13 giugno 2009
Università : comunicato coord.prov.le IdV, contributo di Paolo Pavia e comunicato Giovani IdV Modica
C O M U N I C A T O S T A M P A di IdV
Ritorniamo ancora una volta sull’Università come già fatto negli anni scorsi sia nelle Assemblee Elettive che nel territorio come Partito ed attraverso i nostri Rappresentanti in seno agli Organismi degli studenti . Siamo sempre stati molto critici nei confronti della politica universitaria in provincia di Ragusa e sarebbe facile, dai fatti di questi giorni, assumere ulteriori e rafforzative posizioni politiche ma non riteniamo che sia questo né il momento né l’oggetto da trattare. Abbiamo attivamente partecipato alle iniziative che il Consiglio Provinciale e la sua Presidenza hanno assunto ed avevamo indicato, 48 ore fa, nel Consiglio Provinciale aperto in Piazza Università i tre, contestuali, percorsi da compiere nell’immediato :
1) La politica soprattutto chi ha responsabilità di governo e sottolineiamo “responsabilità” a Roma, Palermo, Catania, Ragusa che tra l’altro sono tutti dello stesso colore politico può e deve risolvere l’ennesima mortificazione per la provincia di Ragusa;
2) La via Giudiziaria sia della Giustizia Amministrativa che Civile e Penale per l’interruzione di un pubblico servizio in maniera unilaterale ed immotivata e da parte di chi NON HA MAI RISPETTATO le convenzioni e questo lo avevamo anche detto qualche settimana fa alla Provincia Regionale di Ragusa nel corso del dibattito per l’approvazione dello statuto :” sulla base di atti certi noi siamo a credito e non a debito con l’Università di Catania e per questo chiediamo gli atti relativi alla transazione che non abbiamo condiviso perché è un altro aiuto all’Università di Catania” (20.05.09 Giovanni Iacono):
3) La mobilitazione di tutte le forze Istituzionali, politiche, culturali, economiche della Provincia di Ragusa.
Preso atto, a distanza di 48 ore, che gli incontri consumati tra i vertici del Consorzio Universitario, i massimi Rappresentanti Istituzionali, politici e sindacali con in testa la deputazione e il Rettore dell’Università hanno sancito in maniera inequivocabile ed inverosimile, a causa di chi la rappresenta, l’involuzione Etica ed Istituzionale di una Università prestigiosa come quella di Catania e riteniamo pertanto, non perché “giustizialisti” ma perché realisti ed assetati di giustizia, che oggi prima di pensare a qualsiasi altra cosa (sulle offerte e qualità della formazione probabilmente ci divideremmo !) l’unica via rimasta sia quella di RIPRISTINARE LA LEGALITA’ e quindi la via GIUDIZIARIA e la richiesta di risarcimento dei danni ! E’ chiaro anche, purtroppo, che quando si ricorre al potere Giudiziario significa che gli altri “poteri” hanno fallito e fallito nella loro stessa ragion d’essere !
Ragusa, 13 giugno 2009
Il COORDINAMENTO PROVINCIALE IdV
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Nota di PAOLO PAVIA Consigliere di Facoltà Lingue e Letterature Straniere Sede di Ragusa
UNIVERSITA’ E LEGALITA’
In questi giorni caratterizzati da convulsi comunicati stampa, come rappresentante degli studenti della sede ragusana della Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Ragusa, vorrei chiarire meglio il mio personale pensiero soprattutto a beneficio dei colleghi e di coloro che vorrebbero avere un po’ più di chiarezza circa i termini di questa vicenda. Ricevo infatti, in queste ore, parecchie e-mail e telefonate da parte di studenti e da parte delle loro famiglie, in ansia per la prosecuzione regolare dei propri studi e preoccupati dal fatto di dover rivedere i propri piani e progetti, sottoponendosi anche a sacrifici economici notevoli che, in quanto non sempre sostenibili, vanificano le speranze di coloro che avevano pensato ad una laurea in lingue, soprattutto orientali, per garantirsi un dignitoso avvenire professionale. Il punto di vista che esprimo non è soltanto politico, anzi la politica c’entra solo in minima parte, ma l’opinione che mi sono formato su questa vicenda tiene conto per adesso soltanto degli aspetti formali e giuridici. In altri termini, sono completamente d’accordo con coloro che