SCUOLA. GIAMBRONE (IDV): CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI REGIONE SICILIA UN’ABERRAZIONE
“Inaudito il contenuto del decreto dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia”. Così il senatore Fabio Giambrone, vicecapogruppo dell’Italia dei Valori e capogruppo in commissione Istruzione commenta il decreto dello scorso 12.10 con cui il Ministero dell’Istruzione istituisce una nuova Commissione Giudicatrice del corso-concorso per dirigenti scolastici per rivalutare gli elaborati di due ricorrenti.
“La storia è nota: due candidati non vincitori del concorso avevano presentato ricorso presso i competenti organi di giustizia amministrativa, chiedendo l’annullamento di tutte le prove concorsuali e successivamente il CGA accoglieva i motivi del ricorso.
“Come Italia dei Valori non possiamo accettare che il Direttore Generale Di Stefano utilizzi la decretazione come escamotage per ribaltare una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana che disponeva l’annullamento del concorso stesso. “Per questo – conclude Giambrone- ci opporremo in tutte le sedi opportune ad un atto palesemente antidemocratico e discriminatorio”.
Ufficio Stampa
Gruppo Italia dei Valori
Senato della Repubblica
26 Settembre 2009
Il vero Brunetta
Autore Fabio Evangelisti Ma davvero tutti sanno chi è il Ministro Brunetta? Non ci sono dubbi sulla sua popolarità sia tra quelli che lo hanno apprezzato fin dall’inizio della sua (solo) dichiarata guerra ai fannulloni della Pubblica Amministrazione, sia tra i dipendenti pubblici che da lui si sono sentiti colpiti e minacciati (ora giustamente, tal’altra meno) nella loro professionalità e anche in qualche indubbio privilegio rispetto a chi lavora in fabbrica o in un ufficio professionale, in un negozio anziché in un supermercato. Resta il fatto, però, che in ogni ufficio pubblico ho sentito più d’uno inveire contro la furia moralizzatrice di questo Ministro, mentre a Cortina Incontra, così come al caffè della Versiliana, si sono uditi solo peana e visti molti suoi estimatori in solluchero ogni volta che ne sparava una delle sue.
Forse non tutti, però, sanno che questo campione dei ‘doveri per tutti’ non è poi così coerente nella sua attività politica e ministeriale. Ad esempio, su proposta del Ministro dell’interno, il Governo avrebbe da tempo dovuto sciogliere il comune di Fondi (in provincia di Latina) per infiltrazioni mafiose. Chi vi si è opposto? Il Ministro Brunetta, insieme ai suoi colleghi Matteoli e Meloni. Il fatto è di una assoluta gravità per chi perora – a questo punto si può dire, strumentalmente e ipocritamente – la causa dell’amministrazione pubblica efficiente e trasparente. Per questo motivo, ho presentato un’interrogazione parlamentare, per sapere se sono peggiori quelli che lui chiama ‘fannulloni’ oppure i mafiosi. Ma non è finita qui. A parte gli insulti di quando si è augurato che la sinistra “vada a morì ammazzata” (salvo adombrarsi quando lo definiscono ‘energumeno tascabile’), a Venezia ( dove si è fatto allestire un sontuoso ufficio sul Canal Grande a spese del contribuente) ha attaccato i lavoratori dello spettacolo presenti al Festival del cinema e insultato un bravo attore e regista come Michele Placido e altri che, come lui, portano alta la bandiera della cultura italiana nel mondo.
La perla, però, è quella rivelata dal Corriere della sera, del 23 settembre 2009, dal quale si è appreso che, al costo per il contribuente di 40 mila euro annui, il Ministro Brunetta ha inserito tra i suoi collaboratori Gianni De Michelis, ex ministro craxiano ed ex parlamentare che gode già di un vitalizio di diverse migliaia di euro al mese.
