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Archivio per marzo 2009

In ricordo…per non dimenticare

30 marzo 2009 Nessun commento

antimafia

Nei giorni 19-20-21 marzo si è svolta la XIV^  giornata della memoria in ricordo delle vittime di mafia promossa dall’Associazione “Libera – anti mafie” di Don Luigi Ciotti.

Migliaia di Giovani venuti da tutta Italia hanno manifestato per le vie di Casal di Principe, ricordando Don Peppe Diana, ucciso dalla camorra perché dava fastidio; ricordando tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita. Particolarmente toccanti sono stati gli interventi del celebre scrittore di “Gomorra” Roberto Saviano e del presidente nazionale di Libera Don Ciotti, il quale ha dichiarato: <<Saremo a Napoli per valorizzare il positivo. Dimostrare che c’e’ un’Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa solo a sopravvivere ma che vuole vivere, che lotta e s’impegna per affermare la liberta’ e la dignita’ di tutti. In alcuni territori della Campania, la violenza criminale continua a lasciare tragicamente il segno; anche nell’ultimo anno sono stati numerosi ed efferati gli omicidi di camorra, troppe le vittime innocenti. Senza contare i traffici di droga e di rifiuti, lo sfruttamento delle persone attraverso la prostituzione e il lavoro nero, gli affari delle ecomafie, l’usura, le estorsioni. E certamente pesano la corruzione, le collusioni in tanti settori della politica e dell’economia, i silenzi complici o intimoriti di chi non osa o non vuole ribellarsi. Ma esiste anche una Campania diversa, ricca di positivita’. Giovani svegli, insegnanti appassionati, amministratori onesti, cittadini responsabili. Persone che prima di chiedersi cosa la societa’ faccia per loro, si chiedono cosa possono fare loro per la societa’.>>

Parole dure, forti, strozzati dal pianto di rabbia dei parenti, un pianto che grida Giustizia…non vendetta.

Già Giustizia…ma ci chiediamo come può essere fatta Giustizia se chi siede al Governo non solo si prende beffa della stessa (vedi Lodo Alfano) ma tende a mitizzare ed elogiare gli stessi esponenti mafiosi, ci riferiamo alla triste frase che il premier disse in piena campagna elettorale <<…Mangano fu un eroe…>>, frasi simili dette in uno Stato di Diritto sarebbero state condannate all’istante. Altri addirittura negano l’esistenza di organizzazioni mafiose.

Rimaniamo indignati di fronte tutto ciò, e crediamo che proprio dai Giovani possa partire un messaggio deciso, di rigore etico, di speranza per il Presente e di buon auspicio per Futuro.

Per questo motivo noi Giovani abbiamo il diritto di ricordare e il dovere di non dimenticare mai, saremo sempre presenti laddove i principi morali vengono meno vigilando e richiamando tutti al proprio dovere professionale ed istituzionale.

- Giovani IdV -

Categorie:Giovani, Legalità Tag:

Amianto, disinformazione e …. malati di cancro dopo qualche anno ?

29 marzo 2009 Nessun commento
fibre di amianto .... tra i rifiuti ....

fibre di amianto .... tra i rifiuti ....

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INTERROGAZIONE presentata dal Consigliere Provinciale GIOVANNI IACONO e sottoscritta da altri 3 Consiglieri Provinciali .

All’Assessore Territorio e Ambiente della
Provincia Regionale di Ragusa

p.c. Al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa
Ai Capigruppo Consiliari

OGGETTO: INTERROGAZIONE su utilizzo, bonifica e discariche di cemento amianto in territori ricadenti nella Provincia di Ragusa

I sottoscritti Consiglieri Provinciali :

GIOVANNI IACONO gruppo ITALIA dei VALORI primo firmatario
BARRERA PIETRO, BURGIO ROSARIO gruppo Movimento per l’Autonomia
NICOSIA IGNAZIO gruppo Misto Indipendente

Premesso che
Per diversi decenni a cominciare dagli anni cinquanta si è fatto larghissimo e massiccio uso in tutti i settori delle costruzioni di materiali contenenti amianto in matrice cementizia e resinoide con i quali si sono installati serbatoi contenenti acqua potabile, tubi, grondaie, pluviali, pavimenti, coperture, ecc.