impostano la discussione sulle questioni generali connesse al decentramento e ritengo che la situazione sia precipitata per responsabilità paritetiche del Consorzio e dell’ateneo in relazione alla gestione dei rapporti durante quest’ultimo decennio. Non v’è dubbio che le convenzioni dovessero essere rinegoziate anni fa e che invece si sia sempre tirato a campare, tanto qualcuno alla fine avrebbe pagato. Ritengo però che la vicenda che si sta svolgendo in questi giorni all’insegna dell’emergenza (il nostro è un Paese in emergenza permanente da oltre 40 anni) meriti di essere esaminata sotto un altro profilo, quello giuridico-istituzionale. Nessuno può dubitare del fatto che la nostra società si regga su norme giuridiche, almeno in gran parte condivise, e dunque il provvedimento del Rettore, che è un atto giuridico istituzionale, assunto nel quadro di un’autonomia che l’ordinamento gli attribuisce, dev’essere valutato innanzitutto in quanto tale. Tutte le discussioni che in questi giorni, a partire dalle affermazioni dello stesso Magnifico, tendono a dare una giustificazione ad un provvedimento illegittimo nella sostanza e nella forma, sono il riflesso di un sentimento antigiuridico dilagante nel nostro Paese. Vogliamo far passare il machiavellico principio de “il fine giustifica i mezzi” e porlo a base di ogni atto adottato da chi ha responsabilità di governo di qualsiasi natura? Mi ribello a questo sentimento ed invoco lo Stato di diritto basato sulla divisione dei poteri che, per quanto non sia esente da difetti, rappresenta il meglio che oggi abbiamo. Ebbene, prima di entrare nel merito di come debba essere organizzato un decentramento, discussione alla quale potrei dare un modesto contributo per quanto mi sia possibile, chiedo che la situazione di diritto venga ripristinata. In altre parole, possiamo discutere quanto vogliamo ma non cado nella trappola di chi vuole giustificare il comportamento del Rettore. Per me l’ultima parola, espletati tutti i tentativi diretti a far rientrare la decisione presa, spetta ai magistrati e se si è dovuti arrivare al punto che ancora una volta la magistratura deve sostituirsi alla politica, al dialogo, al buonsenso, la responsabilità ricade soltanto su chi ha infranto le regole. A costo di sembrare noioso, ribadisco che non giustifico il Consorzio e non mi interessa farlo, non faccio l’avvocato difensore né di Mauro, né del c.d.a. che presiede, ma dopo aver visto i documenti ho le idee chiare su come stanno le cose. Il provvedimento del Rettore potrà evitare la sospensione, e forse l’annullamento, da parte della magistratura soltanto se la lettera di credito fornita dalla Banca Agricola Popolare di Ragusa non sarà considerata dai magistrati “idonea garanzia” ai sensi del documento sottoscritto dalle parti il 29 maggio. La linea difensiva dell’ateneo sarà probabilmente rivolta a dimostrare che tale lettera di credito non rappresenta “idonea garanzia”, ma che si sarebbe dovuto trattare di una fideiussione bancaria, come peraltro sostenuto dal Magnifico nel corso della trasmissione televisiva di venerdì sera. Il Magnifico peraltro dimentica che il documento, che per chi lo volesse è disponibile in copia conforme qui: http://www.4shared.com/file/111200910/f24114bc/Verbale_rettorato_20090529.html contiene la congiunzione “ovvero” prima di “idonea garanzia”, il che significa che il Consorzio, avendo versato quanto dovuto in dodicesimi, come prescrive la legge, ed avendo pure fornito quale garanzia una lettera di credito della Banca Agricola Popolare di Ragusa, ha fatto di più di quanto fosse richiesto dal Rettore. Ma torniamo alla fideiussione bancaria richiesta dal Magnifico e richiamata più volte nel dibattito televisivo con il Presidente Mauro ad Antenna Sicilia. Per chi non lo sapesse e chiedo scusa se uso qualche indispensabile tecnicismo, la fideiussione bancaria è un contratto (ed ha un costo, per chi la richiede, che varia di solito tra l’1 e il 2% delle somme garantite) con il quale una banca si obbliga, nel rapporto sinallagmatico (cioè a prestazioni corrispettive) tra due parti, a garantire che uno dei due contraenti adempia