido, ha gridato la sua stima al Pool Antimafia di Caselli su cui Sgarbi aveva gettato fango, ha urlato a squarciagola che una Sicilia giusta e pulita esiste e non ha bisogno di elementi come Vittorio Sgarbi. Si era  precipitato senza esitazione in mezzo alla gente per gridare il suo sdegno; la  gente lo respingeva con indifferenza e violenza, prendendolo per un ragazzetto che non sa quello che dice e che ha osato infangare la figura del grande Vittorio.

Ci ritornano in mente le parole della “Canzone del maggio” di Fabrizio De Andrè:
E se credete ora – che tutto sia come prima – perché avete votato ancora – la sicurezza, la disciplina – convinti di allontanare – la paura di cambiare – verremo ancora alle vostre porte – e grideremo ancora più forte – per quanto voi vi crediate assolti – siete per sempre coinvolti…“. La morte di GIUSEPPE non è stata frutto di una tragica coincidenza, di uno scherzo del destino, ma è stata una conseguenza del suo impegno, del suo coraggio, della sua incoscienza nel contrapporsi in maniera netta alle collusioni, al malaffare. Ciao Giuseppe…

Giovani Italia dei Valori – RAGUSA

LEOLUCA ORLANDO : L’ETICA DELLA CONVENIENZA LO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO NON E’ SOLTANTO INTERESSE DEI MERIDIONALI.

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Sabato 30 gennaio, a Bari, Italia dei Valori ha organizzato una iniziativa per indicare azioni e proposte del nostro Partito a sostegno del Nord e del Centro del Paese, a sostegno dell’intero Paese, e non soltanto a sostegno del Mezzogiorno. Tutto si tiene.

Difendere e promuovere storia, presente, prospettive dei territori è una grande operazione culturale, economica e politica.

La difesa e promozione del “valore territorio” non deve però prescindere da altri valori: rispetto della persona umana, di ogni persona umana, legalità dei diritti, laicità, contrasto ai conflitti di interessi.

La pur doverosa difesa e promozione dei territori, se è priva di rispetto per altri valori, produce egoismo localistico, intolleranza, razzismo, specie nei territori sviluppati (Lega Nord docet).

Così come la pur doverosa difesa e promozione dei territori, se è priva di rispetto per altri valori, produce clientelismo, acquiescenza e subordinazione a illegalità e mafie, specie nei territori meno sviluppati (sono i partiti localistici, autonomistici meridionali vagheggiati dalle mafia).

Il Mezzogiorno rischia di trovarsi in una condizione per la quale contamina il resto del Paese con i suoi vizi, senza rendere possibile al resto del Paese di utilizzare i suoi meriti; con la conseguenza, cioè, che si esportano i vizi, ma non si valorizzano i meriti del Sud.

È un’etica della convenienza – con riferimento al bene comune e nazionale -che credo andrebbe applicata con riferimento, in termini culturali, economici e politici, al rapporto tra Nord e Sud del Paese.

Conviene all’intero Paese aiutare la crescita culturale, sociale ed economica del Sud.

Secondo passaggio: un vizio tipicamente meridionale, che in tanti e da tanti anni contrastiamo, si chiama « cultura dell’appartenenza». È quel meccanismo perverso per cui a qualcuno che rivendica un diritto non viene chiesto « chi sei, che sai, che sai fare », ma « a chi appartieni ».

Questo rischia di diventare un vizio nazionale, cultura nazionale.

Ulteriore elemento di convenienza è creare le condizioni perché il Mezzogiorno possa crescere attraverso l’etica della responsabilità individuale, il rispetto delle regole, il rispetto del tempo e il rifiuto delle logiche dell’emergenza.

Il nostro progetto è che un giorno si stabilisca che è fatto divieto di ricorrere a proroghe e a deroghe, è vietare il ricorso continuo e pretestuoso a logiche di emergenza Non è spesso l’emergenza la catastrofe, ma è il troppo spesso continuo e pretestuoso ricorso a logiche di emergenza la catastrofe.