Tenuto conto che
L’impiego di manufatti contenenti amianto (MCA) è stato effettuato sia in matrice friabile con le fibre che si disperdono facilmente nell’ambiente e sia in matrice stabile dove le fibre sono legate con resine viniliche e con cemento e quindi più difficilmente disperdibili nell’ambiente;

Considerato che
È scientificamente provata la correlazione tra esposizione alle fibre di amianto e insorgenza nell’uomo, a distanza di anni, del gravissimo mesotelioma, neoplasia dalle conseguenze irreversibili;

Considerato che
La Legge n. 257 del 27/03/1992 ha dichiarato l’amianto fuori legge vietandone l’estrazione, la lavorazione, l’importazione e la commercializzazione;
il piano dei rifiuti della Regione Siciliana detta raccomandazioni chiare ed inequivocabili sui rischi alla salute di “ fibre di amianto libere negli ambienti di vita e di lavoro”;
il D.M. n. 101 del 18/3/2003 ha fatto obbligo alle Regioni di procedere alla mappatura dei siti contenenti amianto e alla loro urgente bonifica;
il D.M. 03/08/2005 pubblicato sulla G.U. 201 del 30.08.2005 prevede lo smaltimento in discariche autorizzate dotate di celle monodedicate e classificate come discariche per rifiuti pericolosi;

Considerato che
fino all’entrata in vigore del D.M. 03.08.2005 risulta che in provincia di Ragusa, in territorio di Ragusa, vi fosse una forma di smaltimento in discarica autorizzato dalla Prefettura di Ragusa;

Considerato che
Sembrerebbe che in Italia di MCA vi siano oltre 30 milioni di tonnellate, in Sicilia quasi 2 milioni di tonnellate e che nella sola Provincia di Ragusa quasi 200.000 tonnellate;

Tenuto conto
Delle competenze che la normativa in vigore attribuisce alle Province di vigilanza e controllo in materia ambientale e sulla problematica della gestione dei rifiuti;

SI CHIEDE

1)di conoscere se la Provincia Regionale di Ragusa ha espresso parere su richieste inerenti discariche per la gestione e trattamento di amianto ;
2)di sapere se la Provincia è a conoscenza del sito (o dei siti) dove veniva smaltito l’amianto fino al 2005 anno di entrata in vigore del DM 3.8.2005;
3)di sapere se la Provincia è a conoscenza di come e dove è sono state depositate dal 2005 le fibre di amianto e il cemento amianto in provincia di Ragusa;
4)di sapere se l’Amministrazione Provinciale è a conoscenza di discariche in Provincia di Ragusa dove dovrebbero confluire i MCA dell’intera Regione (come riportato in alcuni organi di stampa);
5)quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione Provinciale relativamente alla delicatissima problematica sopra evidenziata e se l’Amministrazione non ritiene opportuno organizzare una urgente conferenza di servizi con tutti i Sindaci della provincia e con gli Assessori all’ambiente dei 12 Comuni per discutere della gestione e bonifica dell’amianto in provincia di Ragusa.

Alla presente si richiede risposta scritta e orale nei termini previsti dall’attuale normativa e regolamento.

Ragusa, 25 marzo 2009

I Consiglieri Provinciali

Giovanni Iacono

Pietro Barrera

Rosario Burgio

Ignazio Nicosia

Categorie:Ambiente, Informazione Tag:

I danni della disinformazione

25 marzo 2009 Nessun commento

25 Marzo 2009

Pubblico il video ed il testo dell’intervista a Clementina Forleo e Carlo Vulpio, realizzata dal nostro inviato, sul tema dell’informazione.

Alle elezioni europee di giugno torniamo in Europa, con l’informazione vera.

Testo dell’intervista

Claudio Messora: “Oggi andiamo a Catania. L’occasione è quella della presentazione del libro “Roba Nostra”, dello scrittore giornalista Carlo Vulpio, che ha pagato a caro prezzo la sua determinazione nel non lasciarsi imbavagliare circa le indagini denominate Why Not e Poseidon. Ha pagato con la rimozione dal suo incarico presso il Corriere della Sera, il giornale diretto da Paolo Mieli dove lavorava. Oggi Carlo Vulpio si candida da indipendente nelle liste dell’Italia Dei Valori per le prossime elezioni europee.”

