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Archivio per giugno 2010

Il nuovo progetto di via Roma….alcune riflessioni.

30 giugno 2010 Nessun commento

Solo dopo numerose e pressanti sollecitazioni del sottoscritto in sede di consiglio si è potuto recentemente esaminare  il nuovo progetto per la riqualificazione di via Roma, riguardante il tratto compreso tra il corso Italia ed il ponte nuovo.

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Avevo chiesto che si visionasse il progetto prima che la presidente Gurrieri esprimesse il suo voto in commissione centri storici, in questo modo avrebbe potuto rappresentare le osservazioni  e proposte del consiglio ed invece come spesso accade non è stato possibile. Dunque la presidente ha votato il progetto, rappresentando solo se stessa.

Alla fine, anche se in ritardo, abbiamo visionato la progettazione. Sorprende che si tratti di un’ idea totalmente diversa rispetto al progetto approvato precedentemente che era stato elaborato dall’ufficio dei centri storici

Tre anni di amministrazione Dipasquale ed altrettanti progetti per via Roma: il primo prevedeva la posa di statue, il secondo era carente su verde ed arredi  e adesso quest’ultimo.

A questo punto mi chiedo se non era meglio istituire un concorso di idee piuttosto che sprecare tanto tempo e denaro pubblico, visto che tutti questi passaggi hanno fatto incrementare notevolmente la spesa del progetto e della realizzazione!

Ritengo soddisfacente il risultato raggiunto dal sottoscritto e dal partito per aver dato un contributo rilevante alla modifica del precedente progetto insistendo per una modifica dell’arredo urbano, dell’illuminazione pubblica,  più verde e fontanelle. Tutte indicazioni adottate nel nuovo progetto che ad impatto trasmette sicuramente maggiore personalità ed originalità.  Resta però il rammarico per l’abbattimento degli oleandri. Questi alberi sono nati con  via Roma, un tempo via Addolorata,  hanno oltre un secolo di vita come testimoniano i volumi storici, sono un patrimonio da tutelare e mi rammaricano le battute sarcastiche dell’assessore e le risate del consigliere Difredi.

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Il nuovo progetto sarà, come dichiarato l’assessore ai centri storici Giaquinta, va verso l’innovazione e sarà una linea guida anche per i futuri interventi che riguarderanno tutto il centro storico.  E dunque da cittadino mi chiedo se è questo che vogliono il ragusani. Davanti a scelte importanti che riguardano il patrimonio, la storia e l’ identità della città sarebbe giusto prima di decidere aprire dei confronti con la società per capire quale soluzione piace più alla popolazione.  Certo è più facile demolire ad esempio la Camperia a Marina di Ragusa senza nessun confronto e senza nemmeno sforzarsi di pensare ad una riqualificazione; è più facile pensare di togliere gli oleandri e qualsiasi altro “vecchiume” invece che conservare e valorizzare ciò che abbiamo. In fondo è una storia che si ripete. In passato in corso Italia i commercianti decretarono il taglio di tutti gli alberi consegnandoci una via spoglia e desolante. Oggi vi trovano posto in maniera confusa vasi diversi che non danno certo lustro al corso principale della città che oggi potrebbe essere un bellissimo corso alberato. Che cosa si sta facendo di nuovo rispetto agli anni 60-70? Si sta facendo tesoro di sbagli che oggi tutti o quasi riconosciamo? Oppure in particolare nel centro storico dobbiamo diabolicamente perseverare? Si può parlare e confrontarsi per il bene della città e del nostro futuro in maniera democratica? O dobbiamo continuare a subire scelte calate da gruppi di potere?

Propongo un confronto pubblico con l’esposizione del progetto di via Roma al fine di capire se ciò che vogliono i cittadini è un intervento più “tradizionale”  o “innovativo” che proietti il centro storico in una dimensione più futuristica.  Mi chiedo anche se eventuali interventi “innovativi” siano compatibili con il fatto che il centro storico è patrimonio UNESCO? A questa risposta vorrei avere una risposta certa!

Riunirsi, discutere, confrontarsi, senza insulti gratuiti o servilismi sterili per decidere per il Bene Comune, questa, è la vera politica a mio avviso e in tal senso vorrei evidenziare la serietà nel confronto del consigliere Eugenio Lauria dell’UDC.

Ragusa li 28/06/2010

Il Consigliere Circoscrizionale di Ragusa Centro

Gianluca Salonia


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IL TEMPO GALANTUOMO DIMOSTRA CHE ANCHE SU VIA ROMA AVEVAMO RAGIONE!

24 giugno 2010 Nessun commento

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Abbiamo da sempre detto che vogliamo la riqualificazione di via Roma e di tutto il centro storico e in tal senso  siamo stati un partito attento e propositivo ed abbiamo sempre sottolineato aspetti che ci sembravano essere nella direzione opposta ad una vera riqualificazione di via Roma e del centro storico proponendo iniziative e alternative concrete!

In fase definitiva l’ultimo dei progetti era stato esaminato dalla Circoscrizione di Ragusa Centro, in quella fase il consigliere di IdV Gianluca Salonia aveva dato delle indicazioni al fine di migliorare un progetto che suscitava perplessità nella maggioranza dei componenti; si chiedeva di modificare l’illuminazione, l’arredo urbano e di inserire una quantità superiore di verde mantenendo gli oleandri secolari e inserendo delle fontane.

Successivamente alle indicazioni date dalla Circoscrizione Centro il progetto era stato esaminato dalla Commissione Centri Storici che l’aveva  approvato rimandando alla sovrintendenza l’incarico di modificare l’illuminazione, gli arredi urbani e di studiare il sistema vegetativo in collaborazione con un agronomo successivamente nominato; tali indicazioni erano state supportate dalla nostra componente della Commissione Centri Storici Elena Azzone, che in solitudine aveva bocciato il progetto successivamente all’ostinato  diniego del sindaco alla sua richiesta di riesamina del progetto.

Mediante mezzi di stampa Italia dei Valori aveva  evidenziato (8 dicembre 2009) come questo progetto fosse stato di “fatto bocciato” in quanto tre elementi su quattro  che componevano  il progetto erano stati di “fatto” bocciati e  soggetti a modifiche da parte della sovrintendenza e di esperti esterni.

Dopo le nostre dichiarazioni siamo stati pesantemente attaccati dal sindaco di Ragusa  il quale ci accusò, tramite i mezzi di stampa ( e semplicissimo rivedere la rassegna stampa del tempo) sul piano personale di ”dire bugie” e siccome il tempo è galantuomo, i fatti ancora una volta ci danno ragione e le “bugie” sono tornate  inesorabilmente al mittente.

Infatti, nella seduta del 24 Maggio 2010 è approdato alla commissione centri storici un nuovo progetto che, non costituisce variante al progetto esecutivo approvato in data 26 Novembre 2010, ma che lo sostituisce in toto; la pavimentazione della via Roma appare completamente ridisegnata, l’illuminazione è completamente diversa, le panchine sono tipo logicamente e matericamente diverse, le essenze albore, sia per numero che per tipologia e disposizione, sono completamente ridisegnate e sono state aggiunte anche le fontanelle.  Nel nostro comunicato di dicembre dal titolo : “Pasticcio DiPasquale” avevamo elencato proprio i tre elementi che sono stati oggi radicalmente modificati.

Quanto accaduto dimostra che il nostro è un modus operandi serio e coerente di chi ama il proprio territorio e si confronta con esso in modo critico e propositivo, non a caso la maggior parte delle indicazioni da noi suggerite sono state calate nel  nuovo progetto.

