11 ottobre 2010
Dipartimento Politiche Giovanili Italia dei Valori RAGUSA
Attraverso il presente comunicato il Dipartimento Politiche Giovanili di Italia dei Valori esprime la propria adesione alla manifestazione del mondo della scuola che avrà luogo a Ragusa in P.zza Zama venerdì 8 ottobre alle 9:00.
Continuano a chiamarla Riforma, ma a noi sembra tanto un taglio orizzontale al sapere, infatti da questo Settembre hanno tagliato altri 41.200 posti (25.600 docenti e 15.600 ATA), dopo i 57.000 eliminati lo scorso anno. Vogliono distruggere la scuola pubblica distruggendo le risorse umane e negando normali apporti finanziari. In tutta Europa, nonostante le note difficoltà finanziarie, nessun governo tocca la scuola, che anzi ottiene finanziamenti ulteriori. In Italia, il Paese che, come dimostrano i recentissimi dati OCSE, spendeva già la percentuale più bassa del prodotto interno lordo per istruzione, università e ricerca, vengono sottratti alla scuola 8,5 miliardi di euro. Il saldo è
peraltro negativo anche sotto il profilo della qualità. Per la prima volta abbiamo un Liceo Scientifico privo del latino, una drastica riduzione dei programmi di storia nella Primaria, l’impoverimento generalizzato delle ore di italiano, il taglio delle ore di laboratorio persino negli istituti Tecnici e nei Professionali. Il Governo delle tre “i” ha addirittura ridotto l’informatica e fatto
sparire il bilinguismo nella Media di primo grado. Questa è una scuola minimalista: una vera e propria condanna per un Paese ove il 47% della popolazione in età lavorativa ha al massimo la terza media (dati Istat). Particolarmente allarmante risulta la situazione delle università dove, per effetto della riforma attualmente in discussione in Parlamento, avranno il sopravvento criteri di gestione meramente aziendalistici a discapito della qualità della didattica e della ricerca.
Una scuola pubblica forte e vitale è la chiave di un paese civile, sano e prospero, base di cittadini preparati e menti vivaci e consapevoli. Quella in cui vivremo invece sarà una scuola di stampo fortemente classista poichè, mentre da un lato i figli dei ricchi potranno permettersi preparazioni elitarie in istituti privati sempre più distinti per livello di insegnamento e di strutture (si noti come la scelta di affrontare la crisi apportando tagli all’istruzione non influisca in alcun modo su questi istituti che invece vedono aumentare le risorse destinategli dal governo); dall’altro lato i figli della gente “normale” che non può permettersi le “rette” dei privati saranno costretti a studiare in strutture sempre più fatiscenti assolutamente trascurati dai pochi docenti che intrappolati dai programmi e dall’aumento degli alunni da seguire (spesso più di trenta studenti per classe) non potranno curare le individuali capacità di apprendimento e di sviluppo degli studenti.
L’otto ottobre, data del primo sciopero del nuovo anno scolastico, protesteranno gli studenti, con manifestazioni in tutta Italia. Noi Giovani IdV manifesteremo insieme loro.

