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Archivio per giugno 2008

Soldi scippati da Berlusconi

30 giugno 2008 Nessun commento

scippo9-5-2008

L’esecutivo di Italia dei Valori esprime soddisfazione per la posizione assunta dal Consiglio Provinciale e dal Presidente della Provincia riguardo ai 1.432 milioni scippati dal Governo Berlusconi alla Sicilia e alla Calabria ed in modo particolare sui 54 milioni di euro tolti alla provincia di Ragusa. L’attenzione su tale problematica e la posizione unitaria, estremamente importante,  è stata fortemente sostenuta dal ns. Capogruppo Giovanni Iacono che aveva formalmente chiesto il 4 giugno la convocazione urgente della conferenza dei capigruppo e il successivo consiglio straordinario sulla problematica. Pur rimandendo tutte le iniziative che il Partito ha già assunto a livello nazionale nelle aule parlamentari  e regionale (v. conferenza stampa dei Parlamentari Regionali di  venerdì 28 giugno) e che assumerà nei prossimi giorni nelle piazze diamo pertanto l’adesione del Partito alle iniziative del Consiglio, della Giunta Provinciale e del Presidente della Provincia in seno all’UPI e all’UPRS e continueremo ed intensificheremo le azioni di protesta fino a quando il Governo Nazionale (che ad oggi non si è pronunciato formalmente) e il Presidente “autonomista” della Regione (che è passato in 15 giorni dal definire prima  ”INEZIE” i soldi scippati poi ad adire il  contenzioso davanti alla corte costituzionale per non essere stato presente al Consiglio dei Ministri, poi a dichiarare il voto contrario e poi, a far votare compatti i parlamentari dell’MPA )  non riporteranno alla Sicilia e alla Provincia di Ragusa il maltolto !!!

p. Italia dei Valori

Dott. Fabio Antoci

Categorie:Finanziamenti Tag:

Canalizzazione Diga di S.Rosalia

20 giugno 2008 Nessun commento

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa

All’Assessore al Territorio ed Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : interrogazione URGENTISSIMA su canalizzazione Diga di S.Rosalia

CONSIDERATO che

  • Nel 1992 la Provincia Regionale di Ragusa si rifiutò di sottoscrivere un accordo finalizzato a realizzare l’impianto di potabilizzazione e due reti per le acque irrigue del costituendo acquedotto rurale;

  • Il 3-4 luglio 1992 la Provincia Regionale Assessorato al Territorio organizzò un convegno relativo all’oggetto della presente nel quale venne contestata l’intera impostazione progettuale del piano acquedottistico perché non veniva garantito il deflusso minimo vitale, si metteva a grave rischio l’eco-sistema fluviale e la stessa sopravvivenza della riserva naturale e della foce dell’Irminio, per la mancata garanzia delle utenze preesistenti e per la mancata tutela delle falde acquifere del Comune di Ragusa;

  • Sempre nel convegno del luglio 1992 venne rilevata l’incongruenza delle portate (quantitativamente sovradimensionate) concesse al Consorzio di Bonifica delle paludi di Scicli con i piani di utilizzo irriguo delle acque dell’invaso;

  • Il 24 settembre 1992 non nota n. 9647 l’Assessorato Provinciale Territorio e Ambiente formalizzò all’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste la volontà di predisposizione di uno studio di compatibilità delle opere dell’ESA;

  • Il 22/10/1992, l’Assessorato Regionale AA.FF. indisse una conferenza di servizio dove non venne ammesso il Consorzio di Bonifica salvo poi, paradossalmente ed inspiegabilmente, concludere i lavori della conferenza da parte del Dirigente Regionale con l’assicurazione di avere “onorato l’impegno assunto con l’Amministrazione Consortile” (?!?!);

  • La convenzione Regione Esa prevedeva la realizzazione dell’acquedotto rurale, impianto di potabilizzazione e canalizzazione attraverso la costruzione in 4 lotti delle opere;