Ci riteniamo, malgrado le ingiurie ricevute, soddisfatti di quanto accaduto perché ritenevamo il precedente progetto non idoneo alla riqualificazione della via Roma e qualitativamente scadente e questo progetto obiettivamente diverso e migliore e  riteniamo che quanto accaduto sia una nostra piccola vittoria, anche se, non capiamo perché un progetto “approvato” in fase esecutiva, cantierabile, in teoria il giorno successivo la sua approvazione, sia ritornato in commissione  in fase preliminare, facendo lievitare il costo della sua progettazione e realizzazione in maniera considerevole.

Siamo sempre disposti ad un confronto con l’amministrazione per affrontare le problematiche inerenti il centro storico,cosa da noi richiesta e in modo formale tempo fa e mai esaudita da chi Istituzionalmente dovrebbe essere il Sindaco di una città e non di una parte solo a lui gradita perché plaudente e consenziente.

Ragusa li 24/06/2010.

Coordin. Provinciale – Coord.Cittadino – Consigliere Comunale – Consigliere Circoscrizionale Ragusa Centro

Giovanni Iacono      -   Fabio Antoci     -    Salvatore Martorana    -              Gianluca Salonia

Componente Centri Storici-Consigliere Circoscrizionale Ragusa Sud – Consigliere Circoscrizionale M.di Ragusa

Elena Azzone             -                Salvatore Garofalo                -           Giuseppe Rosetta

La reazione sotto un’unica regia da palazzo dell’aquila, un mandante, un esecutore, un unica matrice, un unico obiettivo: delegittimare a qualsiasi costo Italia dei Valori e sul piano personale Giovanni Iacono

Giannella Gurrieri, Emanuele Francalanza, Giovanni Mezzasalma, Vincenzo Piazzese, Massimo Di Fredi, Peppe Iacono, Laura Bracchitta, Claudio Battaglia, Maria Schembari. Questo il documento:
“Il metodo delle truppe di Dipietro a Ragusa, come nel resto d’Italia, è sempre lo stesso: lasciare che gli altri concretizzino i risultati e poi vantarsene come proprie vittorie. Vergogna!
Abbiamo assistito nelle scorse settimane al teatrino della segnaletica sull’autostrada Catania-Siracusa. Dopo che il Sindaco Dipasquale si è adoperato tramite i canali ufficiali per fare in modo che il nome della città di Ragusa comparisse tra la segnaletica stradale, quelli dell’Italia dei Valori hanno montato il loro personale spettacolino e si sono comportati come se il risultato, precedentemente ottenuto su carta dal nostro Sindaco, fosse merito loro. Semplicemente ridicoli!
Su via Roma vorrebbero fare allo stesso modo, ma non ci possono riuscire. Non hanno nessun merito. Stiamo parlando di un partito i cui membri sono stati al governo durante l’Amministrazione Solarino, senza produrre una sola riga per la riqualificazione della strada centrale di Ragusa. L’amministrazione Dipasquale sta per arrivare al progetto esecutivo per la riqualificazione di via Roma, riuscendo in un’opera di concertazione che ha coinvolto i residenti, i commercianti, le categorie produttive, i comitati, il Consiglio di Quartiere, la Soprintendenza e chiunque altro abbia aperto bocca sull’argomento. Questa Amministrazione è stata in grado di presentare un’idea e, senza innamorarsene, ha saputo modificarla per il bene della Città. Adesso i soliti dipietrini vorrebbero venire a rubarci i meriti. Stiano attenti, perché i cittadini, soprattutto quelli che hanno partecipato all’evoluzione del progetto di via Roma, sanno bene come sono andate le cose e quanto ha fatto l’Amministrazione Dipasquale. Dovrebbero vergognarsi: sembra che uno dei valori della loro Italia sia la mistificazione. Fortuna che la verità é sotto gli occhi di tutti.”

l’ex assessore della giunta Solarino ed ora assessore della giunta Di Pasquale

In relazione al comunicato stampa diffuso da Italia dei Valori concernente la riqualificazione di via Roma, l’assessore al Centro Storico Salvatore Giaquinta dichiara quanto segue: Dio ci scansi dal galantomismo politico di chi ha sempre ragione ed in particolare da quello di Italia dei Valori di Ragusa! Infatti sembra che questo partito, nel rivendicare tutto ed il contrario di tutto contemporaneamente pur di apparire, non esita a stravolgere o dimenticare i fatti. L’amministrazione comunale di Ragusa ha voluto fortemente la riqualificazione di via Roma, ha raccolto le autorevoli opinioni di tutti i soggetti che hanno ritenuto di esprimersi, arch. Azzone compresa, ha dato mandato ai progettisti di tenere conto delle indicazioni raccolte, quindi ha scelto di decidere velocemente i contenuti del progetto ed i tempi di esecuzione. Di fronte a tale percorso Italia dei Valori ha finto di volere dare qualche contributo, quindi, per evitare di assumersi qualche responsabilità, ha dato mandato al suo rappresentante in Commissione Risanamento Centri Storici, arch. Azzone, di astenersi sulla votazione finale, con ciò dando un contributo che non appare proprio eccellente. La cosa diventa inspiegabile a fronte della pretesa di avere operato suggerimenti costruttivi. Ad essere soddisfatta è l’amministrazione comunale che, aldilà dei contorcimenti dei finti collaboratori e dei finti propositori, ha individuato un percorso qualificato e veloce. Se Italia dei Valori ritiene che l’unico modo di essere visibile è lo schiamazzo politico, l’amministrazione comunale ha il dovere, oltre che il diritto, di far scelte, decidere, porre tempi e perseguire risultati. Agli altri l’ardua ed un tantino confusa attività politica.

il mandante !! ( lo stesso che ha amministrato per 5 anni  come vice sindaco e da 4 anni come sindaco continua nelle falsità compresa quella di dire che siamo stati “amministratori”. Noi non siamo mai stati amministratori ma consiglieri per due anni e …… per adesso non diciamo nulla  ….. nei prossimi giorni …..)

“E’ veramente ridicolo che i vertici di questi partiti, che hanno amministrato la città prima della mia elezione a sindaco di Ragusa, si ricordano dell’esistenza di via Roma solo dopo che il sottoscritto e la sua amministrazione ha deciso di portare avanti tutte le iniziative necessarie per la sua valorizzazione. Negli ultimi vent’anni si è pensato a modificarne l’accesso viabilistico, se consentire il senso unico da un lato o dall’altro, se chiudere il traffico nel fine settimana o durante i giorni feriali, ma nessuno mai ha pensato ad una trasformazione anche estetica di questa importante strada nel centro storico ed economico della città. Chi si è accorto oggi della sua esistenza, parla solo per manifesta invidia ed i nostri concittadini lo sanno. Siamo la prima amministrazione che ha impegnato ingenti risorse per questa idea (circa un milione ed ottocento mila euro); siamo la prima amministrazione che ha realizzato una progettazione esecutiva presentandola alla Commissione Centri Storici; nonostante tutto questo impegno (esclusivamente nostro) c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di parlare!”

e noi facciamo una conferenza stampa.

ITALIA dei VALORI

Coordinamento Cittadino

 Sul progetto di Via Roma abbiamo assistito ad un totale capovolgimento di ciò che abbiamo SCRITTO oggi e a novembre 2009, non detto ma scritto, che può pertanto essere tranquillamente letto e riletto. Quando, a palazzo,  non si può e non si vogliono affrontare i fatti che sono “pericolosi” per la semplice ragione che sono tangibili e non evanescenti allora la migliore cosa è quella di alterarli, adulterarli e continuare a fare offese personali come, ancora una volta, si è fatto per Via Roma e nei confronti del nostro Coordinatore Iacono. Il raid mediatico sotto forma di  “comunicati” ha un unico mandante, un esecutore e un unica matrice e il Partito indice una conferenza stampa per mercoledì 30 giugno 2010 alle ore 11,30 sul progetto di Via Roma, sul centro storico e sul ruolo svolto da ognuno in tale direzione.

