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Archivio per ottobre 2009

Antonio Di Pietro : Processo Dell’Utri, Spatuzza deporra’ in aula

30 ottobre 2009 Nessun commento

30 Ottobre 2009

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Secondo il pentito Gaspare Spatuzza i referenti politici della mafia dopo le stragi del ’92 sarebbero stati Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Queste sono “parole nuove”, ma di elementi per arrivare a questa conclusione ve ne sono a bizzeffe, basta leggersi, uno per tutti, la sentenza di primo grado di condanna di Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa (leggi la sentenza).

Caro senatore Dell’Utri, fondatore di Forza Italia ora Pdl, la sua speranza di un’assoluzione auspicata nella scorsa udienza, come vede, è oggi ancor più una Neverland di ieri. Chissà se una leggina “alla Ghedini”, o un lodo “alla Alfano” potranno qualcosa in più delle sue speranze che si vanno dissolvendo nella realtà dei fatti e della storia.

Testo del video servizio.

Il collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza sarà invitato a deporre nel Processo d’Appello a carico del Senatore del Popolo della Libertà, Marcello Dell’Utri che si svolge a Palermo.

Lo ha deciso la Corte seconda sezione penale, presieduta da Claudio Dall’Acqua, dopo tre ore di camera di consiglio, accogliendo la richiesta formulata dal Procuratore Generale Nino Gatto.
All’udienza del 23 ottobre, infatti, il PG aveva chiesto la sospensione della sua requisitoria – giunta quasi alla formulazione della richiesta di condanna – e depositato i verbali delle dichiarazioni rese da Spatuzza ai pubblici ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo il 6 ottobre scorso.

Nell’ordinanza i Giudici hanno parlato della “assoluta necessità” di procedere all’audizione del collaborante facendo un esplicito riferimento al capitolo della sentenza di primo grado riguardante i risvolti politici provocati dalle presunte collusioni con Cosa Nostra dell’inventore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri, riconosciuto, in primo grado, colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa e condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione.

La decisione, seppur limitatamente, riapre di fatto il dibattimento con delle nuove prove che aggravano il quadro – già inquietante – cristallizzato dal Tribunale.

Ai PM di Palermo Spatuzza ha raccontato che il boss Graviano tra il 93 ed il 94 lo aveva rassicurato sulla possibilità di accordi di tipo politico per ottenere benefici perché sarebbero nati dei buoni contatti tali tra il “paesano” Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi, che proprio in quel periodo cominciava a fare il pieno di consensi in Sicilia.

Gaspare Spatuzza sta collaborando con le Procure di Caltanissetta e Firenze proprio per l’individuazione dei mandanti occulti delle stragi in cui persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che un numero sempre maggiore di testimonianze riconducono alla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra. Un’inchiesta già condotta dalla Procura di Caltanissetta in cui furono indagati lo stesso Dell’Utri e Berlusconi, archiviata nel 1998 e che grazie alle nuove rivelazioni è stata riaperta. Oggi le piste investigative appaiono meno incerte e più concrete.

E’ anche grazie al pentito Spatuzza che si è potuta dimostrare la falsità della testimonianza di un altro pentito, Scarantino, che si era autoaccusato della partecipazione al delitto Borsellino riducendone la portata e le implicazioni istituzionali.

La Corte ha disposto l’acquisizione di tutti i verbali delle dichiarazioni di Spatuzza, comprese quelle rese ai magistrati di Firenze e di Caltanissetta.

Unica decisione, sostanzialmente, in linea con le richieste della difesa che si era opposta all’ipotesi formulata dal Procuratore Generale ed accolta oggi dalla Corte d’Appello.

Bocciata anche l’ipotesi di sollevare una questione di legittimità costituzionale dell’articolo 430 del codice di procedura penale relativo alle attività integrative di indagine. Secondo gli avvocati di Dell’Utri la Procura starebbe turbando il giudizio d’Appello. Secondo la Corte, invece, si tratta di una rigorosa applicazione dell’articolo 603 che invece disciplina l’acquisizione di nuove fonti di prova sopravvenute.

Nella prossima udienza saranno stabilite le modalità con cui il pentito Spatuzza sarà esaminato ed il calendario delle audizioni.
Postato da Antonio Di Pietro in Processo Dell’Utri

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grazie palazzo chigi ….

30 ottobre 2009 Nessun commento

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D’Alema ringrazia Palazzo Chigi per il sostegno in Europa
«Sono onorato che sia stato fatto il mio nome e ringrazio Palazzo Chigi per l’appoggio»
MILANO – Massimo d’Alema ringrazia il governo italiano. L’ex presidente del Consiglio, indicato dai leader progressisti europei tra i candidati per la carica a ministro degli Esteri europeo, si è dichiarato «onorato» e si è detto anche «grato» per la dichiarazione di Palazzo Chigi secondo la quale l’ Italia sosterrà il candidato italiano. «Ho appreso – ha detto D’Alema – che i leader progressisti hanno raggiunto un accordo sul fatto che il responsabile della politica estera europea e vicepresidente della Commissione sarà espressione del Partito socialista europeo e dei progressisti democratici. Mi hanno indicato tra i possibili candidati. Non mi sono candidato a nulla, la notizia mi è giunta da Bruxelles e io ne prendo atto». «Sono onorato – ha proseguito D’Alema – di questo fatto. So che ci sono altri candidati più forti di me. Non ritengo di avere molte possibilità ma il fatto di essere inserito in questa short-list mi onora».

