pubblichiamo com. stampa di Legambiente : con la propaganda e le pagliacciate si può vincere qualche elezione ma non si risolvono i problemi

Da anni, almeno dieci, Legambiente afferma che la soluzione della questione rifiuti sta nella raccolta differenziata e in politiche di prevenzione e non nello smaltimento in discarica del rifiuto indifferenziato. Per aver sostenuto queste posizioni e per aver criticato le scelte operate nella gestione dei rifiuti da parte dell’attuale amministrazione comunale di Ragusa siamo stati accusati di essere un partito, o di essere dei provocatori, raccogliendo anche minacce che avrebbero dovuto avere il risultato di tapparci la bocca. Ora ci viene chiesto anche di essere costruttivi, come se non lo fossimo mai stati.
Lo saremo ancora una volta. L’unica soluzione per uscire dall’emergenza è la raccolta differenziata porta a porta secco/umido in tutti i comune compreso Ragusa, con l’obiettivo di arrivare a sottrarre alla discarica i 2/3 dei rifiuti in sei/nove mesi. Impossibile? Salerno, 150.000 abitanti, per non parlare di comuni più piccoli anche in Sicilia, c’è riuscita, perché a Ragusa non si può? Con questa metodologia l’emergenza si allontana se non addirittura si risolve.
Con la propaganda non si va da nessuna parte, bisogna fare le cose seriamente.
Due anni fa a Ragusa si promise di arrivare al 31 marzo 2010, data di scadenza del contratto d’appalto con una raccolta differenziata al 35% . Nella realtà oggi il comune di Ragusa, dati dell’amministrazione, ha una RD ( 14.11% ) al di sotto di quella di 2 anni fa mettendo così a rischio la durata della discarica. E’ il risultato anche dell’incapacità, o spreco, dell’utilizzo dei fondi comunitari. Mezzi e attrezzature per la raccolta differenziata giacciono da anni inutilizzati all’interno dei centri comunali di raccolta finanziati dall’UE , anch’essi ancora in larga parte ancora chiusi.
Situazione simile, cattiva gestione , si riscontra anche per discarica, almeno fino al 21/4/2008 data in cui la gestione è passata all’ATO. Ma qui la responsabilità è da ascriversi ai vari sindaci che si sono succeduti al comune di Ragusa. La situazione non cambia con l’impianto di compostaggio costruito dall’ATO e non dal comune di Ragusa. Inaugurato da 6 mesi risulta scandalosamente chiuso perché manca la sostanza organica proveniente dalla raccolta porta a porta che i comuni, compreso Ragusa, avrebbero dovuto attivare.
Tutto le proposte fatte da Legambiente oggi sono state fatte proprie dall’Assemblea Regionale Siciliana e contenute nella legge regionale sui rifiuti : la raccolta differenziata porta a porta, gli obiettivi del 65% di RD, la programmazione nel campo dei rifiuti, l’abbandono dell’incenerimemto come mezzo per lo smaltimento dei rifiuti, ed altro ancora. Addirittura la legge regionale assegna alle associazioni ambientaliste la titolarietà a verificare lo stato di attuazione della raccolta differenziata e del servizio erogato dal soggetto gestore.
Oggi, purtroppo, dobbiamo constatare il totale fallimento nella gestione dei rifiuti di tutti i comuni della provincia, capoluogo compreso. E di fronte a questo fallimento c’è qualche comune che ha la faccia tosta, invece di fare il mea culpa e ricercare soluzioni per uscire dall’emergenza, di prendersela con chi ha denunciato i problemi esistenti. Ma c’è qualcun altro che ha denunciato questo fallimento, ed è l’ex A.R.R.A. che nel 2007 ha diffidato tutti i comuni della provincia di Ragusa per non aver raggiunto gli obiettivi di RD fissati sia dal D.Lgs 152/2006 ( 40% nel 2007, 45% nel 2008, 50% nel 2009 ) che dalla legge regionale n. 2 dell’8 febbraio 2007 ( RD del 20% nel 2007, 30% nel 2008 e del 50% nel 2009 ) . Per tale motivo la stessa A.R.R.A. ha addebitato ai comuni i costi delle probabili infrazioni comunitarie e i danni erariali scaturenti dal mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata prevista dalle normative.
Sindaci e amministratori corrono il serissimo rischio di dover mettere mano alle tasche e ripagare i cittadini dei danni provocati. La sentenza del Consiglio di Stato sul comune di Marcianise insegna.