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Legambiente scrive ai Sindaci e alle organizzazioni agricole sul Parco degli Iblei

24 giugno 2010 Nessun commento

  Circolo “Il Carrubo” RAGUSA                                                                                           

Ai Sindaci di

Chiaramonte Gulfi

Giarratana

Monterosso Almo

Modica

Ragusa

Scicli

Al presidente della Provincia Regionale di

Ragusa

Al presidente Provinciale della

Coldiretti

CIA

Confagricoltura

UNSIC

 

 

 

LE FALSITA’ SULL’AGRICOLTURA NEI PARCHI

 

 

La discussione sul parco è stata caratterizzata da una serie impressionante di falsità soprattutto sul settore agricolo e zootecnico al fine di terrorizzare gli agricoltori facendo assumere loro una posizione  contraria al parco. Tutto ciò per creare  una copertura per operazioni speculative , di cui non si può parlare apertamente, altrimenti l’opinione pubblica le boccerebbe.

Oggi in zona agricola possono operare solo gli agricoltori, infatti la zona agricola viene definita, secondo l’art. 48 delle NTA del PRG del comune di  Ragusa “…..quella destinata alla conservazione e/o all’incremento delle coltivazioni agricole”. Lo stesso art. 48 al 2° comma stabilisce che in tali aree sono ammesse attività ed usi connessi con l’esecuzione dell’agricoltura, compresa la residenza al servizio del fondo, nonché l’agriturismo e le attività previste dall’art. 22 della L.R. n. 71/78. Infine il 3° comma dell’art. 48 delle N.T.A. consente la destinazione abitativa nelle zone agricole con indice di fabbricabilità fondiaria pari a 0,03 mc/mq.

Nella realtà la zona agricola è invasa da altre attività, residenziali artigianali e industriali che nulla hanno a che fare con l’agricoltura e che non potrebbero operare su quei terreni. Infatti  il CGA con il parere 649/02 ha affermato che la deroga all’art, 22 della legge regionale 71/78 che consente ai privati l’edificazione di insediamenti produttivi artigianali e industriali in zona agricola può avvenire solo se :

- non sono disponibili aree per insediamenti produttivi previsti dagli strumenti urbanistici comunali

- non sono disponibili aree attrezzate industriali e artigianali

- su porzioni dell’area interessata dall’insediamento insistono precedenti insediamenti produttivi.

Infine la deroga può essere ammessa solo se l’iniziativa privata è ubicata in un’area che alla data di entrata in vigore della legge regionale  n.2 del 2002 risulti già edificata con insediamento produttivo.

Nei comuni di Ragusa, Modica Giarratana, Scicli e Chiaramonte Gulfi non c’erano nel recente passato , e a maggior ragione non ci sono oggi, le condizioni né per la costruzione di insediamenti produttivi artigianali e industriali in zona agricola, né tantomeno per costruzioni plurime ad uso residenziale in zona agricola in quanto “la realizzazione di più unità abitative in zona agricola può costituire di fatto un insediamento abitativo che , in quanto tale, deve essere necessariamente previsto e disciplinato dallo strumento urbanistico generale ( punto 2 art. 7 legge 1150/1942). D’altronte ai sensi dell’art. 2 punto c del D.M. 1444/68 – i nuovi complessi insediativi – devono necessariamente ricadere nelle zone territoriali omogenee C, la cui edificazione ai sensi del punto III dell’art. 39 della legge 19/72 è subordinata all’approvazione dei piani attuativi, che conseguentemente non possono riguardare le zone E” .

Pertanto l’unico soggetto a poter operare è l’agricoltore.

Fra le falsità messe in giro, speriamo solo per ignoranza,  alcune sono assolutamente eclatanti :

  1. E’ stato detto, anche dall’assessore regionale all’agricoltura, che nel parco si potranno allevare solo razze autoctone come la Modicana. Falso, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi solo il 30% dei bovini appartengono a razze autoctone (Chianina e Romagnola) , le altre sono Charollaise, Limousine,e Simmenthal, che proprio locali non sono. Per queste razze, al pari di quelle autoctone, gli allevatori prendono contributi dall’Ente Parco. Tale situazione si riscontra anche in altri parchi nazionali.
  2. E’ stato detto che nelle zone A, B e C non si può entrare con i mezzi meccanici. Falso, nelle zone A, B e C nel Parco Nazionale d’Abbruzzo il transito e la sosta dei mezzi motorizzati sono vietati solo nei boschi e sui pascoli naturali. Nella zona C il divieto non concerne, altresì, chi abbia necessità di accedere per ragioni di lavoro, quali gli agricoltori.
  3. E’ stato detto che nei parchi non si può costruire. Falso , in diversi parchi nazionali  in zona B si possono aumentare le volumetrie esistenti del 10% e nella zona C del 20%. Addirittura nel Parco del Cilento e nel Parco dell’Arcipelago Toscano è  ammessa la costruzione a determinate condizioni di nuovi edifici ma solo in funzione degli usi agricoli, agrituristici e della residenza dell’imprenditore agricolo, nei limiti delle esigenze adeguatamente dimostrate da un apposito “piano di sviluppo aziendale” che riguardi l’insieme dei fondi e delle attività dell’azienda interessata.
  4. E’ stato detto che nei Parchi non si può coltivare nulla. Falso, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, in zona C si possono sviluppare colture estensive ed attività da reddito ed esercitate forme di agricoltura produttiva, per le quali il Parco promuove ed incentiva il passaggio all’agricoltura integrata o biologica. Si possono praticare anche altre produzioni agricole, quali seminativi, frutteti ecc. ma a carattere non intensivo.

Nel Parco del Cilento, il più simile al Parco degli Iblei, vengono coltivati la vite, gli ortaggi e l’ulivo. Quest’ultimo dopo la creazione del parco ha visto aumentare la superficie coltivata.

  1. E’ stato affermato che non si può intervenire sulla viabilità rurale. Falso anche questo. Le strade rurali esistenti si possono ampliare , ma solo se al servizio dell’agricoltura ed evitando l’impermeabilizzazione del suolo ( parco del Cilento e parco dell’Arcipelago Toscano).

A tutte queste possibilità operative si aggiungono poi i contributi al reddito che gli Enti Parco danno agli agricoltori e allevatori nei seguenti settori :

  1. concessione di contributi in conto capitale tesi a sostenere azioni di agricoltura ecocompatibili, l’allevamento di razze animali autoctone minacciate di erosione genetica, la coltivazione di varietà vegetali autoctone, la fruizione dell’ambiente naturale, il recupero funzionale del patrimonio edile rurale e la formazione professionale di operatori biologici.  (Parco del Gargano),
  2. introduzione dell’uso di energie alternative nelle aziende agricole; salvaguardia delle razze locali di animali domestici presenti nell’area protetta e nelle zone contigue, che corrono rischio di estinzione, riqualificazione delle strutture aziendali; produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli del Parco, introduzione in azienda di processi produttivi innovativi e realizzazione di punti vendita prodotti, ecc ( Parco Nazionale del Gran sasso e dei Monti della Laga),
  3. premio annuo quale contributo alla valorizzazione e promozione di prodotti tradizionali,  all’acquisto di attrezzature e ristrutturazione di edifici per attività produttive tradizionali e/o sperimentali, sostenibili (apicoltura, produzione di formaggi, gastronomia tipica,); interventi di valorizzazione e promozione di produzioni tipiche casearie, apìcolturali e di frutticoltura, recupero di razze e cultivar tradizionali. I premi vengono concessi, anche se in misura inferiore anche alle altre razze animali ( Parco Nazionale del Casentino)

e i vantaggi derivanti dall’applicazione del Piano di Sviluppo Rurale.

