Archivio

Archivio per luglio 2009

il partito del sud non s’ha da fare …. dell’utri – berlusconi e il contorno lombardo miccichè hanno “sbloccato” lo scippo da loro stessi fatto di 4 miliardi di euro

31 luglio 2009 Nessun commento

puzzlepolitico

Il partito di Forza Italia e’ nato su commissione di Cosa Nostra, e’ scritto nella sentenza di condanna a nove anni di Marcello Dell’Utri, e la riprova inequivocabile di cio’ furono quei 61 seggi su 61 assegnati dall’isola al partito di Arcore alle politiche del 2001.
Oggi senza i voti della circoscrizione Sud, e della Sicilia in particolare, il Pdl non sarebbe mai andato al governo per ben quattro volte e l’Udc di Totò Cuffaro avrebbe gli iscritti di un circolo Acli.

La minaccia del Partito del Sud è un chiaro monito rivolto a Silvio Berlusconi che non sta facendo, evidentemente, quanto promesso in quell’antico patto di cui Marcello Dell’Utri è stato garante per quasi un ventennio.

Il Partito del Sud è il segnale che gli accordi politici alla base di Forza Italia in Sicilia sono in discussione. A questo segnale se ne aggiungono altri che potrebbero comunque far parte dello stesso puzzle: la monnezza di Palermo, l’agitazione della Giunta, Lombardo, i messaggi di Riina su mandanti di Stato per le stragi di Capaci e via D’Amelio, le dichiarazioni di Ciancimino jr, la recente condanna a 10 anni e 8 mesi per associazione mafiosa di Mercadante, ex deputato di FI, definito dal pentito Giuffrè “la creatura di Provenzano”.

I messaggi lanciati in questi mesi dall’isola parlano chiaro: i 140 milioni di euro a Scapagnini per il fallimento del comune di Catania e gli 80 milioni all’amico Cammarata per scongiurare quello di Palermo non bastano più. E così il Premier promette nuovi soldi alla Sicilia e lo fa ancor prima di spiegare come verranno utilizzati e con quali coperture finanziarie. Evidentemente l’importante è porre l’accento sulla cifra, prima che sulla destinazione e sulla reale disponibilità. Evidentemente le persone a cui è rivolto il messaggio ne conoscono la destinazione.

Venerdì al Cipe saranno sbloccati quattro miliardi per la Sicilia. Lo hanno deciso a palazzo Grazioli durante uno dei tanti vertici privati in cui si dispone di soldi pubblici.
I commensali del vertice erano: il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, per cui la Giunta della Camera martedì ha negato l’autorizzazione a procedere per l’accusa di favoreggiamento; il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che istituì nel 2002 il volo Alitalia Albenga-Fiumicino per arrivare prima da casa al Parlamento; Raffaele Fitto ministro per i Rapporti con le Regioni, indagato dalla Procura di Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti; il fido ministro della Giustizia Angelino Alfano, quello del Lodo e del bavaglio alle intercettazioni, per intenderci; e, “dulcis in fundo”, il deus ex-machina, ringalluzzito da questa nuova aureola con cui ha deciso di reinventarsi a metà tra una rockstar e un attore di B-Movie: Silvio Berlusconi che non necessita di presentazioni poiché è ben noto alle procure di mezza Italia. Ecco, ad una compagine del genere non affiderei neanche il budget per un buffet matrimoniale, figuriamoci quattro miliardi per la Sicilia.

“Per il meridione d’Italia non si è fatto mai abbastanza”: in termini di lotta alla criminalità è vero, ma in quanto a soldi nel meridione d’Italia si sono spesi interi Pil nazionali senza risultati apprezzabili: perché? Nelle mani di chi finiscono questi immensi finanziamenti? E come vengono gestiti? La risposta la sappiamo, basti pensare alle indagini Why Not e Poseidon dell’ex pm Luigi de Magistris, e a centinaia di altre simili, che questo sistema politico non poteva permettersi ed ha ostacolato con ogni sua energia.

La verità è che i soldi in questi decenni non sono stati destinati ai cittadini, né ad opere utili allo sviluppo reale del meridione, né all’imprenditoria giovanile.

Il Sud ha bisogno di investimenti, esteri e nazionali, ma prima bisogna riportarvi la cultura dello Stato, anzi lo Stato, di cui Falcone e Borsellino si erano fatti interpreti. Senza lo Stato e le sue garanzie, i capitali esteri, che spesso costituiscono la risorsa principale per lo sviluppo di importanti aree turistiche, non confluiranno mai nel meridione e quelli statali finiranno sempre nelle mani sbagliate.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica

Categorie:Partito Tag:

importante risultato. Alla Provincia passa l’o.d.g. di Italia dei Valori : NO ALLA CENTRALE NUCLEARE a RAGUSA

30 luglio 2009 Nessun commento

nucleare
Questo è il testo che ha trovato l’unanimità dei consensi ad esclusione del cons. Failla che ha votato NO e si è dichiarato favorevole alla costruzione di una centrale nucleare in provincia e del cons. Mandarà che al momento del voto ha preferito uscire dall’aula. L’o.d.g. sarà inviato al Governo Nazionale e al Governo Regionale.

