Archivio

Archivio per gennaio 2010

LEOLUCA ORLANDO : L’ETICA DELLA CONVENIENZA LO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO NON E’ SOLTANTO INTERESSE DEI MERIDIONALI.

31 gennaio 2010 Nessun commento

Tmp0000D

Sabato 30 gennaio, a Bari, Italia dei Valori ha organizzato una iniziativa per indicare azioni e proposte del nostro Partito a sostegno del Nord e del Centro del Paese, a sostegno dell’intero Paese, e non soltanto a sostegno del Mezzogiorno. Tutto si tiene.

Difendere e promuovere storia, presente, prospettive dei territori è una grande operazione culturale, economica e politica.

La difesa e promozione del “valore territorio” non deve però prescindere da altri valori: rispetto della persona umana, di ogni persona umana, legalità dei diritti, laicità, contrasto ai conflitti di interessi.

La pur doverosa difesa e promozione dei territori, se è priva di rispetto per altri valori, produce egoismo localistico, intolleranza, razzismo, specie nei territori sviluppati (Lega Nord docet).

Così come la pur doverosa difesa e promozione dei territori, se è priva di rispetto per altri valori, produce clientelismo, acquiescenza e subordinazione a illegalità e mafie, specie nei territori meno sviluppati (sono i partiti localistici, autonomistici meridionali vagheggiati dalle mafia).

Il Mezzogiorno rischia di trovarsi in una condizione per la quale contamina il resto del Paese con i suoi vizi, senza rendere possibile al resto del Paese di utilizzare i suoi meriti; con la conseguenza, cioè, che si esportano i vizi, ma non si valorizzano i meriti del Sud.

È un’etica della convenienza – con riferimento al bene comune e nazionale -che credo andrebbe applicata con riferimento, in termini culturali, economici e politici, al rapporto tra Nord e Sud del Paese.

Conviene all’intero Paese aiutare la crescita culturale, sociale ed economica del Sud.

Secondo passaggio: un vizio tipicamente meridionale, che in tanti e da tanti anni contrastiamo, si chiama « cultura dell’appartenenza». È quel meccanismo perverso per cui a qualcuno che rivendica un diritto non viene chiesto « chi sei, che sai, che sai fare », ma « a chi appartieni ».

Questo rischia di diventare un vizio nazionale, cultura nazionale.

Ulteriore elemento di convenienza è creare le condizioni perché il Mezzogiorno possa crescere attraverso l’etica della responsabilità individuale, il rispetto delle regole, il rispetto del tempo e il rifiuto delle logiche dell’emergenza.

Il nostro progetto è che un giorno si stabilisca che è fatto divieto di ricorrere a proroghe e a deroghe, è vietare il ricorso continuo e pretestuoso a logiche di emergenza Non è spesso l’emergenza la catastrofe, ma è il troppo spesso continuo e pretestuoso ricorso a logiche di emergenza la catastrofe.

Mi sembra doveroso fare questa premessa, perché appaia chiaro che nessuno può ritenersi esente da responsabilità, quando si parla del divario tra Nord e Sud; in primo luogo, ovviamente, le classi

dirigenti del Mezzogiorno che perseverano in pratiche clientelari e illegali e si ostinano a non comprendere che tutto ciò non è conveniente, ovviamente in un’ottica di bene comune e nazionale.

Le proposte che abbiamo inserito nella agenda di IdV sono, tutte e rigorosamente, ispirate a quella premessa dell’etica della responsabilità e del rifiuto della logica che il Nord del Paese o l’intero Paese sia responsabile, perché presta poca assistenza al Sud. Si tratta di una logica perversa, perché comunque accetta la logica dell’assistenza come risoluzione dei problemi. L’aumento di disoccupazione nel nostro Paese – e in particolare nel Mezzogiorno – costituisce un’emergenza nazionale e, quindi, da questo punto di vista, occorre promuovere tentativi di consolidamento di un tessuto imprenditoriale meridionale, creando un contesto che finisca con l’essere utile alla produzione e all’occupazione, insieme.

