Redazione

Nasce “Il Fatto”, dopo una lunga incubazione. Fare un quotidiano in Italia è un’impresa, ancora di più se vuoi mandare in edicola un giornale “libero”. Nei fatti, non nel nome.
Esce nelle edicole il quotidiano di Antonio Padellaro che conta già 28000 abbonati. Niente finanziamenti pubblici e proprietà in mano ai redattori per garantire indipendenza. Tra le firme Gomez, Colombo e Travaglio
Dopo mesi di Ante-Fatto, arriva nelle edicole il quotidiano diretto da Antonio Padellaro, che può già contare su 28000 abbonati. Non in tutte le città però. Per il lancio, infatti, sono state scelte solo le città maggiori, per tagliare i costi di distribuzione. Avvio ottimistico: prima delle 8 esaurite tutte le copie in molte rivendite milanesi.
1,20 euro per sedici pagine, sei giorni a settimana, Il Fatto Quotidiano si presenta come un caso, raro in Italia nel cartaceo, di editoria pura: la proprietà è dei redattori e di piccoli azionisti e non verranno percepiti i finanziamenti pubblici.
Antonio Padellaro e Marco Travaglio
Redazione giovane e di spicco (16 giornalisti in media tra i 30 e i 40 anni, tra cui Luca Telese, Beatrice Borromeo, ma anche Furio Colombo, Peter Gomez, Marco Lillo e Marco Travaglio) per un target che si annuncia giovane: “Il 60% degli abbonati ha scelto la versione pdf del giornale”, ha detto Padellaro. Segno che anche i giovani sono interessati alla politica e all’approfondimento
Prima pagina del primo numero dedicata a Gianni Letta, indagato per abuso d’ufficio, turbativa d’asta e truffa aggravata.
C’era da aspettarselo, per un nuovo giornale che si voglia abbia come riferimento l’ex pubblico ministero Antonio Di Pietro e che comprende tra i suoi giornalisti alcuni magistrati. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, come riferisce appunto il giornale diretto da Antonio Padellaro, sarebbe indagato dalla procura di Lagonegro, in provincia di Potenza.
Come era nelle attese quindi, il nuovo quotidiano si contraddistingue subito per una scelta di tipo politico-giudiziario, per una linea di inchiesta che andra’ presumibilmente a cercare, anche in futuro, notizie (o presunte tali) legate al mondo dei pubblici ministeri e delle loro attività e relative a questo o a quel politico, nazionale o locale che sia.
In prima pagina, di spalla, l’editoriale di presentazione del direttore, dal titolo “Linea politica la Costituzione”.
”Ci chiedono – scrive Padellaro – quale sarà la vostra linea politica? Rispondiamo: la Costituzione della Repubblica”. Il direttore de Il Fatto sottolinea che ”questa non è retorica ma drammatica realtà. Cosa c’è di più rivoluzionario, in un Paese dove ogni giorno la legge viene adattata ai capricci dell’imperatore e dei suoi cortigiani? E l’art. 21 quando afferma che l’informazione non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure? Vi sembra che il direttore del Tg1 ne tenga conto quando decide che gli italiani non devono sapere nè delle prostitute a casa Berlusconi nè degli insulti di Brunetta?”.
Padellaro chiarisce che Il Fatto sarà ”un giornale d’opposizione. A Berlusconi certo” ma ”non faremo sconti ai dirigenti del Pd e della multiforme sinistra che in tutti questi anni non è riuscita a costruire uno straccio di alternativa. Troppi litigi, troppe ambiguità”.

Dice infatti il direttore, Antonio Padellaro, che hanno rinunciato anche ai contributi pubblici perché “solo così possiamo dirci veramente liberi”. Una vera e propria sfida ad un mercato editoriale sempre più ristretto, tanto che il numero dei lettori italiani è rimasto al palo, agli anni del dopoguerra. Con Padellaro arriva Furio Colombo e si ricostruisce, a posizioni invertite, la coppia di giornalisti che hanno diretto per molti anni L’Unità. Prima Colombo, poi Padellaro, di fatto, furono sostituiti perché non “funzionali” alla linea politica prima dei Ds e poi del Pd.
Forse non è un caso che anche l’amministratore delegato sia Giorgio Poidomani che ha ricoperto uguale incarico all’Unità. Fra gli azionisti Lorenzo Fazio, titolare della casa editrice Chiarelettere che pubblica, fra gli altri, i libri di Marco Travaglio che sarà una delle “colonne” del quotidiano . A far parte della “testa redazionale” affermati giornalisti come Peter Gomez, autore anche di alcune pubblicazioni insieme a Travaglio, e Luca Telese, di recente “divorziato” dal “ Giornale” dove si occupava della vita politica, considerato un “esperto” di fatti a avvenimenti della sinistra. Con loro un piccolo gruppo di giovani cronisti, parte dei quali provenienti dell’Unità. In edicola sei giorni a settimana, lunedì escluso. Tanti auguri e un cordiale in bocca al lupo.