Carlo Vulpio: “Mi è stata proposta questa candidatura da indipendente affinchè continuassi a fare, con un impegno politico diretto, un lavoro da indipendente, che era quello che facevo fino a qualche settimana fa, per il giornale dove lavoro. Adesso sono in aspettativa perchè ho accettato questa candidatura, che è appunto indipendente perchè nessuno mi ha chiesto nulla in cambio, se non l’impegno a portare un valore che in Italia è un valore scarso, quello della libertà di informazione che non è garantita, quello di un’informazione vera che è un valore non ancora garantito e che ci vede collocati negli ultimi posti in Europa e nel mondo.”

Claudio Messora: “All’incontro partecipa anche Clementina Forleo, un magistrato che a sua volta ha pagato a caro prezzo la sua determinazione nel portare avanti il caso dei “Furbetti del quartierino”, che coinvolgeva tra gli altri anche Fassino e D’Alema.
Per ogni cittadino italiano uno dei diritti fondamentali è partecipare alla vita politica della polis decidendo attivamente leggi e regole comuni. Sembra però che oggi ci sia qualcuno che contesta che questo diritto possa applicarsi anche ad un magistrato.”

Clementina Forleo: “Un magistrato, come tutti i cittadini, può scendere in politica, e può fare della sua esperienza un patrimonio fondamentale per partecipare attivamente alla politica, intesa con la ‘P’ maiuscola. Ritengo però che nel momento in cui un magistrato decida di scendere in campo, debba essere necessariamente una scelta irreversibile, non può tornare a prendere la toga perchè ne verrebbe intaccata la sua immagine di imparzialità e indipendenza. Questo è un principio che io ho sempre affermato. Devo dire che mi meraviglia che solo alcuni giorni fa, con la discesa in campo di Luigi de Magistris, il problema sia stato sollevato da vertici della magistratura quali Nicola Mancino, e si sia gridato allo scandalo da parte di grossi esponenti della politica e del giornalismo. Ritengo che queste persone abbiano poca memoria e che questa discesa in campo sia pericolosa.”

Carlo Vulpio: “Le parole sono importanti, e con le parole ci imbrogliano. Un esempio è questo continuo utilizzo della parola legalità, trasformata immediatamente in giustizialismo. Cioè chiunque di noi, chiunque di voi chieda l’applicazione della legge per quel famoso Articolo 3 della Costituzione, perchè ritiene che la legalità è il potere dei senza poteri, per ciò stesso evocherebbe un intervento giustizialistico, un dispiegamento di forze giustizialiste che godono al tintinnar di manette. Ecco il primo imbroglio.
Noi che stiamo qui a parlare adesso, siamo dei sovversivi. Se venisse qualcuno di questi tempi in Italia ad osservare un incontro di questo tipo e avesse sentito l’intervento della dottoressa Forleo, dedurrebbe che qui si sta lavorando alla costruzione di un covo di sovversivi, perchè si sta addirittura ponendo il problema della vigenza dell’articolo 3 della Costituzione. Niente di meno! Io l’altro giorno ho letto sul mio quasi ex giornale una filippica contro l’articolo 3 della Costituzione, e piano piano mi andavo convincendo che effettivamente anche io fossi dalla parte dei sovversivi, laddove arrivato al commento dell’articolo 3, secondo comma, della Costituzione, cioè quello che materialmente dovrebbe rimuovere gli ostacoli che si frappongono ad un’uguaglianza effettiva, diceva il commentatore di cui non farò il nome per non fargli pubblicità, che era troppo generico quest’articolo 3 della Costituzione, era troppo ampio, era troppo! E’ fondamentale questo passaggio. Si comincia così. Si comincia a gettare il sasso nello stagno. Si comincia con il grande giornale, il grande commentatore magari un tanto al chilo, che propone un articolo di questo tipo, si dice tecnicamente ‘detta l’agenda’, detta l’agenda politica, del dibattito pubblico, e una volta dettata l’agenda le pecore, il pubblico, l’opinione pubblica che non esiste, è un’invenzione, l’opinione pubblica non c’è, segue.
E’ proprio internet, è proprio la rete che in qualche maniera ci ha salvati. Ha salvato quelli come noi: giornalisti, magistrati, lavoratori comuni che non avrebbero più potuto far sentire la loro voce, sarebbero entrati definitivamente in un cono d’ombra, se non ci fossero stati i blogger, i blog, il cosiddetto popolo della rete. E grazie alla rete si è formata un’opinione pubblica nuova, con caratteristiche totalmente inedite, che ovviamente hanno allarmato i tradizionali poteri, anche quelli che editano i giornali. Se una nuova opinione pubblica si forma sulla rete, e se la rete ci salva, allora la rete diventa pericolosa. Se la rete non ci fosse stata noi non avremmo potuto parlare adesso, così, a centinaia, migliaia, milioni di persone, e probabilmente le nostre storie sarebbero state storie eccellenti, ma sarebbero deperite in questa loro eccellente solitudine.”

