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13 maggio 2011

SALONIA DELL’ITALIA DEI VALORI SUL MANCATO FINANZIAMENTO DELLA LEGGE SU IBLA

Il consigliere uscente della circoscrizione Ragusa Centro, Gianluca Salonia, di Italia dei Valori, profondo conoscitore delle problematiche legate al centro storico e promotore di innumerevoli iniziative popolari a favore della sua salvaguardia rivitalizzazione e valorizzazione, interviene sul mancato finanziamento della legge speciale su Ibla, la 61/81, il cui trentesimo anniversario è stato così “festeggiato” dalla classe politica nostrana.

Ecco le affermazioni di Salonia:

Ritengo il mancato finanziamento della Legge Speciale 61/81 sul centro storico di Ibla e di una piccola parte del centro storico di Ragusa superiore un fatto estremamente grave.

Appaiono stucchevoli le accuse reciproche da parte di schieramenti politici che avrebbero dovuto essere vigili con i propri rappresentanti presso la Regione Siciliana affinchè la legge venisse rifinanziata come da decenni avviene puntualmente ed invece nessuno in concreto ha fatto nulla con il risultato che la legge c’è, esiste ancora, ma non ha nessun finanziamento!

Dunque per l’anno 2011 mancano ben 5 milioni di euro per la legge su Ibla, anche se in questi ultimi giorni diversi esponenti politici rassicurano che non ci sono problemi e che la legge verrà rifinanziata.

Una cosa è certa: da tempo si ha la percezione di come questa legge speciale che ha permesso di avere uno dei centri storici più belli d’Italia e del mondo, abbia anno dopo anno sempre più “difficoltà” ad essere finanziata.

A seguito di questo evento inoltre diversi deputati Regionali e Sindaci di altri comuni hanno evidenziato la necessità di estendere i benefici della 61/81 ad altri comuni dove insistono beni e monumenti patrimonio dell’UNESCO.

Rispetto a tutto questo io penso che bisogna investire sicuramente nei centri storici che hanno una particolare valenza storica e architettonica, anche perchè in tanti, troppi, casi, i centri storici (in Sicilia in particolare) vengono abbandonati a seguito di politiche urbanistiche non di vero recupero ma di allargamento verso le periferie.

In tal senso ritengo che non si debba mettere in discussione ciò che esiste e che ha dato buoni risultati come la legge 61/81 su Ibla, continuando a finanziarla e contemporaneamente aprire un dibattito serio sul recupero e la vivibilità dei centri storici di pregio presenti nella nostra isola.

Ragusa ne è un esempio. forse unico in Sicilia, avendo in realtà ben due centri storici ovvero Ibla e Ragusa superiore.

Ibla è infatti diventata un luogo di forte richiamo turistico grazie anche e sopratutto alle opere a 360° che questa legge ha permesso di effettuare andando a riqualificare e impreziosire questa parte della città (anche se c’è ancora tantissimo da fare), creando ricchezza diffusa con tante attività ricettive, artigianali e commerciali in genere.

Ragusa superiore, il cui perimetro previsto nell’ultimo piano regolatore è stato esteso fino alla chiesa dei Salesiani, vive un momento che non ho difficoltà a definire “tragico” con il progressivo spopolamento e deterioramento sociale, culturale e commerciale!

Sicuramente le responsabilità sono da ricercare nelle politiche urbanistiche attuate fino ad oggi che anzichè puntare alla riqualificazione e rivitalizzazione di questo quartiere hanno visto l’approvazione delle aree PEEP per una estensione di 2 milioni di metri quadrati che andranno a formare una nuova città di 10.000 abitanti togliendo linfa vitale proprio al centro storico.

Ma accanto a questo fatto che considero deleterio per la nostra città, c’è anche il problema fondamentale del reperimento di ingenti somme che possano permettere al centro storico di Ragusa superiore di essere riqualificato veramente con il rifacimento degli impianti idrici e fognari, delle strade e dei marciapiedi, della pubblica illuminazione, con gli adeguamenti sismici, ecc…

Ecco perchè ritengo possa essere utile aprire un dibattito presso l’ARS che permetta di pensare a una inversione di tendenza della politica urbanistica in favore dei centri storici, in maniera tale da far rinascere, con appositi fondi, quartieri che rappresentano la nostra storia e la nostra identità e che, se riqualificati, rappresenterebbero una fonte di sviluppo sostenibile importantissima sopratutto per i nostri giovani, con la nascita di nuove residenze, con nuove attività culturali, sociali, turistiche, ricettive, artigiani, artistiche e commerciali.

Al Nord questo processo di inversione di tendenza dalla periferia e dai centri commerciali verso i centri storici è iniziato da qualche anno. Per una volta non potremmo essere virtuosi e lungimiranti facendo tesoro di processi che ci hanno preceduto?

 

Ufficio Comunicazione e Stampa

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