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Archivio per giugno 2009

‘vittoria’ o propaganda …. Mauro governa, da sempre, direttamente o indirettamente (con l’ex presid.Cascone) le fallimentari politiche universitarie in provincia di Ragusa

30 giugno 2009 Nessun commento

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ACCORDO

Tra

l’Università degli Studi di Catania, di seguito denominata “Università” con sede in Catania, piazza Università n. 2, codice fiscale 02772010878, nella persona del Magnifico Rettore Prof. Antonino Recca,
e

il Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa, di seguito denominato “Consorzio”, con sede in Via Dott. Solarino (Ex Distretto militare), a Ragusa Ibla, codice fiscale 92011780886, nella persona del Presidente Sen. Giovanni Mauro,

PREMESSO

- che l’Università ha stipulato con il Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa la convenzione del 9 ottobre 2001 (sottoscritta anche dalla Provincia regionale di Ragusa e dal Comune di Ragusa) e successivo atto aggiuntivo dell’8 aprile 2005 per l’attivazione a Ragusa dei corsi di laurea in Scienze agrarie, tropicali e subtropicali della Facoltà di Agraria; la convenzione del 27 maggio 2003 (sottoscritta anche dal Comune di Ragusa) per l’attivazione a Ragusa del corso di laurea in Scienze giuridiche della Facoltà di Giurisprudenza; la convenzione del 5 giugno 1999 (sottoscritta anche dalla Provincia regionale di Ragusa e dal Comune di Ragusa) per l’attivazione a Ragusa dei corsi di laurea della Facoltà di Lingue e letterature straniere; la convenzione del 6 agosto 2001 (sottoscritta anche dall’Azienda ospedaliera regionale, Ospedale Maria Paternò Arezzo, dalla Azienda USL 7 di Ragusa, dalla Provincia regionale di Ragusa, dal Comune di Ragusa) per l’attivazione a Ragusa del corso di laurea in Medicina e chirurgia;
- che il Senato accademico, nelle sedute del 23 marzo 2009 e del 25 maggio 2009, ed il Consiglio di amministrazione, nella seduta del 28 maggio 2009, hanno deliberato di non attivare, nell’a.a. 2009/2010, il nuovo ciclo dei corsi di laurea decentrati a Ragusa, in mancanza del pagamento dell’intero importo dovuto entro il 31 maggio 2009;
- che, nell’incontro svoltosi in data 29 maggio 2009 fra i rappresentanti delle parti, il Consorzio si è impegnato “a procedere al pagamento di quanto dovuto entro il 31 maggio 2009, ovvero a fornire idonea garanzia che i suddetti pagamenti vengano corrisposti a breve termine. Ciò al fine di permettere l’attivazione, per l’a.a. 2009/2010, dei primi anni dei corsi di laurea che l’Università di Catania svolge presso la sede di Ragusa”.
- che con decreto rettorale n. 6175 del 5 giugno 2009, è stato emanato il manifesto degli studi relativo all’a.a. 2009/2010, non attivando i primi anni dei corsi di laurea con sede a Ragusa;
- che il Consorzio ha versato l’importo di € 1.500.000,00, incassato dall’Università in data 9 giugno 2009, rimanendo debitore di ulteriori € 2.460.101,47.
- che il Consorzio Universitario della Provincia di Ragusa, con ricorso ex art. 700 c.p.c., ha chiesto al Giudice del Tribunale di Ragusa “di ordinare all’Università degli Studi di Catania (…) di ottemperare agli obblighi assunti nelle predette convenzioni e nell’accordo del 29.5.2009, in particolare di attivare il primo anno dei corsi convenzionati”;
- che l’Università ha depositato presso il Tribunale di Catania un ricorso per decreto ingiuntivo di pagamento di € 2.460.101,47, R.G. n. 8357/09.

CONSIDERATO

- che in data 23 giugno 2009 si è svolto un incontro fra il Rettore dell’Università, il Presidente del Consorzio ed il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al fine di definire la controversia insorta fra le parti.

Tutto ciò premesso e considerato, le parti, a transazione delle reciproche pretese indicate nelle premesse,
CONVENGONO QUANTO SEGUE