ORDINE del GIORNO del 28 luglio 2009
Il Consiglio Provinciale di RAGUSA,
Preso atto delle notizie di stampa riportanti l’eventualità della costruzione di una centrale nucleare in provincia di Ragusa o nelle province limitrofe;
Considerato che
La decisione di costruire centrali nucleari deriva dall’accordo stipulato a livello nazionale con la Francia e che in Francia il 40 % delle risorse idriche viene consumato solo per il raffreddamento delle centrali nucleari;
Tenuto conto
Che sulla Provincia di Ragusa nel corso di questi anni sono stati investite grosse somme per interventi Comunitari, Regionali e pubbliche locali inerenti la salvaguardia e la valorizzazione del territorio a fini turistici;
Considerato che
Vista la valenza naturalistica e paesaggistica dell’area iblea, nel 2007 è stato Istituito il PARCO degli IBLEI;
Tenuto conto che
Una centrale nucleare contrasterebbe in maniera determinante con la vocazione del territorio
Si DICHIARA
In maniera forte, determinata e inequivocabile l’assoluta indisponibilità della Provincia di Ragusa ad essere sede di centrali Nucleari e qualora tale evidenza giornalistica trovasse riscontro reale verranno adottate tutte le misure di protesta, anche estrema, per impedire che questo territorio e le sue popolazioni abbiano un futuro e prospettive incompatibili con le proprie peculiarità.
Votato favorevolmente da :

Giovanni Iacono (IDV) – Ficili Bartolomeo (UdC) – Di Paola Ettore (Udc) – Galizia Silvio (PdL) – Nanì (PdL) – Pelligra Enzo (PdL) – Colandonio (PdL) – Nicosia Ignazio (All.Sic.) – Tumino (Pd) – Padua (Pd)

Voto contrario : Failla (PdL)

Esce dall’ aula Mandarà (PdL)

Categorie:Provincia Tag:

riportiamo da Telenova ….. Nello Dipasquale e il complotto contro i costruttori …. chi sono gli esecutori ? chi sono i mandanti ?

28 luglio 2009 Nessun commento

dipasquale_seduto

Ragusa – 28-lug-2009

Vi è una indubbia affinità tra il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale e il Ministro Alfano su come leggere il mondo. Per Alfano, l’abbiamo ascoltato nella serata inaugurale del porto di Marina, esiste, tra le categorie morali, l’onestà inconcludente; per il sindaco di Ragusa, l’abbiamo appreso martedì mattina durante una conferenza stampa sul piano di edilizia economica e popolare, il famoso Peep che ha ottenuto un sì dalla Regione, ci sono cittadini che si oppongono alla cementificazione perché complici di un disegno criminoso. Lo ha ripetuto decine di volte: “ci sono stati esecutori e mandanti, un giorno forse si saprà chi c’era dietro questo disegno teso ad interrompere la mia pianificazione urbanistica”, godendo di quelle due parolone che meritano sempre un titolo, “esecutori e mandanti”, ribadite con una insistenza che si ferma al suono ad effetto non potendo guarnire di fatti, di logica, di verità, di intelligenza, l’accusa. L’esibizione di Nello Dipasquale, che ancora una volta voleva cogliere nell’incontro con la stampa l’occasione per rimirare l’immagine illusoria della sua potenza, si è rivelata una frenesia che lo ha intrappolato. Esecutori e mandanti. Chi sono? La stampa che puntualmente ha raccontato dei rapporti sfacciati e indecorosi tra primo cittadino e gli amici costruttori, dei terreni oggetto di compromesso per future vendite a pianificazione ottenuta, di estensioni ingiustificabili in assoluto e ancora di più se rapportati ad un fabbisogno abitativo che l’amministrazione si guarda bene dal produrre perché quasi inesistente, di un piano particolareggiato prima ritardato e poi portato alla luce dopo essere stato messo a punto nella sua assoluta impraticabilità? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Un partito di opposizione, Italia dei Valori, che con forza e chiarezza ha spiegato ai cittadini la miopia del sindaco nel piegarsi ai voleri di una lobby legata al passato e che non porterà né ricchezza nè bellezza alla città? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Gli sparuti consiglieri comunali che hanno osato interrogarsi timidamente su quella inconsueta e rude caparbietà ostentata dal sindaco che dichiarava in aula di essere l’amico dei costruttori, di stare dalla loro parte, imponendo alla sua maggioranza “un con me o un contro di me”, attivando una nuova tipologia di consenso, la devozione forzata? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Un consigliere comunale che formulò un emendamento che cancellava dall’area Peep i terreni oggetto di compravendita nei sei mesi precedenti all’atto votato dall’aula, emendamento poi eliminato grazie alle stranissime procedure sperimentate dal sindaco? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Italia Nostra che ha firmato il ricorso al Tar, tribunale che ancora si deve esprimere sul merito del ricorso? Esecutori e mandanti. Era così preso, il nostro sindaco, dalla trovata, a suo avviso riuscitissima, del complotto, che si era dimenticato di un piccolo particolare. Un esecutore vero, uno che aveva firmato l’unico atto scritto per impedire attraverso la legge un’altra ondata di cemento in due milioni di metri quadrati della bella campagna urbana ragusana, c’è, ha firmato il ricorso al Tar. Nello Dipasquale, però, nella sua ossessione quotidiana di apparire, falciando, come la morte, ogni ostacolo, non si è ricordato di questa persona. L’esecutore e il mandante era l’ingegnere Cesare Zipelli, illustre uomo di cultura, scomparso poco tempo addietro. Quando abbiamo chiesto al sindaco se poneva Zipelli tra gli esecutori o tra i mandanti, ha preso a farfugliare goffamente: “ma che c’entra la singola persona…” Era più congeniale per il nostro sindaco teorizzare esecutori e mandanti misteriosi e potenti, i Beati Paoli al servizio dei nemici degli amici costruttori, invece che un onesto galantuomo messosi in prima linea perché credeva ad una causa. Gli è spuntato un morto, tra i complottardi, un morto che Nello Dipasquale non aveva tenuto da conto nella sua fantastica rielaborazione degli accadimenti e nel pruvulazzo della propaganda che, si sa, non va mai per il sottile. Gli è spuntato tra gli esecutori ed i mandanti un fantasma, ma di quelli tosti che anche da morti reclamano con fierezza il diritto alle opinioni libere, un fantasma la cui serietà fa indietreggiare la volgarità della vuota propaganda. E così il complotto contro Dipasquale ed i costruttori sfuma. Cesare Zipelli ancora una volta merita di essere ricordato per la freschezza delle sue idee. Una onestà inconcludente, chioserebbe Angelino Alfano.