esattamente la prestazione oggetto dell’obbligazione dedotta nel contratto (in questo caso le convenzioni che disciplinano i rapporti tra Consorzio e ateneo catanese). Nelle fideiussioni, siano esse bancarie o assicurative, il fideiussore pagherà, per conto della parte inadempiente, a semplice richiesta dell’ente garantito (senza il beneficio della preventiva escussione patrimoniale della parte inadempiente, aspetto questo che consente alla parte ADEMPIENTE di ottenere subito dalla banca quanto dovuto), per poi rivalersi sull’inadempiente. Ecco che, indubbiamente, una fideiussione bancaria sarebbe stata uno strumento efficace ed incontestabile di garanzia, molto più di una lettera di credito della banca, seppure sottoscritta dal direttore generale che ha il potere di obbligare la banca stessa, ma che ha anche il potere di disattenderla in presenza di eventuali nuove condizioni. Se però il Consorzio avesse dovuto prestare una fideiussione bancaria, i tempi per ottenerla si sarebbero dilatati ben oltre il “breve termine” richiesto dal Rettore, perché la concessione di una fideiussione bancaria è subordinata all’istruttoria di un vero e proprio affidamento. In pratica alla stregua di una concessione di facoltà di scoperto in conto corrente o di concessione di un mutuo. Dunque si sarebbero rese necessarie lunghe procedure di analisi patrimoniali, di bilancio, delibere di c.d.a., etc… In conclusione, rappresenta “idonea garanzia” la lettera di credito della Banca Agricola Pop. di Ragusa? Lo diranno i magistrati. Se sì, il provvedimento del rettore verrà sospeso, se no, addio immatricolazioni. Si dica quel che si vuole, ma la questione è tutta qui. Se non si riattiveranno le immatricolazioni, l’università a Ragusa è morta. In caso contrario, come mi auguro, potremo tutti, una volta che la situazione di diritto sarà stata ripristinata, sederci attorno a un tavolo e pensare a programmare una presenza seria dell’università a Ragusa. Se non si rimettono a posto le carte, discutiamo del nulla. Paolo Pavia ————————–
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http://www.studiopavia.it/aboutus.htm
COMUNICATO GIOVANI ITALIA dei VALORI di MODICA
Tagliati i corsi di Scienze del Governo e dell’Amministrazione ed Economia Aziendale, decentrati a Modica. La decisione del senato accademico dell’università di Catania è ufficiale ed è stata comunicata ai responsabili del corso di laurea e dell’amministrazione comunale.
Tutti gli studenti che devono concludere il corso degli studi perché iscritti due anni fa al primo anno e che hanno messo in conto di conseguire la laurea nella sede di Modica Alta dovranno rivedere i loro piani. Per loro il futuro è la facoltà di Scienze Politiche di Catania cui il corso di laurea istituito a Modica fa riferimento dal punto di vista didattico. Secondo un calcolo per difetto da parte dei docenti sono almeno circa 1000 (considerando entrambi i corsi) gli studenti che devono ancora completare il loro corso di studi e quindi costretti al cambio di direzione, tra cui molti studenti lavoratori, che non hanno conseguito ancora il titolo di studio. Da quest’anno il corso del S. Martino è inquadrato come «tutoraggio» e gli studenti hanno la consapevolezza di dovere completare il loro corso a Catania. Diversa invece la situazione per quanti, iscrittisi negli anni passati, avevano messo in conto il completamento a Modica. Il taglio operato dal rettore dell’ateneo catanese, Antonio Recca, prende le mosse dal debito di sette milioni di euro non onorato dal comune nel corso degli anni, che ha portato alla mancata istituzione del corso di laurea triennale e del biennio di specializzazione. C’è ancora un margine di speranza perché l’ateneo catanese torni sui suoi passi se l’amministrazione troverà buone ragioni per farsi valere ma l’imminente pubblicazione del manifesto degli studi chiuderà definitivamente la vicenda. Il Comitato chiede la partecipazione di tutti gli studenti alle attività svolte in sede, alle riunioni e alle manifestazioni.
Facciamoci sentire!!
Modica 14.06.2009 Salvatore Baglieri










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