Art. 1

Le premesse costituiscono parte integrante del presente accordo.
Art. 2

Il Consorzio si obbliga a versare all’Università di Catania € 2.460.101,47, in virtù delle convenzioni indicate in premessa, a saldo di quanto dovuto per l’a.a. 2008/09, dei quali la somma di € 760.000,47 entro il 6 luglio 2009 e la somma di €. 1.700.101,00 entro il 30 settembre 2009, pena la disattivazione, nell’a.a. 2009/2010, da parte dell’Università di Catania dei primi anni dei corsi di laurea indicati al successivo art. 4, fatte salve le maggiori somme concordate dal Consorzio con le singole facoltà e le variazioni giustificate dalle rendicontazioni relative all’a.a. 2008/2009 che l’Università, secondo quanto previsto dalle convenzioni, ha l’obbligo di trasmettere “entro l’anno accademico successivo a quello di competenza”, vale a dire entro il 31 ottobre 2010.
Il Consorzio si obbliga a manlevare l’Università di Catania da ogni e qualsiasi responsabilità e pregiudizio, che dovesse derivare alla medesima dalla mancata attivazione dei corsi di cui all’articolo 4, come conseguenza del mancato pagamento delle somme sopra indicate, in particolare nei confronti degli studenti.
Art. 3
Le parti, di comune accordo, giusta autorizzazione ministeriale, si impegnano a rinunciare a tutte le azioni giudiziarie intraprese alla data della stipula del presente atto. In particolare, il Consorzio rinuncia al ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dinnanzi al Tribunale di Ragusa; l’Università rinuncia al ricorso per decreto ingiuntivo R.G. n. 8357/09, depositato presso il Tribunale di Catania.
Art. 4
Per l’a.a. 2009/2010, l’Università, previa autorizzazione ministeriale, si obbliga ad attivare a Ragusa il primo anno dei seguenti corsi di laurea:
- Scienze e tecnologie agrarie tropicali e subtropicali, cl. 20 – laurea triennale;
- Scienze e tecnologie agrarie tropicali e subtropicali, cl. 77/S – laurea specialistica;
- Giurisprudenza, cl. LMG/01;
- Scienze della mediazione linguistica, cl 3 – laurea triennale;
- Studi comparatistici, classe 11 – laurea triennale;
- Lingue e culture orientali, cl. 41/S – laurea specialistica;
- Lingue e culture europee ed extraeuropee, classe 42/S – laurea specialistica.
Per lo stesso anno accademico, il Consorzio si obbliga ad erogare le risorse finanziarie dovute nella misura e alle scadenze indicate nelle convenzioni vigenti, pena la non attivazione, da parte dell’Università, nell’a.a. 2010/2011, di nuovi cicli di corsi di studio a Ragusa e con il completamento di tutti i cicli già attivi presso la sede di Catania.
Art. 5
Le parti, di comune accordo, decidono di risolvere consensualmente la convenzione del 6 agosto 2001 avente ad oggetto l’attivazione a Ragusa del corso di laurea in Medicina e chirurgia e conseguentemente di non attivare a Ragusa, per l’a.a. 2009/2010, il primo anno del suddetto corso di laurea, con il completamento presso la sede di Catania tutti i cicli già attivi, con oneri a carico dell’Università.
Art. 6
Le parti si impegnano ad attivare un tavolo tecnico, coordinato dalle segreterie tecniche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, riguardo al decentramento operato dall’Università presso la sede universitaria di Ragusa, al fine di potere garantire il mantenimento dei corsi di laurea, secondo i requisiti necessari e di qualità previsti dal D.M. 270/2004 e dal D.M. 544/2007, attraverso risorse economiche certe.

Letto, approvato e sottoscritto dalle parti a Roma, in data 30 giugno 2009

Consorzio Universitario della provincia di Ragusa
Il Presidente Sen. Giovanni Mauro

Università degli Studi di Catania
Il Rettore
Prof. Antonino Recca

DICHIARAZIONE DI INTERVENTO
È presente alla stipula del superiore accordo per conto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in persona del Dr. Giovanni Bocchieri, Capo Segreteria Tecnica del Ministro .

Categorie:Istruzione Tag:

Via la direttrice della Asl di Bari, legata al PD e in stretti rapporti con l’imprenditore Tarantini, amico di Berlusconi

30 giugno 2009 Nessun commento

Asl, Vendola sospende la Cosentino e azzera la giunta regionale

Il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha chiesto e ottenuto da tutti gli assessori regionali di rimettere il mandato nelle sue mani. Lo ha annunciato poco fa lo stesso Vendola ai giornalisti. Poco prima la giunta aveva sollevato dall’incarico la manager dell’Asl di bari Lea Cosentino, indagata nell’inchiesta sugli appalti della sanità. Ieri il vice presiedente Frisullo aveva annunciato: “Su di me solo voci, resto al mio posto”.
di Paolo Russo
Colpo di scena nella vicenda su giustizia e sanità che da giorni tiene banco sui giornali. Il presidente della Regione Nichi Vendola ha deciso di azzerare la giunta al termine di una giornata convulsa e frenetica. Vendola, rientrato dal Canada, ha incontrato l’assessore alla Sanità Fiore che due mesi fa ha sostituito il dimissionario Alberto Tedesco,prima vittima politica dello scandalo. Quindi ha comunicato a Lea Cosentino, la dirigente dell’Asl di Bari raggiunta dall’avviso i garanzia per turbativa d’asta, la sospensione cautelare dall’incarico. Infine ha riunito la giunta ed ha chiesto ed ottenuto dai suoi assessori le deleghe. Adesso Vendola formerà una nuova giunta, aprendo le porte ad Udc e Italia dei valori.

Il direttore generale della Asl di Bari, Lea Cosentino, e’ stata sospesa in via cautelativa dalla giunta regionale pugliese dopo che e’ stata raggiunta nei giorni scorsi da un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta sugli appalti nella sanita’ avviata dalla Procura di Bari. La notizia e’ stata resa nota dalla stessa dirigente che ha annunciato ”azioni legali” contro il provvedimento e ha espresso ”profonda delusione per la presa di posizione”. Lea Cosentino e’ indagata per turbativa d’asta nell’ambito di indagini dirette dal pm Pino Scelsi.

E’ la seconda volta che alla manager viene notificato un avviso di garanzia: qualche mese fa, infatti, ne aveva ricevuto un altro per un’altra inchiesta, la stessa che ha coinvolto e ha fatto dimettere l’ex assessore regionale alla Sanita’ Alberto Tedesco. Lea Cosentino e Sandro Frisullo vogliono restare al loro posto. Questo pomeriggio, senza ancora aver smaltito il jet lag del ritorno dal Canada, il presidente Nichi Vendola tornerà al comando di una nave in balia di una tempesta giudiziaria. Durante la sua settimana di assenza, la Regione è stata scossa dall´avviso di garanzia notificato al direttore generale dell´Asl di Bari e dalle imbarazzanti indiscrezioni che hanno coinvolto il vicepresidente della giunta. Indiscrezione, smentite ieri dal procuratore Emilio Marzano che ha spiegato: «Frisullo non risulta indagato», per poi aggiungere subito dopo «ma anche se lo fosse non ve lo direi».