  1.  
    • la misura 121 – ammodernamento delle aziende agricole e la misura 122 – accrescimento del valore economico delle foreste, le più importanti, non solo si applicano nei parchi ma addirittura prevedono un contributo più alto del 10% rispetto alle zone non parco.
    • Stessa situazione per la misura 222 – primo impianto di sistemi agroforestali su terreni agricoli, per la quale le aziende nei  parchi hanno un contributo aggiuntivo del 10% rispetto alle altre.
    • Per le azioni 214/1A – metodi di gestione dell’azienda agricola ecosostenibile e 214/1B. – agricoltura e zootecnia biologica,   le aziende collocate nelle aree a parco hanno la precedenza rispetto alle altre.
    • La misura 216 – investimenti non produttivi in aziende agricole si applica poi nelle sole zone Natura 2000 ( Parchi) e/o di riconosciuto pregio naturale e paesaggistico qual è il Parco.

La disinformazione continua con l’affermazione che  il territorio del comune di Ragusa con il parco è totalmente escluso  dalle misure dell’asse 3 – qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale.

Falso anche questo , perché è proprio grazie al parco che  le aziende ragusane attualmente escluse dall’Asse 3 possono partecipare ai bandi per la misura 323Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale . Dice infatti il PSR a proposito della misura  323 : “La misura sarà realizzata nelle macro-aree rurali classificate come C e D, nelle zone ad alto valore paesaggistico ricadenti prioritariamente nelle aree Natura 2000, Parchi e Riserve regionali.

Falso quindi che i finanziamenti non arriveranno nelle aree parco e falso che nelle aree parco per le aziende agricole ci sia inedificabilità assoluta, divieto di trasformazione urbanistica ed edilizia, divieto di apertura di nuove strade e divieto di introdurre veicoli motorizzati. I vincoli assoluti valgono solo per le zone A che corrisponderanno a zone già vincolate, e non per le zone agrosilvopastorali dove si trovano la totalità delle imprese agricole.

Infine va sottolineato che nella Zona D: “Area di Promozione Economica e Sociale” non cambia quasi nulla infatti “sono consentite attività compatibili con le finalità istitutive del parco” di notevole interesse per la vita economica e sociale del parco stesso.

La zona D è destinata ad ospitare attività e servizi utili alla fruizione e alla valorizzazione del parco e allo sviluppo economico e sociale delle comunità locali, ivi comprese le attività residenziali, artigianali, industriali, ricettive, turistiche e agrituristiche, ricreative e sportive, con le attrezzature e infrastrutture a loro afferenti, come previste dagli strumenti urbanistici dei comuni.

Con la  zona D si individua ”la zona di espansione e sviluppo economico e sociale, che comprende i centri abitati e le loro eventuali e compatibili espansioni, nonchè le aree a destinazione di attrezzature produttive e ricreative, identificati dalle previsioni vigenti dei piani regolatori comunali.”

Il Parco rappresenta un’importante sfida verso un’economia sostenibile ,  l’unica via praticabile per un’agricoltura colpita dalla globalizzazione che solo nella qualità può trovare una via d’uscita alla crisi economica. Tutti i prodotti che porteranno il marchio del parco saranno non solo riconoscibili e differenziabili dai prodotti di importazione di bassa qualità, ma garantiranno al consumatore sicurezza e la qualità del made in Italy.

Tanto dovevano dire per riportare la discussione su di un piano di maggiore onestà intellettuale.

 

 

Ragusa 23/06/2010

 

                                                                                                   Il Presidente

                                                                                              Dr. Claudio Conti

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dopo aver coniato “l’utilizzatore finale” adesso hanno inventato la “violenza sessuale di lieve entità”. Che paese !!!!

22 giugno 2010 Nessun commento

da Repubblica : LA MOBILITAZIONE

Diteci chi ha firmato la norma “Reati sessuali di lieve entità”

di CARMINE SAVIANO
 

Diteci chi ha firmato la norma "Reati sessuali di lieve  entità"

ROMA - Appelli. Lettere. Presidi. Prosegue la mobilitazione contro la Legge Bavaglio. Sul web sono oltre 260mila i cittadini che hanno aderito a “Libertà è partecipazione informata”, l’appello lanciato da Stefano Rodotà con giuristi, giornalisti e blogger. E a Repubblica. it continuano ad arrivare foto dei Ragazzi del post-it. Il web è il cantiere delle proteste. In migliaia analizzano da giorni il testo del Ddl sulle intercettazioni. Polemiche sull’emendamento 1707: “Violenza sessuale di lieve entità”. Su Facebook, in 21mila, ne chiedono l’immediata cancellazione.

LO SPECIALE. COME FIRMARE, VIDEO, AUDIO, FOTO

L’emendamento 1707. Porta, tra gli altri, la firma di Maurizio Gasparri e di Gaetano Quagliariello, ed è da giorni al centro delle proteste di associazioni, politici e utenti del web. Che lo hanno già ribattezzato “Tutela Pedofili”. Duri i commenti online: “Ecco l’ultima trovata di casa Pdl: niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali ‘di lieve entità’ verso minori. Denunciamoli e diffondiamo la notizia: è ora di dire basta a questo scempio”. Sulla stessa linea la denuncia delle donne di Italia dei Valori. Che scrivono: “Riteniamo che il concetto di ‘violenza sessuale di lieve entità’ non debba assolutamente entrare nella legislazione che riguarda i reati sessuali in danno di minori”. Il rischio è “l’inevitabile riflesso negativo di questa norma sull’esito dei procedimenti giudiziari”. Per il Pd, “questa norma è un macigno che impedirà l’arresto in flagranza e il processo per direttissima dei pedofili”.

“Uscite dal Parlamento”. Inizia così la lettera aperta che molti cittadini stanno inviando a Pierluigi Bersani e ad Antonio Di Pietro. Una lettera il cui testo è ripreso da un articolo di Marco Travaglio. Appuntamento il 15 luglio, in piazza Montecitorio a Roma. Dove centinaia di cittadini si dicono “pronti ad incontrare in modo pacifico” il leader dell’Idv e il segretario del Partito Democratico. Ed in molti chiedono alle forze di opposizione un gesto simbolico, “lasciare l’Aula durante i lavori su ddl intercettazioni”. Continuano anche le micro manifestazioni dei viola. Che dopo il presidio a Firenze – durato un’intera settimana – annunciano nuove iniziative. Per oggi: appuntamenti a Roma e a Parma. 