Categorie:Comune di Ragusa Tag:

riforma dell’avvocatura Berlusconi distruggerà anche questo …. i giovani IdV contestano il ministro Alfano …

28 luglio 2009 Nessun commento

silvio_11
La riforma dell’avvocatura voluta dal Ministro Alfano in discussione al Senato nei giorni scorsi proprio non ci convince perché rischia di rendere la professione di avvocato un vero percorso ad ostacoli. Qualche dubbio sulla fondatezza dei rilievi deve averla avuta anche la commissione Giustizia del Senato, che un paio di giorni fa ha deciso di rinviare a settembre il termine per la presentazione di emendamenti al DDL di riforma della professione forense, peraltro con il plauso dell’ANF, l’Associazione Nazionale Forense, che ha preso atto con soddisfazione del tentativo di Palazzo Madama di prendere più tempo per elaborare una riforma gradita anche alla base e non solo ai vertici dell’Avvocatura.

La proposta originaria prevede, in primo luogo, l’impossibilità di conseguire l’abilitazione professionale per chi non supera un test d’ingresso e per chi non possa frequentare scuole forensi a pagamento per almeno 250 ore annue, mentre oggi è sufficiente svolgere l’attività di tirocinio, già sufficientemente impegnativa. Ovviamente non mancano i privilegi: cassazionisti e docenti non avrebbero un simile obbligo di “formazione coattiva”. Secondariamente, gli esami sarebbero preceduti da una selezione e potrebbero essere affrontati solo con codici non commentati, mentre oggi si possono utilizzare codici commentati con le sentenze. La riforma prevede poi la cancellazione di fatto del patrocinio legale autonomo: mentre oggi è possibile iniziare a lavorare per cause proprie dopo un anno di tirocinio, in seguito alla riforma sarebbe possibile lavorare solo per l’avvocato presso cui si svolge il tirocinio. La riforma prevede anche che all’esame orale si debbano necessariamente presentare ordinamento e deontologia forense e le materie più complesse, oggi facoltative. Altro elemento importante: mentre oggi l’esame può essere fallito un numero indefinito di volte, con la riforma non sarebbe più possibile sostenerlo dopo la terza bocciatura. Inoltre, verrebbe inserito un limite di età – 50 anni – per sostenere l’esame di abilitazione, che oggi invece può essere affrontato da chiunque. Una volta entrati nel clan, in ogni caso, non sarebbe “fatta”: c’è una proposta – definita come indegna di una repubblica fondata sul lavoro – di cancellazione dall’albo per gli avvocati che, per una ragione o l’altra, non raggiungono un certo livello di “continuità professionale”. Se questa riforma diventasse realtà, nella libera professione di libero resterebbe ben poco.

Categorie:Partito Tag:

Lo stato dell’ unica pista ciclabile a Ragusa. Le richieste di IDV al quartiere SUD.

28 luglio 2009 Nessun commento

All’ Assessore al verde pubblico – Sig.ra M. Malfa

All’ Assessore ai Lavori Pubblici – Dr. G. Cosentini

 

e, per conoscenza :

 

Al Presidente del Consiglio Circoscrizionale Ragusa Sud

 

 

Oggetto : pista ciclabile via Adelia Melilli.

 

 

Come segnalatomi da alcuni cittadini residenti nei dintorni nonché da fruitori (divenuti ormai occasionali a causa dello stato in cui versa) vorrei evidenziare, ai destinatari della presente, le precarie condizioni in cui versa l’unica pista ciclabile esistente a Ragusa.

 

La documentazione fotografica allegata alla presente non lascia spazio a dubbi riguardo a quanto appena affermato : cespugli che occupano buona parte della pista impedendo il semplice passaggio pedonale; altezza spropositata della vegetazione; costante presenza di fogliame lungo il tragitto; oggetti di vario genere abbandonati; tratti sconnessi e primi di pavimentazione.

 

Poiché la “grandezza” di una città si misura anche dalle piccole cose con la presente si chiede di voler:

 

·       rendere, nell’immediato, fruibile la pista ciclabile provvedendo ad eliminare tutto quanto ne impedisce l’utilizzo;

·       provvedere al completamento della stessa in quei tratti in cui risulta priva di pavimentazione:

 

Sicuro di un pronto riscontro porgo distinti saluti.

