12 ottobre 2009
Giovanni Iacono : a cava dei modicani MAI gestito il percolato la sostanza più inquinante
All’Assessore Territorio e Ambiente Provincia Regionale di Ragusa
p.c. Al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa
p.c. Al Comandante della Polizia Provinciale Ragusa
p.c. Ai Capigruppo Consiliari
OGGETTO: Interrogazione – Richiesta intervento urgente discarica cava dei Modicani
In riferimento a
quanto esplicitato in tutte le precedenti interrogazioni aventi per oggetto la discarica di rifiuti di cava dei Modicani in territorio di Ragusa sulla S.P. 10 Ragusa Chiaramonte Gulfi e la gestione dell’Ato Ambiente (interrogazione del 21.11.2007; del 23.01.2008; del 26.02.2008; del 15.05.2008; del 2.12.2008)
Preso atto che
la Provincia Regionale di Ragusa abdicando al ruolo e ai compiti di controllo, verifica e monitoraggio che la normativa vigente gli affida (art. 19 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267, Decreto Legislativo 152/2006 e successiv. modificazioni) continua a “garantire” in permanenza l’autorizzazione all’Ato Ragusa per la gestione dei rifiuti su cava dei modicani;
Constatato che
a cava dei modicani non è stato MAI gestito il percolato (malgrado la normativa lo prescriva) e che a tutt’oggi, incredibilmente e irresponsabilmente, i rifiuti sono scaricati sul percolato;
Constatato che
la non gestione del percolato è un gravissimo fattore inquinante e che l’indicatore più evidente è la puzza nauseabonda che si avverte a km. di distanza dalla discarica (oltre ai rifiuti e sacchetti svolazzanti);
SI CHIEDE
Di conoscere se risulta a codesta Amministrazione :
1) la spesa effettuata qualche settimana fa di oltre 40.000 euro con la quale si è aspirato del percolato da una vasca per riversarlo su un’altra;
2) che i lavoratori con le ruspe “sistemano” i rifiuti riversandoli sull’enorme quantità di percolato ancora presente nelle vasche;
3) Il progetto del Comune di Ragusa di costruire altre vasche di raccolta a continuare dalla discarica attuale e quindi sempre sulla S.P. 10;
4) L’avvenuta scadenza dell’appalto conferito in maniera transitoria alla ditta subentrante alla degremont;
5) Che da oltre un anno sono stati acquistati nuovi mezzi che sono messi da parte e non utilizzati.
Si CHIEDE inoltre
1) Di conoscere i risultati delle analisi delle acque e il parere del Genio Civile sul possibile inquinamento delle falde acquifere che lo scrivente aveva chiesto nell’interrogazione del 21.11.2007;
2) di conoscere se sono stati effettuati controlli, in questi anni, presso la discarica suddetta e in caso positivo quando e quali risultati sono stati prodotti;
3) di conoscere quali sono gli intendimenti relativamente alla prosecuzione dell’autorizzazione Provinciale e le politiche che codesta Amministrazione intende perseguire, in ossequio alle attribuzioni di competenza, in tema di gestione dei rifiuti;
4) di sfiduciare in Assemblea dei soci il c.d.a. dell’Ato per sostituirlo adottando criteri di competenza e non di appartenenza politica e partitica.
Alla presente si richiede risposta scritta e orale nei tempi previsti dall’attuale normativa e regolamento.
Ragusa, 09 ottobre 2009
Cons. Provinciale
Giovanni Iacono


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Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana:
Caro Presidente,
Le Sue parole, pronunciate alla cerimonia per l’iscrizione delle Dolomiti nel patrimonio dell’Unesco, mi hanno reso molto felice:” L’ inscindibilità del nostro patrimonio nazionale dal Nord al Sud, del patrimonio di storia e di bellezza che fa grande la nostra Italia, ci unisce come ¨ naturale un sentimento di orgoglio perchè con le Dolomiti l’Italia raggiunge il primato di 44 siti iscritti nel patrimonio mondiale dell’umanità :Della sua straordinaria ricchezza dobbiamo condividere non solo l’orgoglio ma anche la responsabilità .Abbiamo di fronte al mondo la responsabilità di salvaguardare questo grande patrimonio comune. La Repubblica siamo Noi,tutti Noi, cittadini, persone come singoli e nelle formazioni sociali in cui ci raccogliamo. Contano i comportamenti di ciascuno che non devono essere rivolti al circo soddisfacimento di interessi particolari, ma alla salvaguardia della ricchezza comune, anche nell’interesse dei nostri figli e delle generazioni future”……”Il paesaggio, l’ambiente naturale e storico sono beni, sono valori che non possono essere spinti in secondo piano nelle decisioni delle autorità di governo….ma non possono essere ignorati o trascurati dal singolo che aspiri a costruirsi una casa o che voglia trarre maggiore profitto dall’attività turistica. La valorizzazione di territori come i nostri opportunamente mirata a migliorarne la fruibilità e in generale lo sviluppo dell’economia e del turismo debbono ancorarsi al senso del limite e al rispetto delle regole”…
A dire il vero, caro Presidente,mi è sovvenuto alla mente che anche io abito in un paese “TERZIGNO”che è in provincia di Napoli e che, per chi vuole raggiungerlo ,per esempio utilizzando l’autostrada Caserta-Salerno ,deve uscire al casello di Palma Campania dove fra le tante indicazioni vi è ” TERZIGNO–PARCO NAZIONALE DEL VESUVIO”.