GRATITUDINE A PALAZZO CHIGI – D’Alema si è quindi dichiarato «grato» al governo italiano. «Sono grato – ha spiegato – al governo italiano per avere detto che, nel caso in cui ci sia questa candidatura, da parte italiana ci sarà un sostegno e non una opposizione». «Nel nuovo trattato – ha spiegato l’ex ministro degli esteri – il capo della politica estera è anche vicepresidente della commissione e quindi deve essere un rappresentante nazionale. Quindi il governo ha un potere dirimente sul proprio rappresentante». «La nota di Palazzo Chigi – ha proseguito – è molto apprezzabile nel senso che considera prioritaria l’eventualità, che vorrei venisse considerata come tale». Alla domanda sui tempi per la decisione del candidato, D’Alema ha replicato: «Penso una decina di giorni».

30 ottobre 2009

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Amianto ….il buio a mezzogiorno …. di staliniana memoria …

30 ottobre 2009 Nessun commento

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nota diramata ieri dal “comitato buttino-puntarazzi” il cui ispiratore sembra essere il consigliere Calabrese che su facebook pomeriggio ha inserito il loro comunicato :
Peppe Antonio Calabrese ha inviato un messaggio ai membri di contro l’amianto nella discarica di Puntarazzi a Ragusa.

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Oggetto: riprende la protesta dopo il pronunciamento della 4° commissione provinciale

Ancora polemiche sulla discarica di amianto
Autore: Direttore| Letture: 30 | Alle: 18:17, 29 Ottobre 2009

Il Comitato contro la discarica d’amianto in contrada Buttino Puntarazzi, non ha digerito il comunicato stampa diffuso in data 9 ottobre 2009 dalla quarta commissione consiliare della Provincia regionale, dove si evince in modo chiaro ed inequivocabile, la disponibilità dell’organismo ad autorizzare la discarica di amianto in contrada Puntarazzi, discarica che attualmente è autorizzata solo al conferimento di inerti. Riteniamo che una commissione che si occupa di turismo e beni culturali , non ha nessun titolo a pronunciarsi su argomenti che riguardano la salute pubblica, specie quando migliaia di cittadini hanno chiaramente espresso il loro diniego.Chi pensa che la discarica di amianto debba solo non essere visibile agli occhi dei gitanti che camminano sul percorso turistico della grotta delle Trabacche perché il suo impatto risulti nullo sul patrimonio culturale, commette un atto di irresponsabilità civile e sanitaria. Chi sostiene che basta nascondere l’amianto agli occhi dei turisti e dei cittadini, conferendolo a pochi metri dal luogo dove vivono centinaia di famiglie, utilizzando la logica de “occhio non vede cuore non duole”, dovrà fare i conti con il Comitato Buttino Puntarazzi. Appare strano, molto strano, che a pronunciarsi su una questione così seria e delicata sia la IV Commissione Consiliare della Provincia di Ragusa, Beni Culturali: essa è titolata forse a determinarsi “sull’ordine estetico” della questione, non certo in ordine alle connesse questioni sanitarie. I rischi legati alla diffusione del mesotelioma pleurico, determinato anche dopo 40 anni di incubazione dalle fibre d’amianto depositate negli alveoli polmonari di chi li ha respirati, sono seri e reali. Non consentiremo che noi e i nostri figli diventiamo le potenziali vittime di una strage silenziosa.Abbiamo già chiesto ed ottenuto per giorno 3 novembre alle ore 10,00 un incontro con il Presidente della Provincia perché quanto detto nel comunicato diramato dalla IV Commissione Consiliare sia scongiurato e presenteremo la petizione con le firme raccolte al Prefetto di Ragusa perché tutto questo non abbia luogo, appena il rappresentante dello Stato sul territorio ci da la possibilità di incontrarlo.

Tutta la commissione ed in particolare il consigliere Iacono, che ha sollevato la questione, ha dimostrato di non tenere in considerazione gli effetti devastanti che scaturirebbero se si decidesse di ubicare in quel posto la discarica, Ci stupisce come chi si erge a difensore dei diritti civili possa poi cadere in una contraddizione di così grande portata.

Per chi non lo sapesse, contrada Puntarazzi è una delle 26 zone inserite a pieno titolo nel nuovo PRG approvato nel 2006 e quindi considerato un pezzo di città alla pari con il resto.

Se qualcuno pensa di fare un sito di smaltimento dell’amianto vicino a degli insediamenti urbani, lo invitiamo a prendere in considerazione l’ipotesi di realizzarlo davanti la porta di casa sua.

Questo è solo il primo atto del Comitato Buttino Puntarazzi: l’incontro con il Presidente Antoci e la presentazione in prefettura delle firme fin qui raccolte , costituiranno il primo passo concreto per impedire questo scempio. Se non ci saranno risultati protesteremo con fermezza, decisione e forza, per impedire che la discarica di amianto venga realizzata in Contrada Buttino Puntarazzi.

Ricordiamo all’opinione pubblica che questa eventuale discarica, sarebbe l’unica dell’Italia meridionale ( di sicuro l’unica in Sicilia), dove tutti verrebbero a conferire l’amianto, catalogando la nostra città , come pattumiera dell’intera Sicilia.

Notifichiamo che Procura della Repubblica e NOE(nucleo operativo ecologico dei carabinieri)sono già avvisati sulla questione.