Mi sembra doveroso fare questa premessa, perché appaia chiaro che nessuno può ritenersi esente da responsabilità, quando si parla del divario tra Nord e Sud; in primo luogo, ovviamente, le classi

dirigenti del Mezzogiorno che perseverano in pratiche clientelari e illegali e si ostinano a non comprendere che tutto ciò non è conveniente, ovviamente in un’ottica di bene comune e nazionale.

Le proposte che abbiamo inserito nella agenda di IdV sono, tutte e rigorosamente, ispirate a quella premessa dell’etica della responsabilità e del rifiuto della logica che il Nord del Paese o l’intero Paese sia responsabile, perché presta poca assistenza al Sud. Si tratta di una logica perversa, perché comunque accetta la logica dell’assistenza come risoluzione dei problemi. L’aumento di disoccupazione nel nostro Paese – e in particolare nel Mezzogiorno – costituisce un’emergenza nazionale e, quindi, da questo punto di vista, occorre promuovere tentativi di consolidamento di un tessuto imprenditoriale meridionale, creando un contesto che finisca con l’essere utile alla produzione e all’occupazione, insieme.

Da questo punto di vista, proponiamo la reintroduzione del credito di imposta, in particolare nelle regioni dell’obiettivo convergenza, a favore dei datori di lavoro che trasformano in contratti a tempo indeterminato quelli che non lo sono.

Proponiamo attenzione all’efficienza dei servizi pubblici nel Mezzogiorno, con specifico riferimento non soltanto all’INPS, ma anche ai centri per l’impiego e agli organi ispettivi per i contratti di lavoro per evitare che ci sia un lavoro, sommerso e nero e ci sia mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Proponiamo ancora che ci sia un intervento di sollecitazione, razionalizzazione e orientamento della spesa regionale per la formazione professionale, troppo spesso fonte di sprechi e di clientelismo, e che nello stesso tempo essa sia finalizzata all’effettiva qualificazione per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Proponiamo che venga assunta una posizione netta e chiara riguardo alla necessità di salvaguardare i siti produttivi presenti nel territorio nazionale, in particolare nel Mezzogiorno.

Proponiamo una particolare attenzione con riferimento alla FIAT di Pomigliano e di Termini Imerese, perché non si può accettare che il più grosso gruppo industriale storico in Italia, la FIAT, faccia la fine di quelli che, in un celebre libro, Massimo Simili definisce

« gli industriali del ficodindia »: quelli cioè che vanno in una regione dove crescono i fichidindia, normalmente le regioni meridionali, presentano una inconsistente iniziativa di attività economica, si prendono i contributi e poi se ne vanno.

E’ veramente singolare, inoltre, che nel nostro Paese la FIAT si comporti ancora oggi come se avesse il monopolio, non soltanto chiudendo le proprie aziende, non soltanto delocalizzando le proprie produzioni, non soltanto prendendo danaro pubblico, ma poi impedendo anche ad altre società costruttrici di auto di produrre in Italia.

Siamo un Paese nel quale, com’è noto, c’è uno scarto assai forte tra auto prodotte e auto acquistate. Il rapporto è di circa uno a tre: tra le auto che vengono prodotte in Italia e le auto che vengono invece vendute.

Circa i due terzi del mercato automobilistico in Italia è costituito, infatti, da auto non fabbricate nel nostro Paese.

La Fiat non può, al tempo stesso, decidere di lasciare Termini Imerese ed impedire che in quel sito possa esserci un’altra attività imprenditoriale, in concorrenza con la FIAT.

Abbiamo consegnato a Palazzo Chigi una proposta; chiediamo che il Governo nazionale assuma, come proprio, questo tema e costringa la FIAT a restare o, comunque, dica alla FIAT che, nel mondo, non c’è solo la FIAT.

Se la FIAT pensa che nel mondo non c’è solo l’Italia, l’Italia ha il diritto di pensare che nel mondo non c’è soltanto la FIAT !