Clementina Forleo: “Io credo che se siamo qui, se siamo qui questa sera a parlare di queste cose, che poi sono i temi fondamentali del libro Roba Nostra, è perchè ci sentiamo un poco intrappolati, perchè purtroppo la trappola, senza accorgercene, è scattata sulle regole, sulla democrazia, sulla legalità, sulla giustizia, sull’etica… cioè è scattata su quelli che dovrebbero essere i termometri di una democrazia moderna. E allora dobbiamo cercare di evitare di fare la fine appunto di quel famoso topolino di un altrettanto famosa metafora, il quale appunto preso in una trappola, ai suoi amici intenti a liberarlo diceva che non si lamentava poi della trappola, ma si lamentava della cattiva qualità del formaggio. E allora leggendo i giornali, soprattutto negli ultimi tempi, io ho paura appunto di questo, del fatto che ci stiamo convincendo che tutto sommato stiamo meno male di quanto si può stare.
La rete ci salva e ci salverà. Io fino a poco tempo fa avevo una speranza. Avevo la speranza che alcune testate conservassero dei margini di libertà. Purtroppo mi sono resa conto che anche in questo campo sono stata un po’ ingenua, e che ultimamente le testate più libere si sono un po’ asservite, probabilmente perchè i tempi sono difficili e bisogna assecondare i poteri forti, dove per poteri forti in questo caso intendo i potentati economici e politici che sorreggono le grosse testate. Quindi i blog, internet e la rete, nell’immediato quanto meno (mi auguro che nel medio e lungo termine le cose possano cambiare) sono destinati a sostituire la classica informazione, che è un’informazione deviata, un’informazione deviante, un’informazione che non ci passa le cosiddette notizie.”

Carlo Vulpio: “In Italia siamo, per libertà di informazione, agli ultimi posti in tutte le classifiche europee e mondiali. Questo non è un fatto grave in sè, è un fatto grave perchè attraverso l’informazione che è uno snodo strategico, passano mille altre cose, alcune delle quali fondamentali per il destino di un paese. Pensate a come è stata trattata la giustizia.”

Clementina Forleo: “Sul caso Salerno – Catanzaro, per esempio, è stata forse volutamente fatta passare l’opinione, attraverso un’informazione non sempre fedelissima, l’idea di questo scontro, di questa guerra tra Salerno e Catanzaro. A mio avviso non si è trattato di uno scontro, perchè uno scontro presuppone due corpi in movimento. In questo caso Salerno aveva legittimamente, come è stato appurato dal Tribunale del Riesame, disposto una perquisizione e un sequestro di atti nei confronti appunto di Catanzaro. Catanzaro non poteva replicare con un contro-sequestro per il semplice motivo che i reati ipotizzati da Catanzaro dovevano essere denunciati all’autorità competente, cioè appunto un’altra autorità, perchè evidentemente i magistrati di Catanzaro non potevano autodifendersi. Quindi non tanto la politica ma la stessa magistratura ha voluto consgnare al potere dei magistrati che stavano facendo onestamente il proprio lavoro e avevano toccato, come aveva toccato poi in fondo Luigi de Magistris, dei nervi scoperti che toccavano anche lo stesso potere giudiziario in Calabria, e che avevano aperto uno squarcio sul terzo potere dello Stato, e che poteva poi far saltare dei nervi anche in altri territori dello Stato.”