 

Ragusa, 24 luglio 2009 

Fabio Antoci

Consigliere Circoscrizionale Ragusa Sud

Italia dei Valori

Categorie:Comune di Ragusa Tag:

la Provincia Regionale …. zona franca mediatica …..

27 luglio 2009 Nessun commento

varie1
Il Consiglio Provinciale di Ragusa per responsabilità della maggioranza di centro destra anche stasera ha dato dimostrazione della sua assoluta e costosa inutilità. L’orario di apertura dei lavori non si rispetta MAI e quando si inizia, svogliatamente, viene meno il numero legale come è successo stasera. Si attende un’ora e manca sempre il numero legale con i banchi del centro destra semi vuoti. All’interno della galassia del centro destra (da FI all’ Udc passando agli “azzurri verso il Pdl (!?!?) agli ex “neri” di An ai “neri” di Alleanza siciliana all’MPA) vi è da mesi una guerra sotterranea. L’unità e l’armonia (fatta eccezione per qualcuno che negli ultimi mesi ha cominciato a distinguersi) avviene solo quando si assegnano il “budget” personale, la spartizione della “maggioranza” che per mantenere gli equilibri assegna, ufficiosamente, ad ogni consigliere un plafond da spendere per le associazioni amiche. Ora qualche assestamento nella distribuzione dei pesi è stato raggiunto con l’istituzione della 7° commissione e così qualche pretendente alla presidenza, per un po’ di tempo, scalpiterà di meno ! Gli argomenti che seguono le corsie preferenziali, senza mancanza di numero legale, sono quelli che consentono l’attuazione delle clientele e poi, come stasera, possono attendere ancora la relazione sul raddoppio Ragusa Catania, le discussioni sulle dimissioni dell’ex presidente del consorzio universitario e dell’assessore Monte dei servizi sociali, sull’impianto nucleare e sui sostegni alle imprese e allo sviluppo economico. Non si rispettano i regolamenti, si aggirano le norme sulla mobilità, non ci saranno “sorprese” nei concorsi per dirigenti e quindi ritroveremo qualcuno uscito dalla porta che rientrerà dalla finestra e qualche esponente politico di area e per il personale sono sempre in aumento (a spese di tutti) i “verticalizzati” più “verticalizzati” di altri !!! Tutto è possibile perché questa Provincia Regionale, storicamente, appare come una sorta di zona franca dell’informazione o perché nessuno sa o immagina che tra spese e investimenti in un solo anno la Provincia Regionale movimenta 160.000.000 di euro o perché si è deciso che è meglio non “disturbare i manovratori” Provinciali.

Ragusa, 27 luglio 2009
Il Consigliere Provinciale
Giovanni Iacono

Categorie:Provincia Tag:

Università …… va via anche giurisprudenza ?

27 luglio 2009 Nessun commento

Riceviamo da PAOLO PAVIA esponente di Italia dei Valori e membro del Consiglio di Facoltà in Lingue

consorzio_universitario
Cari colleghi e amici, vi segnalo una nota pubblicata oggi sul sito web del “Corriere di Ragusa” che potete leggere a questo link:

http://corrierediragusa.it/public/articoli/6585-dopo-medicina-chiude-anche.asp

Vi confermo la fondatezza della notizia che riguarda Giurisprudenza, in quanto il nostro Preside ne ha dato comunicazione durante la seduta del Consiglio di Facoltà di venerdì scorso alla quale ho partecipato.

Come pensavo, l’accordo siglato a Roma nelle settimane scorse non ha messo la parola fine alla vicenda che rischia di far arenare il polo universitario ragusano. Ne è la prova lo scambio di corrispondenza, a dir poco vivace, tra il Rettore e il Consorzio appena pochi giorni dopo la sigla dell’accordo.

La mia opinione è che il progetto del Magnifico circa un disimpegno dalle sedi decentrate rimane fermo, anche se la strategia è cambiata. Il rischio di un tracollo sul piano legale era troppo forte e così Recca ha fatto sì un passo indietro, ma solo in apparenza. La sostanza delle richieste dell’Ateneo nei confronti del Consorzio non è mutata ed ecco che l’obiettivo di mantenere solo due facoltà nella nostra città, così come da sempre dichiarato dal Rettore, diventa possibile con l’aiuto del preside di Giurisprudenza. Questi ha infatti dichiarato in Senato Accademico, che ha fatto propria tale dichiarazione in una delibera, la propria volontà di lasciare Ragusa a partire dall’a.a. 2010-2011, a prescindere dal fatto che il Consorzio renda disponibili le risorse finanziarie richieste. Così resteremmo noi e Agraria.

Tuttavia anche la nostra presenza a Ragusa è a rischio. Nelle settimane scorse, nel mio ruolo istituzionale di Consigliere di Facoltà, ho partecipato alle riunioni di Commissione didattica di Facoltà, di Consiglio di Corso di Laurea e di Consiglio di Facoltà nelle quali, come argomento pressoché unico all’ordine del giorno, si è discusso del piano didattico per il prossimo a.a. 2009-2010. Tale piano è stato varato definitivamente durante la seduta del Consiglio di Facoltà di venerdì 24 e va dato atto al Presidente della Commissione didattica, Prof. Antonio Pioletti e alla Prof.ssa Simona Laudani, Presidente del Consiglio di Area didattica, di essere riusciti, con la collaborazione di tutti i docenti e le limitatissime risorse messe a disposizione da una convenzione vecchia di dieci anni, a predisporre un’offerta formativa adeguata anche per il prossimo anno accademico.