  • La Provincia Regionale di Ragusa, con la mediazione dell’allora Prefetto di Ragusa, presentò all’ESA delle varianti al progetto;

  • Il Comitato Tecnico Amministrativo Regionale (C.T.A.R.) respinse le varianti e ripristinò i lotti originari adducendo la motivazione del “rischio” di modificare l’assetto “originario delle opere” con “nuova progettazione” e ritardi di realizzazione;

  • Iniziò così un ulteriore contesa, riccamente documentata, tra la Provincia Regionale e Comune di Ragusa da una parte ed E.S.A. dall’altra. L’accordo viene raggiunto, su mediazione Prefettizia, il 11/04/1994 alla presenza di rappresentati dei Comuni di Scicli e Modica, del Consorzio di Bonifica e dell’Assessorato all’Agricoltura e Foreste; le finalità di quell’accordo vennero immediatamente vanificati dalla “trappola” dell’art. 18 dell’intesa stessa che recitava :”le varianti proposte hanno valore di intento e saranno sottoposte al parere del C.T.A.R.”, dalle volontà e azioni amministrative successive portate avanti dall’Esa, dal Consorzio di Bonifica e dalla Regione che non tennero in alcun conto i dissensi della Provincia Regionale e del Comune di Ragusa;

  • Lo scrivente in data 9.08.05 , con il paventato inizio dei lavori del lotto 1 avanzò interrogazione al Comune di Ragusa;

  • a seguito della mia interrogazione venne promossa, presso il Comune di Ragusa, una conferenza di servizio in data 26 agosto 2005 alla quale Lei partecipò nella qualità di Presidente della Provincia Regionale assieme al Commissario dell’Esa. Si deliberò la costituzione di una Commissione permanente per la canalizzazione delle acque e la difesa del Fiume Irminio;

  • Nell’ottobre 2005 la Provincia Regionale di Ragusa quale autorità d’ambito dell’ATO idrico pubblicò il rapporto sullo stato di attuazione dei programmi e delle intese per l’utilizzazione delle acque dell’invaso di S.Rosalia;

  • la G.M. di Ragusa con deliberazione n. 439 del 7 novembre 2005 deliberò, tra l’altro :la rielaborazione dei criteri adottati per la distribuzione delle acque dell’intero bacino idrografico dando priorità all’utilizzo delle acque per il consumo umano e per il rilascio in alveo al fine di garantire la conservazione del fiume rispetto all’uso irriguo ed industriale, così come previsto dalla Legge Galli (5.1.94 n. 36);

  • A dicembre 2005 il Consiglio Comunale alla presenza del Direttore della locale sezione dell’ARPA formalmente invitato dal Consiglio Comunale, deliberò, all’unanimità, formali iniziative dirette al Presidente della Regione, al Prefetto e agli altri soggetti Istituzionali competenti;

  • Lo scrivente in data 4 maggio 2007 ha avanzato interrogazione al Sindaco di Ragusa per un blocco temporaneo dei lavori di costruzione dell’adduttore principale a causa del RISCHIO CONCRETO che il fiume abbia sempre meno portata fluente e vada ad alterare la vallata dell’Irminio;

  • Il Sindaco di Ragusa che oggi purtroppo avanza allarmi sulla situazione idrica non ha ritenuto di ascoltare il consiglio da me formulato e i lavori di canalizzazione stanno producendo già i loro effetti disastrosi;

  • Nelle scorse settimane, durante i lavori di costruzione del conduttore, si è essiccata una diramazione del fiume producendo gravissimi danni alla fauna ittica con la morte di oltre 3.000 esemplari, tra cui alcuni erano stati sottoposti a ripopolamento e protezione da parte della Provincia Regionale di Ragusa;

CHIEDO pertanto

  • Copia degli atti relativi alle attività fin qui svolte dalla Commissione permanente per la canalizzazione delle acque e la difesa del fiume Irminio istituita dalla Conferenza di servizio del 26 agosto 2005;

  • Di conoscere quali interventi repressivi siano stati adottati nei confronti di coloro che hanno determinato il grave danno alla fauna ittica precedentemente denunciato e di cui posso fornire ampia documentazione fotografica;