Carlo Vulpio: “Pensate a come è stata trattata l’economia, pensate a come è stato trattato il lavoro dall’informazione. Un’informazione addomesticata, un’informazione orientata non serve. Per entrare davvero in Europa noi abbiamo bisogno di una informazione a livelli europei. L’Italia ai livelli europei, da questo punto di vista, non è ancora arrivata.
Tutto quello che accade nella sfera pubblica è affare nostro. Se noi non ce ne occupiamo, qualcun altro farà in modo di occuparsene al posto nostro.”
Postato da Antonio Di Pietro in Giustizia

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comunicato su “spartizione delle spoglie” degli Ospedali di Ragusa

22 marzo 2009 Nessun commento

Questa è una delle rare volte in cui condividiamo una posizione assunta dal Sindaco di Ragusa ma non è, purtroppo, questo che ci inquieta e ci preoccupa quanto la proposta avanzata dai deputati Regionali Leontini, Minardo, Ragusa all’Assemblea Regionale Siciliana in sede di sub emendamento alla riforma sanitaria in discussione relativamente allo smembramento dell’Ospedale Maria Paternò Arezzo e Civile di Ragusa in due distretti diversi.
La divisione degli Ospedali di Ragusa (tra l’altro mentre si stanno oramai completando i lavori di costruzione della struttura unica Ospedaliera) non risponde in alcun modo alla logica e alla razionalità. Questo è invece un tipico caso di irrazionalità nelle politiche pubbliche dove sembrano prevalere solo gli istinti clientelari e particolaristici. Si annulla la ragione comune, il buon senso, le regole minime di logica organizzativa nell’abitudine ormai consolidata e cristallizzata di fare, impunemente, e forse ormai involontariamente, razzia nel territorio del capoluogo orfano di rappresentanza alla Regione. Qualche mese si era tentato di togliere i fondi per la Legge su Ibla. Si è proseguito con la gravissima penalizzazione del territorio di Ragusa per il Piano di Sviluppo Rurale e si sta proseguendo con la “spartizione delle spoglie” dei due Ospedali di Ragusa. I proponenti ritirino con urgenza l’emendamento presentato e ritornino ad avere i piedi per terra e la testa per pensare alle cose più serie adoperandosi affinché i Cittadini abbiano servizi alla salute più efficaci, più celeri e più imparziali anziché operare per poter piazzare “bandierine”.
Ragusa, 22 marzo 2009

Il Coordinatore Provinciale
Giovanni Iacono

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Servizio di Mediterraneo News

21 marzo 2009 Nessun commento

© 2008 Gruppo Editoriale Mediterraneo


Questo è il filmato mandato in onda da Video Mediterraneo sull’incontro con Marco Travaglio a Ragusa.

Categorie:Events, Legalità Tag:

dal Coordinamento Cittadino di Vittoria

19 marzo 2009 Nessun commento

Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale il consigliere Aiello ha attaccato il Sindaco della Città, Nicosia, per il fatto che questi aveva denunciato alcuni impiegati comunali che erano soliti assentarsi dal proprio posto di lavoro. Riteniamo grave l’atteggiamento dell’ex sindaco Aiello che sottintende ad una logica dalla quale ci dissociamo. I comportamenti etici e legali sono alla base del nostro impegno politico ed amministrativo e a questa morale comportamentale non deve sottrarsi nessuno, soprattutto chi è alle dipendenze di un ente pubblico. Sono tantissimi gli impiegati comunali che svolgono con estrema professionalità il loro lavoro, ed è proprio per rispetto del loro impegno che certi fenomeni devono essere repressi con forza.
E’ anche da queste cose che deve ripartire la crescita della Città e saremo al fianco di chiunque, Sindaco in testa, voglia intestarsi simili battaglie.