Va riconosciuto il merito anche ai nostri docenti a contratto di aver accettato una decurtazione delle proprie spettanze pur di garantire una qualità dell’insegnamento conforme alle aspettative e di eccellenza, pari a quella che ha sempre caratterizzato la nostra sede ragusana. A nome di tutti gli studenti ragusani rivolgo dunque un ringraziamento ai nostri docenti per lo spirito di abnegazione e sacrificio che ci stanno dimostrando.

Detto questo, va pure sottolineata l’urgenza di definire con il Consorzio universitario alcuni aspetti essenziali ed inderogabili affinché si possa lavorare con quel minimo di serenità che sta alla base di un percorso di studi efficace e produttivo.

Innanzitutto bisogna che quanto annunciato pubblicamente agli studenti e alla città (erano presenti infatti la stampa e le tv locali, oltre ad autorevoli esponenti politici cittadini) dal v. Presidente del Consorzio, Sen. Gianni Battaglia, durante l’assemblea del 17 marzo scorso in relazione ad un supplemento di fondi pari a 400.000 euro per l’a.a. 2008-2009 e 400.000 euro per l’a.a. 2009-2010 si concretizzi attraverso la formalizzazione dello stanziamento in una delibera del c.d.a. del Consorzio.

In questo senso, infatti, il vertice del Consorzio, nella persona dell’On. Giuseppe Drago, all’epoca presidente, si era impegnato nei confronti della Facoltà, formalizzando tale impegno in una lettera scritta indirizzata al nostro Preside.

Bisogna poi porre mano immediatamente e senza ulteriori indugi, al rinnovo della convenzione, adeguando le risorse alle attuali esigenze didattiche. E’ indifferibile infatti un ripristino di quei punti di eccellenza che hanno reso la nostra Facoltà una delle realtà più dinamiche e virtuose del panorama universitario nazionale. In particolare è indispensabile:

- ripristinare la piena funzionalità del laboratorio linguistico di Piazza Pola e, qualora fosse necessario localizzarlo altrove, far sì che sia raggiungibile dagli studenti con la stessa attuale facilità;

- attivare il laboratorio multimediale di piazza Carmine, perché possa essere fruito per gli scopi per i quali è stato realizzato, cioè seminari, corsi di lingue, convegni, conferenze e quant’altro;

- dotare la biblioteca di Facoltà degli strumenti indispensabili alla ricerca e allo studio, con la possibilità di accedere ad internet e alle risorse bibliografiche on-line, nonché di personale adeguatamente preparato a fornire assistenza agli studenti nella ricerca e nella reperibilità di testi anche attraverso prestiti da parte di altre biblioteche, sia nazionali che straniere;

- rendere disponibili aule per lo studio nelle ore serali, organizzando un servizio di sorveglianza da parte del personale tecnico;

- riattivare le borse di studio per l’estero che hanno rappresentato, sin dalla sua istituzione, un fiore all’occhiello della sede ragusana della nostra Facoltà.

Quanto sopra enunciato, rappresenta il minimo indispensabile perché si possa svolgere un lavoro didattico e di apprendimento di adeguata serietà. Ovviamente bisognerà intervenire anche su altri servizi a cura dell’amministrazione cittadina, primo fra tutti il collegamento con mezzi pubblici adeguati tra Ibla e Ragusa superiore. Non è concepibile, infatti, che gli studenti pendolari debbano impiegare un tempo pari o superiore a quello impiegato per arrivare dalla propria città di residenza, per giungere da Piazza Zama a Ibla e viceversa. Su questo punto ho già sensibilizzato il Sindaco e l’Assessore competente che mi hanno manifestato la loro disponibilità a trovare una soluzione al problema.

E’ evidente che l’impegno di tutti coloro che hanno a cuore le sorti della nostra Facoltà dev’essere pieno ed incondizionato e, perciò, mi aspetto il sostegno di tutti i colleghi e dei docenti perché si trovino in tempi rapidissimi le soluzioni ai problemi che ci riguardano. Non dubito che da parte del Consorzio l’attenzione sarà massima, ma voglio sottolineare che il tempo delle promesse è finito. Ci vogliono fatti concreti ed immediati, in mancanza dei quali questa esperienza culturale e formativa, che ha dato tanto anche per lo sviluppo economico della città, è destinata a naufragare.

Non sono stato tra coloro che nelle settimane scorse hanno esultato, organizzando magari dei festeggiamenti di dubbio gusto, perché pensavo e continuo a pensare che non sia ancora ora di suonare le campane della vittoria, almeno fino a quando non potremo contare su risorse adeguate e certe.

Mi auguro che ciascuno faccia con impegno la propria parte.

Io farò la mia.

Un caro saluto.

Paolo Pavia

Rappresentante degli Studenti

nel Consiglio della Facoltà di

Lingue e Letterature Straniere

Categorie:Istruzione Tag:

Idv al Consiglio di quartiere centro : mancate iniziative per l’estate al centro storico di Ragusa.