Sulla vicenda pende il “precedente Tedesco”. L´ex assessore alla Sanità si dimise solo per un´indiscrezione, poi confermata dai fatti, che lo voleva indagato dalla procura di Bari. La giunta convocata per questo pomeriggio servirà a decidere il destino di Lady Asl e dell´assessore Frisullo. Il governatore incontrerà entrambi, separatamente, prima della riunione di giunta. Sarà nello spazio di questi colloqui privati che si delineeranno i destini politici e professionali di Lea Cosentino e Sandro Frisullo. Dal Canada, Nichi Vendola, ha indicato la sua linea: «Chi è indagato deve dimettersi». Non ha cambiato idea neanche dopo i colloqui telefonici con il segretario regionale del Pd, Michele Emiliano.

Lea Cosentino sarebbe pronta ad opporre resistenza alla volontà del governatore. «Non mi sono dimessa – ha detto – comunicherò le mie decisioni al presidente». Oggi Lady Asl dirà a Vendola che intende restare al suo posto. Lo farà personalmente, ma anche tramite alcuni assessori del Pd ai quali ha affidato un messaggio preciso: il reato configurato, la turbativa d´asta, sarebbe riferito ad un appalto mai espletato dalla Asl. Per questo le sue dimissioni sarebbero un provvedimento eccessivo.

Diversa la posizione di Frisullo. Ieri il vicepresidente è tornato nel suo ufficio sul lungomare dopo un´assenza concisa con l´esplosione del Barigate. «Sono finito nel tritacarne mediatico – raccontava ieri – ma non credo che il presidente né altri possano avere degli elementi per chiedere le mie dimissioni». Ma Frisullo è preoccupato, in questi giorni difficili non ha mai parlato con Vendola. Oltre alla soluzione politica, all´orizzonte c´è anche una strada tecnica per uscire dal terreno minato degli appalti sanitari. Prima della giunta, Vendola incontrerà anche l´assessore alla Salute. Fiore illustrerà al presidente il progetto di riforma pensato per garantire maggiore trasparenza nell´assegnazione degli appalti delle Asl: «Sono cinque provvedimenti che si intrecciano tra loro – ha anticipato Fiore – vanno dalla centralizzazione degli acquisti sanitari alla creazione di un osservatorio permanente sugli appalti sanitari».
(30 giugno 2009)

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i soliti noti hanno occultato il risultato elettorale …. mal digerito lo strepitoso successo di Italia dei Valori

26 giugno 2009 Nessun commento

POL: ANTONIO DI PIETRO ALLE URNE

Italia dei Valori ha provveduto, come consueto, ad effettuare una seria e rigorosa Analisi dei dati e dei flussi elettorali relativi alle ultime Elezioni Europee e ieri alla sala CNA di Ragusa si è svolta la presentazione e la proiezione dei risultati. I risultati delle urne hanno sicuramente “disturbato” qualche notabile politico e si è pensato quindi di non parlarne più ma riteniamo sia dovere di chi informa svolgere invece il proprio compito che è appunto quello di informare ! Non è vero che hanno tutti vinto !!! E’ vero che qualcuno ha perso ed ha perso tanto !!! Cominciamo dal PDL che in Provincia di Ragusa ha avuto in termini percentuali rispetto al 2004 una flessione, pur lieve ma che rispetto ad appena un anno fa, alle Politiche, ha visto ridurre i propri consensi in termini percentuali e in valore assoluto in tutti e 12 i Comuni della Provincia ed in modo drastico (da 10 a 20 punti %) nei Comuni di Acate, Chiaramonte, Comiso, Giarratana, Monterosso, Pozzallo, S.Croce, Vittoria e con meno 5 punti % a Ragusa e Modica. A Ragusa città mancano all’”appello” in un anno tra i 6.000 e i 7.000 voti. Per il Pd, purtroppo, va molto peggio : dal 2004 al 2009 i consensi che andavano ai due partiti DS e Margherita sono scesi di 11 punti % (i punti % ricordiamo che non sono l’11% ma sono da rapportare al totale complessivo dei voti e quindi sono molto più dell’11% di partito), dal 2006 al 2009 si sono persi oltre 26.000 voti su 55.000 e a Ragusa città in un anno è “fuggito” il 50 % dell’elettorato tradizionale dei due partiti di origine e ciò malgrado nel 2009 vi è stato il reingresso e quindi il consenso rispetto al 2008 dei componenti di Sinistra democratica e ciò nonostante l’ottimo risultato in termini di attrazione di voto esercitata da candidati molto autorevoli ed importanti come Crocetta e Borsellino che hanno, oggettivamente, avuto un effetto positivo. I dati Nazionali, Regionali e locali dicono chiaramente che il progetto dell’autosufficienza è stato, sul nascere, sonoramente e reiteratamente bocciato dalle urne (Europee, Amministrative, Referendum). L’’UdC in Provincia di Ragusa è ai suoi minimi storici sia in termini di valori assoluti e sia in termini % e ciò malgrado avesse per l’Europee il candidato locale. A Modica sua roccaforte tradizionale siamo ad una vera e propria ecatombe basta leggere che nel 2004 un Modicano su tre (34,7 %) votava UdC e nel 2009 questo rapporto scende ad 1 su 10 con il 13,4 %. Casini Pierferdinando che proprio a Modica ha fatto il comizio finale perdendo tempo ad attaccare Di Pietro qualche riflessione dovrebbe farla !!! E veniamo proprio al nostro Partito che ha raggiunto una quota di consenso straordinaria e mai registrata da quando il Partito è presente nell’agone politico. Ancora una volta a Ragusa città Italia dei Valori va oltre le percentuali ottenute dal Partito a livello Regionale (7,3) e Nazionale (8) e realizza oltre il 9% che, escluso Palermo e Caltanissetta, dove vi erano i candidati alle Europee (Orlando, Arcuri, Messana), è la più alta percentuale di capoluogo dell’intera circoscrizione Sicilia Sardegna. Italia dei Valori rispetto al 2004 ha triplicato i propri voti a livello provinciale ed ha quadruplicato i consensi a Ragusa città dove si colloca ad una manciata di voti rispetto all’Mpa e all’Udc sulle cui presenze nei vari posti di governo e sottogoverno rimandiamo, per i “cultori”, ai comunicati di rimbalzo post elezioni che si sono fatte le segreterie dei due partiti. Avevano ragione entrambi : amministrano male tanto e troppo potere e gli Elettori con il loro voto hanno voluto dare un segnale di speranza !