Insomma, se si è fannulloni o parassiti o invece qualificati grand commis da strapagare dipende soltanto dalle soggettive valutazioni del ministro. Se si è parte della sinistra si deve “andare a morire ammazzati” mentre se si è parte degli ambienti malavitosi del Basso Lazio si è degni della pubblica Amministrazione moralizzata che il ministro immagina nel glorioso futuro del nostro Paese; se si è Gianni De Michelis si può ottenere il doppio stipendio e se si è amici dei Sindaci (com’è successo nella Palermo di Cammarata) del partito di Brunetta si ottiene un posto senza concorso.
Repubblica 2.6.09
Demolizione di una first lady
di Natalia Aspesi
C´è una verità fantomatica, inventata lì per lì, inventata male e quindi continuamente rabberciata, rovesciata, cambiata, sempre più ridicola e offensiva: ma a quella bisogna credere, e c´è chi ci crede perché si obbliga ciecamente a credere tutto ciò che dice il capo, tutto ciò che attorno al capo viene costruito dalla sua corte per distogliere da lui ogni ombra.
Con le sue parole Veronica volava alto. I giornali del premier volano molto basso
Il capo e la sua corte sono certi che le loro menzogne costituiscano la realtà dei fatti, perché loro sanno come far tacere la realtà vera e i fatti veri: ancora ieri ha detto di aver già “chiarito tutto”, ma in realtà continua a non rispondere alle domande. C´è un intero esercito di avvocati, con i loro visi aguzzi gelidi e spietati, c´è una moltitudine di dipendenti, nei giornali e nelle televisioni, c´è una folla di miracolati, carichi di spille d´oro, inviti in villa, voli su aerei di Stato, cariche politiche, prebende di ogni tipo, leggi apposite, ci sono gli amici degli amici, ci sono i corifei addestrati tutti alla stessa scuola, che nei talk show urlano sulle parole dei dissenzienti per non farle capire, c´è un possente muro per difendere il capo, per avallare le sue menzogne: e chiunque osi sottrarsi a questa nebbia nefasta, a questa palude eversiva, viene irriso, sporcato, attaccato, annientato.
Dopo che il premier si era assicurato che le foto definite innocenti dei festini nel suo luna park sardo fossero state requisite dalla magistratura (ma perché se innocenti?), non ha negato ai dipendenti del giornale di proprietà di suo fratello di pubblicare la foto di sua moglie, madre di tre dei suoi figli, accompagnata dalla sua guardia del corpo. La signora Lario e il signor Orlandi camminano a distanza di almeno due metri, il che pare anche troppo per un bodyguard il cui dovere è stare vicino all´oggetto della sua sorveglianza: e infatti ogni giorno la televisione ci fa vedere con quanto rigore e adocchiando ovunque, la folla di nervosi gorilla del capo assediano e sfiorano il suo sacro corpo per proteggerlo da ogni eventuale fastidio. Eppure nessuno ha mai osato vedere nella loro presenza appiccicosa qualcosa di erotico. Ma si sa, per le donne è un´altra cosa, magari basta una semplice vicinanza… Infatti ci ha subito pensato una signora, un´altra dipendente del capo per intemperanti benemerenze politiche, a rivelare ad un altro giornale del giro che quel cupo signore intento al suo lavoro, forse il solo che si era potuto vederle vicino, era l´amante della signora.
Si immagina il folto gruppo di pensiero intento a costruire le sue storie per mascherare le menzogne, e per concertare il nuovo attacco alla signora Lario, a chi ha osato dire per prima la verità, quell´uomo non sta bene; suo marito, ma soprattutto il capo del governo; la persona che deve occuparsi del paese e della sua crisi e spesso si distrae, anche troppo e in modo non sempre adatto, non tanto ai suoi doveri di marito, quanto a quelli di premier di un paese che ormai in Europa è guardato con molto sospetto.
