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2 giugno 2009

voli di Stato …. giullari di corte … Donne oggetto …… e Demolizione di una first lady


Repubblica 2.6.09
Demolizione di una first lady
di Natalia Aspesi

C´è una verità fantomatica, inventata lì per lì, inventata male e quindi continuamente rabberciata, rovesciata, cambiata, sempre più ridicola e offensiva: ma a quella bisogna credere, e c´è chi ci crede perché si obbliga ciecamente a credere tutto ciò che dice il capo, tutto ciò che attorno al capo viene costruito dalla sua corte per distogliere da lui ogni ombra.
Con le sue parole Veronica volava alto. I giornali del premier volano molto basso
Il capo e la sua corte sono certi che le loro menzogne costituiscano la realtà dei fatti, perché loro sanno come far tacere la realtà vera e i fatti veri: ancora ieri ha detto di aver già “chiarito tutto”, ma in realtà continua a non rispondere alle domande. C´è un intero esercito di avvocati, con i loro visi aguzzi gelidi e spietati, c´è una moltitudine di dipendenti, nei giornali e nelle televisioni, c´è una folla di miracolati, carichi di spille d´oro, inviti in villa, voli su aerei di Stato, cariche politiche, prebende di ogni tipo, leggi apposite, ci sono gli amici degli amici, ci sono i corifei addestrati tutti alla stessa scuola, che nei talk show urlano sulle parole dei dissenzienti per non farle capire, c´è un possente muro per difendere il capo, per avallare le sue menzogne: e chiunque osi sottrarsi a questa nebbia nefasta, a questa palude eversiva, viene irriso, sporcato, attaccato, annientato.
Dopo che il premier si era assicurato che le foto definite innocenti dei festini nel suo luna park sardo fossero state requisite dalla magistratura (ma perché se innocenti?), non ha negato ai dipendenti del giornale di proprietà di suo fratello di pubblicare la foto di sua moglie, madre di tre dei suoi figli, accompagnata dalla sua guardia del corpo. La signora Lario e il signor Orlandi camminano a distanza di almeno due metri, il che pare anche troppo per un bodyguard il cui dovere è stare vicino all´oggetto della sua sorveglianza: e infatti ogni giorno la televisione ci fa vedere con quanto rigore e adocchiando ovunque, la folla di nervosi gorilla del capo assediano e sfiorano il suo sacro corpo per proteggerlo da ogni eventuale fastidio. Eppure nessuno ha mai osato vedere nella loro presenza appiccicosa qualcosa di erotico. Ma si sa, per le donne è un´altra cosa, magari basta una semplice vicinanza… Infatti ci ha subito pensato una signora, un´altra dipendente del capo per intemperanti benemerenze politiche, a rivelare ad un altro giornale del giro che quel cupo signore intento al suo lavoro, forse il solo che si era potuto vederle vicino, era l´amante della signora.
Si immagina il folto gruppo di pensiero intento a costruire le sue storie per mascherare le menzogne, e per concertare il nuovo attacco alla signora Lario, a chi ha osato dire per prima la verità, quell´uomo non sta bene; suo marito, ma soprattutto il capo del governo; la persona che deve occuparsi del paese e della sua crisi e spesso si distrae, anche troppo e in modo non sempre adatto, non tanto ai suoi doveri di marito, quanto a quelli di premier di un paese che ormai in Europa è guardato con molto sospetto.
Con quelle parole Veronica Lario volava alto: i giornali del premier, con le loro illazioni, volano molto basso: riducono un evento gravissimo che potrebbe essere, che è di Stato, che riguarda la pratica della menzogna e dell´uso della violenza e della sopraffazione da parte del potere, a un affare di corna e di dispetti matrimoniali. La volgarità è quelle dei reality televisivi fatti di finzione, è il non sapere usare mezzi di difesa se non nell´offesa. C´è un´Italia che crede davvero alla degradante fiction che le viene ammanita e si commuove per un povero miliardario ultrasettantenne e truccato che la moglie ha tradito lasciandolo solo, e cosa doveva fare se non invitare un po´ di belle ragazze a mangiare la pizza nel suo paradiso adatto ai gusti di Emilio Fede? Ma ce n´è anche un´altra d´Italia sempre più disorientata e costernata davanti a questi orrori, a questo labirinto di menzogne, a questo disprezzo per una donna, per le donne, per tutto il paese.

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