Ragusa, 26 giugno 2009
Il Coordinatore Provinciale
Giovanni Iacono

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quell’8 per cento di “par condicio”

25 giugno 2009 Nessun commento

eldictator1
Il 6 e 7 giugno l’Italia dei Valori e’ stato l’unico partito a far registrare il raddoppio dei consensi rispetto alle scorse politiche. Questo e’ stato l’unico vero dato importante delle elezioni europee. Tutto il resto e’ “da copione”. Viste le porcate del Pdl e il comportamento di un ormai impresentabile Berlusconi, la Lega non poteva che crescere. L’elettore che non valuta facce e programmi, ma vive di “credo”, ha ripiegato e ripieghera’ sempre di piu’, sul partito dei fucili scarichi.

L’8 giugno i burattinai dei media, ed i media stessi, sorpresi dal fenomeno incontrollabile di quell’8% con cui non si inciucia, convengono su una linea di comportamento comune: l’oscuramento. Magicamente e vigliaccamente tutti i burattini-direttori dei Tg, dei quotidiani e dei periodici smettono di parlare dell’Italia dei Valori.

In passato avevamo vissuto, e siamo stati abituati a gestire, periodi di oscuramento “ad hoc” che arrivavano puntuali in prossimità delle elezioni e nei giorni immediatamente successivi a qualche sondaggio favorevole, ma non sono stati mai così persistenti. Addirittura, il 23 giugno, Repubblica.it ha ripreso l’articolo del mio blog dal titolo “Non sta bene: e’ vero” e una manciata di minuti dopo, il tempo di una telefonata, e’ stato tolto dal sito!

Il problema ora e’ a chi rivolgersi per avere lo spazio che ci spetta nell’ambito dell’informazione pubblica, spazio che i nostri elettori esigono per sapere cosa stiamo facendo per loro.

Un appello alla Commissione di Vigilanza o all’Agcom sarebbe come far riferimento alla Consob per denunciare il caso Parmalat. Rivolgersi ai Minzolini di turno, oltre che inutile, significherebbe dare per scontato che non ci sia una regia burattinaia, cosa che invece c’e’. Non ci e’ rimasto che rivolgerci nuovamente al Presidente della Repubblica.

Al Presidente Giorgio Napolitano, questa mattina, abbiamo chiesto di intervenire per ripristinare il pluralismo e la trasparenza nell’informazione pubblica, per ridare credibilità ad un sistema d’informazione declassato a megafono di due tifoserie da stadio, per ricondurre gli organi di vigilanza sui binari del loro mestiere poiche’, allo stato attuale, sono soltanto un costo per le tasche dei contribuenti. Ci auguriamo infine che il Capo dello Stato valuti bene il provvedimento sulle intercettazioni, prima di firmarlo e promulgarlo, poiché riteniamo che ci siano molte ombre ed elementi di incostituzionalità.
“GRAZIE RAGAZZI”
“C’è un fenomeno che queste cariatidi della politica tentano di “normalizzare” non potendolo controllare, nè capire: la Rete. Dall’8 giugno, data in cui ci hanno oscurato i burattinai dei media, i cittadini si sono riversati in Rete per sapere cosa stiamo facendo. Dall’8 giugno Italia dei Valori ha pubblicato su You Tube 19 video che hanno avuto ad oggi oltre mezzo milione di visualizzazioni ,che crescono di ora in ora, e che si sono attestati quotidianamente tra i primi 20 video più visti del giorno. Grazie ragazzi.”.
Antonio Di Pietro
Postato da Antonio Di Pietro in Informazione

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comunicato su Piano particolareggiato centri storici di Ragusa