Con quelle parole Veronica Lario volava alto: i giornali del premier, con le loro illazioni, volano molto basso: riducono un evento gravissimo che potrebbe essere, che è di Stato, che riguarda la pratica della menzogna e dell´uso della violenza e della sopraffazione da parte del potere, a un affare di corna e di dispetti matrimoniali. La volgarità è quelle dei reality televisivi fatti di finzione, è il non sapere usare mezzi di difesa se non nell´offesa. C´è un´Italia che crede davvero alla degradante fiction che le viene ammanita e si commuove per un povero miliardario ultrasettantenne e truccato che la moglie ha tradito lasciandolo solo, e cosa doveva fare se non invitare un po´ di belle ragazze a mangiare la pizza nel suo paradiso adatto ai gusti di Emilio Fede? Ma ce n´è anche un´altra d´Italia sempre più disorientata e costernata davanti a questi orrori, a questo labirinto di menzogne, a questo disprezzo per una donna, per le donne, per tutto il paese.
La mozione di sfiducia presentata in Parlamento nei confronti del Presidente del Consiglio è stata, a tutt’oggi, firmata solo dai parlamentari dell’Italia dei Valori, non ha raggiunto le firme necessarie per essere discussa alla Camera. Su questo gli altri parlamentari sono zitti e con la coda tra le gambe.
In questo Paese esiste un governo, un’opposizione governativa e un’opposizione alternativa a questa melassa di governo: l’Italia dei Valori.
Per capirci, un voto al Pd e all’Udc è un voto utile e funzionale per il governo Berlusconi poiché non disturba e serve a consolidare un vago “senso di democrazia” con cui tenere in stato comatoso le coscienze dei cittadini.
L’Udc, nella veste di Pier Fendinando Casini, ha definito “una baggianata” la mozione di sfiducia. Detto da un partito che ha il suo massimo esponente in Totò Cuffaro, l’uomo che offrì cannoli siciliani per essere stato condannato “solo” per favoreggiamento semplice e non mafioso, è la conferma che la mozione doveva farsi, ed è un bene che non abbiano aderito.
Per rispondere a Dario Franceschini, che mi accusa di attaccare il Pd dimenticando che ha definito “voto inutile” quello dato a IdV e che continua a ribadirlo in ogni sede anche in modo sciocco, rispondo che per fare opposizione bisogna farla tutti i giorni, guardando i contenuti ed i valori che la ispirano. Non si può fare opposizione boicottando piazza Navona, piazza Farnese, la raccolta firme per il referendum contro il lodo Alfano, semplicemente perché non è un’iniziativa nata dal proprio partito.
Chiedo inoltre a Massimo D’Alema, seconda anima del Pd che ha speso gli ultimi due mesi a fare campagna elettorale contro l’Italia dei Valori, di spiegare, avendo definito la nostra mozione “una sfida all’Ok Corral”, il senso di una mozione, cioè quella presentata in tutta fretta dal Pd per pareggiare i conti con quella Idv, che chiede ad un corruttore di rinunciare al Lodo Alfano, che si è fatto su misura proprio per sfuggire al processo per cui gli si chiede di rinunciarvi.
Anche questa mozione non avrà la maggioranza in Parlamento. Allora con quale criterio definisce una mozione “un boomerang” e l’altra “un atto di genio”?
La mozione del Pd non ha nessun senso, né tecnico né politico perché Berlusconi, il corruttore, ha già fruito del lodo Alfano in situazioni ben più banali (una causa persa qualche settimana fa con il sottoscritto, di cui ho parlato il 22 aprile nell’articolo: diffamatore impunito ) e perché, per cancellarlo, sono state raccolte 1 milione di firme per un referendum.
Eppure noi firmeremo la mozione presentata dal Pd, perché non siamo, come ci rimproverano, “sfascisti” e perché è un gesto formale che deve rimanere agli atti di questa brutta pagina della storia della democrazia.
Alcune battaglie devono essere intraprese pur sapendo che potrebbero essere perse, ma nel disegno complessivo sono indispensabili per vincere la guerra.
Postato da Antonio Di Pietro in Politica
Nei giorni 19-20-21 marzo si è svolta la XIV^ giornata della memoria in ricordo delle vittime di mafia promossa dall’Associazione “Libera – anti mafie” di Don Luigi Ciotti.
Migliaia di Giovani venuti da tutta Italia hanno manifestato per le vie di Casal di Principe, ricordando Don Peppe Diana, ucciso dalla camorra perché dava fastidio; ricordando tutte quelle persone che hanno sacrificato la loro vita. Particolarmente toccanti sono stati gli interventi del celebre scrittore di “Gomorra” Roberto Saviano e del presidente nazionale di Libera Don Ciotti, il quale ha dichiarato: <<Saremo a Napoli per valorizzare il positivo. Dimostrare che c’e’ un’Italia che non si arrende, che non cede allo scetticismo e alla rassegnazione, che non pensa solo a sopravvivere ma che vuole vivere, che lotta e s’impegna per affermare la liberta’ e la dignita’ di tutti. In alcuni territori della Campania, la violenza criminale continua a lasciare tragicamente il segno; anche nell’ultimo anno sono stati numerosi ed efferati gli omicidi di camorra, troppe le vittime innocenti. Senza contare i traffici di droga e di rifiuti, lo sfruttamento delle persone attraverso la prostituzione e il lavoro nero, gli affari delle ecomafie, l’usura, le estorsioni. E certamente pesano la corruzione, le collusioni in tanti settori della politica e dell’economia, i silenzi complici o intimoriti di chi non osa o non vuole ribellarsi. Ma esiste anche una Campania diversa, ricca di positivita’. Giovani svegli, insegnanti appassionati, amministratori onesti, cittadini responsabili. Persone che prima di chiedersi cosa la societa’ faccia per loro, si chiedono cosa possono fare loro per la societa’.>>
Parole dure, forti, strozzati dal pianto di rabbia dei parenti, un pianto che grida Giustizia…non vendetta.
Già Giustizia…ma ci chiediamo come può essere fatta Giustizia se chi siede al Governo non solo si prende beffa della stessa (vedi Lodo Alfano) ma tende a mitizzare ed elogiare gli stessi esponenti mafiosi, ci riferiamo alla triste frase che il premier disse in piena campagna elettorale <<…Mangano fu un eroe…>>, frasi simili dette in uno Stato di Diritto sarebbero state condannate all’istante. Altri addirittura negano l’esistenza di organizzazioni mafiose.
Rimaniamo indignati di fronte tutto ciò, e crediamo che proprio dai Giovani possa partire un messaggio deciso, di rigore etico, di speranza per il Presente e di buon auspicio per Futuro.
Per questo motivo noi Giovani abbiamo il diritto di ricordare e il dovere di non dimenticare mai, saremo sempre presenti laddove i principi morali vengono meno vigilando e richiamando tutti al proprio dovere professionale ed istituzionale.
Grande partecipazione di giovani! evidente la voglia di conoscere le cose, soprattutto quelle vere…abbracci a tutti e COMPLIMENTI!!!!!!
Fabio
Grazie a te per averci dato un’occasione di ascoltare cose interessanti. Ho parlato ad un
amico di quest’evento e gli ho detto: questi avvenimenti servono per risvegliare le nostre coscienze,
per indurci a riflettere quando c’è da scegliere per chi votare. Purtroppo la mia impressione è che fin
quando gli italiani “dormono” guardando Il Grande Fratello, non potranno rendersi conto che un voto
dato alla persona sbagliata avrà conseguenze molto gravi, una delle quali potrebbe essere l’abolizione
stessa del voto: a che serve votare se ci sono io che sono infallibile? potrebbe dire lui (il grande Silvio).
Tanto vale abolire il voto!
Ciao
Giancarlo
Avete visto che folla questo pomeriggio? Anche se siamo rimasti fuori, pur arrivando in orario, abbiamo avuto la piacevole senzazione che non tutto è perduto. La gente aspetta persone di levatura morale come Di Pietro e come Orlando che smuovano la melma di di rassegnazione al malaffare, all’opportunismo, al tirare a campare che ci blocca la vita quotidiana impedendoci di avere fiducia nel futuro. Perchè avete scelto un locale così piccolo? La prossima volta vogliamo esserci tutti!!! In bocca al lupo. E riportateci di nuovo Travaglio!!!!!
Giovanna
Caro Giovanni,
complimenti per la conferenza di oggi.Sono riuscito a trovare un sostituto che mi ha permesso, sostituendomi per quattro ore, di assistere al bellissimo incontro organizzato da IdV. Spero, in futuro ,di essere presente alle manifaestazioni del partito.
Un caro saluto
Luciano
COMPLIMENTONI, siete riusciti ad animare ‘l’indifferente Ragusa’, ma ve lo aspettavate tutta sta gente, onestamente?
Vincenzo
Grande incontro, siete gente perbene e coraggiosa e lo dimostrate ogni giorno laddove siete impegnati, è stato bello ascoltare Travaglio e sarà ancora più bello, se volete, partecipare e contribuire a sostenervi nelle vostre battaglie che sono battaglie di tutti e per tutti, ancora grazie.
Luisa
Voglio solo dirvi grazie a Giovanni in primo luogo e poi a Marco, a Leoluca e a tutti voi !!!!
Silvia
E’ STATO UN MOMENTO INTENSO, IMPORTANTE, MA, SOPRATTUTTO, DI SPERANZA CHE LA MORALE E L’ETICA TANTO SOTTOLINEATA DA TRAVAGLIO POSSANO TRIONFARE SULL’IMMORALITA’ DILAGANTE.
GRAZIE A ITALIA DEI VALORI E GRAZIE A TE SEMPRE IN PRIMA LINEA
All’ Assessore al Territorio e Ambiente della Provincia di Ragusa
p.c. Al Presidente della Provincia di Ragusa
p.c. Al Comandante della Polizia Provinciale Ragusa
Oggetto : invasionie moto cross nella riserva Pino d’Aleppo e altre zone naturalistiche
Premesso che
Ad ottobre 2008 era stato da Lei annunciato pubblicamente (v. anche comunicato stampa) un programma di vigilanza congiunta al fine di “debellare il fenomeno ” dell’invasione della riserva di cui all’oggetto da parte di SUV, fuoristrada e squadre di centauri che si dilettano con il moto cross
Considerato che
Incuranti della sue dichiarazioni pubbliche i “crossisti” frequentatori delle Riserve, in questi mesi, hanno continuato ad imperversare con i loro mezzi in zone VIETATE e Le consegno solo alcune foto scattate in giorni diversi e le ultime scattate nella giornata dell’11 gennaio 2009 da un gruppo (oltre 40) di Ragusani che aveva pensato di trascorrere una giornata serena all’interno della Riserva “naturale” ;
Considerato che
Alcune associazioni Ambientaliste (v. in primo luogo Legambiente) hanno creato in questi anni un vero e proprio dossier costituito da foto e filmati e fatto, invano, esposti alle diverse forze dell’ordine e alla Prefettura;
Tenuto conto che
Altre “invasioni” sono avvenute lungo la s.p. 66 (lato interno) nel tratto tra Marina di Modica – Pisciotto dove resiste un piccolo relitto di paleodune scampato sorprendentemente (finora) alle opere edilizie ed agricole che si presenta come un avvallamento circondato in modo suggestivo da alte dune consolidate in fase di litificazione e dove si rischia che il delicato equilibrio vegetazionale venga distrutto dalle continue, anche lì, invasioni prevalentemente di sabato e domenica da parte di motociclisti e fuoristrada;
Considerato che
la gestione delle Riserve è compito della Provincia Regionale di Ragusa e che l’accesso alle riserve non prevede gare o “invasioni barbariche”
SI CHIEDE
Di conoscere quali provvedimenti concreti ha assunto codesto Assessorato a seguito dell’annuncio di vigilanza congiunta citato in premessa;
Di conoscere come è articolata funzionalmente (Responsabili ed operatori) ed organizzativamente, oltre ai relativi costi, la vigilanza delle Riserve provinciali;
Di conoscere quali provvedimenti vorrà assumere per salvaguardare e tutelare il patrimonio naturale in considerazione del perdurare dei comportamenti illegali.
Alla presente si richiede risposta scritta entro i termini previsti nel vigente regolamento e risposta orale al Consiglio Provinciale per le comunicazioni e l’attività ispettiva.