Da questo punto di vista, proponiamo la reintroduzione del credito di imposta, in particolare nelle regioni dell’obiettivo convergenza, a favore dei datori di lavoro che trasformano in contratti a tempo indeterminato quelli che non lo sono.

Proponiamo attenzione all’efficienza dei servizi pubblici nel Mezzogiorno, con specifico riferimento non soltanto all’INPS, ma anche ai centri per l’impiego e agli organi ispettivi per i contratti di lavoro per evitare che ci sia un lavoro, sommerso e nero e ci sia mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Proponiamo ancora che ci sia un intervento di sollecitazione, razionalizzazione e orientamento della spesa regionale per la formazione professionale, troppo spesso fonte di sprechi e di clientelismo, e che nello stesso tempo essa sia finalizzata all’effettiva qualificazione per l’inserimento nel mondo del lavoro.

Proponiamo che venga assunta una posizione netta e chiara riguardo alla necessità di salvaguardare i siti produttivi presenti nel territorio nazionale, in particolare nel Mezzogiorno.

Proponiamo una particolare attenzione con riferimento alla FIAT di Pomigliano e di Termini Imerese, perché non si può accettare che il più grosso gruppo industriale storico in Italia, la FIAT, faccia la fine di quelli che, in un celebre libro, Massimo Simili definisce

« gli industriali del ficodindia »: quelli cioè che vanno in una regione dove crescono i fichidindia, normalmente le regioni meridionali, presentano una inconsistente iniziativa di attività economica, si prendono i contributi e poi se ne vanno.

E’ veramente singolare, inoltre, che nel nostro Paese la FIAT si comporti ancora oggi come se avesse il monopolio, non soltanto chiudendo le proprie aziende, non soltanto delocalizzando le proprie produzioni, non soltanto prendendo danaro pubblico, ma poi impedendo anche ad altre società costruttrici di auto di produrre in Italia.

Siamo un Paese nel quale, com’è noto, c’è uno scarto assai forte tra auto prodotte e auto acquistate. Il rapporto è di circa uno a tre: tra le auto che vengono prodotte in Italia e le auto che vengono invece vendute.

Circa i due terzi del mercato automobilistico in Italia è costituito, infatti, da auto non fabbricate nel nostro Paese.

La Fiat non può, al tempo stesso, decidere di lasciare Termini Imerese ed impedire che in quel sito possa esserci un’altra attività imprenditoriale, in concorrenza con la FIAT.

Abbiamo consegnato a Palazzo Chigi una proposta; chiediamo che il Governo nazionale assuma, come proprio, questo tema e costringa la FIAT a restare o, comunque, dica alla FIAT che, nel mondo, non c’è solo la FIAT.

Se la FIAT pensa che nel mondo non c’è solo l’Italia, l’Italia ha il diritto di pensare che nel mondo non c’è soltanto la FIAT !

Devastante economicamente ed eticamente è, in questo scenario la bufala del ponte sullo stretto che – in contrasto con l’affermazione che l’opera sarà interamente a carico dei privati- utilizza un miliardo e seicento milioni di euro pubblico per l’avvio di lavori di un ponte, privo ancora oggi di un progetto esecutivo! Questi soldi, in mancanza di un progetto esecutivo, saranno una grande abbuffata per lavori inutili di movimento terra da affidare alle imprese del settore, tradizionalmente legate a mafia e ‘ndrangheta. Un ponte “bufala”, un ponte tra mafia siciliana e ndrangheta.

E poi, con il pretesto del formale e virtuale avvio dei lavori, le imprese concessionarie potranno chiedere rimborsi miliardari per un appalto non realizzabile e non realizzato.

Proponiamo ancora, che vengano assunti interventi, per quanto riguarda il settore agricolo; molto spesso viene dimenticato il sostegno e l’attenzione alla filiera agricola.

Infine, proponiamo attenzione per l’innovazione, per le produzioni tipiche e per le produzioni dei diversi territori, se non vogliamo che ci sia la fuga dal sud.

Si sente, ancora, dire che i migliori se ne vanno.

I migliori se ne sono sempre andati.