  • Un IMMEDIATO INTERVENTO, in collaborazione con il Dipartimento Provinciale delll’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente che per Legge può ordinare il blocco dei lavori, presso tutte le sedi Istituzionali per impedire la prosecuzione dei lavori di canalizzazione;

  • L’attivazione immediata di tutte le azioni occorrenti a costituire l’AUTORITA’ di BACINO fra gli enti territoriali interessati;

  • L’invio alla Procura della Repubblica di Ragusa, in qualità di parte civile, di tutta la documentazione in proprio possesso per l’eventuale accertamento di reati connessi alla omissione di atti, all’abuso di potere, alla mancata osservazione delle norme in materia di difesa del suolo, di risanamento delle acque, di fruizione e gestione del patrimonio idrico, di tutela ambientale, da parte dei soggetti che hanno determinato la drammatica situazione odierna;

  • Di rendere PUBBLICA e CHIARA la posizione dell’Amministrazione Provinciale dinanzi alle prospettive di pregiudicare, irreversibilmente, il patrimonio storico, paesaggistico, naturalistico, ambientale della vallata dell’Irminio proprio a causa del venire meno del fiume Irminio e di indicare quali azioni intende porre in essere al fine di esercitare la potestà di controllo e di vigilanza sul patrimonio pubblico rappresentato dalla riserva naturalistica della foce all’interno del contesto naturalistico e paesaggistico dell’intera vallata del fiume Irminio da tutelare ai sensi del Decreto 1219 del 25.7.1991 dell’Assessorato Regionale BB.CC.AA e succ. modificazioni.

Rammento a codesta Amministrazione Provinciale la grave responsabilità ampiamente dettata dalla normativa vigente Nazionale e Regionale che grava sugli amministratori in tema di uso delle acque e delle riserve idriche superficiali e profonde al fine di evitare di pregiudicare il deflusso minimo vitale e l’importanza di salvaguardia del territorio in tutte le sue varie dimensioni al fine di garantire allo sviluppo locale e alle generazioni che verranno un futuro sostenibile ed eco-compatibile del territorio come bene strategico da valorizzare, tutelare e qualificare anche in termini turistici.

Alla presente si chiede risposta nei termini e nei modi previsti dal vigente regolamento.

Ragusa, 20 giugno 2007

Il Consigliere Provinciale

Giovanni Iacono

Categorie:Ambiente Tag:

Viali parafuoco

20 giugno 2008 Nessun commento

A Sua Eccellenza il PREFETTO di RAGUSA

p.c. Al PRESIDENTE della PROVINCIA REGIONALE di RAGUSA

p.c. All’ ASSESSORE PROVINCIALE al TERRITORIO AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE di RAGUSA

p.c. Al DIRETTORE dell’ISPETTORATO RIPARTIMENTALE delle FORESTE di RAGUSA

p.c. Al COMANDANTE dei VV.FF. di RAGUSA

Nei tour nel territorio provinciale tra gli scempi quotidiani ambientali perpetrati nelle aree agricole non si può non notare come in maniera grave, ancora a fine giugno, manchino nelle aree boschive i VIALI PARAFUOCO che svolgono una funzione sia preventiva che di contrasto degli incendi bloccando l’estendersi dell’eventuale incendio.

Anche stavolta gli incendi (v.c.da Cifali) sono arrivati prima delle misure preventive e c’è il rischio che riemerga l’EMERGENZA INCENDI. E’ facile prevedere che le condizioni climatiche nelle prossime settimane raggiungano temperature elevate che associate a venti di scirocco rendono gli incendi estremamente pericolosi.

Il 16 aprile 2008 a Roma è stata siglata un’intesa tra Ministero dell’Interno e Ministero delle Politiche Agricole per l’impiego concordato dei VV.FF., Corpo Forestale e Volontari della Protezione Civile e la premessa, derivante dall’analisi dei dati relativi agli incendi del 2007, ha portato purtroppo alla constatazione che “il fuoco non si può fermare – o spegnere in tempi ragionevoli – “quando ci sono condizioni di vento, di alta temperatura e superfici incolte e scoscese.