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CONSIGLIO
PROVINCIALE
RAGUSA

“PER PROTESTARE BISOGNA PRIMA COMPRENDERE viceversa si PRENDE SOLO UN ABBAGLIO ”

In merito al comunicato diramato da un Comitato in merito alla discarica di Amianto si specifica quanto segue :

1) lo scrivente in data 31 marzo 2009 aveva presentato richiesta (v. allegato) di sopralluogo congiunto di due commissioni Provinciali : Beni Culturali e Territorio Ambiente, presso la prevista discarica di Amianto;
2) per varie ragioni la Commissione territorio e Ambiente non ha partecipato al sopralluogo che invece è stato effettuato il 30 settembre (6 mesi dopo la richiesta e dopo tante e reiterate mie richieste) dalla Commissione Beni Culturali;
3) in tale sopralluogo la Commissione ha espresso una opinione relativa al solo impatto visivo della discarica rispetto alla grotta delle trabacche. Non abbiamo certo espresso pareri da un punto di vista medico-sanitario o di opportunità o paesaggistici. Detto questo la Commissione, responsabilmente, non ha ritenuto di mettere la testa sotto la terra come gli struzzi e si è attivamente posta per mettere all’o.d.g. di alcuni attori Istituzionali (Presidente Provincia, Presidente Ato, Assessore Territorio e Ambiente e Commissione Territorio e Ambiente) il problema dello smaltimento e gestione dell’Amianto in Provincia di Ragusa;
4) la COMMISSIONE e NESSUNO DELLA COMMISSIONE HA DETTO CHE L’AMIANTO DEVE ESSERE SMALTITO IN QUEL SITO !!!

Si ribadisce pertanto la nostra ferma volontà di affrontare la questione grave e pericolosa dell’amianto (ricordo tra l’altro a tutti che una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano e lasciare 200.000 tonnellate in giro non smaltiti è da folli irresponsabili oltre che reato !!!! ) e lo facciamo nella veste e nel ruolo di Consiglieri Provinciali e quindi non si capisce perchè “non è di nostra competenza” mentre lo è del “comitato”. Tralascio la sensibilità sulla corretta gestione del territorio sulla quale potrei dare “lezioni” non certo riceverle o “fare i conti” con qualcuno. Ritengo pertanto che chi ha diramato il comunicato NON ABBIA COMPRESO per nulla ciò che è stato fatto dalla Commissione e li invito, interpretando anche il pensiero della Commissione con grande piacere ad un incontro già la settimana prossima in Commissione Provinciale per poter confrontarci su una problematica che coinvolge tutti e dovrebbe unire TUTTI.

Ragusa, 30 ottobre 2009
Il Consigliere Provinciale
Giovanni Iacono

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Autotutela massonica

28 ottobre 2009 Nessun commento

Oggi nell’aula della Camera il governo era al gran completo. Era al completo, ma non per parlarci dei disoccupati o per suggerire cosa fare per risollevare le sorti economiche del Paese, ma per schiacciare il bottone e salvare la poltrona di un suo membro: Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

E’ un precedente gravissimo, dove con questo voto si stabilisce che la maggioranza parlamentare del momento può decidere se mandare a processo o meno un parlamentare.

L’Italia dei Valori ha votato contro una ennesima impunità, contro la possibilità che la casta la faccia franca rispetto ad altri cittadini che, se sbagliano, pagano il proprio conto con la giustizia. Abbiamo votato contro la autotutela massonica che questa maggioranza porta avanti per difendere i propri interessi personali.