24 luglio 2009 Nessun commento

ponte_via_roma

Diventa sempre più evidente la crisi che investe il Centro Storico di Ragusa Superiore che in assenza di adeguate politiche di rilancio del territorio vede regredire l’economia con decine di attività commerciali che chiudono con problematiche sociali legate ad una integrazione sempre più difficile in un territorio in cui negli ultimi anni il numero di cittadini stranieri e’ più che triplicato.
L’area che va dall’Ecce Homo a San Giovanni a Corso Italia a via Roma a via Mario Leggio e dintorni oggi vive in un contesto alienante ed alienato, un territorio questo bisognoso di attenzioni e di amore per ritornare ad essere vissuto e vivo.
Ma a questo evidente stato di fatto seguono azioni politiche che sono in controtendenza come ad esempio la recente presentazione del cartellone estivo 2009 dove ancora una volta il Centro Storico di Ragusa Superiore è stato quasi ignorato se non per il concerto di Claudio Baglioni previsto per il 30 agosto in piazza Libertà.
Nessun rilancio rispetto ad una realtà che vede le strade cittadine spopolate a causa della crisi eppure in altre città italiane l’animazione dei centri storici ha dato buoni risultati soprattutto perchè sono ormai in molti gli abitanti che non si trasferiscono al mare e sono alla ricerca di qualcosa da fare per trascorrere il loro tempo divertendosi.
Dopo la realizzazione di due importanti spazi vitali come Piazza San Giovanni e della Nuova area di Villa Margherita niente o quasi niente viene fatto per riempire di contenuti questi luoghi di aggregazione che potrebbero essere vissuti da turisti e cittadini.
Le domande che pongo sono le seguenti: in un contesto così evidente di sofferenza di un territorio è accettabile non attuare iniziative per rendere più vivibile lo stesso? E ancora, si può abbandonare per due mesi il cuore della città che ha numerosissime persone anziane che non hanno altro luogo in cui stare?
Inutile ribadire come la “Festa dei nonni”, che veniva festeggiata dalle parrocchie Ecce Homo e Angelo Custode il 26 luglio non ha più ricevuto sostegno dall’Assessorato ai servizi Sociali, interrompendo un momento importante per tanti anziani.
E ancora, il settore commerciale di Ragusa Superiore che in questo periodo potrebbe avere un momento di rilancio viste le belle giornate e la conseguente voglia di passeggio dei cittadini, in che modo viene aiutato vista l’assenza di iniziative? Eppure la mia proposta operativa dello scorso anno di rendere isola pedonale la via Coffa aveva registrato ottimi consensi. Perché non si è penato di riproporre un’idea semplice quanto efficace?
Infine voglio dire che non attuando iniziative per il centro storico si continua a mortificare un territorio in cui i turisti ci sono eccome ma che vengono scientificamente dirottati sempre per la mancanza di iniziative o a Ibla o a Marina di Ragusa.
Reputo inaccettabile per Ragusa Superiore questa condizione che mortifica i residenti, che mortifica l’integrazione e che mortifica la buona volontà di tanti operatori commerciali e turistici che vedono ogni giorno fare passi indietro e non avanti mentre nelle realtà sopraccitate si assiste al fenomeno opposto ovvero a quello di una crescita costante.
Lo dico da sempre ma oggi lo affermo con ancora più determinazione occorre una seria inversione di marcia e comunque penso sia arrivata l’ora di creare una sorta di comitato formato da le persone che vogliono veramente bene a questo particolare territorio per creare un luogo di elaborazione e di sintesi che abbia la forza e l’efficacia di pungolare e indirizzare qualsiasi amministrazione verso l’attuazione di politiche veramente vicine ai bisogni dei cittadini residenti e non oltre che agli operatori commerciali perché
così proprio non va.
Concludo con un plauso all’iniziativa “Barocco e non solo”, intrapresa dall’assessore alla cultura Mimì Arezzo che ha previsto delle passeggiate per la scoperta delle nostre bellezze prevedendo itinerari nel centro storico di Ragusa Superiore, unica iniziativa pensata ad oggi dall’amministrazione per i mesi di luglio e Agosto ma che risulta essere nel complesso davvero poco.

Ragusa li 24/07/2009.
Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro
Gianluca Salonia

Categorie:Partito Tag:

il PARTITO UNICO

24 luglio 2009 Nessun commento


Il Presidente della Repubblica non mi ha ancora risposto. Spero che lo faccia, anche se non mi illudo. In compenso il partitone unico Pdl-Pd-Udc, che potrei definire la nuova maggioranza assoluta di governo, lo ha fatto. Per Maurizio Lupi, uno dei tanti portavoce di Silvio Berlusconi, “Ormai siamo al delirio di onnipotenza” riferendosi al sottoscritto, espressione che mi fa sorridere pensando al partito di Trimalcione. L’Udc, Unione di Cuffaro, coglie la palla al balzo per invitare il Pd, per bocca del suo vice Pier Ferdinando Casini, ad “abbandonare Di Pietro”e a “liberarsi del grillismo”, ignorando completamente che il Pd non si regge sul voto di scambio siciliano, ma su un’ampia base di elettori che condividono le battaglie di chi si oppone a questa classe politica di Ayatollah. Per finire, non poteva mancare dal coro la voce del Pd, cosiddetto “l’alleato”, che per bocca di Antonello Soro e Anna Finocchiaro, tuonano: “Di Pietro non mostra ritegno nel destabilizzare le istituzioni al fine di lucrare vantaggi politici”. Mi chiedo allora: sono per caso gli stessi vantaggi politici delle manifestazioni di piazza Navona? Gli stessi vantaggi di piazza Farnese? Gli stessi vantaggi della raccolta firme per il referendum contro il Lodo Alfano? Gli stessi vantaggi del NO al bavaglio alle intercettazioni? Gli stessi vantaggi che ci hanno fatto votare contro l’indulto? Gli stessi vantaggi che muovono le nostre interrogazioni parlamentari sul conflitto di interessi di Silvio Berlusconi? Gli stessi vantaggi che non ci fanno candidare condannati al Parlamento? Gli stessi vantaggi che ci hanno fatto rifiutare la spartizione delle poltrone della Rai? Gli stessi vantaggi che ci hanno fatto firmare ai due VDay di Beppe Grillo per un Parlamento Pulito e l’abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria? Ma questa, cari Ayatollah del Pd, si chiama opposizione, ed è l’unica che il popolo italiano ha visto negli ultimi dieci anni. Mi chiedo ogni giorno quale sia l’obiettivo dei partiti politici in Parlamento oggi: governare per conto dei cittadini o isolare chi li rappresenta? E ancora: cosa sarebbero Montecitorio e Palazzo Madama senza l’Italia dei Valori? La risposta è semplice: un coro monocorda di Silvio Berlusconi a garanzia di un’armoniosa democrazia dittatoriale.