Nella storia dell’umanità il migliore, per definizione, se ne va. Se qualcuno è migliore per quanto riguarda il salmone non può restare a Palermo, se qualcuno è migliore nella danza moderna, forse, anche New York è inadeguata per restarvi.

Bertolt Brecht, sicuramente era un migliore; Brecht (che era nato ad Augsburg, città colta, città dei Fugger, con le tesi di Lutero e candidata ad essere capitale europea della cultura), amava dire di questa città che la cosa più importante che c’è è il treno che porta a Monaco di Baviera; per un migliore, Ausburg era troppo piccola, troppo inadeguata.

Il dramma non è che se ne vanno i migliori; il dramma è che diventano migliori quelli che se ne vanno. A parità di titoli, a parità di merito, chi se ne va diventa migliore, trova comunque un lavoro, un lavoro serio, fa carriera, e chi rimane, invece, è condannato a chiedere ad un politico clientelare, in cambio dei voti della famiglia, un posto in nero a part time in un call center. Vediamo diplomati e laureati che passeggiano per le strade del sud, elemosinando un posto di lavoro e poi, dopo cinque, sei, otto o dieci anni, scoprono che il compagno di studi, di scuola, di università, bravo quanto loro (non necessariamente più bravo di loro), fuggito all’estero ha trovato lavoro, ha fatto carriera. È un problema che non è più soltanto meridionale, comincia ad essere un problema nazionale.

I bravi se ne vanno e chi se ne va diventa migliore. Se ne vanno quelli che hanno, restano quelli che non hanno.

In passato, se ne andavano quelli che non avevano titolo di studio, sensibilità artistica, capacità imprenditoriale, se ne andavano con la valigia di cartone e mandavano lodevolmente i soldi alle famiglie rimaste in Italia.

Adesso accade tutto il contrario: se ne vanno quelli che hanno un titolo di studio, sensibilità artistica, capacità imprenditoriale, se ne vanno con il computer, non con la valigia di cartone, e non mandano i soldi dall’estero alla famiglia, ma hanno bisogno dei soldi della famiglia per andare all’estero.

E non tornano più.

Da ultimo, ma non per ultimo, la bufala della lotta alle mafie, gli attacchi dell’attuale Governo alla magistratura, la persistenza in carica di politici corrotti e collusi con le mafie, l’abuso di condoni e sanatorie, di ogni forma di illegalità quali lo scudo fiscale e la vendita dei beni confiscati indeboliscono lo Stato di diritto, accrescono il potere delle mafie di controllo anche economico dei territori meridionali e non solo, costituiscono una pesantissima palla al piede e una fonte di pervasivo inquinamento, non soltanto del mezzogiorno, ma dell’economia, della politica e della cultura dell’intero paese.

L’Italia ha convenienza a che la metà del suo territorio sia competitiva; ha convenienza per un ordinato sviluppo che trasformi le contrapposte questioni meridionale e settentrionale in una grande questione nazionale.

Un cordiale saluto

Leoluca Orlando

Categorie:Senza categoria Tag:

COMUNICATO STAMPA – Circoscrizione di Ragusa Centro

30 gennaio 2010 Nessun commento

clip_image002Si avvicinano le date in cui sarà avviata la discussione che porterà al voto del Piano Particolareggiato del Centro Storico in consiglio di quartiere prima e poi dal consiglio comunale.

Come IdV, abbiamo da sempre sostenuto l’importanza prioritaria e strategica dei centri storici e purtroppo tanto, troppo tempo, e’ gia trascorso, ma meglio tardi che mai.

Questo strumento risulta essere molto importante per il centro storico e auspichiamo possa essere frutto di sintesi tra tutte le forze politiche al fine di poter rilanciare veramente il centro storico in tempi brevi.

In questo contesto  abbiamo sentito il bisogno di continuare una discussione diretta con i cittadini interessati dagli espropri previsti dal Piano Particolareggiato per i centro storici.

Infatti risultano ancora increduli i cittadini  che potrebbero subire la perdita della propria casa e soprattutto sono arrabbiati per non avere avuto nessuna informazione da parte dell’amministrazione in merito alle espropriazioni se non attraverso giornali e televisioni.