Testo dell’intervento

Signor Presidente, vorrei innanzitutto entrare nel merito del problema. Di cosa stiamo parlando? Secondo l’accusa, stiamo parlando di un Ministro che prima avvisa al telefono, poi lo fa personalmente, il prefetto Gallitto di Livorno, informandolo di due fatti: di un procedimento penale nei suoi confronti e delle possibili intercettazioni telefoniche in corso nei suoi confronti. Questo può essere vero o non vero, ma si tratta dell’accusa che promuove la procura della Repubblica. Questa è l’accusa che promuove la procura della Repubblica e non spetta a noi decidere se il fatto è avvenuto o meno; anzi, lo stesso Ministro Matteoli ha detto che il fatto non è avvenuto. Si tratta, quindi, di una valutazione di merito, ovvero se vi sia stato un favoreggiamento personale o meno da parte di un funzionario dello Stato (Ministro, per giunta) nei confronti di un altro funzionario dello Stato (prefetto, per giunta). Questo è il fatto e se così è, che ci azzecca questo fatto con le due ragioni (Commenti)… previste dalla legge, le uniche due ragioni previste dalla legge per negare questa autorizzazione.
Meglio ancora: quali sono le due ragioni per cui oggi dovremmo decidere che al Ministro debba essere concessa questa speciale immunità?
Dice la legge che le due ragioni per cui si può procedere nei confronti di un Ministro in caso di reati ministeriali sono le seguenti: l’aver agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante o l’aver perseguito un preminente interesse pubblico nell’esercizio della funzione di Governo.
Questo è ciò che afferma la legge, queste sono le uniche due ragioni per cui questo Parlamento può dire che l’autorità giudiziaria ordinaria non deve procedere nei confronti del Ministro Matteoli, vale a dire perché il Parlamento rileva che, nel suo comportamento, così come egli lo ha precisato (perché deve precisarlo, questo comportamento, per dire che è costituzionalmente rilevante), si ravvisa o la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante, oppure un preminente interesse pubblico nell’esercizio delle funzioni di Governo. Sono queste le uniche due ragioni per cui possiamo permetterci di dire al Ministro che faremo in modo che l’autorità giudiziaria non proceda nei suoi confronti.
In questo caso, però, il Ministro dovrebbe dire quali sono le ragioni di tutela dell’interesse dello Stato o di preminente interesse pubblico che egli ha inteso portare avanti con il suo comportamento. Sapete cosa ha detto il Ministro Matteoli? Ha detto semplicemente che non è vero che ha fatto questa telefonata e non è vero che è andato a riferire questi fatti. Ma questo non è un interesse pubblico, questa è una difesa privata all’interno di un processo, questa è una difesa dell’interessato all’interno del processo! Egli, cioè, paradossalmente, non spiega le ragioni per cui oggi lo Stato e l’interesse pubblico debbano essere tutelati e pone a fondamento delle sue affermazioni soltanto la circostanza di non aver commesso il fatto. Ma a decidere se lo ha commesso o meno può essere soltanto l’autorità giudiziaria e non questo Parlamento, perché, altrimenti, ci troveremmo, ancora una volta, a dover trasferire a questo Parlamento le decisioni nel merito dei fatti penalmente rilevanti e non lasciarne la valutazione all’autorità giudiziaria.
Allora, la verità è una e una sola, signori del Parlamento, ed è che, ancora una volta, anche in questo caso, si bypassano le regole del gioco e, anzi, si utilizzano le regole del gioco in modo strumentale, illegale e illegittimo, per piegare la legge ad interessi personali. Dall’immunità si passa all’impunità, perché ci si vuole difendere dal processo e non nel processo; perché si vuole sfuggire al processo. Insomma, lasciatemelo dire, sarebbe davvero una beffa anche per voi del Governo e per voi della maggioranza, che tanto vi siete impegnati con il lodo Schifani e con il lodo Alfano; sarebbe una beffa del destino che ciò che non è riuscito al Presidente del Consiglio Berlusconi riesca al suo Ministro Matteoli, ossia assicurarsi l’impunità, quell’impunità, appunto, che deve essere riservata secondo voi soltanto ad alcune persone e che cercate di continuo.
Oggi siete qui tutti voi, signori del Governo, siete qui al gran completo. Ma per fare cosa? Non a parlarci dei problemi economici del Paese, non a parlarci delle persone che sono senza lavoro, non a parlarci di chi non arriva a fine mese, non a dirci cosa volete fare per risollevare le sorti del Paese. Siete tutti qui insieme e mai riusciamo a vedervi tutti insieme. Oggi siete qui perché dovete schiacciare il bottone, dovete salvare la poltrona ad uno di voi, ad un vostro sodale perché, grazie a Dio, vi assicurate un precedente per la prossima volta.
E siamo qui, alla Camera e non al Senato, perché, come ha detto il collega Paniz, l’interessato era prima deputato. E allora perché l’altra volta vi siete rivolti al Senato? Ancora una volta si dimostra che in questo Parlamento andiamo a sceglierci anche la Camera piuttosto che l’altra, un magistrato piuttosto che un altro, a seconda delle convenienze, a seconda degli interessi personali, a seconda degli interessi individuali, a seconda della maggioranza del momento. Questo significa ancora piegare anche questo Parlamento alle illegalità che, di volta in volta, stiamo portando avanti. Ormai, la verità è una e una sola: la legalità, in questo Parlamento, in questo Governo, non è più un valore assoluto, ma un valore relativo che dipende dalla maggioranza del momento; è una forma di autotutela massonica che tutti quanti portano avanti per difendere se stessi e per difendere i propri sodali (Commenti dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania – Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).
Per questa ragione, signor Presidente, noi dell’Italia dei Valori voteremo contro la decisione di concedere un’ennesima impunità, un’ennesima possibilità che la casta la faccia franca rispetto agli altri cittadini normali (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).

La cosa che più mi umilia in tutto questo, Presidente, è l’irrisione, il menefreghismo, la strafottenza dei colleghi che mi interrompono mentre parlo come se così risolvessero il problema (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)! Non è così che risolvete il problema, offendete questo Parlamento, offendete chi vi ha eletto, offendete chi vi ha dato la maggioranza, offendete chi vi ha mandato al Governo perché al Governo gli italiani vi hanno mandato nell’interesse loro, non per farvi gli affari vostri (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!

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giù loro o chiusi voi

26 ottobre 2009 Nessun commento

26 Ottobre 2009
Giu’ loro o chiusi voi
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www.italiadeivalori.it

Il sistema produttivo del Paese, in particolare quello rappresentato dalle piccole-medie imprese e dall’artigianato, è corroso ogni giorno da una crisi economica senza precedenti e rispetto alla quale il Governo è latitante, impegnato a menar fendenti contro la magistratura per proteggere il premier, ma disinteressato al destino delle famiglie e dei lavoratori. Ogni tanto qualche dichiarazione per le prime pagine dei Tg ma nulla di serio e di vero. In tante fabbriche visitate nell’ultimo anno non ho mai incrociato un dirigente della maggioranza: forse temono, a ragione, il linciaggio.