Il Parco del Vesuvio, sicuramente questo Lei, caro Presidente lo sa, a differenza di politici nazionale e locali, giornalisti, responsabili dell’applicazione delle leggi dello Stato Italiano nel senso più largo dei termini e di molti cittadini “comuni” , è stato inserito nell’elenco delle riserve internazionali del MAB-UNESCO.
Nel 1970 l’Unesco diede il via al progetto MAB con l’obiettivo di istituire in molte parti del mondo Riserve della biosfera (Biosphere Reserve), nel 1974 ne venne definito il concetto e nel 1976 prese definitivamente avvio la rete mondiale delle riserve.
Il fine del parco del Vesuvio è quello di conservare le specie animali e vegetali, le singolarità geologiche, applicando metodi di gestione e restauro ambientale idonei a realizzare un’integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante la salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici, architettonici e delle attività tradizionali.
Il Parco Nazionale del Vesuvio è stato istituito con la Legge 394 del 6 dicembre 1991, alla quale si sono aggiunte le successive modifiche del DPR del 5 giugno 1995.
Il Parco è compreso interamente nell’area del Monte Somma-Vesuvio.
Il Parco del Vesuvio istituito con la legge quadro sulle aree protette n. 394/1991, insieme al Parco del Cilento e classificato come SIC, (sito di importanza comunitaria), si pone come obiettivo la salvaguardia e la valorizzazione di un paesaggio vulcanico, particolarmente suggestivo, che si erge alle spalle di un’area densamente urbanizzata. La popolazione campana, infatti, si localizza soprattutto lungo la fascia costiera, dal Golfo di Napoli fino al Golfo di Salerno, e nell’area pianeggiante che precede i primi rilievi appenninici.
Nel Parco del Vesuvio è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio e dove è consentito, utilizzare le strutture produttive tradizionali, realizzare le infrastrutture strettamente necessarie, gli interventi di gestione delle risorse naturali e di manutenzione delle opere esistenti; dove, in armonia con le finalità istitutive, possono continuare, secondo gli usi tradizionali ovvero secondo metodi di agricoltura biologica, le attività agro-silvo-pastorali, è incoraggiata la produzione artigianale di qualità e sono ammessi gli interventi di manutenzione e restauro delle opere esistenti ;dove sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco e finalizzate al miglioramento della vita socio – culturale delle collettività locali e al miglior godimento del parco da parte dei visitatori.
Cosa non si deve fare, secondo le leggi italiane, in un parco nazionale:
“ Interferenze nel sistema fisico. Le interferenze antropiche nel sistema fisico prendono in considerazione tutti gli interventi diretti dell’uomo sulla geologia, geomorfologia, pedologia, idrologia, climatologia.
In modo sommario, possiamo individuarne alcune, distinte per grandi categorie:
-estrazione di materiali litoidi e depositi di materiali di risulta (estrazioni in alveo, cave, miniere, discariche, scorie di lavorazioni industriali, …);
-modificazione della geomorfologia originaria (cave, depositi di materiali di risulta, livellazioni, eliminazione delle rotture di pendenze per l’estendersi dell’agricoltura meccanizzata, …);
-interventi che possono originare fenomeni di erosione (deforestazione, sovrappopolamento, sistemi di aratura inadeguati in pendio, …);
-rimaneggiamento degli orizzonti pedogenetici (escavazioni per la realizzazione di grandi infrastrutture: viarie, fognarie, metanodotti, oleodotti, gasdotti, …);
-asportazione di orizzonti organici superficiali (prelievo humus forestale e torba per usi agricoli e di combustione, …);
-alterazione dell’equilibrio idrologico superficiale (bonifiche e prosciugamento di zone umide, sistemazione idraulica per usi agro-forestali, captazioni di sorgenti, cattura artificiale del fiume, regimazione dei corsi d’acqua, derivazioni per usi artigianali o idroelettrici, creazione di specchi d’acqua artificiali, …);
-alterazione delle proprietà fisico-chimiche dell’acqua (creazione di invasi artificiali, scarico incontrollato di inquinanti, utilizzo come agente termico di raffreddamento, …);
-alterazione dell’equilibrio idrogeologico degli acquiferi (prelievo per mezzo di pozzi, trivellazioni per ricerche di idrocarburi e geotermiche, drenaggi sotterranei, …);
-emissioni di fumi da fonti inquinanti (scarico dei fumi da ciminiere, da mezzi di trasporto, da centrali termiche e da impianti di riscaldamento per usi domestici, …);
-alterazione chimica del suolo dovuto all’uso non bilanciato di pesticidi e fertilizzanti (concimazioni, disinfestazioni, diserbi, …);
destrutturazione dell’orizzonte superficiale del suolo (calpestio dell’uomo, bestiame, mezzi motorizzati, …);
-emissioni incontrollate di radiazioni nucleari (depositi di scorie radioattive, …)”.
