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10 marzo 2009

No al ponte sullo stretto!

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Da poche ore, il Sottosegretario al CIPE, Gianfranco Miccichè, ha annunciato che verranno stanziati fondi anche per la costruzione del Ponte sullo Stretto

Le motivazioni del nostro NO, sono riassumibili in sette punti qui di seguito riportati:
1) Eccessivo peso economico. Ci risulta chiaro che la somma enorme di denaro prevista per la realizzazione del ponte potrebbe essere destinata alternativamente per la risoluzione di problematiche ben più urgenti e più coincidenti alle reali necessità della gente, quali ad esempio: a) completamento e miglioramento delle reti stradali ed autostradali già esistenti (Salerno-ReggioCalabria, Taranto-ReggioCalabria);
b) potenziamento e rinnovamento delle reti ferroviarie ancora prevalentemente sprovviste del secondo binario ed ancora munite di motrici a gasolio;
c) potenziamento e miglioramento delle reti idriche;
d) sviluppo agricoltura biologica e/o tradizionale;
e) sviluppo turismo responsabile;
f) sviluppo di politiche sostenibili ed ecologiche per lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti;
g)
sviluppo di una seria e più democratica politica di accoglienza per gli immigrati;
h) potenziamento e miglioramento apparato scolastico e professionale.

2) Eccessiva fiducia nella tecnologia a dispetto dell’imprevedibilità delle variabili naturalistico-ambientali (alto rischio sismico connesso alla complessità geologica e tettonica del territorio in questione, vento).

3) Elevato impatto ecologico ed ambientale: a) uso di enormi quantitativi di cemento, materiale non smaltibile e di carattere non sostenibile; b) interferenza con i delicati equilibri costieri; c) distruzione di ecosistemi originari.

4) Utilizzo di sfrontate politiche fondate sul miraggio del lavoro per tutti; pochi infatti sostengono che tali grandi opere offrono soltanto lavoro temporaneo, arricchiscono pochi impresari locali e prevalentemente foraggiano solo alcune imprese nazionali e/o internazionali (vere e proprie multinazionali dell’edilizia).

5) Effettiva perdita di posti di lavoro in quei settori di trasporto merci e/o persone già consolidati ed attivi sul territorio.

6) Certezza di rafforzare il potere degli apparati mafiosi (‘ndrangheta, mafia), notoriamente molto influenti sulla vita economica e sociale delle due regioni interessate.

7) Mancata consultazione popolare in merito alla realizzazione del progetto.

Rimaniamo scandalizzati dall’apprendere come questo progetto sia stato e sia tutt’ora voluto dal Governo Italiano al di là delle appartenenze politiche susseguitesi al governo in questi anni (centro sinistra prima, centro destra oggi), tale fatto testimonia come le forze politiche siano cieche in generale su questioni di questa portata. La storia è ciclica solo perché non si impara. La memoria è, e dovrebbe essere, un elemento essenziale per tutelare la tensione verso il bene comune. Nel 1963, a causa della cecità dell’essere umano (tutt’oggi dimostrata con il perseguimento del progetto qui contestato), si determinò la tristemente nota tragedia del Vajont, che causò la morte di circa 2500 persone in pochi minuti. Morti dovuti semplicemente alla volontà dei potenti dell’epoca di costringere la natura in schemi ingegnieristici ed economici di cui la grandezza del creato non tiene conto. Come Giovani dell’Italia dei Valori rivolti alla terra e alla gente, non possiamo non ricordare. Non ci sembra possibile che errori umani di così grave entità già verificatisi quarant’anni fa in nord Italia, possano essere ora ripercorsi nel nostro sud (terra storicamente sfruttata).
Tuteliamo quindi l’Italia tutta, facendola diventare essa stessa un ponte ideale fatto di memoria, amore e tensione al bene comune.

 

Giovani IdV – Coordinamento Provinciale Ragusa -

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