07 giugno 2010)
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Rimborsi elettorali: Di Pietro indagato. Un film gia’ visto

21 giugno 2010 Nessun commento

21 Giugno 2010

Rimborsi elettorali: Di Pietro indagato. Un film gia’ visto

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La Procura della Repubblica di Roma ha fatto il suo dovere. Dopo aver ricevuto una denuncia contro di me da parte del solito onorevole Elio Veltri ha proceduto come si fa sempre in questi casi: mi ha iscritto nel registro degli indagati, come si rileva dall’agenzia stampa di oggi (cfr all. 1).
Anche stavolta ribadisco quello che ho sempre sostenuto: male non fare, paura non avere. Fornirò alla Procura di Roma tutte le spiegazioni del caso, corredate dalla relativa documentazione e chiamerò a testimoniare l’intero esecutivo nazionale di IdV per dimostrare che è tutto in regola e che né io né i miei collaboratori ci dobbiamo vergognare di nulla. Ma, anzi, dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto e stiamo facendo per contrastare il malaffare e ridare dignità a questo Paese.
Nell’attesa, però, che le indagini giudiziarie facciano il loro corso, sento il dovere (ma, confesso, anche il piacere) di mettere subito a conoscenza i lettori, gli elettori e tutta l’opinione pubblica di come stanno in realtà le cose. Pubblico, qui di seguito, una dettagliata memoria esplicativa con allegati tutti i documenti ivi richiamati che consegnerò al giudice e mi scuso, da subito, per la pedanteria, ma è ora di dire basta alle illazioni ed alle falsità che circolano intorno all’Italia dei Valori.
Riepilogo, innanzitutto, l’oggetto del contendere. L’onorevole Veltri mi ha denunciato perché – a seguito delle elezioni al Parlamento europeo del lontano 2004 in cui egli si era candidato con una lista presentata da IdV con il simbolo “Società civile, Di Pietro, Occhetto” – ora ritiene di avere diritto ad una quota del rimborso elettorale che IdV ha ottenuto in quell’occasione, sostenendo che egli si sarebbe candidato per conto di altra associazione politica, diversa da IdV. Cosa che né io né il partito siamo disposti a concedere.
Inoltre, Veltri sostiene che i rimborsi elettorali attribuiti al partito IdV siano stati da me dirottati ad altra entità giuridica, diversa dal partito originario. Anche quest’altra lamentela non ha alcun fondamento, come già è stato accertato numerose volte dalle varie Autorità giudiziarie civili, penali e amministrative. Si tratta, quindi, di una minestra riscaldata che viene riproposta per l’ennesima volta al solo scopo di delegittimare la mia persona ed il partito IdV in un importante momento della dialettica politica nazionale.
Peraltro, l’onorevole Veltri non è nuovo ad accuse infondate nei miei confronti. Di recente è stato, infatti, condannato in primo grado dal Tribunale di Monza a risarcirmi con oltre 50 mila euro di danno per avermi diffamato, sostenendo che io avevo iscritto al partito dei mafiosi. Risarcimento, peraltro, non pagato personalmente da lui ma dalla società editrice di Paolo Berlusconi, proprietario della testata giornalistica su cui la diffamazione è avvenuta. Anche la denuncia, di cui trattiamo oggi, è già stata oggetto di pubblicazione sui soliti quotidiani, appena depositata in Procura (e questo non per colpa dei magistrati, sia chiaro), come, ad esempio, su Il Messaggero del 4 giugno 2010 (cfr. all. 2) .

Ecco qui di seguito la mia versione dei fatti ed i relativi documenti:

A – LE MOTIVAZIONI DELL’ESPOSTO DI ELIO VELTRI:
Elio Veltri sostiene che tre singole persone (Di Pietro – Mura – Mazzoleni), si siano fraudolentemente impossessate dei rimborsi elettorali ricevuti dal partito “Italia dei Valori” in occasione delle elezioni per il Parlamento europeo del 2004, utilizzando lo schermo di un’associazione avente la stessa denominazione del partito.
Trattasi di una falsità assoluta, che può essere facilmente e documentalmente smontata. Dapprima, però, è opportuno inquadrare il contesto da cui nasce il rancore e la frustrazione dell’on.le Veltri.
Elio Veltri, per mezzo dell’associazione il Cantiere, ha promosso diversi giudizi – che hanno coinvolto anche la Camera dei Deputati, chiamata anch’essa inopinatamente in causa – in cui detta associazione ha tentato, ovviamente senza riuscirvi, di “mettere le mani” sul 50% dei rimborsi elettorali percepiti dall’Italia dei Valori in occasione delle elezioni al Parlamento Europeo del maggio 2004, assumendo che in quella occasione vi sarebbe stata la presentazione congiunta delle liste da parte di entrambi le formazioni politiche.
Produco subito – e tanto per inquadrare la temerarietà della pretesa – la prova documentale che smonta del tutto l’assurda richiesta avanzata da “Il Cantiere”, ovvero l’atto costitutivo di tale associazione, che è del 14 gennaio 2005 (all. 3), mentre le elezioni europee a cui taluni suoi futuri esponenti hanno partecipato sotto le liste di IDV sono avvenute il 12 e 13 giugno 2004: per definizione e per logica matematica, quindi, non poteva esservi stato alcun accordo con chi prima nemmeno materialmente e giuridicamente esisteva.
La verità è molto più lineare: il partito Italia dei Valori si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo del 12 e 13 giugno 2004 in tutte le circoscrizioni con proprie liste elettorali sotto il simbolo composito “Italia dei Valori – Società Civile – Di Pietro Occhetto” come risulta dall’attestazione del Ministero dell’Interno del 27.04.04 (cfr. all. 4), da cui pure risulta che il predetto simbolo è di esclusiva e piena disponibilità di IDV.
Tra le diverse personalità che si sono presentate con le liste dell’Italia dei Valori vi sono state anche, oltre l’On. Veltri, l’On. Achille Occhetto e l’On. Giulietto Chiesa, persone esterne al partito ed indipendenti rispetto ad esso.
Costoro, addirittura, ebbero a sottoscrivere – come tutti gli altri candidati, d’altronde – un attestato notarile in cui riconoscevano che il contrassegno ed i rimborsi elettorali competevano esclusivamente ad IDV (all. 5).
L’IDV ha ottenuto due seggi all’esito della competizione elettorale e, in forza di tale risultato, ha conseguito il diritto a percepire i rimborsi elettorali previsti ex lege.
Senonchè nel 2007 i predetti Chiesa ed Occhetto – dopo aver costituito nel 2005 l’associazione Il Cantiere – si sono rivolti al giudice per ottenere, sia da IDV sia direttamente dalla Camera dei Deputati, parte dei rimborsi elettorali spettanti a IDV per le elezioni suddette.
La causa di merito è ancora in corso, ma nel frattempo sono intervenute – da parte del Tribunale di Roma – ben due lapidarie ordinanze di rigetto di provvisoria esecuzione avanzate da Il Cantiere che di fatto e di diritto escludono ogni pretesa avversaria.
La prima è del G.I. dott. Oddi, che, con ordinanza di rigetto n. 22077/08 del 22.07.2008 (all. 6) , così si è espresso:
“…il diritto fatto valere (da il Cantiere) … non appare sussistere poiché:
il Cantiere – associazione politica fondata il 14.01.2005 data ampiamente successiva alle consultazioni elettorali tenutesi il 12 e 13 giugno 2004 – non può aver sostenuto le spese oggetto del rimborso de quo;
il Cantiere neppure sembra potersi qualificare successore (non è precisato se particolare o universale) de “I Riformatori dell’Ulivo”, che a dire dell’opposto (il Cantiere) avrebbe partecipato alla competizione elettorale in forma federata con Italia dei Valori ed avrebbe perciò diritto a pretendere il rimborso, per due ordini di ragioni: in primo luogo, né nell’atto costitutivo né nel manifesto politico denominato “carta di intenti”, né in alcuno degli altri documenti prodotti e riferibili a Il Cantiere la veste di successore è mai, neppure indirettamente, rivendicata; in secondo luogo, un’eventuale successione sul piano politico a I Riformatori per l’Ulivo non assume alcun rilievo giuridico, posto che il procedimento successorio produce degli effetti della traslazione dell’intero patrimonio giuridico di alcune o anche di una sola situazione giuridica soggettiva di quel patrimonio da un soggetto di diritto ad un altro solo se vi sia una forma espressa di volontà del dante causa in tal senso o lo prevede espressamente la legge: nulla di tutto questo è dato riscontrare nella fattispecie in esame;
la circostanza che le stesse persone fisiche abbiano dato vita dapprima ai Riformatori per l’Ulivo e poi a Il Cantiere, ferma restando la continuità di intenti, se può assumere un qualche rilievo sul piano politico, non ha alcuna importanza sub specie iuris, poiché dimostra, al più, quei soggetti che hanno dato vita a due distinte aggregazioni, diversamente denominate, per perseguire gli stessi obiettivi politici;
peraltro I Riformatori per l’Ulivo non sembrano avere assunto la connotazione di un soggetto di diritto (associazione o altro organismo collettivo che possa essere stato centro di imputazione di rapporti giuridici), posto che non risulta prodotto (in quanto non risulta mai essere stato redatto) l’atto di costituzione previsto dall’art. 14 c.c. e posto altresì che, dalla documentazione acquisita, non è dato desumere alcun elemento che induca a ritenere l’esistenza, giuridicamente rilevante, di un simile soggetto di diritto;
ben diversamente la documentazione prodotta dimostra che la denominazione “Riformatori per l’Ulivo” era una mera designazione di un’area politica, interna allo schieramento del centro – sinistra ma ciò non è sufficiente ad integrare un soggetto di diritto
La seconda ordinanza, sempre dello stesso G.I. di Roma è del 07.10.08 ed in essa il giudice, dopo aver richiamato e fatto proprie le argomentazioni già espresse nella precedente ordinanza, testualmente afferma che “…la domanda è priva del requisito del fumus boni juris…”.(cfr. all. 7).
Nel merito, essendo la causa ancora in corso – e per quanto possa interessare in questa sede – si allega alla presente memoria la seguente documentazione di parte IDV (con annessa documentazione ivi richiamata):
comparsa di costituzione e risposta del 18 luglio 2008 (all. 8) ;
note di udienza del 18 luglio 2008 (all. 9);
memorie ex art. 183 VI co n. 1 cpc (all. 10);
memorie ex art. 183 VI co n. 2 cpc (all. 11);
memorie ex art. 183 VI co n. 3 cpc (all. 11 bis);
Nonostante la bruciante sconfitta giudiziaria, quelli de Il Cantiere (e Veltri con essi e per essi) azzardano un’altra carta processuale: quella di far dichiarare non più esistente l‘Italia dei Valori per mancanza della pluralità degli associati. A tal fine, essi depositano nel luglio 2007 un’istanza di nomina di liquidatore dell’IDV innanzi il Tribunale di Milano.
Il Procedimento di Volontaria Giurisdizione è stato contraddistinto con il rgn 5522/07 e il Presidente del Tribunale Dott. Tarantola fissava l’udienza per la comparizione delle parti al 29/09/2007 e nel contraddittorio delle parti costituite il prefato Tribunale, previa acquisizione del parere del P.M., con provvedimento del 22/10/2007, accertando che il partito IDV è perfettamente in grado di funzionare e raggiungere i suoi scopi, ha rigettato l’istanza di nomina di liquidatore (cfr. all. 12).
Già queste prime argomentazioni e queste prime produzioni documentali possono essere sufficienti per far rilevare come, anche in sede di causa civile, Il Cantiere – dopo aver preso atto della insostenibilità della propria pretesa a vedersi riconosciuta una quota dei rimborsi elettorali – ha cercato e sta cercando in tutti i modi di intralciare il diritto di IDV ad ottenere a sua volta i rimborsi a lei spettanti, adombrando dapprima l’inesistenza della formazione politica e poi addirittura ed al contrario l’esistenza di un doppio soggetto giuridico – il partito e l’associazione di IDV – il primo per fare politica ed il secondo per incassare privatamente i rimborsi.

