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La miglior parola è quella che non si dice !!!

Solo qualche giorno fa Raffaele Lombardo aveva promesso di fare i nomi dei politici collusi con la mafia durante l’ultima seduta dell’Assemblea Regionale Siciliana. E sempre nei giorni scorsi Salvatore Cuffaro dichiara che il presidente dovrebbe dimettersi “ma non per ragioni giudiziarie, bensì per ragioni politiche” (Il bue che dice cornuto all’asino!!!!).Quanto sono lontani i tempi in cui  i due andavano d’amore e d’accordo. Ora quei tempi non ci sono più e tra l’ex governatore siciliano e quello attuale sembra essere nata una gara: a chi riesce ad affossare maggiormente la Sicilia. Quello che politici, giornalisti e cittadini hanno potuto vedere ieri, proprio all’Ars, è stato l’ultimo comizio andato in scena a uso e consumo dei “non addetti ai lavori”. Lombardo recita un discorso scritto su un faldone di fogli di carta che tiene stretto tra le mani. Fa i nomi di Carmelo Frisenna, ex assessore del Comune di Paternò, in galera da un anno e mezzo con l’accusa di essere affiliato al clan “Santapaola-Ercolano” e di Pino Firrarello, senatore condannato a due anni di reclusione – in primo grado – per corruzione e turbativa d’asta. Così,  in un’assemblea gremita come non mai,  l’attuale governatore siciliano ha “parlato male” di due assenti, le cui collusioni le conosciamo già da tempo. Come dire tutto senza dire assolutamente niente, insomma. Chiaro, quindi, che Cuffaro - dall’alto della sua di esperienza giudiziaria – ne chieda le dimissioni “per ragioni politiche”. Non certo giudiziarie. E perchè mai?

Non vogliamo , però, addentrarci nel terreno delle frequentazioni di Lombardo. Un conto è il profilo giudiziario del quale non intendiamo occuparci e di cui è bene che se ne occupi lui, presentandosi ai magistrati per chiarire la sua posizione. Un conto è il profilo politico: la permanenza di Lombardo e dei suoi assessori magistrati (Massimo Russo e Caterina Chinnici) in giunta è una mancanza di sensibilità, infatti è un paradosso che un magistrato possa svolgere le sue funzioni di assessore in una regione dove ha svolto la sua attività giudiziaria. Capiamo che non è un atto dovuto dimettersi, ma il loro gesto sarebbe un segnale di opportunità. Ancor più scandaloso è la mancata opposizione di un PD assente, anzi ,  tristemente presente e protagonista a questo pasticcio politico che ha distrutto l’opposizione all’Ars, difatti, è innaturale il sostegno a una giunta di centrodestra da parte del PD, ridotto a sotto corrente del berlusconismo. Micciché ha organizzato un trappolone, che gli consente di ritrovarsi assieme al PD al governo della Regione e di mantenere il rapporto di fedeltà a Berlusconi.

Insomma, quello che non si comprende è l’ambiguità della scelta del PD, inopportuna e inaccettabile. Tra l’originale e la fotocopia gli elettori sceglieranno sempre l’originale. E se la presenza del PD è la fotocopia di quella di Lombardo e di Micciché perché votare per il PD?.

Dipartimento Politiche Giovanili Italia dei Valori – Ragusalogo_giovani_idv

1 commento La miglior parola è quella che non si dice !!!

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