Devastante economicamente ed eticamente è, in questo scenario la bufala del ponte sullo stretto che – in contrasto con l’affermazione che l’opera sarà interamente a carico dei privati- utilizza un miliardo e seicento milioni di euro pubblico per l’avvio di lavori di un ponte, privo ancora oggi di un progetto esecutivo! Questi soldi, in mancanza di un progetto esecutivo, saranno una grande abbuffata per lavori inutili di movimento terra da affidare alle imprese del settore, tradizionalmente legate a mafia e ‘ndrangheta. Un ponte “bufala”, un ponte tra mafia siciliana e ndrangheta.

E poi, con il pretesto del formale e virtuale avvio dei lavori, le imprese concessionarie potranno chiedere rimborsi miliardari per un appalto non realizzabile e non realizzato.

Proponiamo ancora, che vengano assunti interventi, per quanto riguarda il settore agricolo; molto spesso viene dimenticato il sostegno e l’attenzione alla filiera agricola.

Infine, proponiamo attenzione per l’innovazione, per le produzioni tipiche e per le produzioni dei diversi territori, se non vogliamo che ci sia la fuga dal sud.

Si sente, ancora, dire che i migliori se ne vanno.

I migliori se ne sono sempre andati.

Nella storia dell’umanità il migliore, per definizione, se ne va. Se qualcuno è migliore per quanto riguarda il salmone non può restare a Palermo, se qualcuno è migliore nella danza moderna, forse, anche New York è inadeguata per restarvi.

Bertolt Brecht, sicuramente era un migliore; Brecht (che era nato ad Augsburg, città colta, città dei Fugger, con le tesi di Lutero e candidata ad essere capitale europea della cultura), amava dire di questa città che la cosa più importante che c’è è il treno che porta a Monaco di Baviera; per un migliore, Ausburg era troppo piccola, troppo inadeguata.

Il dramma non è che se ne vanno i migliori; il dramma è che diventano migliori quelli che se ne vanno. A parità di titoli, a parità di merito, chi se ne va diventa migliore, trova comunque un lavoro, un lavoro serio, fa carriera, e chi rimane, invece, è condannato a chiedere ad un politico clientelare, in cambio dei voti della famiglia, un posto in nero a part time in un call center. Vediamo diplomati e laureati che passeggiano per le strade del sud, elemosinando un posto di lavoro e poi, dopo cinque, sei, otto o dieci anni, scoprono che il compagno di studi, di scuola, di università, bravo quanto loro (non necessariamente più bravo di loro), fuggito all’estero ha trovato lavoro, ha fatto carriera. È un problema che non è più soltanto meridionale, comincia ad essere un problema nazionale.

I bravi se ne vanno e chi se ne va diventa migliore. Se ne vanno quelli che hanno, restano quelli che non hanno.

In passato, se ne andavano quelli che non avevano titolo di studio, sensibilità artistica, capacità imprenditoriale, se ne andavano con la valigia di cartone e mandavano lodevolmente i soldi alle famiglie rimaste in Italia.

Adesso accade tutto il contrario: se ne vanno quelli che hanno un titolo di studio, sensibilità artistica, capacità imprenditoriale, se ne vanno con il computer, non con la valigia di cartone, e non mandano i soldi dall’estero alla famiglia, ma hanno bisogno dei soldi della famiglia per andare all’estero.

E non tornano più.

Da ultimo, ma non per ultimo, la bufala della lotta alle mafie, gli attacchi dell’attuale Governo alla magistratura, la persistenza in carica di politici corrotti e collusi con le mafie, l’abuso di condoni e sanatorie, di ogni forma di illegalità quali lo scudo fiscale e la vendita dei beni confiscati indeboliscono lo Stato di diritto, accrescono il potere delle mafie di controllo anche economico dei territori meridionali e non solo, costituiscono una pesantissima palla al piede e una fonte di pervasivo inquinamento, non soltanto del mezzogiorno, ma dell’economia, della politica e della cultura dell’intero paese.