B – IL PARTITO “ITALIA DEI VALORI”:
L’Italia dei Valori non è un’associazione familiare o personale, come si vuol tentare di far credere. Certo, come tutti gli altri partiti e le totalità delle associazioni, è nato per iniziativa ed impulso del suo fondatore come da atto costitutivo e relativo Statuto a suo tempo redatto (cfr. all. 13).
Nel corso degli anni, però, il partito ha avuto modo di affermarsi e radicarsi costantemente nel territorio ed è oramai un partito politico di caratura nazionale, presente come autonomo “Gruppo politico” alla Camera dei Deputati (all. 14), al Senato della Repubblica (all. 15), al Parlamento europeo (all. 16), in quasi tutti i Consigli regionali (all. 17), in molti Consigli provinciali ed in una miriade di Consigli Comunali.
Lo Statuto iniziale di IDV è stato modificato diverse volte per renderlo man mano corrispondente alle sempre maggiori attività e responsabilità che il partito è andato assumendo nel corso degli anni ed attualmente lo statuto vigente è quello varato con atto notarile Rep. 36329 – Racc. 12.113 del 01 dicembre 2009 (all. 23), modificativo del precedente del 19 gennaio 2009 (all. 24).
Preme, anche in questa sede, ribadire che il movimento politico Italia dei Valori e l’associazione politica avente statutariamente lo stesso nome non sono due entità diverse – come vorrebbe far credere l’On. Elio Veltri (già smentito dai tribunali civili e penali).
L’Italia dei Valori ha sempre avuto una ed una sola “soggettività giuridica” e come tale è stata sempre esteriorizzata. Produco al riguardo la seguente prova documentale:
unicità di codice fiscale ed unica partita IVA, sia che IDV la si voglia chiamare “associazione” che “partito”;(cfr. all. 25). Pertanto è assolutamente mistificatorio asserire – come hanno tentato di insinuare Veltri e quelli de Il Giornale – che esisterebbero due realtà associative: una facente capo a pochi intimi, titolari della posizione fiscale CF 9002459028 ed un’altra posizione fiscale facente capo al partito IDV (posizione fiscale che invece non esiste e non è mai esistita, né è mai stata esteriorizzata in alcun modo).
unicità della titolarità dei conti corrente ove sono stati fatti affluire i rimborsi elettorali e da cui sono state effettuate le relative spese elettorali e di gestione: qualsiasi rimborso elettorale ricevuto da IDV non è mai transitato da conti correnti del partito a quelli dell’Associazione o viceversa proprio perché non vi sono mai stati duplicazioni di conti o storni di fondi dall’unica Tesoreria di cui il partito-associazione si è dotato, come da documentazione prodotta agli organi competenti nel corso degli anni; (cfr. all. 26);
unicità dei bilanci annuali (e delle allegate relazioni sulla gestione) presentati da Italia dei Valori agli Organi di controllo (cfr. all. 27). Anche da essi si evidenzia e si dimostra che l’Associazione ed il partito IDV hanno la stessa soggettività giuridica;
unicità dei rendiconti presentati da Italia dei Valori con riferimento alle spese elettorali sostenute nelle varie campagne elettorali (all. 28). Se l’associazione fosse stata una realtà diversa dal partito, non avrebbe mai potuto pagare le ingenti somme sostenute per le campagne elettorali e per l’attività politica. Dai bilanci e dalle relazioni allegate risulta per tabulas che l’unica fonte di finanziamento del partito sono stati direttamente i rimborsi elettorali, rimborsi che non sono mai passati prima nella titolarità di altre associazioni se non il partito medesimo;
unicità della sede: lo stesso statuto IDV (art. n. 1) espressamente specifica che – oltre alla sede legale di Milano – l’IDV si è dato anche una sede politica a Roma di talchè è errato ritenere che a Roma ci sia la sede del partito e a Milano quella dell’associazione. E’ sempre e solo lo stesso soggetto giuridico ad aver aperto entrambe le sedi (all. 29);
unicità di legale rappresentanza: è sempre e solo lo stesso tesoriere ad agire in nome e per conto di IDV, sia che lo si voglia definire “partito” o “associazione” (all. 30);
unicità di presentazione delle liste e di deposito del contrassegno nelle competizioni elettorali politiche ed amministrative, come esemplificativamente rilevasi da alcuni dei tanti documenti depositati al Parlamento, al Ministero dell’Interno ed agli organismi elettorali territorialmente competenti (all. 31);
unicità del soggetto giuridico che infine è reso ancor più evidente dal nuovo Statuto approvato il 19.01.2009 in cui – proprio per evitare malevoli interpretazioni – è stato esplicitato che il “partito” nazionale IDV è “altrimenti denominato” “associazione” IDV: ragion per cui trattasi sempre e comunque dello stesso soggetto di diritto (cfr. precedenti allegati 23 e 24).
Ma vi è di più. E’ stata la stessa Camera dei Deputati, investita formalmente della questione ad affermare – nel rigettare il ricorso prestato da Il Cantiere – che “… l’asserita distinzione soggettiva tra Associazione e Movimento Politico “Italia dei Valori non risulta rilevante ai fini del soggetto elettorale avente titolo ai rimborsi (e cioè la lista elettorale “Italia dei Valori – Lista Di Pietro”) e delle persone fisiche titolate a ricevere i rimborsi per conto di detta lista (gli autocertificati rappresentanti della medesima)…” (cfr. deliberazione Camera Deputati n. 35 del 29 luglio 2008, all. 32).
Insomma il partito e l’associazione sono la stessa cosa, un solo e medesimo soggetto giuridico.
In sostanza l’Italia dei Valori si è comportata alla stessa stregua di tanti altri partiti, prevedendo clausole statutarie di garanzia per la funzionalità del partito e per metterlo al riparo dai tanti soggetti strani che girovagano di partito in partito alla ricerca di occasioni propizie per spillare qualche quattrino o qualche vantaggio indebito (come nel caso si specie!).
Del tutto fuori luogo, quindi, sono le mille elucubrazioni rinvenibili nelle argomentazioni di Veltri e degli altri esponenti de Il Cantiere per cercare di dimostrare che lo Statuto di IDV preveda o aveva previsto clausole organizzative a maglie così strette da rimettere tutte le decisioni in capo al solo socio fondatore Antonio Di Pietro. Non è vero (basta leggere lo Statuto nella sua attuale versione definitiva per averne la riprova) ma – anche se fosse – ciò rientra nella libera facoltà dei soci e aderenti dell’associazione, come previsto e tutelato dall’art. 36 c.c.. Peraltro e per inciso, vale la pena ricordare, anche se è fatto notorio, che – per i partiti politici – a tutt’oggi non esiste un Regolamento codificato a cui far riferimento e quindi anche per loro vale il principio della totale libertà di stabilire proprie regole interne di funzionamento e di amministrazione.
Come emerge per tabulas, la posizione fiscale è in realtà unica, il soggetto giuridico che si è presentato e si presenta alle elezioni e fa politica è uno ed uno solo – l’Italia dei Valori – ed i rimborsi elettorali ricevuti ed incassati sono sempre rimasti nella disponibilità di una sola Tesoreria ed ivi si trovano (al netto delle spese elettorali e di gestione sostenute e documentate) anche ora, dopo l’avvento del nuovo e vigente Statuto del partito.
Insomma non è proprio vera – ed anzi è gravemente calunniosa e diffamatoria – l’affermazione di Elio Veltri laddove afferma – come dichiara il Messaggero del 4 giugno scorso – che “la richiesta e la gestione dei fondi elettorali sarebbero così nella esclusiva disponibilità dei tre componenti dell’associazione” e ciò “lo dimostrerebbe il fatto che il movimento non abbia chiesto il codice fiscale, condizione necessaria per percepire il denaro”. Il codice fiscale è stato chiesto eccome ed è stato anche ed ottenuto. E’ il n.ro 9002459028 8 cfr. precedente all. 47) . Tale numero è sempre stato uno ed uno solo proprio e solo perché uno ed uno solo è il soggetto giuridico Italia dei Valori. Ed infatti è sempre con lo stesso codice fiscale che Italia dei Valori ha incassato nel tempo i rimborsi elettorali, ha effettuato tutte le spese occorrenti alla gestione del partito ed ha trattenuto negli stessi depositi bancari le somme non spese, ove – ripetesi – trovansi tuttora!!!