L’Italia dei Valori nel suo programma di governo, sempre aperto ai cittadini (leggi e commenta i punti del programma), ha presentato una serie di misure per rilanciare l’attività delle imprese e consentire loro di superare questa contingenza difficile, con l’obiettivo di diffondere nuovo ossigeno nel tessuto produttivo nazionale. Eccole qui di seguito brevemente riassunte:

- Diminuzione del carico fiscale alle imprese

- Eliminazione dell’anticipo di imposte e versamento dell’Iva ad avvenuto pagamento della fattura

- Liberalizzazione dei servizi pubblici locali perché sia più vantaggiosa l’offerta ai cittadini

- Indicazione di tassi omnicomprensivi di tutti i costi e per tutte le operazioni bancarie

- Accelerazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione e rimborsi di imposta

- Sostegno agli accordi con le banche per il finanziamento alle pmi

- Riduzione dell’Irap alle pmi che assumono a tempo indeterminato e investono in ricerca, innovazione tecnologica, risparmio energetico

- Semplificazione delle procedure amministrative e velocizzazione dell’iter burocratico degli adempimenti per ridurre del 25%, entro il 2010, gli oneri amministrativi

- Appoggio ai processi di aggregazione delle pmi per rendere più facile l’accesso ai finanziamenti comunitari

- Divieto ad imprenditori e società ad essi collegate di partecipare direttamente o indirettamente alla realizzazione di opere e servizi pubblici qualora siano stati condannati in via definitiva per corruzione o delitti associativi

Queste misure non le vedrete mai pubblicate su un quotidiano e non ne sentirete mai parlare in Tv perché i media in Italia sono al soldo di due, tre partiti ed hanno il compito non scritto, ma che hanno appreso magistralmente, di criptare l’immagine dell’Italia dei Valori come partito di “proposizione”. Per contro possono far emergere come vogliono quella di “oppositori forcaioli, estremisti e manettari”. Il compito di promuovere l’alternativa di governo è solo nelle nostre e nelle vostre mani.

Postato da Maurizio Zipponi in lavoro

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dalla “Stampa” i retroscena su bizantismi del PD …

25 ottobre 2009 Nessun commento

25/10/2009 (7:46) – RETROSCENA
Marrazzo: “Non voglio restare un
minuto di più su questa graticola”
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Il trans Brenda: “Mai stata con Marrazzo”

“Marrazzo? Grave non ricandidarlo”

L’ex anchorman pensava alle dimissioni immediate.
I leader Pd lo convincono
a una procedura bizantina
FABIO MARTINI
ROMA
Lì, in quel villino secentesco, non può vederli nessuno. E’ l’ora di pranzo ed anche l’ora delle scelte irrevocabili. A Villa Piccolomini, squisita e silenziosa sede di rappresentanza della Regione Lazio, sono appena arrivati Piero Marrazzo ed Esterino Montino, che è il vicepresidente della Regione, ma è soprattutto l’uomo incaricato di convincere il presidente ferito che la cosa migliore da farsi è adottare una procedura bizantina: autosospendersi, ma non ancora dimettersi. E’ un escamotage studiato dal Pd per impedire elezioni anticipate a gennaio, troppo vicine allo choc. Sperando così di poter votare, anche nel Lazio, alla data fissata per tutte le altre Regioni. A fine marzo. Piero Marrazzo si presenta al «redde rationem» reduce da una mattinata terribile, iniziata con la lettura dei giornali che impietosamente hanno rovistato nella sua vita e anche nel look appare un uomo oramai disinteressato alla politica: indossa un maglione rosso e scarpe da ginnastica. Ma quando Marrazzo e Montino entrano in una saletta riservata la temperatura si alza.

Il governatore lo dice subito: «A questo punto, io voglio uscire di scena». Inizia la trattativa. Montino, un ex Pci che nella conta interna al Pd è schierato con Pierluigi Bersani, cerca di convincere Marrazzo: la soluzione migliore sarebbe la procedura di autosospensione che porta alle dimissioni non subito, ma nel mese di dicembre. In fondo, non manca poco, un mesetto o poco più. Marrazzo non entra nel merito, qualsiasi procedura può andare bene, l’importante è non restare ancora «sulla graticola». Sono momenti difficili nei quali riaffiora, tra mezze parole, ciò che Montino e tutto il Pd non riescono a perdonare a Marrazzo: la gestione silenziosissima del suo dramma privato. Se il governatore da luglio sapeva di essere ricattabile, perché insisteva di voler essere ricandidato? Non avrebbe fatto meglio se avesse fatto sapere che per motivi suoi, avrebbe preferito tornarsene in Rai?

Il confronto si indurisce e comunque alla fine Montino riesce a convincere Marrazzo. Ma un’ora più tardi, appena il comunicato dell’autospensione va sulle agenzie, parte il bombardamento della destra: è una buffonata, si dimetta sul serio. Dunque, sul presidente ferito ha vinto la politica dei partiti. Di un partito, il Pd, per il quale le Regionali sono una sorta di giudizio di Dio. In Calabria, in Puglia, in Campania i governatori uscenti – per ragioni diverse – escono azzoppati. E ora ci mancava pure il Lazio. E infatti, dentro il Pd, la giornata che ha preceduto le primarie è stata contrassegnata da tante piccole astuzie. Di gran lunga il primo a rendersi conto che la situazione non reggeva è stato Dario Franceschini. Alle 6,30 si è imbarcato su un aereo che da Catania lo portava a Bologna e in volo ha letto i giornali. In particolare la requisitoria de «la Repubblica», il giornale al quale Franceschini è più sensibile, e che chiedeva le immediate dimissioni di Marrazzo.