L’Italia ha convenienza a che la metà del suo territorio sia competitiva; ha convenienza per un ordinato sviluppo che trasformi le contrapposte questioni meridionale e settentrionale in una grande questione nazionale.

Un cordiale saluto

Leoluca Orlando

COMUNICATO STAMPA – Circoscrizione di Ragusa Centro

clip_image002Si avvicinano le date in cui sarà avviata la discussione che porterà al voto del Piano Particolareggiato del Centro Storico in consiglio di quartiere prima e poi dal consiglio comunale.

Come IdV, abbiamo da sempre sostenuto l’importanza prioritaria e strategica dei centri storici e purtroppo tanto, troppo tempo, e’ gia trascorso, ma meglio tardi che mai.

Questo strumento risulta essere molto importante per il centro storico e auspichiamo possa essere frutto di sintesi tra tutte le forze politiche al fine di poter rilanciare veramente il centro storico in tempi brevi.

In questo contesto  abbiamo sentito il bisogno di continuare una discussione diretta con i cittadini interessati dagli espropri previsti dal Piano Particolareggiato per i centro storici.

Infatti risultano ancora increduli i cittadini  che potrebbero subire la perdita della propria casa e soprattutto sono arrabbiati per non avere avuto nessuna informazione da parte dell’amministrazione in merito alle espropriazioni se non attraverso giornali e televisioni.

Una questione delicata per il futuro del centro storico e soprattutto per la vita di decine di famiglie, una situazione questa che va affrontata prima che in consiglio di quartiere e in consiglio comunale con i diretti interessati innanzitutto informando gli stessi poi attraverso un dialogo costruttivo occorre tracciare delle possibili soluzioni.

Come IdV abbiamo già fatto delle riunioni con alcuni  cittadini nei mesi scorsi e al momento sono emersi due aspetti evidenti: da un lato la rabbia nei confronti dell’Amministrazione per aver preso una simile decisione senza coinvolgere più di tanto i proprietari.

Dall’altra la volontà dei cittadini di costituirsi in comitato per meglio far sentire la propria voce al momento in cui il Piano verrà discusso, tra il 6 e 8 febbraio, in sede di Consiglio Comunale.

E’ giusto ribadire che l’importante strumento urbanistico prevede una serie di aree destinate all’esproprio, terreni, ma anche case che sono occupate dai legittimi proprietari.

L’interrogativo che si leva forte da parte dei cittadini interessati  è sempre lo stesso: “Perché nessuno ci ha detto niente?”, evidentemente  non è stata fatta una comunicazione efficace!

Nonostante i congrui indennizzi annunciati in sede di redazione del Piano, appare chiaro il disagio arrecato a parte della popolazione e anche se non si dovesse dare corso agli espropri  queste persone vedrebbero di colpo abbassare il valore dei propri immobili.

Per la tutela di questi cittadini Italia dei Valori ha istituito la possibilità di una consulenza presso un avvocato di fiducia.

Informiamo pertanto che giorno 29 gennaio 2009 presso il saloncino parrocchiale dell’Ecce Homo in via Minardi alle ore 20:00, terremo un incontro con i cittadini interessati.

Consigliere Comunale      Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro   Componente Commissione Centri Storici

Salvatore Martorana                                 Gianluca Salonia                                            Elena Azzone

Ambrogio Mauri: imprenditore, onesto, suicida.

29 Gennaio 2010

Autore Antonio Di Pietro Antonio Di Pietro
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Oggi in un articolo de L’Espresso il giornalista Marco Travaglio racconta un fatto che avevo accantonato senza mai dimenticarlo. Un fatto lontano della mia vita da magistrato. Quelle poche righe hanno riportato alla memoria, intatto, il ricordo di un uomo: Ambrogio Mauri. Mauri è un eroe degli anni di Tangentopoli, un’imprenditore onesto che piuttosto che lavorare sotto il ricatto delle mazzette si è sparato un colpo di pistola al cuore. Questi sono gli eroi a cui vanno dedicate le vie e le piazze del Paese e che vanno celebrati dallo Stato al posto di coloro che hanno armato la mano della disperazione di Mauri.

Ambrogio Mauri una vittima vera (di Marco Travaglio)

La prossima volta che i presidenti della Repubblica, del Senato e del Consiglio vorranno ricordare una vittima di Tangentopoli, si spera che ne ricordino una vera. Non un politico corrotto e latitante, ma un imprenditore onesto che veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava mazzette nella Milano da bere e da mangiare. Si chiamava Ambrogio Mauri, abitava a Desio, in Brianza. Nell’aprile del 1997 si uccise con un colpo di pistola al cuore per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era sempre ribellato. Aveva 66 anni. Lasciò la moglie, tre figli e un’azienda che da mezzo secolo costruiva autobus e tram esportandoli in tutto il mondo, ma a Milano era regolarmente esclusa dalle gare dell’Atm. Aveva il brutto vizio di non ungere i partiti. Quando partì l’inchiesta Mani Pulite, che falcidiò anche i vertici dell’Atm, Mauri andò a testimoniare davanti al pm Antonio Di Pietro. Il quale poi, quando lesse della sua morte, si ricordò di lui e partecipò al suo funerale, disertato da tutte le autorità. “I dirigenti corrotti dell’Atm”, ricorderà Di Pietro, “gli avevano fatto una serie di soprusi.
Era una vittima del sistema e fu uno dei primi e dei pochissimi a collaborare spontaneamente. La testimonianza andò benissimo. Col tempo si creò un rapporto di stima e amicizia. Ci veniva a trovare in Procura, ci incoraggiava ad andare avanti. Ci diceva: meno male che c’è Mani Pulite, grazie al vostro pool sono tornato a credere nella giustizia. Si era illuso che potessimo ripulire l’Italia. Invece, dopo Tangentopoli, è scattata la vendetta”. Nel 1996 Mauri fu escluso anche dalla gara bandita dall’Atm per la fornitura di cento autobus. Pochi mesi dopo scrisse poche parole su un biglietto: “Dopo Tangentopoli tutto è tornato come prima”. E una lettera alla moglie Costanza: “Tu sei il mio primo e ultimo bene. Forse, se fossi stato più malleabile, le cose sarebbero andate diversamente e non ti avrei dato tutti questi problemi. Il mio suicidio è l’atto finale del mio amore”. E si sparò. Anziché inviare un messaggio di cordoglio alla famiglia o partecipare ai funerali, durante le esequie i vertici dell’Atm convocarono una conferenza stampa per rivendicare l’”assoluta trasparenza” dell’ultima gara. I figli, che non avevano mai collegato il gesto paterno a quell’appalto, parlarono di “excusatio non petita”.
Ecco, la prossima volta che le verrà il trip di cambiare nome a un parco di Milano, la sindaca Letizia Moratti potrebbe dedicarlo ad Ambrogio Mauri. La prossima volta che Renato Schifani cercherà una “vittima sacrificale di Tangentopoli” da beatificare in Senato, potrebbe raccontare la storia di Ambrogio Mauri. La prossima volta che a Giorgio Napolitano scapperà la voglia scrivere alla vedova di un uomo trattato con “una durezza senza eguali”, Giorgio Napolitano potrebbe rivolgerla a Costanza Mauri. Risparmierebbe pure sull’affrancatura: la signora non abita ad Hammamet, ma a Desio (Brianza, Italia).
Postato da Antonio Di Pietro in politica

Solidarietà alla Soprintendente e al Presidente dell’Iacp

clip_image002IDV intende esprimere solidarietà  e sostegno pieno alla Sovrintendente Dott.ssa Vera Greco e al Presidente dello IACP Dott. Cultrera, vittime degli  inqualificabili atti intimidatori subiti.

Facciamo appello a tutta la classe politica, senza distinzione partitica alcuna a stringersi compatta e unita contro questi atti meschini e vigliacchi.

Chiediamo la  convocazione urgente del Comitato dell’Ordine Pubblico per valutare l’opportunità di garantire la massima protezione ai due funzionari pubblici.

Poniamo la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura per l’accertamento delle motivazioni, delle responsabilità e degli autori delle gravi intimidazioni.

Ragusa li 29/01/2010.

Il Coordinatore Provinciale

Giovanni Iacono

Circoscrizionale Ragusa Centro – comunicato stampa

clip_image002Finalmente quanto avevo proposto oltre un anno fa ovvero la creazione delle z.r.u (zone di rilevanza urbanistica) nel centro storico di Ragusa superiore si concretizza.

Nella seduta del Consiglio di quartiere di Ragusa Centro del 28/01/2010 si è trattato l’argomento per l’istituzione delle zone di rilevanza urbanistica, una soluzione proposta e auspicata dall’inizio del mandato e che dopo innumerevoli confronti con l’amministrazione e l’ASCOM, trova una concretizzazione.

Ricordo come l’istituzione di tale strumento permette di destinare posteggi attraverso una demarcazione fatta con le strisce gialle al fine di  rendere più vivibile questo quartiere per chi vi risiede.

Soddisfazione per un risultato concreto e voglio inoltre esprimere ancora una volta un sincero apprezzamento per il lavoro svolto dal Comandante della Polizia Municipale, dott. Rosario Spata, dal vice-comandante Dott.ssa Concetta Criscione e da Umberto Ravallesi, Ispettore Ufficio Viabilità, che con professionalità e abnegazione hanno elaborato il progetto che prevede le prime quattro  z.r.u in via Garibaldi (tratto C.so Italia – S.Anna), via Ecce Homo (tratto SS.Rosario – M.Leggio), via SanGiovanni, via S.Anna (tratto Garibaldi – DePasquale).

Sono inoltre previste nuove zone per le strisce blu che sono: C.So Vitt.Veneto (tratto Coffa – Roma), C.So Italia (tratto Matteotti – M.Leggio) e via S.Anna (tratto DePasquale – M.Leggio).

Questo a mio avviso è solo l’ inizio di un percorso che in futuro andrà verificato e rivisto anche alla luce dei cambiamenti che i posteggi in costruzione produrranno nel centro storico.

E a proposito di parcheggi di cui si parla tanto ma si concretizza poco, a oggi purtroppo non si è ancora capito ad esempio quando sarà consegnato il parcheggio del Tribunale visto che l’ultima data fornita dall’Assessore ai Lavori Pubblici nei mesi scorsi  era quella della fine di Dicembre, data che avevo stigmatizzato e che purtroppo ha trovato conferma nel fatto che ancora adesso non si riesce a capire esattamente quando sarà pronto, in tal senso un’altra data l’ha fornita l’Assessore Tasca che a detto che potrebbe essere pronto a fine Marzo in un valzer di date drammatico per i commercianti visto che pare sia imminente  l’inizio dei lavori di Piazza Poste.

In questo contesto l’ ASCOM ha chiesto in consiglio che non inizino i lavori prima dell’inaugurazione dei posteggi del Tribunale, richiesta  che sposo in pieno visto che  ritengo assolutamente necessaria questa opera, se non si vogliono mettere in ginocchio tante attività commerciali già in sofferenza.

Inoltre si deve evidenziare che occorre pensare a misure urgenti per sostenere il commercio nel centro storico di Ragusa Superiore che vive una fase difficilissima.

La sensazione e che non ci sia una adeguata considerazione di questa problematica da parte dell’Amministrazione visto che non sono state stanziate a oggi somme adeguate a sostegno dei commercianti che hanno le proprie attività prospicienti aree interessate da questi lavori pubblici (Parcheggio Piazza Poste e via Roma solo per fare un esempio) e che non si sono ultimate opere in questo senso essenziali come il parcheggio del Tribunale.