Una questione delicata per il futuro del centro storico e soprattutto per la vita di decine di famiglie, una situazione questa che va affrontata prima che in consiglio di quartiere e in consiglio comunale con i diretti interessati innanzitutto informando gli stessi poi attraverso un dialogo costruttivo occorre tracciare delle possibili soluzioni.

Come IdV abbiamo già fatto delle riunioni con alcuni  cittadini nei mesi scorsi e al momento sono emersi due aspetti evidenti: da un lato la rabbia nei confronti dell’Amministrazione per aver preso una simile decisione senza coinvolgere più di tanto i proprietari.

Dall’altra la volontà dei cittadini di costituirsi in comitato per meglio far sentire la propria voce al momento in cui il Piano verrà discusso, tra il 6 e 8 febbraio, in sede di Consiglio Comunale.

E’ giusto ribadire che l’importante strumento urbanistico prevede una serie di aree destinate all’esproprio, terreni, ma anche case che sono occupate dai legittimi proprietari.

L’interrogativo che si leva forte da parte dei cittadini interessati  è sempre lo stesso: “Perché nessuno ci ha detto niente?”, evidentemente  non è stata fatta una comunicazione efficace!

Nonostante i congrui indennizzi annunciati in sede di redazione del Piano, appare chiaro il disagio arrecato a parte della popolazione e anche se non si dovesse dare corso agli espropri  queste persone vedrebbero di colpo abbassare il valore dei propri immobili.

Per la tutela di questi cittadini Italia dei Valori ha istituito la possibilità di una consulenza presso un avvocato di fiducia.

Informiamo pertanto che giorno 29 gennaio 2009 presso il saloncino parrocchiale dell’Ecce Homo in via Minardi alle ore 20:00, terremo un incontro con i cittadini interessati.

Consigliere Comunale      Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro   Componente Commissione Centri Storici

Salvatore Martorana                                 Gianluca Salonia                                            Elena Azzone

Categorie:Senza categoria Tag:

Ambrogio Mauri: imprenditore, onesto, suicida.

29 gennaio 2010 Nessun commento

29 Gennaio 2010

Autore Antonio Di Pietro Antonio Di Pietro
ambrogiomauri_img_articolo
Oggi in un articolo de L’Espresso il giornalista Marco Travaglio racconta un fatto che avevo accantonato senza mai dimenticarlo. Un fatto lontano della mia vita da magistrato. Quelle poche righe hanno riportato alla memoria, intatto, il ricordo di un uomo: Ambrogio Mauri. Mauri è un eroe degli anni di Tangentopoli, un’imprenditore onesto che piuttosto che lavorare sotto il ricatto delle mazzette si è sparato un colpo di pistola al cuore. Questi sono gli eroi a cui vanno dedicate le vie e le piazze del Paese e che vanno celebrati dallo Stato al posto di coloro che hanno armato la mano della disperazione di Mauri.

Ambrogio Mauri una vittima vera (di Marco Travaglio)

