20 ottobre 2007
Effetti ambientali discarica Cava dei Modicani
Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa
All’Assessore al Territorio ed Ambiente della Provincia di Ragusa
per conoscenza ai seguenti destinatari :
A Sua Eccellenza il Prefetto di Ragusa
Al Sig. Procuratore della Repubblica di Ragusa
Al Comandante Carabinieri Tutela Ambientale (C.C.T.A.)
Al Comandante Polizia Provinciale Ragusa
All’Ufficio del Genio Civile Ragusa
All’Ufficio ARPA Sicilia sede di Ragusa
Al Dirigente Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Ragusa
Oggetto : Interrogazione URGENTISSIMA su effetti ambientali discarica c.da Cava dei Modicani territorio di Ragusa
Premesso che
l’obiettivo primario delle norme vigenti in materia ambientale è la “promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell’ambiente e l’utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali” e che “i rifiuti devono essere recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare: a) senza determinare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo, nonché per la fauna e la flora; b) senza causare inconvenienti da rumori o odori; senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente
Considerato che
lo scrivente in data 18 e 19 novembre 2007 si è recato lungo la S.P. 10 Ragusa Chiaramonte Gulfi constatando, all’altezza della discarica di cava dei modicani, uno scempio ambientale ingiustificato, inaccettabile, vergognoso. Sul ciglio della strada si notano :
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enormi masse di pietra conseguenza di sbancamenti e di distruzione di estesi orditi di muri a secco;
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smisurate quantità di rifiuti sparsi per diversi ettari di terreni agricoli dell’altopiano e dove accanto pascolano bovini e ovini;
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alberi, fili di energia elettrica, ed ogni anfratto ricoperti di cartoni e sacchetti di plastica svolazzanti.
Proseguendo, a pochi Km. dalla discarica, nella riserva Forestale che dà inizio ad una delle più belle cave del territorio Ibleo, agli alberi e alla rete di recinzione della riserva sono attaccati sacchetti, plastica e immondizia di ogni genere. E’ possibile inoltre notare, lungo il tragitto, almeno 3 carcasse di auto !!!
Tutto il contesto di “vergogna”, lungo la SP 10, può essere attraversato solo respirando un’aria maleodorante e puzzolente. A nulla serve chiudere ermeticamente i vetri dei veicoli ed ogni apertura.
SI CHIEDE
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quali interventi di “controllo, di verifica e di monitoraggio” sono stati attivati da codesta Amministrazione in attuazione dell’art. 19 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e del Decreto Legislativo 152/2006;
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di acquisire gli atti inerenti alla deliberazione di scelta del sito dove collocare la discarica. La discarica è collocata su un sito di straordinaria valenza paesaggistica e situato nella zona di origine delle Cave Paradiso, Volpe, Celona, Misericordia, nell’unica strada che porta dal capoluogo alla riserva e agli ipogei di Calaforno. Ricordo che la normativa vigente prevede che siano le Province ad indicare “i criteri per l’individuazione dei luoghi o impianti adatti allo smaltimento dei rifiuti e i criteri delle aree non idonee” ;
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di conoscere se per la costruzione e l’ampliamento della discarica siano stati acquisiti i giudizi di compatibilità ambientale;
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di conoscere se nel processo di formazione delle decisioni relative alla realizzazione (ma anche per l’ampliamento) della discarica sia stata attivata la procedura di valutazione di impatto ambientale, come prescrive la norma, al fine della “valutazione degli effetti diretti ed indiretti della sua realizzazione sull’uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo, sulle acque di superficie e sotterranee, sull’aria, sul clima, sul paesaggio e sull’interazione tra detti fattori, sui beni materiali e sul patrimonio culturale ed ambientale. “;
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se l’Amministrazione Provinciale è a conoscenza che nella zona della discarica vi sono le falde acquifere che approvvigionano le riserve idriche delle cave caratterizzate da corpi idrici a portata variabile, spesso a carattere torrentizio. Torrenti che nell’insieme costituiscono un ricco reticolo idrografico che sfocia nella valle dell’Irminio. Essendo il ns. territorio zona sismica qualsiasi movimento tellurico potrebbe provocare effetti di inquinamento delle acque sottostanti, si richiede pertanto a codesta Amministrazione di richiedere all’Ufficio del Genio Civile Area trattamento acque e all’Ufficio ARPA, considerato il posizionamento della discarica, una relazione di valutazione del possibile rischio di inquinamento delle falde acquifere;
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I rifiuti, già da tempo, vengono scaricati nella discarica, a cielo aperto, senza alcuna recinzione e delimitazione (come è stato possibile documentare attraverso immagini riprese in forma longitudinale);
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Quali sono stati i motivi che hanno indotto l’Amministrazione Provinciale a deliberare, ad inizio anno, la proroga all’utilizzo della discarica. La discarica era ampiamente satura e non utilizzabile, il Consiglio Comunale di Ragusa aveva appostato in bilancio la somma di circa 1.500.000 euro per conferire ad altra discarica idonea a poter smaltire i rifiuti, senza pericolo per la salute dell’uomo;
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Nella decisione di prorogare l’utilizzo della discarica quale ruolo hanno, formalmente, avuto l’Amministrazione Comunale di Ragusa e l’Ato Ambiente;
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Quale ruolo di programmazione, pianificazione ed intervento è stato effettuato dall’ATO Ambiente di Ragusa per evitare che si arrivasse ad avere una discarica satura senza avere, anzitempo, l’idonea area e gli impianti per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti;
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se ritiene (considerate le Sue attribuzioni in termini di turismo) compatibile il passaggio di gruppi turistici – in visita alle Cave, a Chiaramonte Gulfi, all’Ipogeo di Calaforno, alle riserve Forestali, a Monterosso Almo – con lo sconvolgimento ambientale attuale e la puzza imperante;
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se è stato rispettato, in ogni passaggio dell’iter di gestione della discarica, il principio Comunitario “chi inquina paga“.
Mi appello, pertanto, alla determinazione del Presidente della Provincia affinché si individuino, in maniera chiara ed urgente, i responsabili dell’attuale situazione di degrado e di danno ambientale e si ponga fine, nel più breve tempo possibile a tale condizione di vera e propria emergenza ambientale.
Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al primo Consiglio Provinciale utile per le comunicazioni e l’attività ispettiva.
Invito il Presidente della Provincia, l’Assessore competente e le Autorità che leggono, per conoscenza, nel rispetto che nutro per i delicati compiti che svolgono, ad effettuare una “passeggiata” lungo la SP. 10 per accertare di presenza quanto esposto nella presente e dare uno sguardo verso l’altipiano e lo scenario che da quelle parti si “gode” dei Monti Iblei, cominciando a guardare sotto il ciglio della strada, una vera e propria discarica (con l’aggravante che è effetto di decisioni “istituzionali”) e poi il patrimonio culturale fragile e suggestivo dei muri a secco, i monumentali muragghi, le Cave, le mucche con i sacchetti al posto delle corna, gli ovini, gli alberi di carrubo con tutt’attorno la sterminata, diffusa immondizia e l’immancabile cartello indicante :”Ragusa Patrimonio dell’Unesco”.
Distinti saluti.
Il Capogruppo Consiliare
Dr. Giovanni Iacono


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