24 marzo 2010
da Telenova: Di Pasquale precetta il personale per assistere alle sue inaugurazioni …. con tromba e, immancabile, trombettiere …
TELENOVA 24 Marzo 2010
IMPIEGATI PRECETTATI PER FAR NUMERO AD UNA INAUGURAZIONE COL SINDACO DIPASQUALE
Centro servizi turistici: nuovo quartiere generale del giornalista Mario Papa che dal cuore della città in piazza San Giovanni dovrà accogliere i turisti, valorizzare e promuovere il territorio, incantare le masse. L’inaugurazione si è voluta in pompa magna perché il nostro sindaco, ardimentoso ma previdente, è già in campagna elettorale dove i numeri e gli effetti scenici contano eccome. Dentro i locali dell’ex Spatafora dove ancora l’odore di pellame è percepibile a memoria della Ragusa che non c’è più, il piacere della comoda scarpa ha ceduto il passo alla stampa di regime. Un buffet traboccante di delizie e calici spuntava da quel che un tempo era un camerino per la prova della calzatura, pasticcini dal caotico olezzo, sindaco in spolverino grigio attillatissimo stile giovanotto di borgata messo a festa per la discoteca della domenica, il consigliere Angelica con gli occhi perennemente gonfi per le ore di sonno perduto in aereo girando in lungo e in largo l’Europa grazie alla magnanimità dell’amministrazione, e, a cornice, l’intero primo settore del Comune di Ragusa. Tutti gli impiegati di ogni ordine e grado degli uffici atti giunta e atti consiglio, schierati con volti assai poco convinti, ma comunque presenti. Un segno inequivocabile dei tempi terribili che viviamo e che Nello Dipasquale nel suo piccolo interpreta alla grande. Un intero settore chiuso per più di una ora, come testimoniano le nostre telecamere andate a riprendere il vuoto degli uffici a Palazzo dell’Aquila, grazie al dirigente Lumiera che ha dirottato impiegati dello Stato dal Comune alla piazza declassandoli al ruolo di comparse. L’ordine lo si è avuto direttamente dal dirigente. Secco, preciso, stringato. Avviarsi entro le 11 all’inaugurazione. Non sono ammessi né ritardi, né assenze. Per molto meno, si chiama assenteismo, scattano blitz e denunce; oggi, invece, per adornare l’inaugurazione di un sindaco di provincia novello podestà si precettano i dipendenti. Questa è la vera e sola natura di questo governo. Propaganda e prepotenza. Non c’è giustificazione alcuna per quello che è accaduto. E’ chiaro che i dipendenti sono deboli e non reagiscono per paura e perché non sono tutelati da degni rappresentanti sindacali, così com’è altrettanto evidente che il dirigente Lumiera non poteva ordinare agli impiegati la presenza ai fini della claque se non avesse avuto la certezza di fare cosa gradita a Nello Dipasquale. E’ la catena degli ossequi e del fare servile che ha stravolto le regole mortificando la dignità dei lavoratori. Il sindaco Nello Dipasquale a questo punto deve scegliere se dire che non sapeva dell’ordine impartito, gettando di conseguenza la responsabilità su Lumiera, oppure far finta di nulla dichiarando così di approvare la precettazione all’inaugurazione. Propaganda e prepotenza, è questo il clima. Andiamo a qualche giorno fa. Una pratica per ottenere denaro pubblico presentata dalla Pro Loco di Mario Papa nella qualità di gestore di alimenti e bevande “compreso caffè caldo all’interno del chiosco di Ibla”, si inceppa (i regimi sono soggetti a sputtanamento quando un singolo soggetto alza la testa) e così un geometra dell’ufficio centri storici per rispetto delle regole ferma il diabolico meccanismo. Inoltra una informativa, fatto inusuale, alla commissione centri storici scrivendo una frase impeccabile per dire che alla Pro Loco i soldi non spettavano: “non segue le norme è un’anomalia”. Si è scatenato l’inferno. Un dirigente, un altro, l’architetto Colosi, intuisce la gravità del problema che può infastidire le alte sfere e si fa in quattro per convincere i membri della commissione a concedere il contributo; l’assessore Giaquinta in ambasce che sospende la seduta e rinvia l’argomento ad altra data. Il caso è aperto: stampa amica contro regole democratiche. Chi vincerà? Vedremo. E’ fondamentale per Nello Dipasquale avere la stampa dalla sua. Il castello della città operante si regge sul giornalismo di Palazzo proteso al lavaggio quotidiano delle intelligenze. Lo scambio, però, è estenuante: più si plaude a chi governa, più il cantore si ingrassa. Un allevamento di tipo intensivo: si gonfiano gli attori della propaganda e si sgonfiano le coscienze dei cittadini. Tornando all’inaugurazione potranno dirci, domani, che gli impiegati avevano abbandonato le loro postazioni per prendere una boccata d’aria primaverile in piazza, che fa solo bene. E l’ufficio turismo? Calza a pennello!

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