C – CORRETTEZZA BILANCI E RIMBORSI ELETTORALI IDV:
I rimborsi elettorali erogati dalla Camera dei Deputati sono confluiti nelle casse di Italia dei Valori (soggetto, ripetesi, unitario) e da IDV sempre utilizzati esclusivamente per finalità di istituto.
Si contesta, pertanto, con tutta la forza e l’indignazione possibile l’assunto secondo cui sarebbero stati realizzati due “entità distinte” – l’associazione personale Italia dei Valori ed il partito Italia dei Valori – con finalità diverse: il partito per fare politica e l’associazione per incassare privatamente i rimborsi elettorali.
Mai alcun euro di rimborso elettorale è stato incassato privatamente da chicchessia e gli avanzi di gestione, man mano che sono maturati, sono sempre rimasti interamente nelle mani e nella disponibilità esclusiva della Tesoreria del partito.
Sempre avendo riguardo alla asserita “doppia partita contabile” (in realtà, ripetesi, inesistente) tra associazione e partito, evocata da quelli de Il Cantiere e da alcuni pseudo-giornalisti , giova in questa sede riferire che sul punto si è già espresso, e per ben cinque volte, lo stesso Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati riconoscendo la legittimità dell’operato di IDV, del suo Statuto e dei suoi bilanci e rendiconti, con esplicito rigetto delle istanze ex adverso avanzate da Il Cantiere.
In particolare la Camera dei Deputati ha respinto per tre volte le istanze – tendenti a far disconoscere il diritto di IDV a ricevere i rimborsi elettorali – avanzate da Occhetto per conto de Il Cantiere e per due volte quelle avanzate da un altro ricorrente, tale Di Domenico aventi lo stesso oggetto, come dimostra la seguente documentazione:
delibera Camera dei Deputati 26.10. 2004 – Di Domenico (cfr. all. 33);
delibera Camera dei Deputati 26 luglio 2005 – Il Cantiere (cfr. all. 34);
delibera Camera dei Deputati 26 luglio 2007 – Il Cantiere (cfr. all. 35);
delibera Camera dei Deputati 26 febbraio 08 – Il Cantiere (cfr. all. 36);
delibera Camera dei Deputati 29 luglio 2008 – Il Cantiere (cfr. all. 37);
Anche tutti gli altri organi amministrativi, giudiziari e di controllo hanno sempre riscontrato la legittimità dello Statuto così come adottato e la correttezza delle appostazioni di bilancio e della rendicontazione presentata da IDV, ogni qual volta detta documentazione è stata richiesta.
In particolare, la Camera dei Deputati ha sempre avuto modo di esaminare lo Statuto e l’atto costitutivo di IDV ogni qual volta fantomatiche associazioni (leggasi Il Cantiere) hanno avanzato pretese nei confronti dell’IDV senza che detto organo sollevasse alcun rilievo e/o obiezione.
Ed infatti questi organi hanno sempre ritenuto legittime le clausole statuarie previste dai soci di IDV, proprio perché trattasi di un diritto costituzionale riconosciuto a chiunque quello di associarsi “liberamente” per costituire associazioni politiche sotto qualsiasi forma e nel modo ritenuto più opportuno.
Anche le Autorità di controllo hanno sempre confermato la legittimità dei finanziamenti ottenuti da IDV e la correttezza dei bilanci e dei rendiconti predisposti e depositati da IDV.
A riprova di ciò si depositano i seguenti Referti rilasciati nel corso degli anni dal Collegio di Controllo sulle spese elettorali della Corte dei Conti, riguardanti il partito Italia dei Valori:
referto Corte dei Conti per le elezioni al Parlamento italiano del 13 maggio 2001 in cui si attesta la regolarità dei rendiconti IDV (all. 38);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni al Parlamento europeo del 12 e 13 giugno 2004 in cui se ne attesta la regolarità (all. 39);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni regionali del 2005 in cui se ne attesta la regolarità (all. 40);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile 2006 in cui se ne attesta la regolarità (all. 41);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni regionali Molise del 5 e 6 novembre 2006 in cui se ne attesta la regolarità (all. 42);
referto della Corte dei Conti sui consuntivi presentati da IDV a seguito delle elezioni politiche 2008 in cui se ne attesta la regolarità.
In relazione alle elezioni al Parlamento europeo del 2009, la Corte dei Conti non ancora ha rilasciato materialmente al Presidente della Camera i referti relativi a tutti i partiti che hanno partecipato alla competizione elettorale.
Anche l’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati d’intesa con il Presidente del Senato, organo costituzionale a cui è demandato il compito di certificare la regolarità dei bilanci dei partiti, ha avuto modo di riscontrare e dare atto dell’assoluta regolarità dei bilanci (rectius Rendiconti di esercizio) redatti e prodotti da IDV dalla sua costituzione ad oggi, come dimostrato dalla seguente documentazione:
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al Rendiconto 2001 (cfr. all. 44);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2002 di IDV (cfr. all. 45);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2003 di IDV (cfr. all. 46);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2004 di IDV (cfr. all. 47);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2005 di IDV (cfr. all. 48);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2006 di IDV (cfr. all. 49);
attestazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati in relazione al rendiconto 2007 di IDV;
Ad ogni buon conto – e per una migliore e più esaustiva cognizione e conoscenza da parte di codesta Autorità – si allegano i bilanci di IDV dalla sua costituzione ad oggi, così come sono stati depositati alla Camera dei Deputati e pubblicati nelle forme di legge:
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2001 (all. 51);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2002 (all. 52);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2003 (all. 53);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2004 (all. 54);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2005 (all. 55);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2006 (all. 56);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2007 (all. 57);
Rendiconto esercizio, relazione gestione e nota integrativa 2008 (all. 58);
Ovviamente manca il rendiconto relativo all’anno 2009, semplicemente perché non ancora scadono i termini per la presentazione (30 giugno 2010).
In conclusione, vi è la prova documentale della correttezza e regolarità della gestione finanziaria del partito Italia dei Valori.
Nessuno si è appropriato indebitamente del denaro erogato dallo Stato né lo ha utilizzato per fini diversi da quelli previsti dalla legge. Anzi, semmai, è proprio il tentativo – portato avanti anche da Elio Veltri – di bloccare i finanziamenti dovuti ad IDV per la sua attività politica a configurare una violazione del diritto costituzionale dei cittadini ad associarsi liberamente ed a partecipare in regime di pari opportunità alle varie competizioni elettorali.

