1 dicembre 2009
da Telenova le “bugie” del Sindaco Di Pasquale alla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti
Dipasquale alla Commissione d’inchiesta sui rifiuti: i non so, le bugie, la richiesta di rimborso
Ragusa – 29-nov-2009

Il 28 ottobre scorso il sindaco di Ragusa è stato ascoltato dalla commissione bicamerale di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti che, ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione, ha il compito di svolgere indagini sulla materia e verificare la sussistenza di comportamenti illeciti da parte della pubblica amministrazione e dei soggetti pubblici e privati operanti nella gestione dei rifiuti. La Commissione procede alle indagini con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria. La commissione questo autunno è stata due volte in Sicilia convocando prefetti, questori, primi cittadini, associazioni, sindacati. La commissione, composta da 12 senatori e 12 deputati, è presieduta dall’onorevole Gaetano Pecorella del PdL. Il sindaco di Ragusa fu convocato la prima volta a Siracusa presso la Prefettura giorno 1 ottobre 2009, ma non andò all’audizione. Al suo posto si recò l’assessore all’ecologia Giancarlo Migliorisi. Una delega inusuale e irrispettosa che non fu accettata dalla Commissione tanto che Migliorisi entrò nella sala dove avvenivano le audizioni, si presentò, e fu immediatamente invitato ad accomodarsi fuori poiché i membri della commissione sottolinearono che il convocato era il sindaco della città di Ragusa, non altri. Dopo qualche settimana, Dipasquale viene riconvocato, stavolta a Roma, e ci va. E’ appunto il 28 ottobre. L’audizione, che di seguito riportiamo integralmente così come appare nel sito della Camera dei deputati, merita di essere conosciuta dai cittadini di Ragusa che potranno mettere a fuoco la portata intellettuale e morale del primo cittadino il quale durante la seduta dapprima tenta di giustificare l’assenza alla convocazione di Siracusa inventandosi una frottola e quindi mentendo dinnanzi ad una commissione che svolge ruolo di magistratura, e poi chiede di essere rimborsato per il viaggio a Roma ottenendo una serie di risposte inequivocabili e nette da parte della Commissione che in poche battute rintuzza le stupide pretese del nostro sindaco. Al di là del quadro patetico e ridicolo di un sindaco di provincia che non riesce a rapportarsi con le istituzioni e crede di far colpo sugli interlocutori blaterando sui tagli agli sprechi avviati nella propria città sperando di riuscire a sedurre gli ascoltatori così come avviene con il facile pubblico ragusano, è gravissimo ed inquietante che Nello Dipasquale abbia mentito davanti alla Commissione. Il primo cittadino dichiara infatti che il primo di ottobre a Ragusa scoppiò una grana che lo costrinse, a metà strada tra il capoluogo ibleo e Siracusa, a tornare indietro sostenendo che era in corso una occupazione del Comune da parte di lavoratori stagionali della ditta che cura il servizio di raccolta dei rifiuti. Il primo ottobre, come possono testimoniare sindacati e lavoratori, non ci fu alcuna occupazione degli stagionali. La trattativa con gli stagionali si chiuse il 20 di settembre. Dipasquale quindi sceglie (ricordiamo erano i giorni febbrili e nervosi seguiti all’annuncio dell’autosospensione dal PdL avvenuta il 25 settembre) di non andare alla convocazione sottovalutando l’autorevolezza, il prestigio, il compito della commissione, forte della stessa arroganza che poi lo induce a pretendere il rimborso, e pieno di una carica infantile e cialtrona che lo convince a risultare sicuramente interessante sol perché davanti ai commissari spara la bugia accattivante dell’impedimento causato da problemi legati alla questione dei rifiuti. Non è rassicurante, non è dignitoso, non è prudente per i ragusani essere governati da un uomo che vive la scaltrezza come arma dominante. Ed ora il testo dell’audizione. Dipasquale: Devo dirvi, rimane tutto a verbale quindi mi assumo la responsabilità di quel che dico, che ero a metà strada tra Ragusa e Siracusa, ma sono dovuto ritornare per un imprevisto sempre riguardante i rifiuti: i nostri lavoratori stagionali stavano occupando il Comune. Se non ho partecipato all’audizione non è stato per mancanza di delicatezza e di rispetto. Ero in macchina con il mio autista Concetto Linguanti e con il mio segretario Colombo Michele, ma sono tornato indietro perché informato su quel che stava accadendo al Comune. Ho chiesto al mio assessore di venire a Siracusa. Ci tenevo a chiarire questo inconveniente anche se mi è sinceramente dispiaciuto che l’assessore non abbia avuto la possibilità di esprimere quello che era accaduto. Il rispetto degli organismi dello Stato ovviamente è massimo. Signor Presidente, Ragusa non sa neanche cos’è la mafia, non lo sa ora e non l’ha mai saputo neanche in anni particolari. Ritengo che da noi non ci siano mai stati problemi di infiltrazioni mafiose nei rifiuti e nella città di Ragusa. Proprio ieri è stato pubblicato da Legambiente un dato sulla qualità dei sevizi e dall’ultimo posto siamo risaliti all’ottantesimo posto. Pensate che Ragusa da quando siamo noi ad amministrarla è l’unica città del meridione a svolgere il servizio di raccolta