Franceschini si convince che non si può andare avanti, ma pensa bene non sia il caso di muoversi in solitudine. Consulta gli altri due sfidanti delle primarie e i tre concordano: chiediamo a Marrazzo di dimettersi. E a questo punto è arrivata la prima sbandata: mentre i colloqui a tre erano di fatto conclusi, l’agenzia Ansa riceveva una telefonata dallo staff di Franceschini, nella quale si segnalava come il segretario del Pd fosse favorevole alle dimissioni di Marrazzo. Nell’immediato, Pierluigi Bersani e Ignazio Marino si sono molto irritati, non hanno per niente gradito quello smarcamento del segretario a poche ore dalle primarie. E hanno imposto a Franceschini la diffusione di una nota congiunta nella quale si annunciava una gestione collegiale della vicenda. Tanto è vero che nel pomeriggio, quando Marrazzo annunciava la sua autosospensione, i tre diffondevano un comunicato: «E’ responsabile la scelta di dimettersi attraverso un breve percorso che garantisca il funzionamento della Regione Lazio».

Sembravano tutti e tre d’accordo e invece qualche minuto dopo iniziava a smarcarsi il professor Marino: «Marrazzo deve dimettersi nei prossimi giorni». E dallo staff di Franceschini trepelava (fino ai Tg) l’insoddisfazione di Dario per la soluzione adottata. Peccato che poco prima l’autosospensione fosse stata applaudita da tutti e tre. E intanto nei «pour parler» della politica romana si apriva il toto-successione. Per il Pd è decisiva l’alleanza con l’Udc, che ha già fatto sapere che «si può fare». A una condizione: per noi più che un ex dc come Enrico Gasbarra (ex presidente della Provincia di Roma), sarebbe meglio un candidato presidente di sinistra, un ex Pci come Nicola Zingaretti (attuale presidente della Provincia) o come Roberto Morassut, già assessore di punta nella giunta Veltroni. Una curiosa preferenza che all’Udc, informalmente, spiegano in questo modo: «Così, lo spazio centrale lo occupiamo noi…».

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l’inaugurazione di “nulla” …..

21 ottobre 2009 Nessun commento

In dissenso all’enfasi con la quale è stata presentata e commentata acriticamente l’inaugurazione dell’impianto di compostaggio di cava dei Modicani a Ragusa il Consigliere Provinciale Giovanni Iacono ha dichiarato : “Non ho capito cosa si è inaugurato: in tutto il mondo serio quando si fanno le inaugurazioni di impianti si mostra il funzionamento di ciò che viene inaugurato e quindi dell’impianto stesso. Chi è stato presente alla “parata”degli ex An + R.Minardo (immancabile nelle inaugurazioni) ha visto un capannone vuoto e il banchetto per la conviviale. Perché non hanno fatto funzionare l’impianto ? perché non hanno mostrato il funzionamento, apertura e chiusura, delle enormi porte esterne sempre aperte notte e giorno ? Gli estintori sono sempre presenti all’interno del capannone o se l’impianto non funziona sono serviti solo per l’inaugurazione ? Il compostaggio funziona se funziona la raccolta differenziata ma dov’è la raccolta differenziata se al centro di Ragusa abbiamo più volte documentato che è più indifferenziata che differenziata e ancor di più nel resto della città. Ancora fino a pochi giorni fa ho potuto documentare come le ruspe lavorano l’immondizia sul lago di percolato che non è stato mai gestito e non parliamo di biogas. Mi chiedo : l’impianto usa la tecnologia dei bireattori con l’ossidazione accelerata dell’umido con biofiltro per abbattere le emissioni in uscita ? come sono gestite le emissioni in uscita ? Questo è un fattore importante ed è ciò che fa la differenza altrimenti saremo costretti a sentire ancora più puzza della puzza già nauseabonda del percolato di questi anni di gestione pessima della discarica di cava dei modicani e della politica dei rifiuti in generale. Sarei felice di partecipare ad una inaugurazione dove mi viene illustrato e dimostrato il ciclo di funzionamento ma la domanda viene spontanea: perché una inaugurazione fatta in fretta e furia e, soprattutto, per inaugurare il “nulla” ?”.

Ragusa, 21 ottobre 2009

Ufficio stampa IdV

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Italia scivola al 49mo posto nella classifica sulla libertà di stampa

20 ottobre 2009 Nessun commento

In tre anni l’Italia perde quattordici posizioni
ANSA 20 ottobre, 14:59
stampa
PARIGI – L’Italia continua a perdere posti nella classifica di Reporter senza frontiere per la libertà di stampa: quest’anno l’organizzazione la piazza al 49/mo posto, era al 44/mo nel 2008 e al 35/mo nel 2007.

Secondo RSF – si legge sul rapporto- a “giustificare” questo continuo regresso sono “lepressioni esercitate dal Cavaliere ed il suo asprointerventismo, le violenze della mafia nei confronti deigiornalisti, oltre che un progetto di legge che limitadrasticamente le intercettazioni da parte della stampa”. “Siamo molto preoccupati per la situazione della libertà distampa in Italia”, ha commentato Jean-Francois Julliard,segretario dell’organizzazione, intervistato dall’ANSA.

“E’ incorso una vera deriva – ha aggiunto – legata innanzitutto alconflitto di interessi del capo del governo. In particolarel’elemento nuovo registrato quest’anno è l’atteggiamentoaggressivo di Silvio Berlusconi nei confronti dei media”. In testa alla classifica figurano Danimarca, Finlandia eIrlanda. In fondo alla lista, per il terzo anno consecutivo, al173/o, 174/o e 175/o posto, si piazzano Turkmenistan, Corea delNord e Eritrea. Gli Stati Uniti di Barack Obama entrano fra iprimi 20 (erano al 40/o posto l’anno scorso).