La prossima volta che i presidenti della Repubblica, del Senato e del Consiglio vorranno ricordare una vittima di Tangentopoli, si spera che ne ricordino una vera. Non un politico corrotto e latitante, ma un imprenditore onesto che veniva escluso dagli appalti pubblici perché non pagava mazzette nella Milano da bere e da mangiare. Si chiamava Ambrogio Mauri, abitava a Desio, in Brianza. Nell’aprile del 1997 si uccise con un colpo di pistola al cuore per protestare contro il sistema delle tangenti, a cui si era sempre ribellato. Aveva 66 anni. Lasciò la moglie, tre figli e un’azienda che da mezzo secolo costruiva autobus e tram esportandoli in tutto il mondo, ma a Milano era regolarmente esclusa dalle gare dell’Atm. Aveva il brutto vizio di non ungere i partiti. Quando partì l’inchiesta Mani Pulite, che falcidiò anche i vertici dell’Atm, Mauri andò a testimoniare davanti al pm Antonio Di Pietro. Il quale poi, quando lesse della sua morte, si ricordò di lui e partecipò al suo funerale, disertato da tutte le autorità. “I dirigenti corrotti dell’Atm”, ricorderà Di Pietro, “gli avevano fatto una serie di soprusi.
Era una vittima del sistema e fu uno dei primi e dei pochissimi a collaborare spontaneamente. La testimonianza andò benissimo. Col tempo si creò un rapporto di stima e amicizia. Ci veniva a trovare in Procura, ci incoraggiava ad andare avanti. Ci diceva: meno male che c’è Mani Pulite, grazie al vostro pool sono tornato a credere nella giustizia. Si era illuso che potessimo ripulire l’Italia. Invece, dopo Tangentopoli, è scattata la vendetta”. Nel 1996 Mauri fu escluso anche dalla gara bandita dall’Atm per la fornitura di cento autobus. Pochi mesi dopo scrisse poche parole su un biglietto: “Dopo Tangentopoli tutto è tornato come prima”. E una lettera alla moglie Costanza: “Tu sei il mio primo e ultimo bene. Forse, se fossi stato più malleabile, le cose sarebbero andate diversamente e non ti avrei dato tutti questi problemi. Il mio suicidio è l’atto finale del mio amore”. E si sparò. Anziché inviare un messaggio di cordoglio alla famiglia o partecipare ai funerali, durante le esequie i vertici dell’Atm convocarono una conferenza stampa per rivendicare l’”assoluta trasparenza” dell’ultima gara. I figli, che non avevano mai collegato il gesto paterno a quell’appalto, parlarono di “excusatio non petita”.
Ecco, la prossima volta che le verrà il trip di cambiare nome a un parco di Milano, la sindaca Letizia Moratti potrebbe dedicarlo ad Ambrogio Mauri. La prossima volta che Renato Schifani cercherà una “vittima sacrificale di Tangentopoli” da beatificare in Senato, potrebbe raccontare la storia di Ambrogio Mauri. La prossima volta che a Giorgio Napolitano scapperà la voglia scrivere alla vedova di un uomo trattato con “una durezza senza eguali”, Giorgio Napolitano potrebbe rivolgerla a Costanza Mauri. Risparmierebbe pure sull’affrancatura: la signora non abita ad Hammamet, ma a Desio (Brianza, Italia).
Postato da Antonio Di Pietro in politica

Solidarietà alla Soprintendente e al Presidente dell’Iacp

29 gennaio 2010 Nessun commento

clip_image002IDV intende esprimere solidarietà  e sostegno pieno alla Sovrintendente Dott.ssa Vera Greco e al Presidente dello IACP Dott. Cultrera, vittime degli  inqualificabili atti intimidatori subiti.

Facciamo appello a tutta la classe politica, senza distinzione partitica alcuna a stringersi compatta e unita contro questi atti meschini e vigliacchi.

Chiediamo la  convocazione urgente del Comitato dell’Ordine Pubblico per valutare l’opportunità di garantire la massima protezione ai due funzionari pubblici.

Poniamo la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura per l’accertamento delle motivazioni, delle responsabilità e degli autori delle gravi intimidazioni.

Ragusa li 29/01/2010.

Il Coordinatore Provinciale

Giovanni Iacono

Categorie:Senza categoria Tag:

Circoscrizionale Ragusa Centro – comunicato stampa

29 gennaio 2010 Nessun commento

clip_image002Finalmente quanto avevo proposto oltre un anno fa ovvero la creazione delle z.r.u (zone di rilevanza urbanistica) nel centro storico di Ragusa superiore si concretizza.

Nella seduta del Consiglio di quartiere di Ragusa Centro del 28/01/2010 si è trattato l’argomento per l’istituzione delle zone di rilevanza urbanistica, una soluzione proposta e auspicata dall’inizio del mandato e che dopo innumerevoli confronti con l’amministrazione e l’ASCOM, trova una concretizzazione.

Ricordo come l’istituzione di tale strumento permette di destinare posteggi attraverso una demarcazione fatta con le strisce gialle al fine di  rendere più vivibile questo quartiere per chi vi risiede.