D – INTERVENUTO GIUDICATO SUI FATTI DI CAUSA:
Pur nella consapevolezza che le questioni preliminari vanno affrontate e risolte preventivamente al merito, mi permetto solo ora di farne menzione in quanto sia io che gli altri dirigenti del partito abbiamo voluto soprattutto rimarcare la correttezza dei nostri comportamenti e l’infondatezza delle allusioni pubblicate.
Orbene, mi preme osservare che i fatti esposti da Veltri e di cui dà conto l’articolo sopra indicato sono stati già oggetto di approfondite indagini da parte di diverse Procure della Repubblica in occasione di analoghi esposti proposti da tale Mario Di Domenico, altro soggetto rancoroso verso l’Italia dei Valori ed ora collegato a Veltri.
Si tralasciano in questa sede le ben 17 cause civili e amministrative che hanno visto soccombente il Di Domenico ma si allegano i seguenti tre consecutivi decreti di archiviazione, emessi dal giudice penale nei miei confronti da cui risulta accertato che nella gestione del Partito IDV non è stato commesso alcun reato da chicchessia:
ll G.I.P. di Roma, dr. Imperiali, nel procedimento penale nei confronti dell’On. Di Pietro, n 81/07 RGPM – 4620/07, ha emesso decreto di archiviazione per insussistenza dei fatti (all. 59), su conforme richiesta di archiviazione del P.M. dr. Amato (all. 60).
il G.I.P. di Roma, dr. Silvestri, nel procedimento penale nrg 7739/09 instaurato nei confronti dell’On. Di Pietro, ha emesso decreto di archiviazione sempre per insussistenza dei fatti (all. 61), su conforme richiesta del PM dr. Pollidori (all. 62);
Il G.I.P. dott.ssa Cristina Marzagalli, del Tribunale di Busto Arsizio, nel procedimento penale nrg 1038/09 aperto nei confronti di Di Pietro e Mura sempre per gli stessi fatti ha disposto l’archiviazione (all. 63) su conforme richiesta del P.M. procedente richiesta di archiviazione per ne bis in idem oltre che per ulteriori ragioni di merito e processuali (all. 64).
È evidente, quindi, che nessuna irregolarità è stata riscontrata nonostante le approfondite indagini svolte: questo in quanto la gestione del partito IDV è da sempre stata trasparente in ogni suo aspetto e, per come è stato dimostrato per tabulas, tutti i rimborsi percepiti da IDV sono stati regolarmente rendicontati.

E – IL RUOLO POLITICO DEL DENUNCIANTE VELTRI:
So bene non essere questa la sede per far valere i miei diritti e quelli degli altri dirigenti del partito nei confronti delle continue diffamazioni, denigrazioni e falsità che Elio Veltri – ed altri in concorso con lui – propinano all’opinione pubblica italiana.
Devo rimarcare, però, come la reiterazione del ricorso a plurime A.G. per plurime volte nonché le ostentate pubblicazioni delle denunce stesse (subito riprese da organi di stampa compiacenti) non sono altro che un’evidente ritorsione politica nei miei e del partito Italia dei Valori. Ritorsione e rancore ancora più evidenti se si considera che Elio Veltri è già stato ritenuto responsabile di diffamazione aggravata nei miei confronti e per questo condannato, in solido con altri, a risarcire la parte civile con 44.000 euro di danni, come risulta dalla sentenza di primo grado, provvisoriamente esecutiva, del Tribunale di Monza n.ro 634/10 del 18.01.2010 (cfr. all. 65).

F – CONCLUSIONI:
Fin qui i fatti – documentati e provati – nella loro nuda e cruda realtà. Fatti che smentiscono totalmente le elucubrazioni dell’esponente e le conseguenti illazioni, strumentalizzazioni e denigrazioni contenute sui soliti organi di stampa.
Ora non mi resta che attendere fiducioso la valutazione del giudice, nei cui confronti mi sono già messo a disposizione perché – come dicevo all’inizio – “male non fare, paura non avere”.

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