In tre anni l’Italia perde quattordici posizioni e dal 35/o posto del 2007 scivola quest’anno al 49/o. E mentre gli Stati Uniti, nell’anno di Barack Obama alla Casa Bianca, guadagnano 20 posizioni rispetto all’anno scorso (dal 40/o al 20/o posto), Israele è in caduta libera (perde 47 posizioni e precipita al 93/o posto) e l’Iran si ritrova addirittura al quart’ultimo posto (172/o), avanti solamente al “trio infernale” Eritrea, Corea del Nord e Turkmenistan. I dati di Rsf sono accompagnati da un rapporto pubblicato oggi a Parigi. Il Paese che gode di maggiore libertà di stampa – secondo i dati raccolti – è la Danimarca, seguita da Finlandia e Irlanda. Ma anche se le prime tredici caselle della classifica sono occupate da paesi europei, alcuni – come Francia (43/esima), Slovacchia (44/esima) e Italia – “proseguono la loro caduta”.

“E’ inquietante vedere come democrazie europee come Francia, Italia e Slovacchia perdano progressivamente posizioni in classifica anno dopo anno”, ha commentato il segretario generale di Reporter senza Frontiere Jean-Francois Julliard. Per quanto riguarda l’Italia, si legge nel rapporto, “le vessazioni di Berlusconi nei confronti dei media, le ingerenze crescenti, le violenze della mafia contro i giornalisti che si occupano di criminalità organizzata, e una proposta di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità dei media di pubblicare intercettazioni telefoniche spiegano il perché l’Italia perda posizioni per il secondo anno consecutivo”. Ad ogni modo, si fa notare, né la Francia, né la Spagna (44/o posto) “hanno fatto molto meglio”.

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sul concorso per dirigenti scolastici annullato dal CGA si tenta, a destra e sinistra, di aggirare l’ostacolo. Bipartisan sempre e ovunque !!!

16 ottobre 2009 8 commenti

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SCUOLA. GIAMBRONE (IDV): CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI REGIONE SICILIA UN’ABERRAZIONE

“Inaudito il contenuto del decreto dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia”. Così il senatore Fabio Giambrone, vicecapogruppo dell’Italia dei Valori e capogruppo in commissione Istruzione commenta il decreto dello scorso 12.10 con cui il Ministero dell’Istruzione istituisce una nuova Commissione Giudicatrice del corso-concorso per dirigenti scolastici per rivalutare gli elaborati di due ricorrenti.
“La storia è nota: due candidati non vincitori del concorso avevano presentato ricorso presso i competenti organi di giustizia amministrativa, chiedendo l’annullamento di tutte le prove concorsuali e successivamente il CGA accoglieva i motivi del ricorso.
“Come Italia dei Valori non possiamo accettare che il Direttore Generale Di Stefano utilizzi la decretazione come escamotage per ribaltare una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana che disponeva l’annullamento del concorso stesso. “Per questo – conclude Giambrone- ci opporremo in tutte le sedi opportune ad un atto palesemente antidemocratico e discriminatorio”.

Ufficio Stampa
Gruppo Italia dei Valori
Senato della Repubblica

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cronache “dolenti” dalla facoltà di lingue di Ragusa ….

16 ottobre 2009 Nessun commento

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Ragusa, 15 ottobre 2009

Care/i Colleghe/i,

come sapete ieri ha avuto luogo una seduta del Consiglio di Facoltà durante la quale si è tornato a discutere delle questioni connesse all’inizio delle attività didattiche in relazione all’anno accademico 2009-2010.

Dopo le vicende che ci hanno visto impegnati durante l’estate nella controversia tra Consorzio e Ateneo e con la soluzione della vertenza, in seguito alla quale il Magnifico Rettore ha ripristinato l’attivazione dei primi anni dei nostri corsi di laurea per il 2009-2010, alcuni importanti nodi erano e sono rimasti irrisolti.

L’insufficienza delle risorse finanziarie previste dalla convenzione in vigore, la mancata erogazione di risorse aggiuntive che erano state assicurate dagli amministratori del Consorzio in occasione dell’assemblea pubblica degli studenti della nostra Facoltà tenutasi il 17 marzo scorso, l’avanzato stato di degrado delle apparecchiature del laboratorio linguistico di Piazza Pola, la mancata apertura del laboratorio multimediale di Piazza Carmine sin dalla sua inaugurazione del dicembre 2006, la precarietà della fruizione della biblioteca Zipelli, il degrado della sala Falcone-Borsellino per la quale sono attesi da tempo interventi di ordinaria manutenzione a cura degli enti comunali preposti, oltre a vari disservizi quali la mancanza di carta per le fotocopiatrici o la mancata riparazione dei computer a disposizione degli studi docenti e di varie altre attrezzature indispensabili alla didattica, ci preoccupava al punto da non farci apprezzare pienamente il pure importante risultato conseguito dalla mobilitazione degli studenti e delle istituzioni cittadine, che aveva indotto l’Ateneo di Catania alla revisione del Manifesto degli Studi per l’a.a. 2009-2010.

Come si dice, i nodi prima o poi vengono al pettine e così è stato, tant’è che per la prima volta dopo un decennio di attività della Facoltà a Ragusa, le lezioni non hanno ancora avuto il regolare inizio, né ad oggi è stato pubblicato l’orario delle lezioni e solo pochi programmi di corso sono disponibili nel sito internet della Facoltà. Ciò provoca una più che legittima inquietudine negli studenti, soprattutto neo immatricolati, e nelle loro famiglie.

