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4 marzo 2010

da Telenova : Il vero volto del sindaco pro tempore di Ragusa

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Ragusa – 4-mar-2010

E’ vero che nella cattività democratica viene meno la forza di ribellarsi. La falsità, la manipolazione, la prepotenza vengono assimilate dallo stato di narcosi perpetua che ci viene somministrata e l’unica residuale capacità sta nella lettura dell’appiattimento collettivo che ti costringe, giorno dopo giorno, allo immobilismo, al silenzio. Chi parla, chi racconta, chi denuncia, chi tenta di stracciare la bugia, chi prova a rimettere in collegamento la logica dei fatti con la verità delle circostanze, è guardato con insofferenza e disprezzo. La verità è costretta ai margini, e così il lavoro giornalistico, in testa il nostro, frutto del lavoro di cronisti progressisti non etichettabili in nessuna sigla partitica. Nello Dipasquale ha annientato, in tre anni di governo, la capacità critica della città che egli governa senza freno alcuno, infestando l’atmosfera e gli animi della teatralità del fare. Un attivismo rozzo, molte volte inconcludente e inadeguato ai bisogni, ma sempre riempito sino all’orlo di propaganda accecante, di consenso plaudente, il più delle volte, acquisito con lo scambio di favori. Nello Dipasquale ha ridotto il consiglio comunale a una curva per tifosi, si è cucito addosso una giunta fantasma, ha indebolito il senso dello stato degli apparati comunali, ha trasformato il Palazzo in una Versailles di provincia brulicante di postulanti. La crisi generale e il suo narcisismo hanno fatto il resto. L’assenza dei partiti, lo sbigottimento dell’opposizione invertebrata, la povertà che sta invadendo la città, hanno eccitato la sua indole, intrisa solo di se stesso. Gli episodi di arroganza e di violenza verbale sono andati crescendo. A ogni pasticcio che combinava, scattava il diritto ad avere ragione e, così, l’irragionevolezza diventava la sua arma di difesa. Lo abbiamo visto sventolare assegni in aula, quando si adoperò per pianificare il territorio a misura dei suoi amici costruttori, lo abbiamo visto vantarsi nel proteggere i suoi legami con le lobby, lo abbiamo visto mentre con le minacce di cacciata dal paradiso teneva a bada la sua maggioranza, lo abbiamo visto quando, impermeabile al buon gusto e alla serietà, abbandonava con leggerezza Ragusa per andare in barca con gli stessi imprenditori che erano stati avvantaggiati dalla sua politica, lo abbiamo visto mentre tentava di intimorirci, di intimidirci, di zittirci, arrivando persino a descrivere in pubblico i difetti fisici del giornalista cattivo additandoli alla città come fonte di pericolo. Il suo Io ipertrofico non ammette dissenso. Ora, però, questo furore sta venendo a galla, non è più contenibile, affiora, tracima. E’ accaduto ieri a Palazzo della Provincia, durante la riunione dei Comuni per il parco degli iblei, quel parco che il sindaco non vuole e che lo fa uscire di testa. La violenza e la cafonaggione sono esplose di botto e senza un motivo, quando l’assessore all’ambiente di Modica, una donna, Tiziana Serra, inizia il suo intervento, dicendo: “Faccio appello ai sindaci, affinchè si trovi la strada della concertazione…”. Nello Dipasquale non l’ha fatta finire e, intuendo che la richiesta di appello al dialogo poteva contemplare una posizione favorevole all’istituzione del parco, l’ha aggredita. Non lo dice Tele Nova, fonte, sino a prova contraria, seria anche se additata dal primo cittadino come nemica, perché libera dai condizionamenti, dalle seduzioni e dalle collusioni tra potere e stampa, lo dice un uomo mite, il sindaco di Modica Antonello Buscema che oggi scrive: ” Sono rimasto basito e sorpreso al racconto della vicenda da parte di molti rappresentanti dei comuni e della provincia, presenti all’incontro, e, poi, confermatami dal mio stesso assessore: l’atteggiamento irriguardoso e intollerante, rispetto alle opinioni altrui, del sindaco di Ragusa Nello Dipasquale con il quale, sino a ieri, ci legavano rapporti di correttezza istituzionale e di rispetto personale, peraltro, confermati nel corso della sua visita a Palazzo San Domenico”. Continua il sindaco di Modica: “Egli, con fare estraneo a ogni criterio di buona creanza, ha aggreditio alla presenza di tutti, verbalmente, l’assessore Serra e, con lei, anche il Comune che rappresentava, che stava cominciando a esprimere la sua opinione, al tavolo provinciale, in ordine all’atteggiamento che avrebbero dovuto tenere i sindaci in riferimento al Parco. Lo atteggiamento, sconcertante, – sottolinea Buscema – va al di là delle invettive lanciate contro l’assessore Serra, rimasta civilmente in silenzio da persona ben educata e da signora, costretta poi a uscire dalla riunione nella costernazione generale, tranne quella, ovviamente, del sindaco di Ragusa”, conclude Antonello Buscema. Costernazione generale, è vero, anche quella del presidente Antoci che poteva e doveva sospendere la riunione e, invece, semplicemente ha provato, senza successo, a ricondurre Dipasquale a un atteggiamento più educato e consono al contesto. Nello Dipasquale, nonostante la nota del sindaco Buscema, non chiede scusa. Anzi, come fanno i professionisti della finzione, gira la frittata e silura un diversivo sostenendo che Modica è priva di responsabilità politica, avendo un debito con Ragusa per il conferimento dei rifiuti in discarica. Nello Dipasquale si sentirà, di certo, un gran furbo per quest’ultima trovata. Per lui i parametri dell’educazione non hanno più confini: non ci sono buone maniere e non esiste l’educazione. C’è’ solo la sua invincibile e inesauribile ripetizione di concetti inesistenti, c’è solo la sua falsa narrazione. Ha perso la testa, Nello Dipasquale. Il PdL sgretolato; i deputati tutti sfuggenti e tutti da rincorrere per provare a conservare qualche contatto che prima contava; le inchieste che mettono il naso dove non si dovrebbe; il tempo delle sfavillanti e rassicuranti cene in villa con colonnelli, capitani, magistrati, questori, tramontato. Il potere che emanava felicità si è concluso, e Nello Dipasquale ora mostra il volto vero.

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