Il coordinamento cittadino di IdV

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straordinaria partecipazione al convegno con MARCO TRAVAGLIO

19 marzo 2009 2 commenti

Convegno su :Informazione, Etica e ....illegalità Ragusa 18 marzo 2009

 
Segnaliamo il resoconto giornalistico scritto da Vittoria Schininà su http://www.iblalab.it:

http://www.iblalab.it/index.php?id=5278-informazione-etica-e–illegalita

 

solo alcuni dei tantissimi, entusiasti, commenti verbali e scritti :


Grazie a te Giovanni…e’ stato un pomeriggio davvero straordinario….a me ed ai miei amici e’ piaciuto moltissimo.
Sapere che c’e’ gente che di questi tempi lotta ancora con fatica e parla di cambiamento…e soprattutto crede nel cambiamento…da forza per andare avanti e fiducia nel futuro.
Ciao

Claudio

Grande partecipazione di giovani! evidente la voglia di conoscere le cose, soprattutto quelle vere…abbracci a tutti e COMPLIMENTI!!!!!!

Fabio

Grazie a te per averci dato un’occasione di ascoltare cose interessanti. Ho parlato ad un
amico di quest’evento e gli ho detto: questi avvenimenti servono per risvegliare le nostre coscienze,
per indurci a riflettere quando c’è da scegliere per chi votare. Purtroppo la mia impressione è che fin
quando gli italiani “dormono” guardando Il Grande Fratello, non potranno rendersi conto che un voto
dato alla persona sbagliata avrà conseguenze molto gravi, una delle quali potrebbe essere l’abolizione
stessa del voto: a che serve votare se ci sono io che sono infallibile? potrebbe dire lui (il grande Silvio).
Tanto vale abolire il voto!
Ciao
Giancarlo


Avete visto che folla questo pomeriggio? Anche se siamo rimasti fuori,  pur arrivando in orario, abbiamo avuto la piacevole senzazione che non tutto è perduto. La gente aspetta persone di levatura morale come Di Pietro e come Orlando che smuovano la melma di di rassegnazione al malaffare,  all’opportunismo, al tirare a campare che ci blocca la vita quotidiana impedendoci di avere fiducia nel futuro. Perchè avete scelto un locale così piccolo? La prossima volta vogliamo esserci tutti!!!
In bocca al lupo. E riportateci di nuovo Travaglio!!!!!

Giovanna


Caro Giovanni,

complimenti per la conferenza di oggi.Sono riuscito a trovare un sostituto che mi ha permesso, sostituendomi per  quattro ore, di assistere al bellissimo incontro organizzato da IdV. Spero, in futuro ,di essere presente alle manifaestazioni del partito.

Un caro saluto

Luciano

COMPLIMENTONI, siete riusciti ad animare ‘l’indifferente Ragusa’, ma ve lo aspettavate tutta sta gente, onestamente?

Vincenzo

 

Grande incontro, siete gente perbene e coraggiosa e lo dimostrate ogni giorno laddove siete impegnati,  è stato bello ascoltare Travaglio e sarà ancora più bello, se volete, partecipare e contribuire a sostenervi nelle vostre battaglie che sono battaglie di tutti e per tutti, ancora grazie.

Luisa

Voglio solo dirvi grazie a Giovanni in primo luogo e poi a Marco, a Leoluca e a tutti voi !!!!

Silvia

 

 E’ STATO UN MOMENTO INTENSO, IMPORTANTE, MA, SOPRATTUTTO, DI SPERANZA CHE LA MORALE E L’ETICA TANTO SOTTOLINEATA DA TRAVAGLIO POSSANO TRIONFARE SULL’IMMORALITA’ DILAGANTE.

GRAZIE A ITALIA DEI VALORI E GRAZIE A TE SEMPRE IN PRIMA LINEA

Vania

Consulta Comunale Giovanile

18 marzo 2009 Nessun commento

I Giovani dell’Italia dei Valori hanno partecipato alla Consulta Comunale Giovanile che si è tenuta Giovedì 12 Marzo presso l’Aula Consiliare del Capoluogo Ibleo.

Crediamo che la Consulta non si debba proporre come agenzia sostitutiva delle politiche giovanili, ma come diretta collaboratrice, utilissima occasione di confronto e di impegno, che avvicina i giovani alle Istituzioni, rendendoli partecipi della cosa pubblica e consapevoli dell’essere artefici del proprio futuro.

Noi Giovani IdV intendiamo aderire a quest’organo consultivo con grande senso di responsabilità e di rispetto nei confronti delle Istituzioni. Le motivazioni che ci hanno spinto ad aderire sono principalmente due: voler essere anche a livello giovanile una voce fuori dal coro e contribuire al miglioramento sociale, ambientale e culturale della nostra città.

Fermamente convinti che i Giovani non sono solo momenti di carattere ricreativo, aderiamo con tanta voglia di metterci in discussione e con la passione che ci contraddistingue.

Infine, ci auguriamo che, nonostante i diversi schieramenti politici all’interno della Consulta, si possa lavorare con estrema sintonia, mirando non ad interessi personali, ma esclusivamente al bene della nostra città, oggi più che mai bisognosa di un ricambio generazionale immediato.

 

 

Coordinamento Provinciale Giovani Italia dei Valori

Categorie:Comune di Ragusa, Giovani Tag:

ITALIA dei VALORI è presente anche a MODICA

18 marzo 2009 1 commento

 

ITALIA DEI VALORI

 

COORDINAMENTO PROVINCIALE DI RAGUSA -

CIRCOLO CITTADINO DI MODICA -


COMUNICATO STAMPA

 

Il Circolo Cittadino di Modica dell’Italia dei Valori è stato ufficialmente aperto.

La sede è in Corso San Giorgio 5/7 . Questi sono i responsabili del circolo di Modica fino al congresso: il coordinatore cittadino è Gaetano Criscenti; responsabile dei Giovani di Italia dei Valori è Salvatore Baglieri; responsabile per i problemi della sanità Giovanni Portelli; tesoriere è stato nominato Pietro Spadaro.

Nella conferenza stampa, presieduta dal coordinatore provinciale Giovanni Iacono, che ha tenuto a battesimo il circolo, oltre ad essere stati presentati i responsabili del circolo, sono stati tracciati i contorni del rapporto con l’amministrazione comunale attuale: il circolo di Modica attuerà, pur nel quadro di un complessivo appoggio al Sindaco Buscema ed alla sua lotta per portare il Comune di Modica verso un equilibrio economico e sfuggire così al dissesto , una vigilanza continua su tutti gli atti amministrativi perchè la legalità, la trasparenza e l’efficienza siano sempre preservati.

In tale quadro si colloca la critica all’approvazione da parte del consiglio comunale della lottizzazione di contrada Michelica. Appare ormai assolutamente non più rinviabile l’adozione da parte del Comune di un nuovo piano regolatore che dia alla città un piano di sviluppo serio e coordinato. Nell’ attesa bisogna che siano posti in moratoria tutti gli atti in variante al PRA attuale. Si auspica fortemente che nel regolamento edilizio che accompagnerà il nuovo PRA vengano disposte regole edilizie che impongano che tutti i nuovi edifici abbiano un certificato energetico che ne attesti la capacità di efficienza energetica di classe A o B.

Un nuovo sviluppo per Modica, in armonia con l’ambiente ma senza disconoscere l’effervescente anima imprenditoriale della città della Contea.

Il referente del Circolo cittadino di Modica,

Gaetano Criscenti

Categorie:Partito Tag:

Antonio Di Pietro scrive :Grandi opere, grandi Bluff

14 marzo 2009 Nessun commento

14 marzo 2009

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Riporto una mia intervista, rilasciata ieri al quotidiano L’Unità, dove spiego l’origine, i percorsi e la destinazione dei 18 miliardi annunciati dal governo per avviare i cantieri delle grandi opere.

L’Unità: Cos’è il piano infrastrutture?
Antonio Di Pietro: «Il governo Berlusconi 2001-2006 fece la Legge Obiettivo, procedure semplificate per grandi opere necessarie».

L’Unità: Che lei ha condiviso?
Antonio Di Pietro: «Che in linea di principio l’Ulivo, tranne qualche resistenza, ha condiviso. Criticammo pero’ il piano perchè il governo aveva individuato una serie di opere inutili e non realizzabili. Servivano 130 miliardi subito, per cominciarle. Altri 200 per completarle. Un libro dei sogni in cui ognuno aveva cercato di metterci il ponte di casa sua».

L’Unità: Nel 2006 vince l’Unione e conferma la legge Obiettivo.
Antonio Di Pietro: «Cercando però di riempirla di contenuti possibili. Come ministro delle Infrastrutture, andando regione per regione dopo aver discusso con tutti i governatori, individuammo 30 miliardi da spendere in cinque anni per una lista di opere scelte dalle stesse regioni perché necessarie ai rispettivi territori».

L’Unità: L’Unità ha pubblicato mercoledì l’elenco di opere prioritarie per la Calabria, soprattutto strade. Nel piano attuale non ne è rimasta mezza.
Antonio Di Pietro: «Appunto. Questo per dire che noi non siamo quelli del “No”, sempre, a prescindere. Ma quelli del fare quello che serve ed è possibile».

L’Unità: Priorità e urgenze invece che sogni grandiosi. Ad esempio?
Antonio Di Pietro: «Il nodo ferroviario di Palermo, ce lo aveva chiesto Cuffaro perché lo considerava fondamentale. Idem per la circumetnea a Catania. Il governo Prodi trovo’ subito, ad esempio, 2 miliardi e mezzo per il MOSE, l’alta velocità Bologna-Milano, il passante di Mestre. Tutte opere consegnate in questi mesi dal premier Berlusconi. Ma le avevamo sbloccate noi, con la legge Obiettivo, con soldi veri, erano priorità e le abbiamo realizzate.

L’Unità: E il ponte sullo Stretto? Berlusconi ha stanziato un miliardo e 300 milioni.
Antonio Di Pietro: «Soldi vecchi, tolti da altre opere necessarie per la Sicilia e la Calabria e riciclati nel ponte. Ecco perchè si lamenta così tanto Lombardo (il segretario Mpa). Quella del Ponte è una storia emblematica. Serve un po’ di pazienza…».

L’Unità: Prego.
Antonio Di Pietro: «Nel 2006, quando andiamo al governo, Sinistra e Verdi sono contrari all’opera e chiedono la rescissione del contratto con la società del Ponte. Chiediamo all’Avvocatura quanto costa la rescissione e ci dicono 388 milioni di euro che Impregilo e il consorzio di imprese avrebbero incassato netti, senza tasse».

L’Unità: Uno spreco.
Antonio Di Pietro: «Totale. Leggo il contratto e trovo il cavillo: manca il progetto esecutivo, Impregilo non lo ha ancora presentato, solo quello costa 60 milioni. Impregilo capisce e fa un passo indietro. Senza il progetto io posso, con un giro di competenze dal ministero dell’Economia all’Anas, stornare il miliardo e 300 milioni già presenti nelle casse della Società dello Stretto su altri progetti viari per Sicilia e Calabria e non pagare alcuna penale».

L’Unità: Un giro di valzer di milioni?
Antonio Di Pietro: «Togliamo soldi a un capitolo come il Ponte sullo Stretto per darne a un altro utile. A cosa servirà il Ponte se la Calabria non ha le vie d’accesso al Ponte?>>.

L’Unità: Berlusconi dice che il Ponte – inizio lavori 2010, fine nel 2016 – porterà cantieri, lavoro, un antidoto alla crisi.
Antonio Di Pietro: «Falso. Primo perchè chissà mai quando sarà cantierato il primo lotto del Ponte: ancora oggi non esiste il progetto esecutivo, sappiamo che ci saranno due piloni davanti a Reggio Calabria ma non esistono calcoli sul cemento necessario. Secondo perchè non ci sono altri soldi. Per gli altri lavori, invece, quelli del nostro piano regionale, i cantieri potevano essere già aperti. I soldi erano già assegnati».

L’Unità: Altri esempi?
Antonio Di Pietro: «Il terzo valico, quel tunnel di 42 km che dovrà collegare il sistema portuale di Genova con la Torino-Lione».

L’Unità: Bello, Genova come Marsiglia e i grandi nodi portuali.
Antonio Di Pietro: «Un altro bluff. Utile al ministro Scajola (che è di Imperia, ndr). Il problema è: dove passerà la Torino-Lione? Ancora non conosciamo il tracciato. E, come ci arrivi a Genova? In motorino? La viabilità è pessima, come puoi pensare di caricarla con altre merci?».

L’Unità: Di Pietro, ci sarà qualcosa di vero nel progetto del governo?
Antonio Di Pietro: «Quattro miliardi, su 18 annunciati, a partire dal 2010. Gli altri 14 li aveva trovati il governo Prodi destinandoli a opere assai più utili».