Per fronteggiare quest’anomala situazione, un primo immediato provvedimento è stato adottato dal Consiglio di Facoltà, prorogando il termine di presentazione dei piani di studio al 23 ottobre, che è anche il termine ultimo entro il quale è possibile iscriversi attraverso il sito internet dell’Università con le modalità ivi previste.

È stata da oggi avviata la procedura attraverso la quale saranno assegnati i contratti di docenza e supplenza, così che le lezioni possano avere un regolare svolgimento a partire dal prossimo 5 novembre.

In questo quadro si è anche stabilito di ridurre da 7 a 6 le ore da considerare per ogni CFU. Ciò comporterà un’importante riduzione di costo per ciascun contratto, ma si è trattato anche di una soluzione obbligata nel quadro di una rimodulazione della didattica in vista dell’applicazione del noto decreto 270 che prevede i c.d. “requisiti minimi necessari” obbligatori a partire dall’a.a. 2010-2011.

In altre parole, un insegnamento di 6 CFU che prima comportava 42 ore di lezioni frontali, dopo la revisione suddetta ne comporta 36.

A questo riguardo, sono stati espressi dubbi da parte dei docenti di lingue straniere, a nome dei quali ha preso la parola la Prof.ssa Francesca Vigo esprimendo preoccupazione circa la possibilità di mantenere livelli di insegnamento compatibili con quanto previsto dal Quadro di Riferimento Europeo delle Lingue. L’acquisizione delle richieste competenze linguistiche da parte degli studenti potrebbe infatti essere compromessa dalla riduzione delle ore per CFU. La Facoltà, nel condividere tale preoccupazione, ha dovuto però adottare la decisione di riduzione delle ore per far fronte ai tagli di risorse finanziarie posti in essere dai provvedimenti governativi.

Il Preside ha poi dato lettura di una lettera a firma del Presidente del Consorzio Universitario, Sen. Giovanni Mauro, nella quale questi gli rivolge una formale diffida ad iniziare le lezioni. Successivamente il Preside ha sottoposto all’approvazione del Consiglio di Facoltà, che ha approvato all’unanimità, la risposta alla lettera del sen. Mauro nella quale viene fatto presente che la predisposizione del calendario delle lezioni rientra nella totale autonomia decisionale della Facoltà, auspicando allo stesso tempo che i reciproci rapporti si svolgano in un quadro di collaborazione che veda impegnati Ateneo e Consorzio nel perseguimento dei migliori risultati ai fini di una formazione universitaria di eccellenza. A tale scopo è indispensabile che la futura convenzione preveda risorse finanziarie che non possono essere inferiori a quelle più volte indicate dagli organismi amministrativi dell’Ateneo e dallo stesso Consiglio di Facoltà.

È comunque rimasta irrisolta la situazione delle cattedre afferenti l’arabistica. Personalmente esprimo tutto il mio disappunto per il fatto che gli studenti di arabo e quelli di neogreco siano stati esclusi dalla programmazione dei corsi IAL-Cisl, corsi che pure erano stati proposti a questo organismo dalla Facoltà nel proprio progetto. Esprimo tutta la mia solidarietà, e quella degli studenti che rappresento, alla Prof.ssa Mirella Cassarino che ha protestato vivacemente contro questa assurda e incomprensibile discriminazione. Non sappiamo al momento quando e se verranno regolarizzati i contratti per i lettori di lingua araba, ma posso qui riferire che la Prof.ssa Cassarino è determinata a non avviare i corsi fino a quando non le verranno messi a disposizione i lettori necessari ad un regolare svolgimento della didattica. È del tutto evidente che gli studenti non possono che condividere le preoccupazioni della docente e si riservano di intraprendere tutte le iniziative possibili per vedere riconosciuto il proprio diritto ad un regolare avvio dei corsi.

Il Preside, su questo punto, si è impegnato a dare una soluzione con la massima sollecitudine e, per quanto mi riguarda, seguirò con ogni attenzione l’evolversi della vicenda ponendo in essere ogni possibile iniziativa affinché i colleghi arabisti possano iniziare anch’essi il loro ciclo di lezioni a partire dal prossimo 5 novembre.

Mi sono giunte voci a proposito di presunte difficoltà riguardo all’attivazione e al regolare svolgimento dei corsi di lingua giapponese. Al momento tali voci sono del tutto infondate e desidero perciò tranquillizzare in proposito i colleghi iamatologi. Le problematiche che riguardano le cattedre di lingua giapponese non sono diverse da quelle delle altre cattedre e vi si farà fronte allo stesso modo e con la medesima attenzione.

Entro il corrente mese di ottobre convocherò un’assemblea di Facoltà aperta alla città. Ho già annunciato al Preside la mia intenzione ed ho avuto assicurazione circa la sua partecipazione. Vi farò conoscere a breve la data e i dettagli dell’iniziativa. L’invito a partecipare sarà rivolto anche al Presidente e a tutto il c.d.a. del Consorzio, nonché alle autorità e personalità cittadine. Vogliamo un confronto pubblico sulle nostre problematiche e ci aspettiamo che tutte le parole e manifestazioni di buona volontà che hanno contraddistinto il dibattito sulla presenza in città dell’università si concretizzino in fatti tangibili.

Paolo Pavia

Rappresentante degli Studenti

nel Consiglio di Facoltà

Lingue e Letterature straniere

sede di Ragusa

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