25 giugno 2009 Nessun commento


COMUNICATO STAMPA

In questi giorni il consiglio di quartiere di Ragusa Centro e di Ibla stanno esaminando gli elaborati del Piano Particolareggiato.
Abbiamo sempre sostenuto l’importanza fondamentale dei Ppe dei centri storici per il recupero ed il rilancio del centro storico di Ragusa e purtroppo la sua approvazione in tempi succesivi alle aree P.E.E.P pregiudica fortemente le ragioni stesse del Ppe, malgrado tutto ciò riteniamo che sia indispensabile la piu’ ampia partecipazione e condivisione rispetto alle scelte che si stanno effettuando che a oggi non abbiamo registrato.
Basti pensare che nella presentazione ufficiale ai cittadini avvenuta qualche settimana fa presso il centro servizi culturali di via A.Diaz, i cittadini presenti eravamo solo sei.
Molti ancora non hanno nemmeno capito cosa sia effettivamente il Ppe e soprattutto quanto poteva e possa essere importante per la prospettiva del centro storico.
Riteniamo che questi ultimi devono essere chiamati ad essere i veri protagonisti di una progettualità che non deve affatto limitarsi ad essere solo di tipo edilizio, commerciale o, peggio, burocratica.
In questo senso ogni passaggio merita la massima attenzione, soprattutto la tavola 39 inerente agli espropri che il Comune prevede di dovere attuare per dare corpo ai progetti del Piano.
Rispetto a decisioni tanto delicate crediamo che tutti i cittadini debbano sapere con chiarezza quale destino li attende.
Per questa ragione abbiamo pensato da subito di effettuare delle riunioni con i residenti al fine di chiarire nella massima serenità le diverse posizioni in campo.
Da un primo incontro avuto con i cittadini del rione dell’Ecce Homo, in cui siamo stati presenti con Salvatore Martorana, Consigliere Comunale, Gianluca Salonia, Consigliere di Circoscrizione, Elena Azzone, componente Centri Storici, oltre a registrare grande stupore e amarezza da parte dei cittadini proprietari abbiamo registrato l’intenzione di riunirsi in comitati per tutelare i propri diritti e per seguire l’iter evolutivo.
Come partito intendiamo creare ulteriori momenti di incontro e di confronto e pertanto daremo sostegno ai bisogni delle persone interessate.
Vigileremo affinché le eventuali future piazze previste dal Ppe non diventino luoghi di nessuno; che siano, piuttosto, oasi frequentate dai vecchi e nuovi ragusani.
Occorre una politica del fare capace di rendere vivi questi spazi ecco perché sin d’ora l’intenzione e’ di lavorare, in collaborazione con le persone, per raccogliere idee e progetti che possano rendere il Ppe realmente al servizio di Ragusa.
Infine, ricordiamo che una città ed il suo centro storico che rappresenta il cuore pulsante, vive solo se vissute in ogni momento dell’anno.

Ragusa li 19/06/2009.

Consigliere Circoscrizionale di Ragusa Centro – Consigliere Comunale – Componente Centri Storici IDV
Gianluca Salonia. Salvatore Martorana Elena Azzone

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i Ponzio Pilato …..

24 giugno 2009 Nessun commento

E’ passato un anno di governo Berlusconi. Sono state fatte le elezioni europee e le amministrative. Ora possiamo trarre una prima conclusione: e’ stato un anno terribile!

Un anno terribile sul piano dell’economia, della giustizia, dell’informazione, dell’occupazione e del lavoro, sul piano della trasparenza degli atti della Pubblica Amministrazione.

Un anno terribile perche’ questo governo e questa sua maggioranza parlamentare asservita, stanno pensando solo a emanare provvedimenti che servono a loro stessi, alla loro casta, tenendo come riferimento quel progetto di “rinascita” piduista.

“Noi ci prendiamo tutto e, quindi, utilizziamo le strutture statali per fini personali”, anzi, “utilizziamo pure gli aerei di Stato, i Top gun di Stato, per portare nani, ballerine e menestrelli in residenze private per i nostri godimenti”.

Insisto: L’italia dei Valori non vuol mettere “l’occhio nel buco della serratura” della camera da letto del presidente del Consiglio. Il problema, proseguendo la metafora, e’ che non si tratta della camera da letto del presidente del Consiglio, ma della “sala da pranzo e della cucina” di tutti gli italiani, che, per lo piu’, sono rimasti con il “frigorifero vuoto”. Perche’ questo Parlamento, dal quale io sto parlando, ancora oggi, alla Camera e al Senato, si sta occupando delle intercettazioni telefoniche, del testamento biologico, del “sesso degli angeli” e bavagli, ma non di economia e di lavoro.

E’ questa la ragione per cui noi abbiamo chiesto la sfiducia di questo Presidente del Consiglio. Perche’ ci sta ridicolizzando agli occhi del mondo, perche’ sta impoverendo l’economia reale del Paese, perche’ sta creando una giustizia a doppio binario: zero tolleranza per i comuni cittadini e tolleranza senza limiti per i potenti di Stato.

Il direttore del Tg1, Minzolini, e’ una persona che io conosco bene perche’ l’ho gia’ querelata tre volte. La cause che ha perso non sono state pagate da lui, ma se le e’ fatte pagare dalla Mondadori di Berlusconi! Oggi, Minzolini, e’ direttore del Tg1.

Prima ci liberiamo di questo governo e meglio e’! Anche con riferimento a questa squallida legge, che stanno per emanare e che chiamano “legge sulle intercettazioni”, quando in realta’ e’ una legge bavaglio all’informazione, e’ stata pensata affinche’ voi non possiate sapere piu’ niente. Solo attraverso la Rete, fin quando sara’ libera, potremo parlare liberamente. Le televisioni nazionali ufficiali non potranno neanche piu’ farvi sapere le malefatte che combina questa casta politica. D’ora in poi, con la scusa delle intercettazioni, nessuno potra’ piu’ far passare le notizie sui giornali.

E come dovremmo liberarci da questa zavorra al governo? Con il voto di sfiducia. Lo sapete che per discutere in Parlamento il voto di sfiducia bisogna avere 63 firme? Solo l’iItalia dei Valori ha firmato, nessuno dell’opposizione lo ha fatto. Questi pavidi! Queste persone senza coraggio! Questi “Ponzio Pilato” che non hanno il coraggio di denunciare con i fatti, oltre che a parole, come stanno le cose. Ci dicono “ma non raggiungete la maggioranza dei parlamentari per votare la sfiducia”. Ma da qualche parte bisognera’ pur cominciare a parlarne, così l’opinione pubblica viene almeno a conoscenza di ciò che sta accadendo.