Soddisfazione per un risultato concreto e voglio inoltre esprimere ancora una volta un sincero apprezzamento per il lavoro svolto dal Comandante della Polizia Municipale, dott. Rosario Spata, dal vice-comandante Dott.ssa Concetta Criscione e da Umberto Ravallesi, Ispettore Ufficio Viabilità, che con professionalità e abnegazione hanno elaborato il progetto che prevede le prime quattro  z.r.u in via Garibaldi (tratto C.so Italia – S.Anna), via Ecce Homo (tratto SS.Rosario – M.Leggio), via SanGiovanni, via S.Anna (tratto Garibaldi – DePasquale).

Sono inoltre previste nuove zone per le strisce blu che sono: C.So Vitt.Veneto (tratto Coffa – Roma), C.So Italia (tratto Matteotti – M.Leggio) e via S.Anna (tratto DePasquale – M.Leggio).

Questo a mio avviso è solo l’ inizio di un percorso che in futuro andrà verificato e rivisto anche alla luce dei cambiamenti che i posteggi in costruzione produrranno nel centro storico.

E a proposito di parcheggi di cui si parla tanto ma si concretizza poco, a oggi purtroppo non si è ancora capito ad esempio quando sarà consegnato il parcheggio del Tribunale visto che l’ultima data fornita dall’Assessore ai Lavori Pubblici nei mesi scorsi  era quella della fine di Dicembre, data che avevo stigmatizzato e che purtroppo ha trovato conferma nel fatto che ancora adesso non si riesce a capire esattamente quando sarà pronto, in tal senso un’altra data l’ha fornita l’Assessore Tasca che a detto che potrebbe essere pronto a fine Marzo in un valzer di date drammatico per i commercianti visto che pare sia imminente  l’inizio dei lavori di Piazza Poste.

In questo contesto l’ ASCOM ha chiesto in consiglio che non inizino i lavori prima dell’inaugurazione dei posteggi del Tribunale, richiesta  che sposo in pieno visto che  ritengo assolutamente necessaria questa opera, se non si vogliono mettere in ginocchio tante attività commerciali già in sofferenza.

Inoltre si deve evidenziare che occorre pensare a misure urgenti per sostenere il commercio nel centro storico di Ragusa Superiore che vive una fase difficilissima.

La sensazione e che non ci sia una adeguata considerazione di questa problematica da parte dell’Amministrazione visto che non sono state stanziate a oggi somme adeguate a sostegno dei commercianti che hanno le proprie attività prospicienti aree interessate da questi lavori pubblici (Parcheggio Piazza Poste e via Roma solo per fare un esempio) e che non si sono ultimate opere in questo senso essenziali come il parcheggio del Tribunale.

Presto queste problematiche potrebbero esplodere, basti pensare che i lavori di Piazza Poste porteranno  alla chiusura di Corso Italia per mesi e mesi, solo per fare un esempio con conseguenze di enormi disagi per il traffico e di riflesso per chi ha la propria attività in questi siti.

In questo scenario ancora una volta lancio una precisa proposta quale utilizzare le isole periferiche esistenti per creare un interscambio attraverso bus navetta tra periferia e centro storico.

Ragusa li 28/01/2010.

Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro                                                                                                                                                                       Gianluca Salonia

Categorie:Senza categoria Tag:

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA , ALL’ASSESSORE AL TERRITORIO E AMBIENTE, AI CAPIGRUPPO CONSILIARI ALLA PROVINCIA SUL PARCO DEGLI IBLEI.

