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Coordinatore

GIOVANNI IACONO
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Amianto, disinformazione e …. malati di cancro dopo qualche anno ?

fibre di amianto .... tra i rifiuti ....

fibre di amianto .... tra i rifiuti ....

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INTERROGAZIONE presentata dal Consigliere Provinciale GIOVANNI IACONO e sottoscritta da altri 3 Consiglieri Provinciali .

All’Assessore Territorio e Ambiente della
Provincia Regionale di Ragusa

p.c. Al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa
Ai Capigruppo Consiliari

OGGETTO: INTERROGAZIONE su utilizzo, bonifica e discariche di cemento amianto in territori ricadenti nella Provincia di Ragusa

I sottoscritti Consiglieri Provinciali :

GIOVANNI IACONO gruppo ITALIA dei VALORI primo firmatario
BARRERA PIETRO, BURGIO ROSARIO gruppo Movimento per l’Autonomia
NICOSIA IGNAZIO gruppo Misto Indipendente

Premesso che
Per diversi decenni a cominciare dagli anni cinquanta si è fatto larghissimo e massiccio uso in tutti i settori delle costruzioni di materiali contenenti amianto in matrice cementizia e resinoide con i quali si sono installati serbatoi contenenti acqua potabile, tubi, grondaie, pluviali, pavimenti, coperture, ecc.

Tenuto conto che
L’impiego di manufatti contenenti amianto (MCA) è stato effettuato sia in matrice friabile con le fibre che si disperdono facilmente nell’ambiente e sia in matrice stabile dove le fibre sono legate con resine viniliche e con cemento e quindi più difficilmente disperdibili nell’ambiente;

Considerato che
È scientificamente provata la correlazione tra esposizione alle fibre di amianto e insorgenza nell’uomo, a distanza di anni, del gravissimo mesotelioma, neoplasia dalle conseguenze irreversibili;

Considerato che
La Legge n. 257 del 27/03/1992 ha dichiarato l’amianto fuori legge vietandone l’estrazione, la lavorazione, l’importazione e la commercializzazione;
il piano dei rifiuti della Regione Siciliana detta raccomandazioni chiare ed inequivocabili sui rischi alla salute di “ fibre di amianto libere negli ambienti di vita e di lavoro”;
il D.M. n. 101 del 18/3/2003 ha fatto obbligo alle Regioni di procedere alla mappatura dei siti contenenti amianto e alla loro urgente bonifica;
il D.M. 03/08/2005 pubblicato sulla G.U. 201 del 30.08.2005 prevede lo smaltimento in discariche autorizzate dotate di celle monodedicate e classificate come discariche per rifiuti pericolosi;

Considerato che
fino all’entrata in vigore del D.M. 03.08.2005 risulta che in provincia di Ragusa, in territorio di Ragusa, vi fosse una forma di smaltimento in discarica autorizzato dalla Prefettura di Ragusa;

Considerato che
Sembrerebbe che in Italia di MCA vi siano oltre 30 milioni di tonnellate, in Sicilia quasi 2 milioni di tonnellate e che nella sola Provincia di Ragusa quasi 200.000 tonnellate;

Tenuto conto
Delle competenze che la normativa in vigore attribuisce alle Province di vigilanza e controllo in materia ambientale e sulla problematica della gestione dei rifiuti;

SI CHIEDE

1)di conoscere se la Provincia Regionale di Ragusa ha espresso parere su richieste inerenti discariche per la gestione e trattamento di amianto ;
2)di sapere se la Provincia è a conoscenza del sito (o dei siti) dove veniva smaltito l’amianto fino al 2005 anno di entrata in vigore del DM 3.8.2005;
3)di sapere se la Provincia è a conoscenza di come e dove è sono state depositate dal 2005 le fibre di amianto e il cemento amianto in provincia di Ragusa;
4)di sapere se l’Amministrazione Provinciale è a conoscenza di discariche in Provincia di Ragusa dove dovrebbero confluire i MCA dell’intera Regione (come riportato in alcuni organi di stampa);
5)quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione Provinciale relativamente alla delicatissima problematica sopra evidenziata e se l’Amministrazione non ritiene opportuno organizzare una urgente conferenza di servizi con tutti i Sindaci della provincia e con gli Assessori all’ambiente dei 12 Comuni per discutere della gestione e bonifica dell’amianto in provincia di Ragusa.

Alla presente si richiede risposta scritta e orale nei termini previsti dall’attuale normativa e regolamento.

Ragusa, 25 marzo 2009

I Consiglieri Provinciali

Giovanni Iacono

Pietro Barrera

Rosario Burgio

Ignazio Nicosia

No al ponte sullo stretto!

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Da poche ore, il Sottosegretario al CIPE, Gianfranco Miccichè, ha annunciato che verranno stanziati fondi anche per la costruzione del Ponte sullo Stretto

Le motivazioni del nostro NO, sono riassumibili in sette punti qui di seguito riportati:
1) Eccessivo peso economico. Ci risulta chiaro che la somma enorme di denaro prevista per la realizzazione del ponte potrebbe essere destinata alternativamente per la risoluzione di problematiche ben più urgenti e più coincidenti alle reali necessità della gente, quali ad esempio: a) completamento e miglioramento delle reti stradali ed autostradali già esistenti (Salerno-ReggioCalabria, Taranto-ReggioCalabria);
b) potenziamento e rinnovamento delle reti ferroviarie ancora prevalentemente sprovviste del secondo binario ed ancora munite di motrici a gasolio;
c) potenziamento e miglioramento delle reti idriche;
d) sviluppo agricoltura biologica e/o tradizionale;
e) sviluppo turismo responsabile;
f) sviluppo di politiche sostenibili ed ecologiche per lo smaltimento e il riciclaggio dei rifiuti;
g)
sviluppo di una seria e più democratica politica di accoglienza per gli immigrati;
h) potenziamento e miglioramento apparato scolastico e professionale.

2) Eccessiva fiducia nella tecnologia a dispetto dell’imprevedibilità delle variabili naturalistico-ambientali (alto rischio sismico connesso alla complessità geologica e tettonica del territorio in questione, vento).

3) Elevato impatto ecologico ed ambientale: a) uso di enormi quantitativi di cemento, materiale non smaltibile e di carattere non sostenibile; b) interferenza con i delicati equilibri costieri; c) distruzione di ecosistemi originari.

4) Utilizzo di sfrontate politiche fondate sul miraggio del lavoro per tutti; pochi infatti sostengono che tali grandi opere offrono soltanto lavoro temporaneo, arricchiscono pochi impresari locali e prevalentemente foraggiano solo alcune imprese nazionali e/o internazionali (vere e proprie multinazionali dell’edilizia).

5) Effettiva perdita di posti di lavoro in quei settori di trasporto merci e/o persone già consolidati ed attivi sul territorio.

6) Certezza di rafforzare il potere degli apparati mafiosi (’ndrangheta, mafia), notoriamente molto influenti sulla vita economica e sociale delle due regioni interessate.

7) Mancata consultazione popolare in merito alla realizzazione del progetto.

Rimaniamo scandalizzati dall’apprendere come questo progetto sia stato e sia tutt’ora voluto dal Governo Italiano al di là delle appartenenze politiche susseguitesi al governo in questi anni (centro sinistra prima, centro destra oggi), tale fatto testimonia come le forze politiche siano cieche in generale su questioni di questa portata. La storia è ciclica solo perché non si impara. La memoria è, e dovrebbe essere, un elemento essenziale per tutelare la tensione verso il bene comune. Nel 1963, a causa della cecità dell’essere umano (tutt’oggi dimostrata con il perseguimento del progetto qui contestato), si determinò la tristemente nota tragedia del Vajont, che causò la morte di circa 2500 persone in pochi minuti. Morti dovuti semplicemente alla volontà dei potenti dell’epoca di costringere la natura in schemi ingegnieristici ed economici di cui la grandezza del creato non tiene conto. Come Giovani dell’Italia dei Valori rivolti alla terra e alla gente, non possiamo non ricordare. Non ci sembra possibile che errori umani di così grave entità già verificatisi quarant’anni fa in nord Italia, possano essere ora ripercorsi nel nostro sud (terra storicamente sfruttata).
Tuteliamo quindi l’Italia tutta, facendola diventare essa stessa un ponte ideale fatto di memoria, amore e tensione al bene comune.

 

Giovani IdV – Coordinamento Provinciale Ragusa -

La risposta alla minaccia

tribunale

Di seguito il comunicato stampa contenente l’attacco rivolto al consigliere Giovanni Iacono dal sindaco:

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione staccata di Catania,  con ordinanza n. 310 del 20 febbraio 2009 ha accordato la richiesta di sospensiva  della S.E.S. Srl.,  in cui, tra l’altro,  il Comune di Ragusa è intervenuto ad adiuvandum,  contro il provvedimento  prot. N922/Sop. del 10/08/07 dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali contrario alla realizzazione del parco eolico nell’altopiano ibleo.

La notizia viene accolta con grande soddisfazione dal Sindaco, Nello Dipasquale che rilascia in merito la seguente dichiarazione:

“Per la terza volta  non la politica ma il TAR ci da ragione. Non per fare polemica ma non posso non rispondere alle dichiarazioni del consigliere provinciale Gianni Iacono che all’indomani della decisione della Regione Siciliana di dire no alla realizzazione del parco eolico nel nostro territorio parlava di giusto riconoscimento alle battaglie da loro intraprese. Tre tribunali  non hanno evidenziato quanto veniva addotto come motivazione per non realizzare l’opera e per tre volte ci hanno dato ragione”.

“Quali sono allora i valori che porta avanti il consigliere Iacono e il suo partito se non quelli di  portare avanti la cultura del sospetto; la risposta alle accuse rivolte ingiustamente al sottoscritto di partigianeria e ostinazione e di avere avviato un contenzioso a difesa della società privata, è arrivata oggi con l’accoglimento della sospensiva da parte del TAR al provvedimento della Regione Siciliana. La stessa risposta a Iacono è stata data anche per i Pep. La cultura del sospetto di cui lui è portavoce è fallimentare ed è ampiamente bocciata dall’opinione pubblica. A lui non toccherà una sorte migliore; è solamente questione di tempo”.

Il Capo Ufficio Stampa
Dr. Giuseppe Blundo

La risposta…

Dopo avere superato l’iniziale momento di sbigottimento ed incredulità dinanzi alla scomposta e contraddittoria offensiva mediatica, sotto l’egida del Comune, del Sindaco Di Pasquale nei confronti della mia persona si dichiara che :

1. Questi “3 tribunali” NON SI SONO ATTIVATI e PRONUNCIATI su mia richiesta;
2. Il diniego formale alla realizzazione della centrale è stato reiteratamente espresso dalla Soprintendenza e dall’Assessorato Regionale ai beni culturali;
3. Noi abbiamo sempre fatto una battaglia politica e presentato le nostre proposte alternative a quel tipo di centrale (non certo contro le energie rinnovabili e quanto da noi fatto e sostenuto è possibile ricavarlo dagli atti documentali del Consiglio Comunale, dalle registrazioni delle tante trasmissioni, dagli atti dei convegni, dai comunicati, dalle dichiarazioni e anche dalle tesi di laurea che si sono discusse presso la Facoltà di Scienze Politiche di Catania corso di laurea in Scienze dell’Amministrazione dove è stato ricostruito, documentalmente, l’iter procedurale e le diverse posizioni politiche, ecc.)
4. Noi abbiamo manifestato, ad ottobre, apprezzamento per la determinazione della Regione e del Presidente Lombardo che collimava con quanto da noi sempre sostenuto (mancanza piano energetico ambientale regionale, salvaguardia paesaggistica, ecc.);

Ricordiamo che al piano eolico, tra gli altri, si sono opposti oltre alla Soprintendenza, Legambiente, la Federalberghi, il Cai, Italia Nostra, l’Ordine degli Agronomi, Associazioni agricole, ecc. Pertanto dove, quando e come c’è stata la “cultura del sospetto” ? Forse quando abbiamo dichiarato l’assoluta inopportunità che il Comune, utilizzasse soldi pubblici per intervenire nel contenzioso contro la Soprintendenza e a difesa della Multinazionale privata ? Confermiamo tale negativo giudizio politico nei confronti della posizione assunta dal Sindaco. In altre parti del Mondo i soggetti pubblici attivano forme “ad adiuvandum” a favore dei più deboli e non di multinazionali con un giro di affari di “20 miliardi di dollari” (v. Atti Consiglio dicembre 2004 e nota della Ses del 15.09.2004) che, legittimamente, possono ed hanno la possibilità di far valere le proprie ragioni nelle forme previste dagli ordinamenti. Quando il Sindaco di Ragusa, sempre in maniera scomposta e pubblica attraverso la stampa, ha “minacciato di rivedere o sospendere i rapporti con la Soprintendente in quanto “rea” del parere negativo e NOI abbiamo difeso il ruolo della Soprintendente (che non dipende certo dal Sindaco) ed abbiamo detto che le affermazioni del Sindaco sono emblematiche di una totale assenza di cultura Istituzionale ed Amministrativa , abbiamo fatto “cultura del sospetto” ? In ogni parte del mondo, nei paesi normali, chi gestisce le Istituzioni PUBBLICHE deve sempre essere imparziale ma anche apparire come tale. Sul corriere della sera di oggi, è possibile leggere, la notizia delle dimissioni del Ministro della Giustizia Spagnola che si è dimesso non per
avere commesso reati ma per essere andato ad una battuta di caccia dove era presente anche un giudice che indagava sul partito di opposizione. Risultato : Dimissioni immediate !!! nei paesi normali ! Non parliamo del Ministro del lavoro di Bush che si è dimesso per avere pagato in ritardo i contributi della colf !!! E’ quindi “cultura del sospetto” quando abbiamo stigmatizzato che per una questione di pedagogia Istituzionale, di rispetto del ruolo Istituzionale, di Etica e di
senso civico (qui siamo proprio all’Abc) non è opportuno accettare sponsorizzazioni ? E’ reato farlo ? No e nessuno di noi l’ha mai detto, ma è inopportuno, e lo ribadiamo !!! La politica è stata sconfitta da “3 tribunali “ ? No, rispettiamo tutte le sentenze (che provvederemo a leggere) ma la politica ha già vinto e in quella battaglia politica NOI siamo stati protagonisti e la politica ha vinto perché su 138 aerogeneratori da 2 Mw e con altezza 120 metri (allora mai realizzati in Italia) di cui erano composti le due centrali Ragusa 1 (85) e Ragusa 2 (53) è riuscita a ridurli a 25, eliminando del tutto la centrale Ragusa 2, ben 53 aerogeneratori che nelle intenzioni della Multinazionale privata dovevano essere installati di  fronte ai giardini di Ragusa Ibla. Questi sono i risultati della NOSTRA POLITICA e dei NOSTRI VALORI e siamo amareggiati, non per avere sempre evitato di prendersi anche un caffè con l’azienda privata che legittimamente persegue i propri interessi, ma per la nostra Città che è rappresentata da un Sindaco che non accetta e si scompone che su 100 c’è ancora l’ 1% che dissente rispetto alla quotidiana propaganda e allora viene fuori la delegittimazione la “cultura del sospetto”, il “naturale” e l’ultima frase è, purtroppo, sintomatica di un modo di agire e di essere incompatibile, inadatto e non consono e all’alto ruolo Istituzionale che si ricopre.

Il Coordinatore Provinciale
Giovanni Iacono

Resoconto Consiglio Provinciale

consiglio

In merito a quanto riportato in alcuni organi di stampa relativamente al resoconto dell’ultimo Consiglio Provinciale riguardante l’attività Ispettiva si comunica, PER CHIAREZZA,  quanto segue :

- Riguardo all’interrogazione inerente il bando di gestione della discarica di cava dei Modicani per 56 gg. lo scrivente ha dato riconoscimento ed apprezzamento all’Assessore all’Ambiente Mallia per  essersi adoperato per ottenere la risposta da parte dell’Ato ma ha  sottolineato ed ampiamente motivato l’insoddisfazione sulla gestione della discarica, sull’enorme quantità di percolato non gestito e che continua ad inquinare, sulle mancate bonifiche delle 2 vasche e sulla IRREGOLARE gestione dell’attuale vasca che continua a disperdere immondizia per Km e Km. La risposta dell’Ato Ambiente dimostra pienamente il fallimento non solo dei vertici attuali di ATO Ambiente (ho reiterato la richiesta di dimissioni ) ma di tutti coloro che si sono avvicendati nel sottogoverno di ATO AMBIENTE.  Per 56 gg. vengono spesi 174.650 euro con un presunto utile d’impresa di 100.000 euro (l’impresa privata legittimamente lavora per guadagnare) , ma se l’ATO Ambiente avesse svolto il compito primario per il quale era stato costituito che era la GESTIONE diretta dei rifiuti oggi si sarebbero spesi solo i soldi per i costi diretti (personale, costi vivi, ecc.) e si sarebbero risparmiati  i 100.000 euro di utile d’impresa. Questo è solo un piccolissimo esempio di risparmio in 56 gg. (vedremo alla scadenza oramai imminente …) ma i costi enormi e inquantificabili per la collettività sono quelli derivanti dalla cattiva ed illegittima (i rifiuti devono essere abbancati immediatamente e non dispersi così come il percolato e il biogas devono essere gestiti) gestione della discarica. Tutto questo nell’intervento è stato descritto e non se ne ha traccia nei resoconti così come, lo scrivente, ha stigmatizzato i ritardi degli Amministratori del Comune di Ragusa sull’opera di bonifica delle 2 vasche “chiuse”.

- Sulla 2° interrogazione relativa al criterio utilizzato per le assunzioni e per il loro rinnovo effettuate all’Ato  Ambiente ho dichiarato di NON POTER ESSERE IN ALCUN MODO SODDISFATTO per la semplicissima ragione che NON HO OTTENUTO ALCUNA RISPOSTA !!!!

Quindi, a scanso di equivoci, dichiaro di non avere mai dichiarato di essere soddisfatto della gestione dell’ATO Ambiente ed in modo particolare della gestione di Cava dei Modicani  e trasmetterò ovviamente anche le richieste fatte sulle assunzioni di personale che sono rimaste inevase alla valutazione degli Organi competenti.

Il Capogruppo Consiliare

Giovanni Iacono

Invasioni e moto cross nella riserva Pino d’Aleppo

All’ Assessore al Territorio e Ambiente della Provincia di Ragusa

p.c. Al Presidente della Provincia di Ragusa

p.c. Al Comandante della Polizia Provinciale Ragusa

Oggetto : invasioni e moto cross nella riserva Pino d’Aleppo e altre zone naturalistiche

Premesso che

Ad ottobre 2008 era stato da Lei annunciato pubblicamente (v. anche comunicato stampa) un programma di vigilanza congiunta al fine di “debellare il fenomeno ” dell’invasione della riserva di cui all’oggetto da parte di SUV, fuoristrada e squadre di centauri che si dilettano con il moto cross

Considerato che

Incuranti della sue dichiarazioni pubbliche i “crossisti” frequentatori delle Riserve, in questi mesi, hanno continuato ad imperversare con i loro mezzi in zone VIETATE e Le consegno solo alcune foto scattate in giorni diversi e le ultime scattate nella giornata dell’11 gennaio 2009 da un gruppo (oltre 40) di Ragusani che aveva pensato di trascorrere una giornata serena all’interno della Riserva “naturale” ;

Considerato che

Alcune associazioni Ambientaliste (v. in primo luogo Legambiente) hanno creato in questi anni un vero e proprio dossier costituito da foto e filmati e fatto, invano, esposti alle diverse forze dell’ordine e alla Prefettura;

Tenuto conto che

Altre “invasioni” sono avvenute lungo la s.p. 66 (lato interno) nel tratto tra Marina di Modica – Pisciotto dove resiste un piccolo relitto di paleodune scampato sorprendentemente (finora) alle opere edilizie ed agricole che si presenta come un avvallamento circondato in modo suggestivo da alte dune consolidate in fase di litificazione e dove si rischia che il delicato equilibrio vegetazionale venga distrutto dalle continue, anche lì, invasioni prevalentemente di sabato e domenica da parte di motociclisti e fuoristrada;

Considerato che

la gestione delle Riserve è compito della Provincia Regionale di Ragusa e che l’accesso alle riserve non prevede gare o “invasioni barbariche”

SI CHIEDE

  • Di conoscere quali provvedimenti concreti ha assunto codesto Assessorato a seguito dell’annuncio di vigilanza congiunta citato in premessa;

  • Di conoscere come è articolata funzionalmente (Responsabili ed operatori) ed organizzativamente, oltre ai relativi costi, la vigilanza delle Riserve provinciali;

  • Di conoscere quali provvedimenti vorrà assumere per salvaguardare e tutelare il patrimonio naturale in considerazione del perdurare dei comportamenti illegali.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al Consiglio Provinciale per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Cordiali saluti.

Ragusa, 31.01.2009

Capogruppo Consiliare

Giovanni Iacono

Bando Gestione discarica Cava dei Modicani

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa

All’Assessore al Territorio e Ambiente della Provincia di Ragusa

Oggetto : Bando Gestione discarica Cava dei Modicani

Premesso che

La Provincia Regionale di Ragusa ha una quota significativa nella società d’Ambito a capitale pubblico denominata ATO AMBIENTE Ragusa;

Considerato che

In qualità di socio la Provincia Regionale partecipa all’Assemblea e quindi alle decisioni operate da Ato Ambiente Ragusa;

SI CHIEDE

  1. di conoscere se l’Amministrazione Provinciale è a conoscenza dell’ affidamento ad un Impresa della gestione della discarica di Cava dei Modicani per complessive 56 gg.;

  2. di conoscere le motivazioni sul cambio di gestione tra l’Impresa uscente Degremont e l’Impresa subentrante;

  3. di conoscere le motivazioni su una durata così breve dell’affidamento considerato che la discarica si pensi abbia una durata ben superiore ai 56 gg.;

  4. di conoscere l’ammontare della spesa per l’affidamento.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al Consiglio Provinciale, successivo al 17 dicembre 2008, per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Cordiali saluti.

Ragusa, 1 dicembre 2008

Capogruppo Consiliare

Giovanni Iacono

Piani costrittivi dissennati

cementificazione

A leggere le cronache relative all’ennesimo lasciapassare a programmi costruttivi  nelle città di Ragusa (non si ha più un tessuto urbano ma un vastissimo territorio cementificato e da cementificare senza testa, senza coda e senza anima) si rimane sbalorditi ed allibiti. Si legge, da parte della maggioranza, :”abbiamo rispettato impegni precisi che ci eravamo assunti nel tempo evitando come invece avveniva in passato che fossero i costruttori a prescegliere liberamente ed arbitrariamente i siti e gli insediamenti in zona agricola ….”. Ma tutto ciò è esattamente quello che è avvenuto !!!! Fare una cosa ed affermare il contrario è FALSITA’, assoluta falsità.  Intanto premettiamo che siamo stati noi, in assoluta solitudine politica, già ai primi programmi costruttivi approdati nel 2004 in Consiglio Comunale (basterebbe semplicemente leggere gli atti) a dire BASTA al proliferare, senza alcuna programmazione e pianificazione Pubblica,  di programmi costruttivi ed è da allora che è iniziato il dibattito, i proseliti e i delegittimatori e detrattori. Oramai i quasi 1.000 alloggi approvati in questi giorni ricadono su lotti in verde agricolo che sono stati “liberamente ed arbitrariamente” SCELTI, CONTRATTATI e DESTINATI alla cementificazione dai Costruttori !!!!! La parte pubblica rappresentata dall’amministrazione Di Pasquale anziché pianificare e programmare si è riservata il ruolo di salvaguardare (anche questo è scritto nelle motivazioni alle delibere e nelle dichiarazioni in Consiglio Comunale) le contrattazioni private !!!! Quindi di quali “impegni” si parla e con chi e se gli impegni sono stati quelli espressi,di non fare scegliere ai costruttori,  allora hanno fatto l’esatto contrario e non li hanno rispettati ! I terreni sono stati scelti da un gruppo ristretto di costruttori compresi quelli che volevano fare sui terreni “attività agricola” acquisendo gli stessi a ridosso della decisione dell’amministrazione Di Pasquale che, “penalizzandoli” gli ha trasformato i terreni agricoli in terreni edificabili. Tutto si è svolto, come sempre, su volere di pochi costruttori a danno degli interessi generali, a danno del centro storico,a danno di Marina di Ragusa e di un diverso modello di sviluppo,  a danno di una pianificazione del territorio, a danno degli interessi economici della città. Ragusa, per gli appetiti speculativi di pochi ha perduto, ogni anno, ingenti finanziamenti (v. programmi Urban) per i centri storici e per l’edilizia residenziale pubblica nel centro storico (v. art. 17 L. 61/81). Ora il piano particolareggiato dei centri storici potrà, probabilmente, avere tutti i pareri ! la giustizia amministrativa farà il suo corso che riteniamo potrà fermare l’iter farraginoso e proceduralmente contraddittorio portato avanti da Di Pasquale.

I Gruppi CONSILIARI IdV al Comune di Ragusa  e ai Consigli Circoscrizionali

Coord. Provinciale

SALVATORE MARTORANA

GIOVANNI IACONO

FABIO ANTOCI

GIUSEPPE ROSETTA

Interrogazione su Piano Energetico Ambientale Provinciale

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Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa
All’Assessore Territorio e Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : Piano Energetico Ambientale Provinciale

Facendo anche riferimento
Alla mia interrogazione presentata esattamente UN ANNO FA e dove si evidenziava la grave carenza di un Piano Strategico Provinciale di Sviluppo e constatando purtroppo che nulla è cambiato in quel senso;

Considerato che
anche nel campo dell’energia si deve constatare una assenza pianificatoria e programmatoria, infatti l’energia anche in ragione del suo carattere trasversale rispetto ad altre materie, ha una importanza strategica elevatissima soprattutto rispetto alle politiche ambientali tese alla riduzione dei gas che condizionano ed alterano in maniera vitale il clima;

Considerato che
Negli anni lo Stato si è sempre più spogliato delle molteplici funzioni avviando i processi di liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas attraverso i decreti legislativi del 16 marzo 1999, n. 79 e 23 maggio 2000, n. 164;

Considerato che
I processi di decentramento amministrativo avviato con le Leggi Bassanini hanno attribuito all’”energia” con il D.Leg.vo 112/98 tutto ciò che afferisce alle attività di ricerca, produzione, trasporto e distribuzione di qualunque forma di energia: idraulica, elettrica, nucleare, solare, eolica, ecc. e che il processo di regionalizzazione, volto a realizzare il massimo decentramento possibile a costituzione invariata, secondo una ratio diversa da quella sottesa ai processi di decentramento precedentemente avviati negli anni 1972-1977, rovescia il criterio di distribuzione delle funzioni, riconoscendo allo Stato compiti determinati e conferendo agli Enti Locali tutte le altre funzioni. A tale proposito, va ricordato che, mentre allo Stato sono riservati la definizione degli indirizzi di politica energetica nazionali, il coordinamento della programmazione energetica regionale, l’unificazione tecnica delle condotte delle varie amministrazioni, l’assolvimento di funzioni di rilevanza nazionale, agli Enti Locali sono attribuite le funzioni in materia di controllo sul risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia, nonche’ le altre funzioni previste dalla legislazione regionale e, in particolare alle Province, la redazione e l’adozione dei programmi di intervento per la promozione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, l’autorizzazione all’installazione e all’esercizio degli impianti di produzione di energia, il controllo sul rendimento energetico degli impianti termici;

Tenuto conto
Che la Regione Siciliana è fanalino di coda in tutto il territorio Nazionale per non avere approntato, in difformità alle normative in materia, un Piano Energetico Ambientale Regionale che dettasse le linee guida nel settore energetico ambientale;

Considerato che
in ossequio ai principi di sussidiarieta’, di adeguatezza e di cooperazione sanciti dalla legge 59/97, e di disciplinare l’approvazione del piano energetico ambientale, la Provincia avrebbe potuto già approntare un proprio piano quale strumento di programmazione e di integrazione del piano territoriale provinciale;

Preso atto
che vi sono in ambito provinciale, da anni, progetti di mega impianti relativi alla produzione di energia rinnovabile, non rinnovabile e di materiale combustibile tradizionale;

Considerato che
anche recentemente alcuni Consigli Comunali hanno approvato l’installazione di mega centrali eoliche e fotovoltaiche;

SI CHIEDE

· Per quali motivi l’Amministrazione Provinciale non ha ancora approntato un PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE che avrebbe anche consentito di promuovere da subito azioni per il risparmio energetico in ogni settore della vita produttiva e sociale;
· Se non si ritiene opportuno raccordarsi urgentemente con la Regione Siciliana Assessorato Territorio ed Ambiente e con i Comuni della Provincia di Ragusa per avviare una azione sinergica e comune delle linee strategiche e di adeguamento anche alle direttive Europee in materia;
· Perché non si è nemmeno iniziata una Valutazione Ambientale Strategica propedeutica per il piano e che consiste nell’attivazione dei processi di valutazione delle conseguenze sul piano ambientale dei piani e delle iniziative, gravi perché scollegate da una visione d’insieme e sovra comunale, in corso e che abbia nella sostenibilità il principio guida da perseguire conseguenza della maggiore attenzione nei confronti del problema della tutela ambientale, che si traduce nella ricerca di strumenti finalizzati ad incrementare la considerazione delle questioni ambientali nelle scelte di politica di più vario livello e trasversalità.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al primo Consiglio Provinciale utile per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Capogruppo Consiliare
Dr. Giovanni Iacono

Centrale eolica Ragusa

eolico

Il tempo è sempre galantuomo !!!! La decisione della Giunta Regionale di bocciare il piano eolico della Ses è un giusto riconoscimento alle tante battaglie che ci hanno visto protagonisti in Consiglio Comunale ed a sostegno delle decisioni della Soprintendenza di Ragusa.  Sull’argomento abbiamo ricchissima documentazione su tempi, modalità e posizioni e su un iter alquanto anomalo che abbiamo sempre denunciato ed oggi prendiamo atto che le nostre energie e il nostro impegno non è andato disperso! Non sono serviti i pranzi, non sono servite le gite in autobus, non sono servite le cene, i panettoni e le sponsorizzazioni, non sono servite le false promesse di posti di lavoro. Non è servita l’ingiustificatissima (per un rappresentante Istituzionale) partigianeria ed ostinazione del Sindaco di Ragusa che ha addirittura avviato contenzioso a difesa della società privata contro la Soprintendenza. La Giunta Regionale, con questo atto, ha difeso il territorio Ragusano (più dei Ragusani stessi)  sancendo la valenza naturalistica, paesaggistica e turistica del ns. territorio. In tutto il mondo, dicevamo già 4 anni fa, si diffonde il mini-eolico e non certo le mega centrali eoliche come quella che volevano installare a Ragusa (era la più grande centrale eolica d’Italia) e siccome siamo fortissimamente convinti dell’investimento sostenibile nelle energie rinnovabili, invitiamo la Giunta Regionale a chiudere il cerchio attraverso ciò che abbiamo anche chiesto fin dall’inizio: il rispetto della Legge attraverso la stesura del PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE.


Il COORDINATORE PROVINCIALE

Dr. Giovanni Iacono

Interrogazione congiunta IdV-Mpa per il piano territoriale

piano-teritoriale-ragusa

Al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa
All’Assessore al Territorio e Ambiente della Provincia Regionale di Ragusa

Oggetto : Interrogazione su piano territoriale della provincia

I seguenti Gruppi Consiliari :  ITALIA dei VALORI (IdV) e Movimento per l’AUTONOMIA (MPA)

Premesso che
La Costituzione Italiana all’articolo 9 sancisce che la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale;

Considerato che
Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici;

Tenuto conto che
La nostra Provincia è, quotidianamente e gravemente, aggredita nei suoi aspetti paesaggistici e che la normativa vigente attribuisce alla Province, in cooperazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e con la Regione, il ruolo e le funzioni di tutela e di valorizzazione dei beni culturali;

SI CHIEDE
Quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione Provinciale relativamente all’attuazione di quanto previsto nel programma di settore “beni culturali” di cui al piano in oggetto e delle iniziative in esso comprese ed in modo particolare :

1. l’Istituzione del Parco Regionale delle Cave del Fiume Irminio e della Fiumare Modica-Scicli;
2. la Mappa interattiva delle risorse e repertorio biblico-iconografico;
3. la creazione del Museo del Paesaggio Ibleo Alla presente si richiede risposta scritta ed orale nei termini e nelle modalità previste dal regolamento vigente e risposta orale nel primo Consiglio utile dedicato all’attività ispettiva.

Ragusa, 26 settembre 2008

Il Capogruppo IdV   Prof. Giovanni Iacono                                   Il Capogruppo MPA   Prof. Pietro Barrera