Ai parlamentari di ITALIA dei VALORI l’Oscar della produttività
I politici italiani sono una casta privilegiata, non solo perché godono di privilegi e vantaggi negati ai comuni cittadini e in buona parte sconosciuti anche ai loro colleghi del resto d’Europa, ma anche perché, a differenza dei normali lavoratori, nessuno chiede conto del loro operato. Sono capaci o incapaci? Fanno il loro dovere o sono nullafacenti ben pagati? Rispettano un orario di lavoro come tutti, o vivono di settimane cortissime? La risposta purtroppo è ben nota.
I dati diffusi oggi sulla produttività dei deputati da Linkiesta, cioè su quanto meritano il loro lauto stipendio, lo confermano, e dimostrano anche che a fare meno di tutti il loro dovere sono proprio i deputati dei partiti maggiori, il Pd e il Pdl. Tra i primi dieci deputati in ordine di produttività, c’è una sola piddina, Livia Turco al decimo posto, e nessuno uno del Pdl. I meno produttivi sono invece tutti del Pdl tranne quello che, quanto ad attività parlamentare, sta messo peggio di tutti. Viene dal Pd e si chiama Massimo D’Alema.
L’Italia dei Valori è di altra stoffa. I nostri parlamentari, dal primo all’ultimo, lavorano, si guadagnano lo stipendio, mostrano il loro rispetto per le istituzioni e per la centralità del Parlamento non chiacchierando ma operando.
Il deputato che più di ogni altro può vantare un’intensa attività parlamentare in questa legislatura è Antonio Di Pietro. Ha presentato 64 proposte di legge, 28 mozioni, 34 interpellanze, 273 interrogazioni parlamentari. Non è il solo esponente dell’Italia dei Valori presente nella classifica dei dieci deputati più attivi. Ce ne sono altri due, Fabio Evangelisti e Antonio Borghesi, entrambi firmatari di proposte di legge, interpellanze, ordini del giorno: quello che per un parlamentare dovrebbe essere il pane quotidiano, l’equivalente dei pezzi prodotti in fabbrica dagli operai. La differenza è che se gli operai non producono perdono il posto, ai parlamentari invece non dice niente nessuno.
Anche il senatore più attivo è dell’Italia dei Valori, Elio Lannutti, che ha presentato 53 proposte di legge e 998 risoluzioni. Al terzo posto c’è invece il capogruppo dell’IdV Felice Belisario, all’ottavo il responsabile nazionale eventi dell’IdV Stefano Pedica e al decimo Alfonso Mascitelli, sempre del nostro partito.
Giusto per curiosità, anche a palazzo Madama tra i dieci senatori più attivi ce n’è uno solo che viene dai partiti maggiori, Roberto Della Seta, del Pd, al nono posto, e nessuno del Pdl. Non c’è da stupirsene. Nei grandi partiti, ancora più che negli altri, i gruppi parlamentari sono stati nominati dall’alto senza nessun bisogno di meritarsi la candidatura. Non sono rappresentanti del popolo ma delle segreterie di partito. Per molti di loro, il lavoro consiste nel votare come gli si ordina.
Solo prendendo sul serio l’impegno parlamentare, assumendosene tutti gli oneri e non solo i troppi onori, si restituirà dignità al Parlamento e si ricostruirà un rapporto con cittadini giustamente stomacati da una classe politica che sa pensare solo a se stessa. Questo pensa l’Italia dei Valori e come questi dati dimostrano è un partito che quel che pensa lo dice, e quel che dice lo fa. Questo si addice alle persone serie, e anche ai partiti seri.
Ufficio Comunicazione e Stampa










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