Pubblico una mia lettera inviata al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Gent.mo Presidente,

lo scorso 15 luglio Lei ha firmato e promulgato una legge in materia di sicurezza che la maggioranza parlamentare, sotto la mannaia del voto di fiducia imposto dal Governo Berlusconi, aveva da poco approvato.

In sede di promulgazione, però, Lei così aveva qualificato quel testo di legge (e cito testualmente quanto da Lei messo nero su bianco in una contestuale lettera indirizzata proprio a Berlusconi):

- “…dal carattere così generale e omnicomprensivo della nozione di sicurezza posta a base della legge, discendono la disomogeneità e estemporaneità di numerose sue previsioni che privano il provvedimento di quelle caratteristiche di sistematicità e organicità che avrebbero invece dovuto caratterizzarlo…”;

- “…è indispensabile porre termine a simili prassi, specie quando si legiferi su temi che, come accade per diverse norme di questo provvedimento, riguardano diritti costituzionalmente garantiti e coinvolgono aspetti qualificanti della convivenza civile e della coesione sociale…”;

- “…è in giuoco la qualità e la sostenibilità del nostro modo di legiferare…”;

- “il nostro ordinamento giuridico risulta seriamente incrinato da norme oscuramente formulate, contraddittorie, di dubbia interpretazione o non rispondenti ai criteri di stabilità e certezza della legislazione…”;

- “…aggiungo di aver ravvisato nella legge anche altre previsioni che mi sono apparse, sempre a titolo esemplificativo, di rilevante criticità e sulle quali auspico una rinnovata riflessione, che consenta di approfondire la coerenza con i principi dell’ordinamento e di superare futuri o già evidenziati equivoci interpretativi e problemi applicativi…”.

Fatte queste premesse Lei, sig. Presidente Napolitano, così conclude la sua lettera ufficiale:

“…Il Presidente della Repubblica non può restare indifferente dinanzi a dubbi di irragionevolezza e di insostenibilità che un provvedimento di rilevante complessità ed evidente delicatezza solleva per taluni aspetti, specie sul piano giuridico…”.

A questo punto, qualsiasi persona normale si sarebbe aspettata che Lei, sig. Presidente, fosse conseguente con le premesse e le considerazioni da Lei stesso espresse e applicasse l’art. 74 della Costituzione che testualmente recita (e Lei lo sa bene!): “…il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione…”.

Insomma, a norma di legge costituzionale, poteva – e, secondo noi, doveva – non controfirmare né promulgare la legge ma rinviarla al Parlamento con le stesse identiche motivazioni con cui ha scritto la “letterina di rimprovero” al Capo del Governo Berlusconi (lettera, a nostro avviso, del tutto irritale giacchè la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica il potere di inviare “messaggi” alle Camere (art. 74 Cost.) ma non al Governo).

Lei ha ritenuto di comportarsi diversamente ed a noi cittadini (e rappresentanti di cittadini, in quanto parlamentari eletti) non è restato altro che prenderne atto ed esprimere le nostre riserve e valutazioni.

Lei, però, è andato oltre e si è messo a polemizzare con me, che l’avevo invitata a non firmare né a promulgare la legge, affermando (anche qui cito testualmente):“…chi invoca polemicamente e di continuo poteri e perfino doveri che non ho, mostra di aver compreso poco della Costituzione…” (ovviamente scatenando una scontata litania di improperi nei miei confronti).

Ciò premesso, mi sia permesso – pur con il rispetto che qualsiasi cittadino deve avere nei confronti del Presidente della Repubblica – di ribadire la palese contraddittorietà tra le sue valutazioni sulla legge in questione (da Lei stessa definita piena di “…disomogeneità e estemporaneità di numerose sue previsioni…incoerenza con i principi dell’ordinamento…equivoci interpretativi…problemi applicativi…norme oscuramente formulate, contraddittorie, di dubbia interpretazione, non rispondenti a criterio di stabilità e certezza della legislazione…) e la “decisione” adottata (sottoscrizione e promulgazione della legge).