28 gennaio 2010 Nessun commento

Abbiamo apprezzato la non apposizione della firma del Presidente della Provincia sul documento, risultato inutile, da consegnare al Ministro da parte del cosiddetto “fronte del No”. Prendiamo atto con piacere che il fronte del NO al parco si sta trasformando nel fronte del SI ma continuiamo a registrare sul parco iniziative improprie e inspiegabili da parte di soggetti Istituzionali locali. Su queste iniziative la Provincia Regionale e l’Assessorato provinciale al Territorio e Ambiente veri organismi sovra comunali continuano a svolgere uno svogliato ruolo gregario. Da qualche settimana è in voga una sorta di “gioco di società” dove vince che riesce ad aggregare consensi sul nulla. Chiediamo al Presidente della Provincia e all’Assessore al Territorio e Ambiente Mallia : se – intendono continuare a far seguire alla Provincia Regionale questo gioco che è molto attento a non essere svolto fisicamente alla Provincia e che tenta, una volta si e una volta no, di fare partecipare sempre in ruolo secondario, l’Istituzione Provincia – o se, viceversa, vogliono riappropriarsi in maniera netta ed evidente delle loro funzioni per svolgere anche un ruolo costruttivo nella direzione della chiarezza sull’iter finora seguito e sull’iter complessivo che è codificato nelle norme. Dal canto nostro attiveremo tutte le forme possibili a mezzo stampa, web, assemblee e comizi per informare l’opinione pubblica sulla verità delle cose e dei fatti seguenti :
1) L’incontro con il Ministro dell’Ambiente non è scaturito in alcun modo dal surreale movimento creatosi nelle scorse settimane a Ragusa ma rientrava nella normale prassi procedurale per la costituzione dei parchi prova ne è che anche gli esponenti istituzionali degli altri 3 parchi nazionali in itinere sono stati ricevuti, singolarmente, negli stessi giorni;
2) Non esisteva NULLA nella norma che riguardasse la zonizzazione né esisteva nulla al Ministero che riguardasse la zonizzazione;
3) L’iter per la costituzione dei parchi è scritto nelle norme e nelle prassi normative e adesso è la fase di costituzione del comitato tecnico che fa la proposta di delimitazione che sottoporrà agli attori istituzionali, sociali, economici dei territori coinvolti. Un parco è credibile e difendibile se basato su serie e rigorose motivazioni tecnico-scientifiche (non c’entra un cavolo “il principio di sussidiarietà” che ad ogni apparizione qualche esponente politico enuncia ) e si fonda su un forte elemento identitario e quindi era ed è nelle cose che il parco non potrà mai collimare con interi territori e che non può essere smisuratamente vasto. Ma questo, ribadiamo, è patrimonio di conoscenza da secoli e non da qualche ora;
4) Avendo anche ricevuto notizie informali circa la presenza sabato del Ministro Prestigiacomo, forse per incentivare ancora la partecipazione al “gioco di società”, dichiariamo la nostra convinzione che tale presenza non è in alcun modo prevista.

Attendiamo che la Provincia muova i suoi autonomi e doverosi passi !

Ragusa, 27 gennaio 2010

Gruppo Italia dei Valori Gruppo Sinistra Ecologia e Libertà
Giovanni Iacono Giuseppe Mustile

Categorie:Senza categoria Tag:

Università ….dei veleni: altro che interesse verso gli studenti.

28 gennaio 2010 Nessun commento

In questi ultimi due giorni sono successe cose da pazzi nei vertici della politica iblea nei confronti del CDA dell’università ragusana.
Accuse reciproche al vetriolo che mettono a nudo completamente tutti i giochi di potere nascosti che con la scusa del bene comune si sono consumati sulla scorta di una maggioranza che si sta sbriciolando.
L’On. Leontini accusa pubblicamente Mauro e tutta la sua corrente, di essere spergiuro, amorale e di non essere un uomo d’onore, di aver perso completamente la bussola e di non volersi dimettere.
Dichiarazioni gravissime che sono la testimonianza di una disistima e disinteresse verso lo sviluppo dell’università a Ragusa ed il suo futuro che ha tenuto con il fiato sospeso migliaia di studenti e le loro famiglie.
Avevamo visto giusto fin da subito ed avevamo colpito nel punto più nevralgico degli interessi di potere e di poltrone, quando a gran voce e con le mozioni consiliari (tutte rigorosamente bocciate sia dal centro destra che dal PD) abbiamo chiesto di rimuovere un CDA politicizzato e intriso di trasversalismo.
Siamo sempre convinti che per il bene comune e per il futuro dell’università queste scelte rappresentano un danno incredibile e stanno ipotecando lo sviluppo di questa importante struttura.
Questa maggioranza trasversale e di ricotta ha fatto il suo tempo.

