28 luglio 2009
riportiamo da Telenova ….. Nello Dipasquale e il complotto contro i costruttori …. chi sono gli esecutori ? chi sono i mandanti ?

Ragusa – 28-lug-2009
Vi è una indubbia affinità tra il sindaco di Ragusa Nello Dipasquale e il Ministro Alfano su come leggere il mondo. Per Alfano, l’abbiamo ascoltato nella serata inaugurale del porto di Marina, esiste, tra le categorie morali, l’onestà inconcludente; per il sindaco di Ragusa, l’abbiamo appreso martedì mattina durante una conferenza stampa sul piano di edilizia economica e popolare, il famoso Peep che ha ottenuto un sì dalla Regione, ci sono cittadini che si oppongono alla cementificazione perché complici di un disegno criminoso. Lo ha ripetuto decine di volte: “ci sono stati esecutori e mandanti, un giorno forse si saprà chi c’era dietro questo disegno teso ad interrompere la mia pianificazione urbanistica”, godendo di quelle due parolone che meritano sempre un titolo, “esecutori e mandanti”, ribadite con una insistenza che si ferma al suono ad effetto non potendo guarnire di fatti, di logica, di verità, di intelligenza, l’accusa. L’esibizione di Nello Dipasquale, che ancora una volta voleva cogliere nell’incontro con la stampa l’occasione per rimirare l’immagine illusoria della sua potenza, si è rivelata una frenesia che lo ha intrappolato. Esecutori e mandanti. Chi sono? La stampa che puntualmente ha raccontato dei rapporti sfacciati e indecorosi tra primo cittadino e gli amici costruttori, dei terreni oggetto di compromesso per future vendite a pianificazione ottenuta, di estensioni ingiustificabili in assoluto e ancora di più se rapportati ad un fabbisogno abitativo che l’amministrazione si guarda bene dal produrre perché quasi inesistente, di un piano particolareggiato prima ritardato e poi portato alla luce dopo essere stato messo a punto nella sua assoluta impraticabilità? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Un partito di opposizione, Italia dei Valori, che con forza e chiarezza ha spiegato ai cittadini la miopia del sindaco nel piegarsi ai voleri di una lobby legata al passato e che non porterà né ricchezza nè bellezza alla città? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Gli sparuti consiglieri comunali che hanno osato interrogarsi timidamente su quella inconsueta e rude caparbietà ostentata dal sindaco che dichiarava in aula di essere l’amico dei costruttori, di stare dalla loro parte, imponendo alla sua maggioranza “un con me o un contro di me”, attivando una nuova tipologia di consenso, la devozione forzata? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Un consigliere comunale che formulò un emendamento che cancellava dall’area Peep i terreni oggetto di compravendita nei sei mesi precedenti all’atto votato dall’aula, emendamento poi eliminato grazie alle stranissime procedure sperimentate dal sindaco? Chi sono gli esecutori ed i mandanti? Italia Nostra che ha firmato il ricorso al Tar, tribunale che ancora si deve esprimere sul merito del ricorso? Esecutori e mandanti. Era così preso, il nostro sindaco, dalla trovata, a suo avviso riuscitissima, del complotto, che si era dimenticato di un piccolo particolare. Un esecutore vero, uno che aveva firmato l’unico atto scritto per impedire attraverso la legge un’altra ondata di cemento in due milioni di metri quadrati della bella campagna urbana ragusana, c’è, ha firmato il ricorso al Tar. Nello Dipasquale, però, nella sua ossessione quotidiana di apparire, falciando, come la morte, ogni ostacolo, non si è ricordato di questa persona. L’esecutore e il mandante era l’ingegnere Cesare Zipelli, illustre uomo di cultura, scomparso poco tempo addietro. Quando abbiamo chiesto al sindaco se poneva Zipelli tra gli esecutori o tra i mandanti, ha preso a farfugliare goffamente: “ma che c’entra la singola persona…” Era più congeniale per il nostro sindaco teorizzare esecutori e mandanti misteriosi e potenti, i Beati Paoli al servizio dei nemici degli amici costruttori, invece che un onesto galantuomo messosi in prima linea perché credeva ad una causa. Gli è spuntato un morto, tra i complottardi, un morto che Nello Dipasquale non aveva tenuto da conto nella sua fantastica rielaborazione degli accadimenti e nel pruvulazzo della propaganda che, si sa, non va mai per il sottile. Gli è spuntato tra gli esecutori ed i mandanti un fantasma, ma di quelli tosti che anche da morti reclamano con fierezza il diritto alle opinioni libere, un fantasma la cui serietà fa indietreggiare la volgarità della vuota propaganda. E così il complotto contro Dipasquale ed i costruttori sfuma. Cesare Zipelli ancora una volta merita di essere ricordato per la freschezza delle sue idee. Una onestà inconcludente, chioserebbe Angelino Alfano.

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