Siccome però Lei conosce bene la Costituzione, Le chiedo:

- è vero o no che vi è contraddizione evidente (perfino letterale) fra la “motivazione” ed il “dispositivo” del suo provvedimento (dice che la legge è sbagliata ma la controfirma lo stesso)?

- è vero o no che, in questi casi, Lei ha il potere (e perfino il dovere, per usare le sue stesse parole) di non promulgare immediatamente la legge ma rinviarla alle Camere, con un messaggio motivato (art. 74 Cost.)?

- è vero o no che invece Lei non ha il dovere di inviare “messaggi” al Capo del Governo (e nemmeno letterine a mò di rimprovero come “piume d’oca”)?

- è vero o no che anche la legge sulle intercettazioni (e annesso bavaglio all’informazione) già approvata da un ramo del Parlamento è un’altra legge incostituzionale e contraria ai principi generali dell’ordinamento? E, se è vero, perché Lei si è chiamato il Ministro della Giustizia per esprimergli le Sue perplessità e non le ha esternate con un formale “messaggio” alle Camere (art. 87 Cost.) per far sapere anche a noi parlamentari eletti dal popolo le sue valutazioni?

- è vero o no che anche sul Lodo Alfano (quella legge ad personam che Berlusconi si è fatta fare per non farsi processare) Lei ha usato il “guanto di velluto” firmando e promulgando una legge che ora ogni Tribunale d’Italia sta contestando come incostituzionale?

– è vero o no che – nelle more delle decisioni della Corte costituzionale sul predetto Lodo Alfano – lo stesso Presidente del Consiglio ed il Ministro della Giustizia hanno partecipato ad una “privatissima” cena proprio con due giudici della Corte Costituzionale? E, se è vero, vuole spiegarci Sig. Presidente della Repubblica, come intende assicurare ai cittadini (ed a noi parlamentari che li rappresentiamo) che la Corte Costituzionale non sia stata compromessa da interventi e condizionamenti esterni?

La prego, sig. Presidente Napolitano, mi risponda nel merito, invece di offendermi anche Lei gratuitamente.

Con ossequio.

Antonio Di Pietro
(Presidente Italia dei Valori)

Categorie:Partito Tag:

Le mosche di Marina di Ragusa…..Interrogazione del consigliere Martorana

23 luglio 2009 Nessun commento

              

               Al Sig. ASSESSORE ALLA TUTELA DEL TERRITORIO, 

                          AMBIENTE E SERVIZI ECOLOGICI  DEL 

                          COMUNE DI RAGUSA

                          DOTT.GIANCARLO MIGLIORISI

 

              p.c. AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI RAGUSA

 

 

INTERROGAZIONE

 

Oggetto : DISINFESTAZIONE A MARINA DI RAGUSA . URGENZA

 

Atteso che anche quest’anno Marina di Ragusa è invasa di giorno dalle mosche a tal punto che non si riesce più a stare all’aperto, e di notte dalle zanzare, con sicuro nocumento per la salute pubblica, nonché per l’economia di tutti gli esercizi commerciali del centro che offrono servizi di ristorazione e bar all’aperto, oltre alla cattiva immagine che della frazione rivierasca si offre ai numerosi  turisti che la frequentano;

 considerato che l’impresa che gestisce il servizio di igiene ambientale a Ragusa continua a fare comunicati sulle nuove disinfestazioni che effettuerà a Marina di Ragusa e nelle contrade di recupero – da notizie di stampa ne sarebbero state effettuate già otto -, mentre  mosche e  zanzare continuano a proliferare ed a diventare sempre più fastidiose ed aggressive;

considerato,altresì, che numerosi cittadini residenti a Marina affermano, anche con lettere firmate ai giornali, che nessun avviso pubblico  con altoparlanti su autovetture risulta essere stato effettuato per le disinfestazioni  annunciate;

rilevato che non si ha ragione di ritenere che le suddette disinfestazioni non siano state effettuate, anche se viene difficile comprendere come in una sola notte ( così come annunciato nei comunicati dall’impresa incaricata del servizio ) possa essere disinfestato un territorio così vasto come quello di Marina di Ragusa e dintorni;

                                                        SI CHIEDE

 

alla S.V. , di far conoscere al sottoscritto ed a tutti i residenti di Marina di Ragusa i motivi per cui, nonostante siano state effettuate numerose disinfestazioni, mosche e zanzare sono presenti sul territorio più agguerrite e numerose di prima;            si chiede in particolare di :   

-         far conoscere il “calendario “ delle disinfestazioni effettuate e di quelle da effettuare , indicando se sono stati rispettati i tempi e tutte le modalità tecniche scientifiche per distruggere le larve ed evitare la schiusure delle stesse;

-         far conoscere  quale prodotto viene utilizzato, in quali concetrazioni e di quale personale tecnico sanitario si serve  la ditta incaricata del servizio;

-         far conoscere se sono previsti dei responsabili funzionari dell’ Ufficio territorio ambiente ed ecologia  del comune di Ragusa per controllare l’operato della ditta che esegue la disinfestazione;

-         far conoscere le modalità dell’attribuzione del servizio di disinfestazione alla ditta “Impresa Ecologica Busso Sebastiano”  ed il relativo costo per le casse comunali.

Alla presente si chiede risposta urgente in forma scritta e orale al primo Consiglio Comunale utile.

 

RAGUSA  22 luglio 2009

                                                                        Il Capogruppo Consiliare

                                                                         Salvatore Martorana

Categorie:Comune di Ragusa Tag: