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9 settembre 2011

La verità sull’Università: oltre il danno la beffa

Ragusa, 8 settembre 2011

Conferenza stampa stamani di Italia dei Valori sul tema: “la verità sull’Università. Oltre al danno, la beffa!”. Il coordinatore e consigliere provinciale Giovanni Iacono, il rappresentante degli studenti di lingue e membro del coord. provinciale di IdV Paolo Pavia e  il vice coord. prov.le Pietro Savà hanno svolto un excursus sugli avvenimenti che hanno fatto seguito alla convenzione stipulata il 21.06.2010.

Giovanni Iacono ha ripercorso l’iter seguito ed ha prodotto tutta la documentazione a supporto. Ha messo in evidenza come il progetto del Quarto Polo Universitario pubblico sia fallito, di fatto con il disimpegno dell’Università Kore di Enna, appena due giorni dopo le dichiarazioni trionfali del Sindaco di Ragusa, del Presidente della Provincia, del Presidente f.f. del Consorzio Universitario.

Da oltre un anno e mezzo si era a conoscenza che i corsi di laurea delle facoltà di Agraria e Giurisprudenza sarebbero rientrati a Catania a partire dall’a.a. 2011/2012, eppure si sono alimentate illusioni a danno di cittadini e studenti durante la scorsa campagna elettorale a Ragusa, creando disagi enormi a studenti e famiglie con il rischio per molti di non poter continuare gli studi.

Perché mobilitarsi soltanto a settembre 2011, dopo oltre un anno, quando è del tutto svanita ogni possibilità di riprendere in mano la vicenda? Mobilitarsi contro chi? Contro chi ha sottoscritto la convenzione di giugno 2010? A fine giugno si poteva tentare di ottenere il mantenimento, ad esaurimento, dei corsi di Agraria e Giurisprudenza, ma la condizione posta dall’Università di Catania era una rigorosa verifica delle disponibilità finanziarie a copertura delle maggiori spese, eccedenti quelle già previste dalla convenzione in vigore e, in primo luogo, il pagamento di quanto dovuto all’Ateneo alla data del 30 giugno 2011.

Ebbene, malgrado le rassicurazioni in merito fornite dai vertici del Consorzio e dai soci, Italia dei Valori ha prodotto le certificazioni contabili che smentiscono clamorosamente quanto dichiarato e dimostrano che alla data del 30 giugno 2011 erano stati versati all’Università di Catania, ZERO euro!

Su 1.450.000 euro che dovevano essere versati già alla data del 31.10.2010, tra il 4/07 e il 15/07/2011 erano stati versati 350.000 euro, e quindi resta ancora un debito di 1.100.000 euro quale residuo su quanto dovuto al 31/10/2010. Quanto alla rata scaduta il 30 giugno, da corrispondere a saldo di quanto dovuto per i corsi di studio della facoltà di Lingue e Letterature straniere, sono stati contabilizzati versamenti per una complessiva somma di euro 750.000 tra il 22 luglio e il 19 agosto 2011.

La quota relativa al piano di rientro dall’esposizione precedente, come da transazione sottoscritta il 22 giugno 2010 e scaduta il 31 luglio 2011 per la somma di 650.000 euro, non è stata versata per nulla e l’Università ha diffidato al pagamento entro 15 giorni il Consorzio universitario Ibleo, pena il ricorso alle vie giudiziarie.

Entro il 31/10/2011 bisognerà versare ulteriori 1.712.500 euro che, sommate alle rate non pagate, ammontano a 3.462.500 da versare tassativamente entro il prossimo 31 ottobre.

A tutto ciò, c’è da aggiungere il maggior danno derivante dall’applicazione degli interessi moratori, come da convenzione (art. 7) che potrebbero vanificare in gran parte le somme che l’Università dovrà rifondere al Comune e alla Provincia di Ragusa quale quota parte (pari al 70%) delle tasse universitarie versate dagli studenti ragusani.

Iacono ha fermamente stigmatizzato, come già aveva fatto in sede di bilancio preventivo alla Provincia il 17/6/2011, il mancato rispetto delle scadenze contrattualmente sottoscritte ed è ingiustificabile l’aver tagliato del 50% i fondi per l’Università in sede di bilancio preventivo, oltre al successivo taglio di 350.000 euro ad opera dei Consiglieri Provinciali di maggioranza e tutto ciò a fronte di obblighi contrattuali precisi.

Italia dei Valori ha anche snocciolato i dati ufficiali degli Iscritti che negli ultimi tre anni accademici sono passati da 3236 a 2145, con la chiusura di vari corsi di laurea.

Il danno stimato all’economia ragusana per la chiusura dei corsi di Agraria e Giurisprudenza ammonta, secondo IdV e per difetto, a 3 milioni di euro l’anno.

Paolo Pavia ha poi ancora una volta denunciato il mancato avvio dei lavori di ripristino del laboratorio multimediale a suo tempo inaugurato a Piazza Carmine e mai utilizzato, ancora oggetto di indagine da parte della Magistratura, nonostante l’Università di Catania abbia messo a disposizione sin dallo scorso mese di gennaio le somme occorrenti pari a 65.000 euro e benché il progetto di trasferimento della struttura in idonei locali presso la sede del Consorzio universitario a Ibla sia già stato completato e valutato, sin dalla scorsa primavera, dalle strutture dell’Ateneo catanese preposte a tale scopo.

Ha inoltre espresso una forte preoccupazione per l’interruzione del servizio mensa a causa dei mancati pagamenti, pari a diverse decine di migliaia di euro, ai ristoratori convenzionati da parte dell’Ersu, che a sua volta lamenta il mancato trasferimento dei fondi necessari da parte della Regione.

La casa dello studente, inaugurata in gran pompa nel maggio 2010, langue vuota ed inoccupata a dispetto delle somme spese dal Comune di Ragusa per la sua realizzazione.

Italia dei Valori è a fianco degli studenti ed ha costituito un Comitato per intentare, nei confronti dei responsabili di tale sfacelo, un’azione risarcitoria collettiva. Bisogna ritrovare le ragioni strategiche della presenza universitaria e deve anche essere chiaro che i Sindaci della Provincia, finora assenti, non potranno continuare ad esserlo, così come deve essere chiaro che i responsabili politici del disastro universitario (PDL-PD-UDC-Forza del Sud-ex An) che hanno fatto dell’università a Ragusa l’ennesimo sistema di sottogoverno, pensando solo a lottizzare, debbano riconoscere il loro fallimento, sentire il dovere civile di farsi da parte, lasciando la mano a chi “conosce” l’Università!

Ufficio Comunicazione e Stampa

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Categorie:Comunicati Stampa, Università Tag:
  1. Stefano
    15 settembre 2011 a 9:40 | #1

    Ho parlato (chattato) due minuti fa con l’on.(?) Minardo, mi ha scritto che la rata di giugno è stata saldata ma si è “dimenticato”(omesso) di specificare che era a saldo per il corso di studio di lingue, e ha insistito sul fatto che Recca non ha rispettato i patti. Da quello che leggo qui mi ha riempito di balle. Oppure non ha assolutamente idea di quello che combina il Consorzio, il che è peggio. Propendo per la seconda ipotesi.

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