Gelmini-Brunetta: “rimandati a settembre” !!!

Purtroppo per la scuola italiana il governo in materia di istruzione continua a procedere all’insegna della totale confusione e dell’incapacità.
Vi ricordate la reintroduzione del voto in condotta? Una misura che la Gelmini aveva trasformato nel cavallo di battaglia della riforma della scuola, ma soprattutto nella panacea di tutti i mali che affliggono la scuola italiana, bullismo compreso.
Poi però arrivano le pagelle del primo quadrimestre che a sorpresa rivelano che il 70% degli studenti italiani ha ottenuto un 5 in condotta. Voto che se confermato a giugno si tradurrà in una automatica bocciatura. Di fronte ad un ipotetico esercito di bocciati ecco che le certezze vacillano, e magari le ginocchia tremano.
Così arriva immediata una dichiarazione del ministro dell’Istruzione che annuncia a breve l’emanazione di un regolamento che stabilirà come valutare l’insufficienza in condotta. Una misura che sorprende davvero, dal momento che già il 16 gennaio scorso la Gelmini ha emanato un decreto ministeriale (fa bella mostra di se sul sito del ministero), il numero 5, in cui all’articolo 2 si stabilisce che l’insufficienza in condotta comporta l’automatica bocciatura dello studente. Misura quanto mai chiara.
A che serve allora un’ulteriore regolamento? Viene il sospetto che il ministro e il governo non si aspettassero che il 70% degli studenti ottenesse un’insufficienza in condotta. Così per evitare l’impopolarità che deriverebbe da milioni di famiglie con i figli bocciati, ora si corre in fretta e furia a scrivere un regolamento che smentisca quanto inserito nel decreto di riforma della scuola e poi nel decreto ministeriale.
Una soluzione che se fosse confermata denuncerebbe ancora una volta la totale incapacità di questo governo.
E come se non bastasse il Ministro Brunetta dichiara “I ragazzi dell’Onda sono dei guerriglieri e come tali debbono essere trattati”.
Parole inaccettabili che al tempo stesso sono una minaccia e una provocazione. Ai guerriglieri si risponde con la guerra e la violenza, e dunque è questo che Brunetta ha promesso agli studenti che contestano la riforma dell’università che taglia fondi allo studio e alla ricerca.
Parole da Bullo quelle di Brunetta, che però non hanno fatto né caldo né freddo al ministro dell’istruzione Gelmini che gli sedeva accanto.
Un ministro minaccia rappresaglie violente contro i ragazzi che manifestano per il diritto allo studio e la Gelmini non ha nulla da dire? Viene il sospetto che: o la Gelmini condivide le riprovevoli minacce di uso della forza da parte di Brunetta, o non ha neppure capito il senso delle parole del suo collega.
Il ministro dell’Istruzione ha il dovere di dire immediatamente come la pensa nei confronti degli studenti che manifestano e se condivide le parole da bullo pronunciate da Brunetta, come sarebbe doveroso da parte sua commentare la sonora bocciatura che le famiglie italiane stanno infliggendo al maestro unico che tanto ha voluto, come risulta dalla valanga di iscrizioni al tempo pieno per il prossimo anno. Richieste che in gran parte saranno respinte a causa dei tagli operati dal governo.
- Coordinamento Provinciale Giovani IdV -
-RAGUSA -





salve
com’è che il comunicato stamapa riportato qui http://www.radiortm.it/Notizia.asp?Id=24011 non si trova in questo sito?
Hai ragione. Abbiamo provveduto ad inserire un link.