Presto queste problematiche potrebbero esplodere, basti pensare che i lavori di Piazza Poste porteranno  alla chiusura di Corso Italia per mesi e mesi, solo per fare un esempio con conseguenze di enormi disagi per il traffico e di riflesso per chi ha la propria attività in questi siti.

In questo scenario ancora una volta lancio una precisa proposta quale utilizzare le isole periferiche esistenti per creare un interscambio attraverso bus navetta tra periferia e centro storico.

Ragusa li 28/01/2010.

Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro                                                                                                                                                                       Gianluca Salonia

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA , ALL’ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE, AI CAPIGRUPPO CONSILIARI ALLA PROVINCIA SUL PARCO DEGLI IBLEI.

Abbiamo apprezzato la non apposizione della firma del Presidente della Provincia sul documento, risultato inutile, da consegnare al Ministro da parte del cosiddetto “fronte del No”. Prendiamo atto con piacere che il fronte del NO al parco si sta trasformando nel fronte del SI ma continuiamo a registrare sul parco iniziative improprie e inspiegabili da parte di soggetti Istituzionali locali. Su queste iniziative la Provincia Regionale e l’Assessorato provinciale al Territorio e Ambiente veri organismi sovra comunali continuano a svolgere uno svogliato ruolo gregario. Da qualche settimana è in voga una sorta di “gioco di società” dove vince che riesce ad aggregare consensi sul nulla. Chiediamo al Presidente della Provincia e all’Assessore al Territorio e Ambiente Mallia : se – intendono continuare a far seguire alla Provincia Regionale questo gioco che è molto attento a non essere svolto fisicamente alla Provincia e che tenta, una volta si e una volta no, di fare partecipare sempre in ruolo secondario, l’Istituzione Provincia – o se, viceversa, vogliono riappropriarsi in maniera netta ed evidente delle loro funzioni per svolgere anche un ruolo costruttivo nella direzione della chiarezza sull’iter finora seguito e sull’iter complessivo che è codificato nelle norme. Dal canto nostro attiveremo tutte le forme possibili a mezzo stampa, web, assemblee e comizi per informare l’opinione pubblica sulla verità delle cose e dei fatti seguenti :
1) L’incontro con il Ministro dell’Ambiente non è scaturito in alcun modo dal surreale movimento creatosi nelle scorse settimane a Ragusa ma rientrava nella normale prassi procedurale per la costituzione dei parchi prova ne è che anche gli esponenti istituzionali degli altri 3 parchi nazionali in itinere sono stati ricevuti, singolarmente, negli stessi giorni;
2) Non esisteva NULLA nella norma che riguardasse la zonizzazione né esisteva nulla al Ministero che riguardasse la zonizzazione;
3) L’iter per la costituzione dei parchi è scritto nelle norme e nelle prassi normative e adesso è la fase di costituzione del comitato tecnico che fa la proposta di delimitazione che sottoporrà agli attori istituzionali, sociali, economici dei territori coinvolti. Un parco è credibile e difendibile se basato su serie e rigorose motivazioni tecnico-scientifiche (non c’entra un cavolo “il principio di sussidiarietà” che ad ogni apparizione qualche esponente politico enuncia ) e si fonda su un forte elemento identitario e quindi era ed è nelle cose che il parco non potrà mai collimare con interi territori e che non può essere smisuratamente vasto. Ma questo, ribadiamo, è patrimonio di conoscenza da secoli e non da qualche ora;
4) Avendo anche ricevuto notizie informali circa la presenza sabato del Ministro Prestigiacomo, forse per incentivare ancora la partecipazione al “gioco di società”, dichiariamo la nostra convinzione che tale presenza non è in alcun modo prevista.

Attendiamo che la Provincia muova i suoi autonomi e doverosi passi !

Ragusa, 27 gennaio 2010

Gruppo Italia dei Valori Gruppo Sinistra Ecologia e Libertà
Giovanni Iacono Giuseppe Mustile