Ma ancora una volta nel disprezzo delle leggi, che prevedono una bonifica dei siti precedentemente utilizzati come discariche, è stato deciso di utilizzare, con la legge 123/08 e con DPR Ordinanza 48 del 3 marzo 2009 e firmata personalmente dal presidente del consiglio Silvio Berlusconi, siti nel Comune di Terzigno, nel Parco Nazionale del Vesuvio come discariche, definendoli come siti di interesse strategico nazionale, da richiedere la presenza “armata” dei militari (!).
Una “carta”, questa ultima, in cui il premier dispone appunto di accettare il piano tecnico presentato dalle due società che avranno in gestione il sito, la Ecodeco e la Asia, e che prevede di utilizzare le scorie provenienti da Acerra quale materiale di copertura per la discarica.
Ciononostante , e Lei ne è sicuramente a conoscenza, il Parco del Vesuvio stato utilizzato in un recente passato in “barba” alle leggi nazionali e internazionali (Art.32: della Costituzione della Repubblica Italiana entrata in vigore il 1° gennaio 1948:”La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.-Art.54: Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.-Art 9: La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e altre) come discarica sia di rifiuti urbani ma fondamentalmente di rifiuti tossici e nocivi, di ciò Lei ne ha riferito pubblicamente più di una volta e la stessa magistratura è stata costretta ad interessarsene.
Ascoltando e rileggendo le Sue parole mi fanno molto “male”: mi sento un cittadino “diverso” da chi vive, fortuna sua, nelle Isole Eolie o sulle Dolomiti..
D’altra parte secondo il Ministero della Salute i rifiuti “urbani sono costituiti nel 7,5% da vetro,nel 13,6% da materiale plastico, nel 3% da legno, nel 29,5% da carta e cartone, nel 4% da metalli nel 28,3 % da materiale organico, pile, farmaci e al nell’1,1%, quindi , pur non essendo dei premi Nobel, si può comprendere che una raccolta differenziata “vera” può raggiungere facilmente il 70-80% dei rifiuti e a questo punto una domanda sorge spontanea : cosa mettiamo nelle discariche e nei bruciatori?
Non vorrei essere “cattivo” ma molti dubbi mi vengono in mente , vedi ultimamente il destino del bruciatore di Colleferro uno dei più moderni e sicuri d’Italia.
Caro Presidente Lei tutte queste cose le sa, adesso deve fermarle visto che i politici locali , le amministrazioni locali e altri non hanno interesse o meglio hanno troppi “interessi “nella gestione dei rifiuti.
Le chiedo di poter risentire le stesse parole anche a Terzigno-Parco Nazionale del Vesuvio; sicuramente, in quest’occasione dirà con forza, di pretendere il rispetto delle leggi esistenti e il rispetto e la “fedeltà”alla stessa Costituzione, da tutti e contro di tutto anche in un territorio “difficile” dove la “legge, sembra che si applichi per il “nemico” e si interpreta “liberamente” per gli “amici” o distrattamente la si dimentica in un “cassetto”.
Le chiedo, anche di “spingere” per la realizzazione della legge di “reato di delitto ambientale”, in modo da far”pagare” in modo adeguato e rapidamente gli “avvelenatori” dell’ambiente;
( “chi avvelena l’ambiente avvelena il presente ma anche il futuro di quel territorio”…..).
Mi permetto e spero che accetti l’invito, di invitarla a Terzigno.
Grazie di tutto: speriamo solo in Lei non come ” ancora” ma “nocchiere” fermo e forte in gran tempesta”.
(“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello”)
Con infinito affetto.
Girolamo Modestino Rizzo
C/so L. Da Vinci 381
80040 Terzigno (NA)