Pippo Mustile Giovanni Iacono Ignazio Abbate
Sinistra Ecologia e Libertà Italia dei Valori Sinistra democratica

Categorie:Senza categoria Tag:

per N O N D I M E N T I C A R E M A I

27 gennaio 2010 Nessun commento

anna frank1sterminiosterminu_ssterm

Categorie:Senza categoria Tag:

NUOVI ATTI VANDALI NEL CENTRO STORICO

27 gennaio 2010 Nessun commento

clip_image002Purtroppo ancora una volta mi sono pervenute, segnalazioni riguardanti episodi di microcriminalità che si verificano nel centro storico di Ragusa superiore.

Nello specifico in via Carlo Iuvara, è stata prima rovinata una facciata di una abitazione con una vernice spray poi  ieri sera sono state prese di mira alcune automobili sempre nella stessa via, che sono state imbrattate sempre con una vernice spray si colore rosso.

Ancora una volta esprimo solidarietà alle vittime di tali episodi e ancora una volta invito i cittadini a segnalare con prontezza qualsiasi situazione sospetta riponendo la massima fiducia nelle istituzioni.

Il perpetrarsi di tali atti vandalici intacca sempre più il quieto vivere dei cittadini e riponendo la massima fiducia nelle istituzioni ho personalmente segnalato tali fatti, affinché sia predisposta una adeguata vigilanza della zona.

Aspettiamo come IdV risposte concrete rispetto alla petizione popolare che abbiamo consegnato a S.E. il Prefetto, in cui 1.200 cittadini chiedevano un incremento in modo permanente i controlli nel centro storico della città, attraverso un potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine in particolare di poliziotti e carabinieri di quartiere e la possibilità di istituire un fondo che potesse permettere di pagare gli straordinari al fine di una maggiore e proficua presenza in questo territorio.

Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro

Gianluca Salonia

Ragusa, 27 gennaio 2010

Categorie:Senza categoria Tag:

noi portiamo fatti e anche sul PARCO degli IBLEI avevamo ragione contro il terrorismo mediatico

26 gennaio 2010 Nessun commento

DSC03210
Abbiamo notizia che l’incontro del Ministro Prestigiacomo con i rappresentanti Istituzionali delle 3 province e dei tre Comuni capoluogo ha CONFERMATO in PIENO quanto da NOI SEMPRE SOSTENUTO : “NON VI E’ ALCUNA DELIMITAZIONE E ZONIZZAZIONE RELATIVA AL PARCO DEGLI IBLEI”. Per le leggi istitutive dei parchi l’iter è chiaro e consolidato e bastava leggerle le leggi !Altro che “80% del territorio”, altro che “tutto il territorio”, l’abbiamo gridato durante il Consiglio Provinciale del 21.01.2010, l’abbiamo detto in tutte le interviste compreso stamani e abbiamo anche detto che le cartine che venivano fatte vedere erano ipotesi, punti di vista, altro che ostentazione di cartine come se fossero leggi e invece si è fatto vero e proprio TERRORISMO MEDIATICO al solo scopo di allarmare e intimorire le persone. Ciò che è successo a Ragusa è assolutamente surreale con convergenze a destra e sinistra e con chiamata alle armi delle associazioni di categoria per sottoscrivere il NULLA !!! Si è parlato di nulla, si è riempito con il nulla e si è fatto il pieno di firme!
Ancora una volta i fatti ci danno ragione e diamo merito al Ministro Prestigiacomo di avere chiarito che il “PARCO SI FARA’ perché è una grande occasione di sviluppo” che non vi era alcun bisogno di creare allarmismi e che il Ministro sarà anche presente in Provincia di Ragusa nei prossimi giorni.

Ragusa, 26 gennaio 2010
Il Coordinatore Provinciale
GIOVANNI IACONO

Categorie:Senza categoria Tag: