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Archivio per la categoria ‘Ambiente’

Interrogazione su Piano Energetico Ambientale Provinciale

10 novembre 2008 Nessun commento

energie_rinnovabili

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa
All’Assessore Territorio e Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : Piano Energetico Ambientale Provinciale

Facendo anche riferimento
Alla mia interrogazione presentata esattamente UN ANNO FA e dove si evidenziava la grave carenza di un Piano Strategico Provinciale di Sviluppo e constatando purtroppo che nulla è cambiato in quel senso;

Considerato che
anche nel campo dell’energia si deve constatare una assenza pianificatoria e programmatoria, infatti l’energia anche in ragione del suo carattere trasversale rispetto ad altre materie, ha una importanza strategica elevatissima soprattutto rispetto alle politiche ambientali tese alla riduzione dei gas che condizionano ed alterano in maniera vitale il clima;

Considerato che
Negli anni lo Stato si è sempre più spogliato delle molteplici funzioni avviando i processi di liberalizzazione dei mercati dell’energia elettrica e del gas attraverso i decreti legislativi del 16 marzo 1999, n. 79 e 23 maggio 2000, n. 164;

Considerato che
I processi di decentramento amministrativo avviato con le Leggi Bassanini hanno attribuito all’”energia” con il D.Leg.vo 112/98 tutto ciò che afferisce alle attività di ricerca, produzione, trasporto e distribuzione di qualunque forma di energia: idraulica, elettrica, nucleare, solare, eolica, ecc. e che il processo di regionalizzazione, volto a realizzare il massimo decentramento possibile a costituzione invariata, secondo una ratio diversa da quella sottesa ai processi di decentramento precedentemente avviati negli anni 1972-1977, rovescia il criterio di distribuzione delle funzioni, riconoscendo allo Stato compiti determinati e conferendo agli Enti Locali tutte le altre funzioni. A tale proposito, va ricordato che, mentre allo Stato sono riservati la definizione degli indirizzi di politica energetica nazionali, il coordinamento della programmazione energetica regionale, l’unificazione tecnica delle condotte delle varie amministrazioni, l’assolvimento di funzioni di rilevanza nazionale, agli Enti Locali sono attribuite le funzioni in materia di controllo sul risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia, nonche’ le altre funzioni previste dalla legislazione regionale e, in particolare alle Province, la redazione e l’adozione dei programmi di intervento per la promozione delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, l’autorizzazione all’installazione e all’esercizio degli impianti di produzione di energia, il controllo sul rendimento energetico degli impianti termici;

Tenuto conto
Che la Regione Siciliana è fanalino di coda in tutto il territorio Nazionale per non avere approntato, in difformità alle normative in materia, un Piano Energetico Ambientale Regionale che dettasse le linee guida nel settore energetico ambientale;

Considerato che
in ossequio ai principi di sussidiarieta’, di adeguatezza e di cooperazione sanciti dalla legge 59/97, e di disciplinare l’approvazione del piano energetico ambientale, la Provincia avrebbe potuto già approntare un proprio piano quale strumento di programmazione e di integrazione del piano territoriale provinciale;

Preso atto
che vi sono in ambito provinciale, da anni, progetti di mega impianti relativi alla produzione di energia rinnovabile, non rinnovabile e di materiale combustibile tradizionale;

Considerato che
anche recentemente alcuni Consigli Comunali hanno approvato l’installazione di mega centrali eoliche e fotovoltaiche;

SI CHIEDE

· Per quali motivi l’Amministrazione Provinciale non ha ancora approntato un PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE che avrebbe anche consentito di promuovere da subito azioni per il risparmio energetico in ogni settore della vita produttiva e sociale;
· Se non si ritiene opportuno raccordarsi urgentemente con la Regione Siciliana Assessorato Territorio ed Ambiente e con i Comuni della Provincia di Ragusa per avviare una azione sinergica e comune delle linee strategiche e di adeguamento anche alle direttive Europee in materia;
· Perché non si è nemmeno iniziata una Valutazione Ambientale Strategica propedeutica per il piano e che consiste nell’attivazione dei processi di valutazione delle conseguenze sul piano ambientale dei piani e delle iniziative, gravi perché scollegate da una visione d’insieme e sovra comunale, in corso e che abbia nella sostenibilità il principio guida da perseguire conseguenza della maggiore attenzione nei confronti del problema della tutela ambientale, che si traduce nella ricerca di strumenti finalizzati ad incrementare la considerazione delle questioni ambientali nelle scelte di politica di più vario livello e trasversalità.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al primo Consiglio Provinciale utile per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Capogruppo Consiliare
Dr. Giovanni Iacono

Categorie:Ambiente Tag:

Centrale eolica Ragusa

8 ottobre 2008 Nessun commento

eolico

Il tempo è sempre galantuomo !!!! La decisione della Giunta Regionale di bocciare il piano eolico della Ses è un giusto riconoscimento alle tante battaglie che ci hanno visto protagonisti in Consiglio Comunale ed a sostegno delle decisioni della Soprintendenza di Ragusa.  Sull’argomento abbiamo ricchissima documentazione su tempi, modalità e posizioni e su un iter alquanto anomalo che abbiamo sempre denunciato ed oggi prendiamo atto che le nostre energie e il nostro impegno non è andato disperso! Non sono serviti i pranzi, non sono servite le gite in autobus, non sono servite le cene, i panettoni e le sponsorizzazioni, non sono servite le false promesse di posti di lavoro. Non è servita l’ingiustificatissima (per un rappresentante Istituzionale) partigianeria ed ostinazione del Sindaco di Ragusa che ha addirittura avviato contenzioso a difesa della società privata contro la Soprintendenza. La Giunta Regionale, con questo atto, ha difeso il territorio Ragusano (più dei Ragusani stessi)  sancendo la valenza naturalistica, paesaggistica e turistica del ns. territorio. In tutto il mondo, dicevamo già 4 anni fa, si diffonde il mini-eolico e non certo le mega centrali eoliche come quella che volevano installare a Ragusa (era la più grande centrale eolica d’Italia) e siccome siamo fortissimamente convinti dell’investimento sostenibile nelle energie rinnovabili, invitiamo la Giunta Regionale a chiudere il cerchio attraverso ciò che abbiamo anche chiesto fin dall’inizio: il rispetto della Legge attraverso la stesura del PIANO ENERGETICO AMBIENTALE REGIONALE.


Il COORDINATORE PROVINCIALE

Dr. Giovanni Iacono

Interrogazione congiunta IdV-Mpa per il piano territoriale

26 settembre 2008 Nessun commento

piano-teritoriale-ragusa

Al Presidente della Provincia Regionale di Ragusa
All’Assessore al Territorio e Ambiente della Provincia Regionale di Ragusa

Oggetto : Interrogazione su piano territoriale della provincia

I seguenti Gruppi Consiliari :  ITALIA dei VALORI (IdV) e Movimento per l’AUTONOMIA (MPA)

Premesso che
La Costituzione Italiana all’articolo 9 sancisce che la Repubblica tutela e valorizza il patrimonio culturale;

Considerato che
Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e dai beni paesaggistici;

Tenuto conto che
La nostra Provincia è, quotidianamente e gravemente, aggredita nei suoi aspetti paesaggistici e che la normativa vigente attribuisce alla Province, in cooperazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e con la Regione, il ruolo e le funzioni di tutela e di valorizzazione dei beni culturali;

SI CHIEDE
Quali sono gli intendimenti dell’Amministrazione Provinciale relativamente all’attuazione di quanto previsto nel programma di settore “beni culturali” di cui al piano in oggetto e delle iniziative in esso comprese ed in modo particolare :

1. l’Istituzione del Parco Regionale delle Cave del Fiume Irminio e della Fiumare Modica-Scicli;
2. la Mappa interattiva delle risorse e repertorio biblico-iconografico;
3. la creazione del Museo del Paesaggio Ibleo Alla presente si richiede risposta scritta ed orale nei termini e nelle modalità previste dal regolamento vigente e risposta orale nel primo Consiglio utile dedicato all’attività ispettiva.

Ragusa, 26 settembre 2008

Il Capogruppo IdV   Prof. Giovanni Iacono                                   Il Capogruppo MPA   Prof. Pietro Barrera

Categorie:Ambiente, Beni culturali Tag:

A.T.O Ambiente

18 settembre 2008 Nessun commento
ambiente

Il Presidente Ato Ambiente, inverosimilmente, taccia chiunque gli chieda conto e ragione (e lo attaccano a destra e a sinistra) dello sperpero di denaro pubblico come “comunisti”. Questo rappresenta l’ennesimo sintomo di un contesto più generalizzato che fa da alimento e da terreno di coltura del pregiudizio e dello stigma. Cosa c’entra con la cattiva gestione dei rifiuti e con lo sperpero di denaro pubblico che stanno attuando Vindigni e il suo c.d.a. il fatto di essere comunisti ? Io non ho mai abbracciato ideologie marxiste non sono mai stato comunista e non penso che lo sarò  (ma rispetto moltissimo le lotte e le conquiste sociali del movimento comunista) ed ho sempre criticato fortemente, sul piano politico, l’azione dei vertici di Ato Ambiente e continuo a denunciare gli inquinamenti che ci sono stati a cava dei Modicani e le discariche a cielo aperto che a causa della cattiva gestione lì si formano e  la gestione clientelare ed inconcludente di Ato Ambiente.  Cosa ancora ci e mi dirà Vindigni: Rom, Ebreo? Magari con lo striscione e l’aereo svolazzante a spese pubbliche ? La smetta Vindigni, al fine di distogliere dai veri, drammatici problemi derivanti dalla gestione dei rifiuti,  di fare xenofobia da quartierino  perchè quest’ultima sua uscita rafforza ulteriormente la nostra convinzione e la ns. richiesta già avanzata (ed ignorata da una rilevante parte mediatica) di DIMISSIONI IMMEDIATE di Vindigni e di ciò che rimane del c.d.a. Prima finisce questa agonia e meglio sarà per la collettività !!!

Il Coordinatore Provinciale

Dr. Giovanni Iacono

Categorie:Ambiente Tag:

Cava dei Modicani e dintorni

27 agosto 2008 Nessun commento

discarica-cava-dei-modicani

In merito alle dichiarazioni espresse dal presidente ATO Vindigni relativamente alla discarica di cava dei Modicani si espone quanto segue.

Premesso che :

1. il presidente Ato Ambiente, come tutti i raccomandati politici, possiede la dote della furbizia ed evita di dare le risposte sui problemi concreti posti nelle mie comunicazioni e interrogazioni e pone a pretesto una percentuale di rifiuti conferiti, oggi, a cava dei modicani che non sarebbe dell’80 % del dato provinciale ma poco più del 50 %. Il dato dell’80% partiva dal considerare la quota di rifiuti di Modica inizialmente diretta a Ragusa e, successivamente, a Vittoria.. La SOSTANZA non CAMBIA PER NULLA ! La discarica di cava dei modicani è stata autorizzata, TEMPORANEAMENTE, negli anni ’90 come discarica sub-comprensoriale per i Comuni di Ragusa, Chiaramonte G., Giarratana, Monterosso e doveva pertanto, in attesa della raccolta differenziata, contenere il 25 % dei rifiuti provinciali, oggi ne contiene, a detta di Vindigni, poco più del 50 % e la 2° vasca che si sta costruendo per usare le parole dell’Assessore all’ecologia del Comune di Ragusa è stata: ”dimensionata per 85.000 abitanti, per reggere dunque, l’impatto del nostro comune assieme ai centri montani. Se così non fosse, il nuovo segmento della discarica si esaurirebbe nel giro di un anno” rispetto ai 3-4 anni preventivati. E’ evidente che il problema non è di campanile, perché la gestione rifiuti deve essere pensata in ambito provinciale, ma è di inadeguatezza prima e di cattiva gestione dopo della discarica di cava dei modicani;

2. Mi sono limitato a ricordare che gli organi di stampa avevano riportato, nei mesi scorsi, tutte le prese di posizione, gli atti documentali, le dichiarazioni ufficiali, del Sindaco di Ragusa e di esponenti politici del centro destra che si schierarono, solidali, attorno alla posizione intransigente del primo cittadino di Ragusa. Tutte prese di posizione con le quali si esprimeva, perentoriamente, che “mai si sarebbe permesso di conferire rifiuti a Ragusa da parte di altri comuni della provincia”che “chi lo avrebbe solo pensato era semplicemente illuso”, che erano “pronti a difendere il territorio con ogni mezzo” e agli altri comuni intimavano di “dimenticare il nome della nostra discarica”. La posizione “intransigente” di Ragusa fu ribadita dal rappresentante del Comune di Ragusa durante il cons. prov.le aperto, indetto su mia formale iniziativa il 17.01.2008. I fatti, come si è visto, sono andati in direzione opposta ! probabilmente qualche contrordine correntizio ha fatto sì che le “barricate” fossero rimosse prima ancora di piantarle e al loro posto arrivarono i rifiuti a cominciare, guarda caso, da Ispica.

Fatta questa premessa continuo ad evidenziare i veri problemi:

1. la discarica di cava dei modicani NON E’ GESTITA BENE e la prova è la puzza nauseabonda (nelle discariche malgestite generalmente causata dal percolato !) che da essa deriva; il degrado e il danno ambientale derivante dalla dispersione, anche a Km di distanza di rifiuti svolazzanti, plastiche, ecc . provenienti dalla discarica;

2. Nella discarica l’abbancamento dei rifiuti non è avvenuto subito dopo lo scarico. Il rifiuto deposto non è stato compattato meccanicamente in strati di 1 mt. Il rifiuto non è stato ricoperto con materiale inerte dello spessore complessivo di cm. 20. Lo strato dei rifiuti dopo la copertura dovrebbe avere una pendenza del 2% circa tale da garantire il mantenimento di una pendenza dell’1% dopo l’assestamento degli strati. Le funzioni di tale strato di ricoprimento sono molteplici. Esso infatti consente: di arginare la formazione di fauna e di contenere gli odori; di isolare i rifiuti nei riguardi degli insetti e dei roditori; di proteggere contro lo sviluppo di eventuali incendi; di controllare il contenuto di umidità nella massa di rifiuto; di delimitare lo stato di avanzamento della discarica. Lo scrivente si è recato periodicamente presso la discarica (effettuando le necessarie riprese) notando il continuo flusso di camion che scaricano senza alcun compattamento conseguente e senza copertura di materiale inerte. A tal proposito è possibile visionare i servizi effettuati ciclicamente da emittenti televisive locali e i sopralluoghi della Polizia Provinciale con i relativi verbali di servizio;

3. Risulta che in tutti questi anni, (Vindigni su questo ha responsabilità solo dal momento del suo insediamento) si è lasciato che la discarica inquinasse di tutto e di più perché NON E’ STATO GESTITO IL PERCOLATO. Il percolato che di fatto è un refluo con caratteristiche tossiche e per il quale non è stato eseguito alcun trattamento malgrado ne facesse apposita menzione il D.A. n. 2176/91 del 30.12.91 relativo al N.O. dell’impianto ed all’approvazione del progetto per la discarica trasmesso dal Comune di Ragusa con nota n. 43958/90 del 25/9/90 tendente al rilascio del nulla – osta all’impianto previsto dall’art. 5 della L.R. 181/81. Ricordo, a chi vuole ascoltare, che il percolato è altamente inquinante e contaminante per il terreno e per eventuali falde acquifere;

4. Non risulta che vi sia stato alcun impianto di captazione del biogas malgrado ne facesse menzione il D.A. n. 2176/91 del 30.12.91 relativo al N.O. dell’impianto ed all’approvazione del progetto per la discarica trasmesso dal Comune di Ragusa con nota n. 43958/90 del 25/9/90 tendente al rilascio del nulla – osta all’impianto previsto dall’art. 5 della L.R. 181/81. I gas prodotti e provenienti dalla discarica sono stati quindi, in tutti questi anni, lasciati liberi di inquinare. Tra i fattori di rischio associati alle discariche è annoverata anche la presenza del cloruro di vinile monomero e per come è stata gestita cava dei modicani non può certo escludersi la presenza di questo composto che si forma anche in condizioni anaerobiche per venire emesso in atmosfera attraverso il biogas.

In conclusione comunico pubblicamente al Presidente dell’Ato che la sua ingiuriosa nota mi ha reso più determinato e non ho alcunissima intenzione di accontentarlo e “smetterla” anzi mi sento obbligato in dovere e in diritto, da Cittadino e da Consigliere, di continuare ad informare l’opinione pubblica (nonostante il prevedibile boicottaggio di qualche organo di informazione lautamente sponsorizzato con soldi di ato ambiente e quindi di tutti) sui fatti di interesse generale e di gestione della cosa pubblica ed in modo particolare continuo a denunciare che:

a) malgrado la L. 296 del 27.12.2006 prevedesse la riduzione del numero di componenti del c.d.a. da 7 a 3 Vindigni vi ha provveduto, a spese della collettività, solo il 31 luglio 2008;

b) all’Ato Ambiente sotto la gestione Vindigni si è provveduto all’assunzione di personale in maniera parziale e nepotistica;

c) il piano di comunicazione che si sta portando avanti sulla raccolta differenziata e con grandissimo dispendio economico è gestito in maniera particolaristica e clientelare (per fortuna, a prescindere dall’operato del vertice Ato, dei road show ai bambini di 2 anni (sic !!!) degli chalet sponsorizzati con risorse pubbliche, dei trenini, zucchero filato, ecc. ecc. ecc. i cittadini stanno già provvedendo, culturalmente, ad effettuare la raccolta differenziata);

d) a Ragusa conferiscono il 50 % dei rifiuti provinciali e l’altro 50 % viene conferito a Vittoria, a RAGUSA C’E’ UNA PUZZA INSOPPORTABILE e a VITTORIA NON C’E’ PUZZA. Ognuno faccia le sue elementari considerazioni !;

e) I residui di molti rifiuti restano attivi per oltre 30 anni dopo la chiusura delle discariche e i tempi di degradabilità di molti materiali indifferenziati (es. plastica) sono lunghissimi, tracce di queste sostanze potranno essere presenti fino a 1000 anni dopo la chiusura della discarica stessa. Dal punto di vista dell’emissione in atmosfera di gas responsabili dei cambiamenti climatici, le discariche risultano nocive ed è scientificamente provato che i rifiuti in discarica causano emissioni ad alto contenuto di CH4 e CO2, due gas serra molto attivi;

f) bisogna perseguire gli inquinatori privati ma anche gli amministratori pubblici che non rispettano il principio Comunitario “CHI INQUINA PAGA “.

Purtroppo per la collettività I FATTI che sono osservazioni empiricamente verificabili PARLANO CHIARO (e nel caso in specie ns. malgrado i fatti non solo si possono osservare ma si possono anche ODORARE). Elenchiamo FATTI; altro che menzogne ! Le menzogne sono la negazione o omissione della verità e tali sono i comportamenti del presidente dell’Ato Ambiente. I fatti hanno dimostrato (v.anche recenti dichiarazioni di esponenti del centro destra) l’inadeguatezza dei vertici ATO Ambiente di Ragusa a ricoprire ruoli nell’interesse generale e l’incapacità di Vindigni a gestire fenomeni complessi e delicati come il ciclo integrato dei rifiuti. La migliore proposta nell’interesse generale è che se ne vadano a casa ! Non si aspetti ottobre (o altre propabili e dannose proroghe regionali) per porre fine ad un carrozzone spendaccione che ha fallito, miseramente, tutti gli obiettivi che le norme gli avevano assegnato !

Coordinatore Provinciale

Dr. Giovanni Iacono

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Sit-in discarica Chiaramonte Gulfi

29 luglio 2008 Nessun commento

discarica

Si comunica che domani, mercoledì 30 luglio 2008 alle ore 11,15 i seguenti gruppi e associazioni :

Gruppi Consiliari alla Provincia e al Comune di ITALIA dei VALORI

Gruppo Consiliare alla Provincia di MPA

Legambiente Ragusa

Italia Nostra Ragusa

terranno un sit-in con partenza dalla SP Ragusa Chiaramonte Gulfi all’altezza dell’ingresso della discarica di Cava dei Modicani.

Si ringrazia e si augura buon lavoro.

p. ITALIA dei VALORI                    p. MPA                                    p. LEGAMBIENTE                    p. ITALIA NOSTRA

Cons.Giovanni Iacono                    Cons. Pietro Barrera                 Claudio Conti                            Giovanna Iacono

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Canalizzazione Diga di S.Rosalia

20 giugno 2008 Nessun commento

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa

All’Assessore al Territorio ed Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : interrogazione URGENTISSIMA su canalizzazione Diga di S.Rosalia

CONSIDERATO che

  • Nel 1992 la Provincia Regionale di Ragusa si rifiutò di sottoscrivere un accordo finalizzato a realizzare l’impianto di potabilizzazione e due reti per le acque irrigue del costituendo acquedotto rurale;

  • Il 3-4 luglio 1992 la Provincia Regionale Assessorato al Territorio organizzò un convegno relativo all’oggetto della presente nel quale venne contestata l’intera impostazione progettuale del piano acquedottistico perché non veniva garantito il deflusso minimo vitale, si metteva a grave rischio l’eco-sistema fluviale e la stessa sopravvivenza della riserva naturale e della foce dell’Irminio, per la mancata garanzia delle utenze preesistenti e per la mancata tutela delle falde acquifere del Comune di Ragusa;

  • Sempre nel convegno del luglio 1992 venne rilevata l’incongruenza delle portate (quantitativamente sovradimensionate) concesse al Consorzio di Bonifica delle paludi di Scicli con i piani di utilizzo irriguo delle acque dell’invaso;

  • Il 24 settembre 1992 non nota n. 9647 l’Assessorato Provinciale Territorio e Ambiente formalizzò all’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste la volontà di predisposizione di uno studio di compatibilità delle opere dell’ESA;

  • Il 22/10/1992, l’Assessorato Regionale AA.FF. indisse una conferenza di servizio dove non venne ammesso il Consorzio di Bonifica salvo poi, paradossalmente ed inspiegabilmente, concludere i lavori della conferenza da parte del Dirigente Regionale con l’assicurazione di avere “onorato l’impegno assunto con l’Amministrazione Consortile” (?!?!);

  • La convenzione Regione Esa prevedeva la realizzazione dell’acquedotto rurale, impianto di potabilizzazione e canalizzazione attraverso la costruzione in 4 lotti delle opere;

  • La Provincia Regionale di Ragusa, con la mediazione dell’allora Prefetto di Ragusa, presentò all’ESA delle varianti al progetto;

  • Il Comitato Tecnico Amministrativo Regionale (C.T.A.R.) respinse le varianti e ripristinò i lotti originari adducendo la motivazione del “rischio” di modificare l’assetto “originario delle opere” con “nuova progettazione” e ritardi di realizzazione;

  • Iniziò così un ulteriore contesa, riccamente documentata, tra la Provincia Regionale e Comune di Ragusa da una parte ed E.S.A. dall’altra. L’accordo viene raggiunto, su mediazione Prefettizia, il 11/04/1994 alla presenza di rappresentati dei Comuni di Scicli e Modica, del Consorzio di Bonifica e dell’Assessorato all’Agricoltura e Foreste; le finalità di quell’accordo vennero immediatamente vanificati dalla “trappola” dell’art. 18 dell’intesa stessa che recitava :”le varianti proposte hanno valore di intento e saranno sottoposte al parere del C.T.A.R.”, dalle volontà e azioni amministrative successive portate avanti dall’Esa, dal Consorzio di Bonifica e dalla Regione che non tennero in alcun conto i dissensi della Provincia Regionale e del Comune di Ragusa;

  • Lo scrivente in data 9.08.05 , con il paventato inizio dei lavori del lotto 1 avanzò interrogazione al Comune di Ragusa;

  • a seguito della mia interrogazione venne promossa, presso il Comune di Ragusa, una conferenza di servizio in data 26 agosto 2005 alla quale Lei partecipò nella qualità di Presidente della Provincia Regionale assieme al Commissario dell’Esa. Si deliberò la costituzione di una Commissione permanente per la canalizzazione delle acque e la difesa del Fiume Irminio;

  • Nell’ottobre 2005 la Provincia Regionale di Ragusa quale autorità d’ambito dell’ATO idrico pubblicò il rapporto sullo stato di attuazione dei programmi e delle intese per l’utilizzazione delle acque dell’invaso di S.Rosalia;

  • la G.M. di Ragusa con deliberazione n. 439 del 7 novembre 2005 deliberò, tra l’altro :la rielaborazione dei criteri adottati per la distribuzione delle acque dell’intero bacino idrografico dando priorità all’utilizzo delle acque per il consumo umano e per il rilascio in alveo al fine di garantire la conservazione del fiume rispetto all’uso irriguo ed industriale, così come previsto dalla Legge Galli (5.1.94 n. 36);

  • A dicembre 2005 il Consiglio Comunale alla presenza del Direttore della locale sezione dell’ARPA formalmente invitato dal Consiglio Comunale, deliberò, all’unanimità, formali iniziative dirette al Presidente della Regione, al Prefetto e agli altri soggetti Istituzionali competenti;

  • Lo scrivente in data 4 maggio 2007 ha avanzato interrogazione al Sindaco di Ragusa per un blocco temporaneo dei lavori di costruzione dell’adduttore principale a causa del RISCHIO CONCRETO che il fiume abbia sempre meno portata fluente e vada ad alterare la vallata dell’Irminio;

  • Il Sindaco di Ragusa che oggi purtroppo avanza allarmi sulla situazione idrica non ha ritenuto di ascoltare il consiglio da me formulato e i lavori di canalizzazione stanno producendo già i loro effetti disastrosi;

  • Nelle scorse settimane, durante i lavori di costruzione del conduttore, si è essiccata una diramazione del fiume producendo gravissimi danni alla fauna ittica con la morte di oltre 3.000 esemplari, tra cui alcuni erano stati sottoposti a ripopolamento e protezione da parte della Provincia Regionale di Ragusa;

CHIEDO pertanto

  • Copia degli atti relativi alle attività fin qui svolte dalla Commissione permanente per la canalizzazione delle acque e la difesa del fiume Irminio istituita dalla Conferenza di servizio del 26 agosto 2005;

  • Di conoscere quali interventi repressivi siano stati adottati nei confronti di coloro che hanno determinato il grave danno alla fauna ittica precedentemente denunciato e di cui posso fornire ampia documentazione fotografica;

  • Un IMMEDIATO INTERVENTO, in collaborazione con il Dipartimento Provinciale delll’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente che per Legge può ordinare il blocco dei lavori, presso tutte le sedi Istituzionali per impedire la prosecuzione dei lavori di canalizzazione;

  • L’attivazione immediata di tutte le azioni occorrenti a costituire l’AUTORITA’ di BACINO fra gli enti territoriali interessati;

  • L’invio alla Procura della Repubblica di Ragusa, in qualità di parte civile, di tutta la documentazione in proprio possesso per l’eventuale accertamento di reati connessi alla omissione di atti, all’abuso di potere, alla mancata osservazione delle norme in materia di difesa del suolo, di risanamento delle acque, di fruizione e gestione del patrimonio idrico, di tutela ambientale, da parte dei soggetti che hanno determinato la drammatica situazione odierna;

  • Di rendere PUBBLICA e CHIARA la posizione dell’Amministrazione Provinciale dinanzi alle prospettive di pregiudicare, irreversibilmente, il patrimonio storico, paesaggistico, naturalistico, ambientale della vallata dell’Irminio proprio a causa del venire meno del fiume Irminio e di indicare quali azioni intende porre in essere al fine di esercitare la potestà di controllo e di vigilanza sul patrimonio pubblico rappresentato dalla riserva naturalistica della foce all’interno del contesto naturalistico e paesaggistico dell’intera vallata del fiume Irminio da tutelare ai sensi del Decreto 1219 del 25.7.1991 dell’Assessorato Regionale BB.CC.AA e succ. modificazioni.

Rammento a codesta Amministrazione Provinciale la grave responsabilità ampiamente dettata dalla normativa vigente Nazionale e Regionale che grava sugli amministratori in tema di uso delle acque e delle riserve idriche superficiali e profonde al fine di evitare di pregiudicare il deflusso minimo vitale e l’importanza di salvaguardia del territorio in tutte le sue varie dimensioni al fine di garantire allo sviluppo locale e alle generazioni che verranno un futuro sostenibile ed eco-compatibile del territorio come bene strategico da valorizzare, tutelare e qualificare anche in termini turistici.

Alla presente si chiede risposta nei termini e nei modi previsti dal vigente regolamento.

Ragusa, 20 giugno 2007

Il Consigliere Provinciale

Giovanni Iacono

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Viali parafuoco

20 giugno 2008 Nessun commento

A Sua Eccellenza il PREFETTO di RAGUSA

p.c. Al PRESIDENTE della PROVINCIA REGIONALE di RAGUSA

p.c. All’ ASSESSORE PROVINCIALE al TERRITORIO AMBIENTE e PROTEZIONE CIVILE di RAGUSA

p.c. Al DIRETTORE dell’ISPETTORATO RIPARTIMENTALE delle FORESTE di RAGUSA

p.c. Al COMANDANTE dei VV.FF. di RAGUSA

Nei tour nel territorio provinciale tra gli scempi quotidiani ambientali perpetrati nelle aree agricole non si può non notare come in maniera grave, ancora a fine giugno, manchino nelle aree boschive i VIALI PARAFUOCO che svolgono una funzione sia preventiva che di contrasto degli incendi bloccando l’estendersi dell’eventuale incendio.

Anche stavolta gli incendi (v.c.da Cifali) sono arrivati prima delle misure preventive e c’è il rischio che riemerga l’EMERGENZA INCENDI. E’ facile prevedere che le condizioni climatiche nelle prossime settimane raggiungano temperature elevate che associate a venti di scirocco rendono gli incendi estremamente pericolosi.

Il 16 aprile 2008 a Roma è stata siglata un’intesa tra Ministero dell’Interno e Ministero delle Politiche Agricole per l’impiego concordato dei VV.FF., Corpo Forestale e Volontari della Protezione Civile e la premessa, derivante dall’analisi dei dati relativi agli incendi del 2007, ha portato purtroppo alla constatazione che “il fuoco non si può fermare – o spegnere in tempi ragionevoli – “quando ci sono condizioni di vento, di alta temperatura e superfici incolte e scoscese.

L’inasprimento delle pene e il catasto dei terreni percorsi dall’incendio non sono deterrenti esaustivi della problematica.

La provincia di Ragusa ha una superficie boscata del 2,89 %, la percentuale più bassa della Sicilia e la tenuta del patrimonio boschivo e delle aree demaniali, dispiace constatare, non è, in diversi casi, nemmeno segnalata con gli appositi cartelli, vedi area di cava volpe (dove addirittura al confine con la riserva l’Ispettorato Ripartimentale Foreste ha rilasciato nulla osta per commercializzare cemento !!! ) e delle cave limitrofe. Per questo patrimonio boschivo provinciale, pur carente di segnaletica e pur ridotto in estensione rispetto ad altri territori, è possibile che non si riescano a fare, in tempo utile, i viali parafuoco ?

Le chiedo, pertanto, di valutare tutte le possibili forme di sinergia anche economica tra i vari Enti Istituzionali Nazionali, Regionali e Locali per far sì di attivare, in tempi urgentissimi, tutte le misure preventive e di sorveglianza idonee a tentare di scongiurare i gravi danni derivanti dagli incendi.

Certo della Sua sensibilità umana ed istituzionale colgo l’occasione per porgerLe i più riveriti saluti.

Capogruppo Consiliare

Dr. Giovanni Iacono

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Gestione ATO Ambiente

9 giugno 2008 Nessun commento

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa

All’Assessore Territorio e Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : seconda INTERROGAZIONE urgente su gestione ATO Ambiente

Considerato che la Provincia Regionale di Ragusa è socio significativo della Società d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Ambiente di Ragusa. e che presso tale società ha, fin dall’inizio, distaccato propri dipendenti ;

Considerato che lo scrivente aveva presentato prima interrogazione sulla gestione ATO ambiente in data 15 maggio 2008 e nella quale annunciavo le imminenti decisioni del governo regionale;

Considerato che in attuazione all’art. 45 della Legge Finanziaria Regionale 2007 il neo Presidente della Regione ha emanato il 20 maggio 2008 apposito decreto di riduzione delle società d’Ambito ed ha stabilito oltre al crono programma di attuazione della decadenza degli attuali assetti anche il divieto assoluto di assunzione di personale;

Considerato che presso l’Ato ambiente di Ragusa si è provveduto nei mesi scorsi all’assunzione di personale sulle cui modalità e criteri (al di là della parentela con qualche amministratore) attendo ancora risposta;

Considerato che nei giorni scorsi si è provveduto all’approvazione del bilancio 2007 dell’Ato ambiente e il rappresentante della Provincia ha espresso il proprio voto favorevole;

SI CHIEDE

  • di interrompere i contratti di lavoro instaurati ed attenersi alle disposizioni normative in vigore relativamente all’assunzione di personale nella P.A. che deve seguire nella sua azione il criterio dell’imparzialità;

  • di fornire chiarimenti in merito alle maggiori somme erogate finora, ed in parte approvate con il bilancio 2007, relativamente agli emolumenti percepiti dai componenti in esubero del c.d.a. dell’Ato ambiente stante le disposizioni in materia di spese contenute nell’art. 1 della Legge finanziaria Nazionale 2007 e nell’art. 85 della L.Finanziaria 2008. Le leggi finanziarie citate prevedevano la riduzione del numero di componenti dei c.d.a. e l’adeguamento degli strumenti statutari e regolamentari alle disposizioni in esse contenute e, non pare, allo stato dei fatti e malgrado il parere fornito da un legale al quale era stato dato mandato dalla stessa società d’ambito, che sia stata data attuazione a tali direttive.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al primo Consiglio Provinciale utile per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Capogruppo Consiliare

Dr. Giovanni Iacono

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Gestione ATO Ambiente

14 maggio 2008 Nessun commento

Al Sig. PRESIDENTE della Provincia di Ragusa

All’Assessore Territorio e Ambiente Provincia di Ragusa

Oggetto : INTERROGAZIONE urgente su gestione ATO Ambiente

Considerato che la Provincia Regionale di Ragusa è socio significativo della Società d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Ambiente di Ragusa. e che presso tale società ha, fin dall’inizio, distaccato propri dipendenti ;

Considerato che solo ed esclusivamente al fine di raggiungere “equilibri” di Cencelliana memoria si è dovuto inventare all’ATO di Ragusa un “comitato tecnico” ovviamente retribuito;

Considerato che la suddetta società ATO è costata alle casse dei contribuenti circa 1.000.000 di euro annui solo per spese di gestione (consulenze, incarichi professionali, compensi c.d.a., collegio sindacale, comitato tecnico, oneri prev.li amministratori, spese di pubblicità, accantonamento trattamento fine rapporto amministratori, spese di rappresentanza, spese di viaggi e trasferte, spese telefoniche, ecc. ecc. );

Considerato che nella relazione del febbraio scorso della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti in Sicilia in riferimento al precedente pronunciamento della Corte dei Conti si è rilevato che su “un totale di risorse spese nel periodo 1999-2005, pari a 209 milioni di euro, ben 40 milioni di euro, pari ad 1/5 circa dell’ammontare delle risorse, sono stati destinati al mero mantenimento burocratico delle strutture ATO (inutili e costosi carrozzoni politici);

Considerato che si attendono le decisioni del nuovo governo regionale in merito alla soppressione o riduzione degli ATO;

Avendo appreso da notizie di stampa che presso l’ATO Ambiente Ragusa si è provveduto ad assumere del personale;

SI CHIEDE

se la Provincia Regionale in qualità di socio è a conoscenza di tali assunzioni e si chiede inoltre, qualora la notizia diffusa sia confermata, di conoscere attraverso quali criteri e quali modalità si è provveduto alla relativa assunzione.

Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al primo Consiglio Provinciale utile per le comunicazioni e l’attività ispettiva.

Ragusa, 14 maggio 2008

Capogruppo Consiliare

Dr. Giovanni Iacono

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