differenziata porta porta ad Ibla, che è il nostro centro storico, e per Ragusa superiore. Non avevamo neanche la raccolta semplice dei rifiuti. Ora abbiamo organizzato anche la raccolta differenziata che è arrivata al 13 per cento. Mi sembra che siamo gli unici in Sicilia ad avere una percentuale così alta. La raccolta differenziata si effettua non in tutta la città, ma solamente nel centro storico – consideri che il centro storico di Ibla è una piccola città a parte, patrimonio dell’Unesco – e a Ragusa superiore, che conta oltre 10 mila abitanti. Abbiamo sbloccato, non appena mi sono insediato, la discarica. La nostra è una delle poche discariche che funziona. Il problema è che coloro che hanno difficoltà cercano di scaricare i rifiuti nella discarica di Ragusa. Ritengo che in questo campo abbiamo solamente esperienze positive che vanno portate avanti. Ragusa ha ben poco a che fare con tanti problemi che sono presenti nell’isola. Avevamo una società interamente a capitale del Comune, che aveva accumulato molti debiti, e che nessuno era riuscito a liquidare. Noi l’abbiamo liquidata, abbiamo mandato a casa il presidente, il vicepresidente, il revisore dei conti, e abbiamo esternalizzato il servizio. Adesso ci troviamo bene. Il servizio scade a marzo e stiamo già lavorando sull’ipotesi di un nuovo capitolato. L’ambizione è quella di allargare la raccolta differenziata porta a porta in tutta la città. Questo, però, coinciderà con l’aumento del costo del servizio. Presidente: Grazie do la parola agli onorevoli deputati e senatori che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni. Onorevole Giovanni Fava: Signor sindaco, chi gestisce la discarica di Ragusa? Nello Dipasquale: Mi pare che la gestisca una società. Fava: Una società privata. Dipasquale: Mi pare di sì. Non sono sicuro del nomeà Presidente: Non conosce la società che gestisce i rifiuti? Dipasquale: No, la società che gestisce la discarica. La società che gestisce i rifiuti la conosco. Fava: La discarica è nel territorio del Comune di Ragusa? Dipasquale: Sì. Fava: E serve solo il Comune di Ragusa? Dipasquale: No. Ospitiamo anche altri comuni di un comprensorio: Monterosso, Chiaramonte, Giarratana. Fava: Altri comuni della provincia di Ragusa, sostanzialmente. Dipasquale: Altri comuni della provincia di Ragusa. Fava: Lei ha avuto notizia che ci sono stati problemi legati non tanto alla gestione in termini operativi, ma ai soggetti che in un certo modo fanno parte della società che gestisce la discarica? Dipasquale: Fa riferimento a Busso, Modica? Fava: No, parlo di Ragusa. Per Modica lo do per scontato. Dipasquale: Gli unici problemi che conosco sono quelli relativi a Modica, che è un’altra città. La società è diversa, sebbene il cognome sia lo stesso (sono parenti) della società che gestisce la discarica di Ragusa. Fava: La società che gestisce a Ragusa ricorda come si chiama? Dipasquale: Busso Fava: Si tratta solo di omonimia? Dipasquale. No, c’è un grado di parentela, ma sono due società diverse. Fava. Grazie. Dipasquale: Presidente, premetto che sono venuto con piacere, oltre che per dovere. Come sindaco di Ragusa, però ho azzerato il capitolo delle missioni, le auto blu e via elencando. Dunque gradirei che le spese di oggi, almeno relativamente al biglietto aereo, siano a carico della commissione e non mio personale. Presidente: Le faccio una domanda, premettendo che bene o male parecchi di noi hanno fatto gli amministratori. Quel giorno una commissione si è mossa da Roma con soldi pubblici ed era in trasferta in Sicilia. Quanti operai stavano protestando quando lei si trovava a metà strada? Dipasquale: Diciotto. Presidente: Avrebbe potuto mandare l’assessore, e comunque fare presente alla commissione che c’era questo problema. Avrebbe fatto la sua presenza e sarebbe tornato in tempo. Oggi lei sta chiedendo il rimborso del biglietto aereo. Io da vicepresidente della commissione ufficiosamente posso dirle che non avrà alcun rimborso. Ritengo che lei non debba avere alcun rimborso. Mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo. Non credo che la situazione economica e le finanze di Ragusa dipendano da un’audizione del sindaco presso la commissione parlamentare d’inchiesta. Dipasquale: Sono cose diverse, mi perdoni. Ho detto di aver azzerato il capitolo delle missioni. Presidente: Ho capito, ma avrà fatto altre missioni. Dipasquale: Perché ho preso gli esperti e li hoà Presidente: Considerato il suo impegno meritorio di eliminare gli sprechi nella città di Ragusa posso dirle che questo non è uno spreco. Lei può fare una variante al bilancio, riaprire la voce che ha azzerato e comunicare che il sindaco è stato audito dalla Commissione bicamerale d’inchiesta. Le assicuro che non avrà problemi di alcun tipo, neanche politico. Dipasquale: Ci rimetterò io i soldi, non vi preoccupate. Presidente: Questo non è giusto, perché lei qui sta rappresentando una città ed ha fatto dichiarazioni anche abbastanza importanti a rappresentanza della sua città. Non è giusto, dunque, che lei ci rimetta. Il regolamento non prevede rimborsi. Dipasquale: Ringrazio tutti e vi prego di scusarmi. Presidente: Dichiaro conclusa l’audizione.


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