L’inasprimento delle pene e il catasto dei terreni percorsi dall’incendio non sono deterrenti esaustivi della problematica.

La provincia di Ragusa ha una superficie boscata del 2,89 %, la percentuale più bassa della Sicilia e la tenuta del patrimonio boschivo e delle aree demaniali, dispiace constatare, non è, in diversi casi, nemmeno segnalata con gli appositi cartelli, vedi area di cava volpe (dove addirittura al confine con la riserva l’Ispettorato Ripartimentale Foreste ha rilasciato nulla osta per commercializzare cemento !!! ) e delle cave limitrofe. Per questo patrimonio boschivo provinciale, pur carente di segnaletica e pur ridotto in estensione rispetto ad altri territori, è possibile che non si riescano a fare, in tempo utile, i viali parafuoco ?

Le chiedo, pertanto, di valutare tutte le possibili forme di sinergia anche economica tra i vari Enti Istituzionali Nazionali, Regionali e Locali per far sì di attivare, in tempi urgentissimi, tutte le misure preventive e di sorveglianza idonee a tentare di scongiurare i gravi danni derivanti dagli incendi.

Certo della Sua sensibilità umana ed istituzionale colgo l’occasione per porgerLe i più riveriti saluti.

Capogruppo Consiliare

Dr. Giovanni Iacono

Categorie:Ambiente Tag:

Gestione ATO Ambiente

9 giugno 2008 Nessun commento

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa

All’Assessore Territorio e Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : seconda INTERROGAZIONE urgente su gestione ATO Ambiente

Considerato che la Provincia Regionale di Ragusa è socio significativo della Società d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Ambiente di Ragusa. e che presso tale società ha, fin dall’inizio, distaccato propri dipendenti ;

Considerato che lo scrivente aveva presentato prima interrogazione sulla gestione ATO ambiente in data 15 maggio 2008 e nella quale annunciavo le imminenti decisioni del governo regionale;

Considerato che in attuazione all’art. 45 della Legge Finanziaria Regionale 2007 il neo Presidente della Regione ha emanato il 20 maggio 2008 apposito decreto di riduzione delle società d’Ambito ed ha stabilito oltre al crono programma di attuazione della decadenza degli attuali assetti anche il divieto assoluto di assunzione di personale;

Considerato che presso l’Ato ambiente di Ragusa si è provveduto nei mesi scorsi all’assunzione di personale sulle cui modalità e criteri (al di là della parentela con qualche amministratore) attendo ancora risposta;

Considerato che nei giorni scorsi si è provveduto all’approvazione del bilancio 2007 dell’Ato ambiente e il rappresentante della Provincia ha espresso il proprio voto favorevole;

SI CHIEDE

  • di interrompere i contratti di lavoro instaurati ed attenersi alle disposizioni normative in vigore relativamente all’assunzione di personale nella P.A. che deve seguire nella sua azione il criterio dell’imparzialità;

  • di fornire chiarimenti in merito alle maggiori somme erogate finora, ed in parte approvate con il bilancio 2007, relativamente agli emolumenti percepiti dai componenti in esubero del c.d.a. dell’Ato ambiente stante le disposizioni in materia di spese contenute nell’art. 1 della Legge finanziaria Nazionale 2007 e nell’art. 85 della L.Finanziaria 2008. Le leggi finanziarie citate prevedevano la riduzione del numero di componenti dei c.d.a. e l’adeguamento degli strumenti statutari e regolamentari alle disposizioni in esse contenute e, non pare, allo stato dei fatti e malgrado il parere fornito da un legale al quale era stato dato mandato dalla stessa società d’ambito, che sia stata data attuazione a tali direttive.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al primo Consiglio Provinciale utile per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Capogruppo Consiliare

Dr. Giovanni Iacono

Categorie:Ambiente Tag: