1 febbraio 2010
IDV GIOVANI In ricordo di un Giovane libero…in ricordo di Giuseppe Gati’
Purtoppo in pochi conoscono la storia di Giuseppe Gatì, ragazzo siciliano morto il 31 gennaio di un anno fa, ad appena 22 anni, ucciso da un destino beffardo.
Lo conoscono in pochi perché in Italia di queste storie non se ne parla; storie sconvenienti e fastidiose, storie da seppellire e da dimenticare in fretta.
I media italiani sono già troppo impegnati a parlare di gossip e a riempire le loro pagine con veline seminude e notizie ridicole per parlare di piccolo eroi sconosciuti. E cosi’ di Giuseppe non se ne parla.
Tuttavia Giuseppe continua a vivere e a gridare la sua rabbia grazie all’informazione libera, grazie ai blog e grazie alla rete.
Anche se l’informazione italiana continuerà a offuscare e omettere la sua storia e tutte le storie di cui non si deve parlare, chi conosce la storia di Giuseppe la porterà per sempre nel cuore e ne farà un modello da seguire. Giuseppe era apparso per la prima volta in televisione qualche giorno prima la sua morte, grazie a un video girato da alcuni suoi amici che hanno immortalato il momento in cui il ragazzo siciliano ha fatto irruzione nella biblioteca di Agrigento mentre il neo-eletto sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, stava tenendo una conferenza. Giuseppe è entrato nella sala gridando il suo sdegno verso quel personaggio viscido, ha gridato la sua stima al Pool Antimafia di Caselli su cui Sgarbi aveva gettato fango, ha urlato a squarciagola che una Sicilia giusta e pulita esiste e non ha bisogno di elementi come Vittorio Sgarbi. Si era precipitato senza esitazione in mezzo alla gente per gridare il suo sdegno; la gente lo respingeva con indifferenza e violenza, prendendolo per un ragazzetto che non sa quello che dice e che ha osato infangare la figura del grande Vittorio.
Ci ritornano in mente le parole della “Canzone del maggio” di Fabrizio De Andrè:
“E se credete ora – che tutto sia come prima – perché avete votato ancora – la sicurezza, la disciplina – convinti di allontanare – la paura di cambiare – verremo ancora alle vostre porte – e grideremo ancora più forte – per quanto voi vi crediate assolti – siete per sempre coinvolti…“. La morte di GIUSEPPE non è stata frutto di una tragica coincidenza, di uno scherzo del destino, ma è stata una conseguenza del suo impegno, del suo coraggio, della sua incoscienza nel contrapporsi in maniera netta alle collusioni, al malaffare. Ciao Giuseppe…
Giovani Italia dei Valori – RAGUSA



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