Ecco perche’ noi dell’Italia dei Valori – e concludo – oltre al voto di sfiducia, ci accingiamo anche a raccogliere le firme per il referendum su questa “legge bavaglio” all’informazione. Perche’ e’ l’unico modo per parlare ad almeno un milione di cittadini che sottoscriveranno con noi questo referendum. Sara’ un modo per parlarne, nelle citta’, nelle piazze, un modo per far conoscere l’altra verita’, rispetto a quella ufficiale e menzognera. Fate una scelta: o ci date forza per poter essere voce della liberta’ in questo Paese o il regime ci travolgera’ tutti.


Leggi anche:
- Mozione di sfiducia
- Tutti insieme appassionatamente, contro la mozione Idv
Postato da Antonio Di Pietro in Politica

analisi dei risultati elettorali

22 giugno 2009 Nessun commento


Giovedì 25 giugno 2009 alle ore 18,30 incontro di Iscritti e simpatizzanti presso la sala CNA Via Psaumida di Ragusa per effettuare l’analisi dei dati elettorali.

Siete invitati a partecipare e ad invitare tutti coloro che vorranno partecipare.

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domani su current tv un esempio di libera informazione sull’anomalia italiana: Silvio Berlusconi

21 giugno 2009 Nessun commento

E’ d’obbligo informare chiunque voglia approfondire la conoscenza della persona Silvio Berlusconi in tutti i suoi aspetti e di conseguenza, come viene visto dall’estero il “fenomeno Berlusconi” contrariamente a quanto insufflato dai media propaganda italiani; la messa in onda in Italia per la prima volta di un documentario USA (in piena era Bush ndr.) dal nome Citizen Berlusconi (vale a dire ciò che Berlusconi ha dimenticato di ess ere: Un semplice cittadino) che ha l’obbiettivo di rispondere a una domanda Who is Silvio Berlusconi? (Chi è Silvio Berlusconi) già da tempo visionato da tutti i più grandi paesi occidentali mentre in Italia è stato immediatamente censurato (dalla Casa delle Libertà ??)  nell’osservanza della art. 21 della costituzione che recita: la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni e censure… … l’informazione è libera …. a conferma della nostra tesi di un concreto rischio democratico dato dal controllo fraudolento dell’informazione  dall’ accentramento sostanziale del potere nel governo in barba alla separazione dei poteri autonomi e indipendenti e dalla  distruzione sostanziale delle garanzie costituzionali quindi non mi resta che augurarvi Buona Visione,  il tutto domani 21:20 su Current TV canale 130 di Sky

Questo è  link dell’anteprima del documentario:

http://current.com/items/90187053_promo-citizen-berlusconi.htm

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che Ragusa renda onore, almeno nella morte, all’Ing. Zipelli

14 giugno 2009 1 commento

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Con grandissima amarezza e dolore ricevo e riceviamo la notizia della morte dell’Ing. CESARE ZIPELLI, grande Uomo di cultura, Maestro di vita, Uomo generoso e benefattore. Mi aveva chiesto parecchio tempo fa che da anni attendeva l’assegnazione di un lotto al cimitero di Ragusa. Al di là di riconoscimenti verbali penso che il minimo che una Ragusa oggi possa fare sia la donazione di un lotto nel nostro cimitero per l’Ing. Zipelli e per sua moglie già deceduta, Zipelli aveva scelto Ragusa ed avevo scelto di vivere a Ragusa non gli abbiamo dato la Cittadinanza onoraria in vita diamogliela postuma ! Un riconoscimento da attribuire ad un uomo illustre e insigne che ha servito ed onorato Ragusa più della sua stessa città natale. Se non vi sono cause ostative derivanti da successive volontà diverse ci si attivi subito per fare seppellire l’Ing. Zipelli a Ragusa. Sono certo che il SINDACO di Ragusa sia sensibile a questa richiesta e sono anche certo che questa richiesta sia un sentire comune per dire GRAZIE a Cesare Zipelli per essere stato tra noi !

Ragusa, 13 giugno 2009

Coord. Provinciale IdV GIOVANNI IACONO

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Università : comunicato coord.prov.le IdV, contributo di Paolo Pavia e comunicato Giovani IdV Modica

13 giugno 2009 Nessun commento


C O M U N I C A T O S T A M P A di IdV

Ritorniamo ancora una volta sull’Università come già fatto negli anni scorsi sia nelle Assemblee Elettive che nel territorio come Partito ed attraverso i nostri Rappresentanti in seno agli Organismi degli studenti . Siamo sempre stati molto critici nei confronti della politica universitaria in provincia di Ragusa e sarebbe facile, dai fatti di questi giorni, assumere ulteriori e rafforzative posizioni politiche ma non riteniamo che sia questo né il momento né l’oggetto da trattare. Abbiamo attivamente partecipato alle iniziative che il Consiglio Provinciale e la sua Presidenza hanno assunto ed avevamo indicato, 48 ore fa, nel Consiglio Provinciale aperto in Piazza Università i tre, contestuali, percorsi da compiere nell’immediato :
1) La politica soprattutto chi ha responsabilità di governo e sottolineiamo “responsabilità” a Roma, Palermo, Catania, Ragusa che tra l’altro sono tutti dello stesso colore politico può e deve risolvere l’ennesima mortificazione per la provincia di Ragusa;
2) La via Giudiziaria sia della Giustizia Amministrativa che Civile e Penale per l’interruzione di un pubblico servizio in maniera unilaterale ed immotivata e da parte di chi NON HA MAI RISPETTATO le convenzioni e questo lo avevamo anche detto qualche settimana fa alla Provincia Regionale di Ragusa nel corso del dibattito per l’approvazione dello statuto :” sulla base di atti certi noi siamo a credito e non a debito con l’Università di Catania e per questo chiediamo gli atti relativi alla transazione che non abbiamo condiviso perché è un altro aiuto all’Università di Catania” (20.05.09 Giovanni Iacono):
3) La mobilitazione di tutte le forze Istituzionali, politiche, culturali, economiche della Provincia di Ragusa.
Preso atto, a distanza di 48 ore, che gli incontri consumati tra i vertici del Consorzio Universitario, i massimi Rappresentanti Istituzionali, politici e sindacali con in testa la deputazione e il Rettore dell’Università hanno sancito in maniera inequivocabile ed inverosimile, a causa di chi la rappresenta, l’involuzione Etica ed Istituzionale di una Università prestigiosa come quella di Catania e riteniamo pertanto, non perché “giustizialisti” ma perché realisti ed assetati di giustizia, che oggi prima di pensare a qualsiasi altra cosa (sulle offerte e qualità della formazione probabilmente ci divideremmo !) l’unica via rimasta sia quella di RIPRISTINARE LA LEGALITA’ e quindi la via GIUDIZIARIA e la richiesta di risarcimento dei danni ! E’ chiaro anche, purtroppo, che quando si ricorre al potere Giudiziario significa che gli altri “poteri” hanno fallito e fallito nella loro stessa ragion d’essere !

Ragusa, 13 giugno 2009

Il COORDINAMENTO PROVINCIALE IdV
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Nota di PAOLO PAVIA Consigliere di Facoltà Lingue e Letterature Straniere Sede di Ragusa

UNIVERSITA’ E LEGALITA’

In questi giorni caratterizzati da convulsi comunicati stampa, come rappresentante degli studenti della sede ragusana della Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Ragusa, vorrei chiarire meglio il mio personale pensiero soprattutto a beneficio dei colleghi e di coloro che vorrebbero avere un po’ più di chiarezza circa i termini di questa vicenda. Ricevo infatti, in queste ore, parecchie e-mail e telefonate da parte di studenti e da parte delle loro famiglie, in ansia per la prosecuzione regolare dei propri studi e preoccupati dal fatto di dover rivedere i propri piani e progetti, sottoponendosi anche a sacrifici economici notevoli che, in quanto non sempre sostenibili, vanificano le speranze di coloro che avevano pensato ad una laurea in lingue, soprattutto orientali, per garantirsi un dignitoso avvenire professionale. Il punto di vista che esprimo non è soltanto politico, anzi la politica c’entra solo in minima parte, ma l’opinione che mi sono formato su questa vicenda tiene conto per adesso soltanto degli aspetti formali e giuridici. In altri termini, sono completamente d’accordo con coloro che impostano la discussione sulle questioni generali connesse al decentramento e ritengo che la situazione sia precipitata per responsabilità paritetiche del Consorzio e dell’ateneo in relazione alla gestione dei rapporti durante quest’ultimo decennio. Non v’è dubbio che le convenzioni dovessero essere rinegoziate anni fa e che invece si sia sempre tirato a campare, tanto qualcuno alla fine avrebbe pagato. Ritengo però che la vicenda che si sta svolgendo in questi giorni all’insegna dell’emergenza (il nostro è un Paese in emergenza permanente da oltre 40 anni) meriti di essere esaminata sotto un altro profilo, quello giuridico-istituzionale. Nessuno può dubitare del fatto che la nostra società si regga su norme giuridiche, almeno in gran parte condivise, e dunque il provvedimento del Rettore, che è un atto giuridico istituzionale, assunto nel quadro di un’autonomia che l’ordinamento gli attribuisce, dev’essere valutato innanzitutto in quanto tale. Tutte le discussioni che in questi giorni, a partire dalle affermazioni dello stesso Magnifico, tendono a dare una giustificazione ad un provvedimento illegittimo nella sostanza e nella forma, sono il riflesso di un sentimento antigiuridico dilagante nel nostro Paese. Vogliamo far passare il machiavellico principio de “il fine giustifica i mezzi” e porlo a base di ogni atto adottato da chi ha responsabilità di governo di qualsiasi natura? Mi ribello a questo sentimento ed invoco lo Stato di diritto basato sulla divisione dei poteri che, per quanto non sia esente da difetti, rappresenta il meglio che oggi abbiamo. Ebbene, prima di entrare nel merito di come debba essere organizzato un decentramento, discussione alla quale potrei dare un modesto contributo per quanto mi sia possibile, chiedo che la situazione di diritto venga ripristinata. In altre parole, possiamo discutere quanto vogliamo ma non cado nella trappola di chi vuole giustificare il comportamento del Rettore. Per me l’ultima parola, espletati tutti i tentativi diretti a far rientrare la decisione presa, spetta ai magistrati e se si è dovuti arrivare al punto che ancora una volta la magistratura deve sostituirsi alla politica, al dialogo, al buonsenso, la responsabilità ricade soltanto su chi ha infranto le regole. A costo di sembrare noioso, ribadisco che non giustifico il Consorzio e non mi interessa farlo, non faccio l’avvocato difensore né di Mauro, né del c.d.a. che presiede, ma dopo aver visto i documenti ho le idee chiare su come stanno le cose. Il provvedimento del Rettore potrà evitare la sospensione, e forse l’annullamento, da parte della magistratura soltanto se la lettera di credito fornita dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa non sarà considerata dai magistrati “idonea garanzia” ai sensi del documento sottoscritto dalle parti il 29 maggio. La linea difensiva dell’ateneo sarà probabilmente rivolta a dimostrare che tale lettera di credito non rappresenta “idonea garanzia”, ma che si sarebbe dovuto trattare di una fideiussione bancaria, come peraltro sostenuto dal Magnifico nel corso della trasmissione televisiva di venerdì sera. Il Magnifico peraltro dimentica che il documento, che per chi lo volesse è disponibile in copia conforme qui: http://www.4shared.com/file/111200910/f24114bc/Verbale_rettorato_20090529.html contiene la congiunzione “ovvero” prima di “idonea garanzia”, il che significa che il Consorzio, avendo versato quanto dovuto in dodicesimi, come prescrive la legge, ed avendo pure fornito quale garanzia una lettera di credito della Banca Agricola Popolare di Ragusa, ha fatto di più di quanto fosse richiesto dal Rettore. Ma torniamo alla fideiussione bancaria richiesta dal Magnifico e richiamata più volte nel dibattito televisivo con il Presidente Mauro ad Antenna Sicilia. Per chi non lo sapesse e chiedo scusa se uso qualche indispensabile tecnicismo, la fideiussione bancaria è un contratto (ed ha un costo, per chi la richiede, che varia di solito tra l’1 e il 2% delle somme garantite) con il quale una banca si obbliga, nel rapporto sinallagmatico (cioè a prestazioni corrispettive) tra due parti, a garantire che uno dei due contraenti adempia esattamente la prestazione oggetto dell’obbligazione dedotta nel contratto (in questo caso le convenzioni che disciplinano i rapporti tra Consorzio e ateneo catanese). Nelle fideiussioni, siano esse bancarie o assicurative, il fideiussore pagherà, per conto della parte inadempiente, a semplice richiesta dell’ente garantito (senza il beneficio della preventiva escussione patrimoniale della parte inadempiente, aspetto questo che consente alla parte ADEMPIENTE di ottenere subito dalla banca quanto dovuto), per poi rivalersi sull’inadempiente. Ecco che, indubbiamente, una fideiussione bancaria sarebbe stata uno strumento efficace ed incontestabile di garanzia, molto più di una lettera di credito della banca, seppure sottoscritta dal direttore generale che ha il potere di obbligare la banca stessa, ma che ha anche il potere di disattenderla in presenza di eventuali nuove condizioni. Se però il Consorzio avesse dovuto prestare una fideiussione bancaria, i tempi per ottenerla si sarebbero dilatati ben oltre il “breve termine” richiesto dal Rettore, perché la concessione di una fideiussione bancaria è subordinata all’istruttoria di un vero e proprio affidamento. In pratica alla stregua di una concessione di facoltà di scoperto in conto corrente o di concessione di un mutuo. Dunque si sarebbero rese necessarie lunghe procedure di analisi patrimoniali, di bilancio, delibere di c.d.a., etc… In conclusione, rappresenta “idonea garanzia” la lettera di credito della Banca Agricola Pop. di Ragusa? Lo diranno i magistrati. Se sì, il provvedimento del rettore verrà sospeso, se no, addio immatricolazioni. Si dica quel che si vuole, ma la questione è tutta qui. Se non si riattiveranno le immatricolazioni, l’università a Ragusa è morta. In caso contrario, come mi auguro, potremo tutti, una volta che la situazione di diritto sarà stata ripristinata, sederci attorno a un tavolo e pensare a programmare una presenza seria dell’università a Ragusa. Se non si rimettono a posto le carte, discutiamo del nulla. Paolo Pavia ————————–


http://www.studiopavia.it/aboutus.htm

COMUNICATO GIOVANI ITALIA dei VALORI di MODICA

Tagliati i corsi di Scienze del Governo e dell’Amministrazione ed Economia Aziendale, decentrati a Modica. La decisione del senato accademico dell’università di Catania è ufficiale ed è stata comunicata ai responsabili del corso di laurea e dell’amministrazione comunale.
Tutti gli studenti che devono concludere il corso degli studi perché iscritti due anni fa al primo anno e che hanno messo in conto di conseguire la laurea nella sede di Modica Alta dovranno rivedere i loro piani. Per loro il futuro è la facoltà di Scienze Politiche di Catania cui il corso di laurea istituito a Modica fa riferimento dal punto di vista didattico. Secondo un calcolo per difetto da parte dei docenti sono almeno circa 1000 (considerando entrambi i corsi) gli studenti che devono ancora completare il loro corso di studi e quindi costretti al cambio di direzione, tra cui molti studenti lavoratori, che non hanno conseguito ancora il titolo di studio. Da quest’anno il corso del S. Martino è inquadrato come «tutoraggio» e gli studenti hanno la consapevolezza di dovere completare il loro corso a Catania. Diversa invece la situazione per quanti, iscrittisi negli anni passati, avevano messo in conto il completamento a Modica. Il taglio operato dal rettore dell’ateneo catanese, Antonio Recca, prende le mosse dal debito di sette milioni di euro non onorato dal comune nel corso degli anni, che ha portato alla mancata istituzione del corso di laurea triennale e del biennio di specializzazione. C’è ancora un margine di speranza perché l’ateneo catanese torni sui suoi passi se l’amministrazione troverà buone ragioni per farsi valere ma l’imminente pubblicazione del manifesto degli studi chiuderà definitivamente la vicenda. Il Comitato chiede la partecipazione di tutti gli studenti alle attività svolte in sede, alle riunioni e alle manifestazioni.
Facciamoci sentire!!
Modica 14.06.2009 Salvatore Baglieri

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